07.34 – venerdì 26 giugno 2026
Il confronto con le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, il mondo della cooperazione, il settore agricolo, il comparto turistico e le associazioni dei consumatori ha evidenziato come il Trentino continui a presentare indicatori economici e occupazionali complessivamente positivi, ma sia chiamato ad affrontare una serie di criticità strutturali che rischiano di condizionarne la competitività e la coesione sociale nel medio e lungo periodo.
Tra i temi maggiormente richiamati emerge la stagnazione della produttività registrata negli ultimi due decenni. Pur in presenza di una sostanziale tenuta del sistema economico e di livelli occupazionali elevati, la crescita della produttività non è stata sufficiente a sostenere un adeguato incremento dei salari reali, soprattutto in un contesto caratterizzato da un forte aumento del costo della vita.
L’aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni ha determinato una significativa riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, con ripercussioni dirette sui consumi e sulla domanda interna. In particolare, il costo dell’abitare è stato individuato come il principale fattore di pressione economica per cittadini e lavoratori.
Il tema della casa rappresenta oggi una delle principali emergenze del Trentino. La difficoltà di reperire alloggi a canoni sostenibili non riguarda soltanto le fasce sociali più fragili, ma coinvolge sempre più lavoratori, giovani coppie e famiglie appartenenti alla cosiddetta “fascia grigia”, esclusa sia dall’edilizia pubblica sia dal mercato privato. La questione abitativa è ormai strettamente collegata alla capacità delle imprese di assumere personale, all’attrattività del territorio e alla possibilità di contrastare lo spopolamento delle aree periferiche e delle vallate.
Molti interventi hanno sottolineato come la mancanza di abitazioni accessibili costituisca oggi uno dei principali ostacoli alla crescita economica. La presenza di migliaia di alloggi inutilizzati evidenzia inoltre la necessità di strumenti di garanzia e mediazione capaci di favorire l’incontro tra proprietari e potenziali inquilini, riducendo i timori legati alla morosità e alla gestione degli immobili.
Un’altra criticità condivisa riguarda la crescente difficoltà nel reperimento di manodopera. Turismo, agricoltura, commercio, artigianato, trasporti e servizi registrano percentuali particolarmente elevate di figure professionali difficili da trovare.
In un contesto di piena occupazione, le imprese sono sempre più orientate a ricorrere a lavoratori provenienti dall’estero. Tuttavia, l’inserimento di queste persone richiede investimenti nella formazione professionale, nell’apprendimento della lingua italiana e nei percorsi di integrazione sociale e lavorativa.
È emersa inoltre la necessità di investire maggiormente sul capitale umano. Formazione continua, competenze digitali, conoscenza delle lingue straniere e capacità di adattamento ai cambiamenti tecnologici rappresentano fattori determinanti per la crescita della produttività e della competitività del sistema economico provinciale.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema dei salari. Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato la necessità di rafforzare la contrattazione di secondo livello, affinché i benefici derivanti dall’aumento della produttività possano essere redistribuiti in modo più efficace ai lavoratori. La diffusione di questi strumenti risulta ancora limitata in un territorio caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese.
Numerosi interventi hanno inoltre sottolineato come l’attrattività del Trentino non possa essere misurata esclusivamente dal livello delle retribuzioni. Casa, servizi, welfare, opportunità di crescita professionale, qualità della vita e prospettive future costituiscono elementi altrettanto decisivi nella capacità di attrarre e trattenere lavoratori e competenze.
Sul fronte imprenditoriale è stata evidenziata la difficoltà di programmare investimenti in un contesto segnato dall’incertezza internazionale, dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento dei costi energetici. Il costo dell’energia continua infatti a rappresentare uno dei principali fattori di pressione sui bilanci aziendali, incidendo sulla competitività di tutti i comparti produttivi.
Accanto ai costi energetici, particolare preoccupazione è stata espressa per il progressivo irrigidimento delle condizioni di accesso al credito. L’aumento dei tassi di interesse e la crescente difficoltà nel reperire finanziamenti rischiano di rallentare gli investimenti, penalizzando soprattutto le piccole e medie imprese e i giovani imprenditori.
