Latina, a 2 anni dalla morte di Satnam Singh la Flai CGIL ha rilanciato le Brigate del Lavoro contro il caporalato nell’Agro Pontino


Il sindacato torna in strada, nei campi, ed estende la mobilitazione ad associazioni e studenti per andare tra i braccianti agricoli, portare nelle campagne dell’Agro pontino e della Provincia a sud di Roma solidarietà, ma anche conoscenza, consapevolezza dei propri diritti, informazioni di utilità varia.

A 2 anni dalla morte di Satnam Singh, il bracciante indiano di 31 anni ucciso dal sistema di sfruttamento del lavoro, riprende l’attività delle Brigate del Lavoro, e con esse le iniziative sindacali di impegno e sensibilizzazione allargate anche alla partecipazione della società civile.

Sono state illustrate venerdì 26 giugno, nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Flai (Federazione Lavoratori Agro Industria) Cgil Roma e Lazio presso i locali del Museo Cambellotti di Latina: il fronte comune di Sindacato di strada e associazioni, impegnato per contratti, accoglienza, dignità, un lavoro agricolo libero da ricatto e sfruttamento, ha esposto il programma delle iniziative estate 2026, dal 29 giugno al 7 luglio, contro sfruttamento e caporalato nel territorio dell’Agro Pontino.

Tra i relatori: Giuseppe Massafra, segretario generale Cgil Frosinone Latina, Stefano Morea, segretario generale Flai Roma e Lazio, Hardeep Kaur, segretaria generale Flai Cgil Frosinone Latina, rappresentanti di ‘Ero Straniero’.

“L’attività del sindacato di strada si è sempre fatta da più di un decennio e seguiteremo a farla – ha spiegato Alessandra Valentini, segretaria Flai Roma e Lazionon più solo nostra andando alle sei di mattina presso le rotatorie che raccolgono i braccianti, ma da ampliare nelle settimane più intense alla partecipazione di associazioni e studenti per espandere la rete di realtà coinvolte sul nostro territorio, ampliare la collaborazione e sinergia con le associazioni locali e nazionali che condividono con noi, da tempo, percorsi e azioni contro sfruttamento e caporalato in agricoltura e le uscite di Sindacato di strada”.

Il punto della situazione, giustizia in memoria di Satnam Singh

“Dopo l’uccisione di Satnam Singh c’è stato un momento di svolta, una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori migranti che all’indomani di quel fatto hanno alzato la testa chiedendo il nostro aiuto. Non è tutto cambiato, qualcosa sì, l’impennata di controlli ha dimostrato l’esistenza di tanto lavoro nero: ha fatto scoprire l’acqua calda. Tanti lavoratori sono stati regolarizzati, ma c’è ancora molto da fare e denunciare”, ha riferito Alessandra Valentini.

Il fenomeno dello sfruttamento del lavoro fino ad arrivare a forme di schiavitù è purtroppo una piaga nazionale, figlio di un modello economico consacrato al profitto: nel Lazio ha le sue punte nell’ agro pontino, fino a Roma sud. Nei giorni scorsi, al processo per la morte del giovane bracciante indiano, lavoratore invisibile perché senza permesso di soggiorno né contratto, scaricato in strada dopo che un macchinario gli aveva amputato un braccio, lasciato morire perché ormai non più utile per raccogliere ortaggi e frutta per le nostre tavole, la Procura di Latina ha chiesto una condanna di reclusione a 22 anni per il datore di lavoro, l’imprenditore A.L., accusato di omicidio volontario: si attende il 7 luglio la sentenza.

Il presidio del territorio, ora più che mai, continua ad avere ragione di essere: “Praticare il sindacato di strada, significa andare noi dai lavoratori, senza aspettare che ci raggiungano. A due anni dalla morte di Satnam, vogliamo riportare giustizia in nome del lavoratore ucciso sul posto di lavoro, dei suoi familiari, e di tutti i lavoratori stanchi che vivono una condizione di sfruttamento e spesso di ricatto pesantissimo”, ha detto Giuseppe Massara, segretario generale Cgil Frosinone Latina. Il sindacalista ha insistito sulla modifica della legge Bossi-Fini, da sempre invocata, e sul sistema di gestione dei flussi. “Le Brigate del Lavoro sono un modello che pratichiamo sul territorio per dare voce a chi è sfruttato, per agire politicamente, modificare norme e una cultura di impresa basata sul basso costo del lavoro e il non rispetto dei più fragili”. L’invisibilità di masse di lavoratori migranti, più che un rischio è una certezza.

