Freedom of Information Act, Bolognetti (Radicali Lucani): Penso spesso in queste ore al film “Il giorno della Civetta”. Quando la verità non è libera, la libertà non è vera”


Freedom Information Act, Bolognetti (Radicali Lucani): Penso spesso in queste ore al film “Il giorno della Civetta”. Quando la verità non è libera, la libertà non è vera”.  Di seguito la nota integrala inviata da Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani e giornalista freelance

Come era inevitabile, dopo quasi ottanta anni di tradimento del dettato costituzionale, siamo arrivati a un tal punto di putrefazione politica, istituzionale, economica e sociale che la puzza rende l’aria irrespirabile. Ma, ahimé, evidentemente ci siamo totalmente assuefatti in questo Paese, in cui per dieci giorni si è parlato del selfie di Trump e Meloni. Putrefazione delle anime, corruzione delle anime in questa ormai diuturna domenica delle salme, in cui, parafrasando De Andrè, non si sentono fucilate e il gas esilarante presidia le strade. Quanto sommariamente descritto va ovviamente inserito in un contesto mondiale, in cui le democrazie vanno trasformandosi in oligarchie e le assemblee elettive contano quanto il due di coppe a briscola. Va inserito in un contesto in cui le nostre vite son strette dalla tenaglia “democrazie reali” e vecchie e nuove forme di totalitarismo. Quel che ho tratteggiato va inserito in un contesto in cui un capitalismo autoritario, illiberale e cannibale erode democrazia o si sposa con conclamati autoritarismi e regimi antidemocratici, vedi Cina, per esempio.

In questa realtà, allora, non c’è da stupirsi se uno come me subisce continue vessazioni, ostruzionismi, ostracismi e striscianti intimidazioni, solo perché rivendica il rispetto della Costituzione, delle leggi della Res Pubblica e del diritto a poter conoscere per deliberare.

In un humus fatto di servilismo, clienti e clientelismi, fasulle opposizioni e non meno fasulli statisti, atti di autentico sciacallaggio e assenza di lealtà e onestà intellettuale, pian piano tutto viene inghiottito da un buco nero e non si vola alto, ma rasoterra.

Da giorni mi sento sempre più come uno dei protagonisti de “Il giorno della civetta”; no, non certo il mafioso, ma nei panni di chi vuol capire e per questo è ritenuto molto pericoloso. Provo un malessere fisico ed è il minimo per chi come me fa della politica lo strumento per rivendicare il rispetto di inalienabili diritti.

Cosa rispondereste se vi dicessi che, nella tarda mattinata di venerdì 26 giugno, un pubblico funzionario ha provato a farmi arrestare, inscenando una ignobile farsa? Proprio vero: funzionari pubblici si nasce. C’è gente, nei nostri uffici, che ha zero dimestichezza con il FOIA e la Costituzione e che pensa di esser proprietaria dell’ufficio pubblico che dirige. Volevo controllare come vengono spesi i soldi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e qualcuno, dopo il patente ostruzionismo, vistosi alle strette ha pensato di giocarsi la carta dell’arresto. Perché è accaduto tutto questo? Perché da oltre due mesi si è messa in scena una manfrina e azioni ostruzionistiche per impedirmi di acquisire documenti relativi ai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Non sto scherzando, ci hanno provato senza riuscirci, mentre esercitavo la mia attività d’inchiesta giornalistica. Al momento, come detto, non ci son riusciti solo grazie all’intervento dei Carabinieri. Democrazia, questa? Chiedo ufficialmente all’Odg e alla Fnsi di prendere una posizione netta che condanni comportamenti ostruzionistici e palesemente intimidatori, tesi a negare a un giornalista e a chicchessia l’accesso agli atti della pubblica amministrazione. Ci troviamo – volendo usare una metafora forse impropria – di fronte ai “ladri” che inseguono le guardie. Preannuncio che a partire dalle 23.59 di domani (martedì 30 giugno) inizierò uno sciopero della fame. Se ci sono atti che non vogliono darmi, devono mettermelo per iscritto.

Ringrazio chi si è comportato da Uomo e non ha girato la testa dall’altra parte.

Scrive Imelde Cassino Rosati, presidente Unitre Moliterno: “Maurizio Bolognetti è un monumento vivente alla cultura della legalità e del diritto. Auspico che il suo impegno giornalistico riesca a far luce sulle tante zone d’ombra della nostra realtà”.

Ha scritto Antonio Flovilla, già consigliere regionale: “Grazie Maurizio per quanto fai per tutti a difesa della trasparenza, della legalità e del diritto all’informazione”.

Scrive, tra l’altro, Alessandro Singetta, avvocato e già Consigliere regionale: “Maurizio Bolognetti è un personaggio scomodo, abituato a combattere battaglie anche solitarie, in difesa dell’ambiente e del diritto alla conoscenza. Ma è un personaggio insostituibile, anche per chi non comprende che le sue lotte sono a tutela dei diritti di noi tutti. È inaccettabile, pertanto, il trattamento che alcuni gli stanno riservando, frapponendo ostacoli di ogni tipo alle sue richieste. Non è tollerabile che, in un Paese civile, la ricerca della verità e la difesa del territorio debbano tradursi in una spirale di isolamento e di sofferenza per chi se ne fa carico”.

Ha scritto l’avvocato Maurizio Spera: “Tutta la mia stima, vicinanza e solidarietà, caro Maurizio. Come ti ho già detto tempo fa, sei patrimonio di quella cultura libertaria che sta scomparendo nel nostro Paese!”

 

Scrive l’avvocato Leonardo Pinto: “Caro Maurizio, in Italia è patologico, ma non si vuol guarire perché va bene così agli uni e agli altri. Come noto, apprezzo le tue battaglie quando difendi trasparenza e legalità”.

Ha scritto, tra l’altro, Livio Valvano, direttore dell’Avanti: “Maurizio non è in grado di praticare violenza a nessuno…. tranne che a se stesso per le battaglie di libertà a cui ci ha abituato…”

Una pioggia di dichiarazioni che scaldano il cuore e rappresentano un riconoscersi oltremodo prezioso e che giunge da Uomini in una realtà in cui prevalgono quaqquaraquà e opportunismi.

Aveva ragione Prevert quando scriveva: “Quando la verità non è libera, la libertà non è vera”.

Per ora sono a piede libero o, se volete, in libertà vigilata, domani chissà. Di certo continuerò a difendere la Costituzione e le leggi della Res Pubblica e tra queste il FOIA e la ratio che lo ha ispirato.

Mala tempora currunt!


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