La questione del ricambio generazionale è stata indicata come una delle principali sfide per il futuro del territorio. In diversi comparti, dall’agricoltura all’artigianato, dal commercio alle imprese familiari, cresce la difficoltà di garantire continuità alle attività economiche. Pur registrando interesse da parte delle nuove generazioni, molti giovani faticano a individuare prospettive economiche sufficientemente solide da giustificare investimenti di lungo periodo.
Il settore agricolo ha evidenziato come fare impresa sia oggi sempre più complesso a causa delle pressioni climatiche, economiche, normative e sociali. Nonostante ciò, le aziende continuano a investire e a innovare, ma chiedono condizioni che consentano di conciliare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica. Sono state inoltre segnalate le difficoltà legate all’accesso al credito, alla manodopera e agli oneri burocratici, particolarmente gravosi per le aziende di piccole dimensioni.
Il comparto turistico ha confermato il buon posizionamento del Trentino sui mercati nazionali e internazionali e la crescente internazionalizzazione dei flussi turistici. Tuttavia, anche in questo settore la disponibilità di personale e di alloggi per i lavoratori rappresenta una delle principali criticità per il futuro sviluppo delle imprese.
Il commercio e i servizi hanno posto l’accento sulla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, sulla trasformazione delle abitudini di consumo e sulla crescente diffusione degli acquisti online. La perdita di attività commerciali di prossimità e la desertificazione di alcuni centri minori rappresentano fenomeni che incidono non soltanto sull’economia, ma anche sulla qualità della vita e sulla coesione delle comunità.
Le associazioni dei consumatori hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di garantire mercati trasparenti e concorrenziali, sottolineando come la tutela del consumatore passi attraverso una maggiore informazione, il corretto funzionamento della concorrenza e il monitoraggio delle dinamiche dei prezzi. È stato inoltre evidenziato il tema del sovraindebitamento delle famiglie e la necessità di approfondire il ruolo del risparmio privato e dei suoi possibili impieghi nell’economia reale.
La Cooperazione Trentina ha evidenziato come una delle principali sfide per il futuro del territorio sia la capacità di mettere maggiormente in relazione il sistema della ricerca con il sistema produttivo provinciale. Il Trentino dispone infatti di realtà di eccellenza quali l’Università di Trento, la Fondazione Bruno Kessler e la Fondazione Edmund Mach, che rappresentano un patrimonio strategico di conoscenze, competenze e innovazione.
Trasversalmente a tutti gli interventi è emersa infine la richiesta di una significativa semplificazione amministrativa. La burocrazia continua a rappresentare un costo rilevante per imprese e cittadini e rischia di limitare la capacità di investimento e innovazione. Anche la digitalizzazione, se non accompagnata da una reale revisione delle procedure, rischia di trasformarsi in un semplice trasferimento online degli adempimenti esistenti.
Dal confronto è emersa la consapevolezza che le principali sfide del Trentino – produttività, salari, casa, lavoro, innovazione, credito e demografia – sono strettamente collegate e richiedono un approccio integrato, superando logiche settoriali e compartimenti stagni.
“Al termine di questa lunga discussione sono quindi fortemente convinta che le politiche pubbliche devono funzionare come vasi comunicanti: casa, lavoro, formazione, mobilità, welfare e sviluppo economico si influenzano reciprocamente e richiedono una forte capacità di coordinamento tra istituzioni, parti sociali, Cooperazione Trentina, sistema della ricerca e mondo produttivo. In questo contesto, l’Autonomia speciale non può essere soltanto un valore da rivendicare sul piano politico e istituzionale, ma deve tradursi nella capacità di utilizzare pienamente le competenze di cui disponiamo per dare risposte concrete ai cittadini e alle imprese. La vera forza dell’Autonomia si misura nella capacità di affrontare con strumenti propri le grandi sfide del Trentino: casa, lavoro, produttività, costo della vita, ricambio generazionale, innovazione e competitività del sistema economico.”
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Eleonora Angeli
Consigliera Provinciale e Regionale Tn/aa
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