I numeri parlano: il dato eclatante e vistoso arriva dalla provincia di Roma

Alessandra Valentini ha esposto i dati sul fenomeno dei lavoratori nel settore agricolo. In generale, su scala nazionale nel 2024 ci sono stati oltre 1 milione di dipendenti occupati in agricoltura: di questi l’89,5% a tempo determinato. Il 27,6% proviene da un Paese non comunitario (oltre 280 mila). Le donne sono il 30,2% (circa 310 mila) e si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno (il 55%). La componente non italiana di lavoratori in agricoltura è complessivamente di circa il 44% sulla base dei dati INPS e degli elenchi lavoratori agricoli subordinati. Nel Lazio ci sono 47mila occupati: lo dicono i dati Inps che hanno quindi ufficialità e scientificità ma sfugge il lavoro nero e grigio. Il 45% è di provenienza extraeuropea. La quota femminile è pari al 25,4%

Il focus territoriale svela poi che a Latina ci sono circa 24 mila occupati di cui il 59% non comunitari. La quota femminile è pari al 25% circa. Nel Centro Italia, oltre 142 mila sono gli occupati di cui il 39% non comunitari. La quota femminile è pari al 26% circa. Altro focus importante è dato dalle stime fatte dall’Osservatorio Placido Rizzotto: il tasso di irregolarità su Latina è dal 42 al 44%. A Viterbo, ‘solo’ del 26-28%. Il dato eclatante e più inedito è quello della provincia di Roma dove il tasso di irregolarità nel lavoro agricolo si attesta al 50%.

Generico brigate del lavoro 2026

L’importanza di fare rete, molto di più di un modo di dire

Hardeep Kaur, segretaria generale Flai Cgil Frosinone Latina si è soffermata sulla necessità di fare rete, continuare a denunciare il lavoro irregolare, il caporalato, in certi casi la schiavitù, il ricatto della vulnerabilità. “Il problema oggi, immediato, è la presa in carico dei lavoratori che denunciano. Dopo la denuncia e l’intervento delle forze dell’ordine, si pongono altri problemi: come possa sopravvivere un lavoratore in condizioni di fragilità estrema, dove mangiare ed essere ospitato. La macchina burocratica è eccezionalmente lenta: “Abbiamo centinaia di casi alla Procura di Latina per i quali non c’è ancora inizio del percorso di uscita”. Si tratta di problemi di grande concretezza: oltre a riuscire a creare una rete di protezione, garantire un rifugio dove dormire, occorre avviare percorsi per l’integrazione a cominciare da quella linguistica, assicurare un lavoro per sfuggire alle maglie del caporalato. “Abbiamo istituito un fondo di solidarietà, ma da solo non basta, le risorse sono sempre poche, grazie alle persone che ci hanno sostenuto anche con donazioni di viveri”.

Eventi dal 29 giugno al 7 luglio, non solo le iniziative delle Brigate del Lavoro

Il programma presentato è ricco di iniziative pubbliche, momenti di approfondimento e scambio.Dal 29 giugno al 7 luglio, le Brigate del Lavoro saranno presenti nei territori per distribuire materiale informativo in più lingue, raccogliere segnalazioni, ascoltare bisogni e vertenze, costruire relazioni di fiducia, favorire l’emersione delle condizioni di sfruttamento. Stefano Morea, segretario generale Flai Roma e Lazio ha detto che centinaia di lavoratori hanno denunciato anche grazie all’attività politiche delle Brigate.

Un’attività che non si caratterizza solo per l’uscita all’alba (da martedì 30 giugno a mercoledì 8 luglio) di delegazioni contraddistinte da magliette riconoscibili per andare ai punti di raccolta dei braccianti agricoli in vista del lavoro nei campi, capire cosa accade in campagna e dare una mano, restituire dignità. Consiste anche nel costruire luoghi di aggregazione, di servizio, “Case del popolo, per recuperare un’espressione che è nella tradizione della Sinistra di questo Paese. Fondamentale è poi mandare un messaggio alle istituzioni, martedì 30 giugno alle 14, ci sarà il presidio presso palazzo M in piazza della Libertà a Latina dove c’è l’ufficio immigrazione Questura per il problema del decreto flussi e il tema del sotto organico negli uffici”.

É stato illustrato il calendario completo delle iniziative: il 2 luglio ci sarà la presentazione di un’opera collettiva e l’intervento di Nicola Zingaretti. Un flash mob su iniziativa di Libera e Flai Cgil si terrà a chiusura delle iniziative, il 10 luglio alle 16 e 30 in corso della Repubblica a Latina

Il tutto sarà caratterizzato dal coinvolgimento della società civile: ci saranno eventi realizzati con associazioni attive sul territorio tra cui Mediterranea Saving Humans, Libera, Ols e Cidas. L’intento pè anche commemorativo: saranno giornate dedicate alla memoria di Satnam Singh e delle vittime del Decreto Flussi.

brigate del lavoro

Contro il Decreto Flussi, rimettere l’uomo al centro

“Attraversando il Mediterraneo, milioni di persone arrivano nel nostro Paese e siamo costretti ad affrontare questo problema come emergenza, dobbiamo capovolgere il punto di vista e mettere al centro l’uomo”. Punto di vista in continuità con quello di Fabrizio Coresi di ‘Ero Straniero?: “Lavoriamo per il superamento della Bossi-Fini, legge anacronistica e criminogena, sono cambiati i flussi , è un sistema che produce quell’irregolarità che vuole combattere. Scontiamo l’assenza completa di trasparenza. Croresi ha segnalato che il tavolo tecnico annunciato dal Governo non esiste, sebbene la complessa problematica coinvolga tre ministeri: del Lavoro, degli Interni, degli Affari Esteri. “Colmiamo noi il buco nella Pubblica Amministrazione , siamo al quarto monitoraggio annuale che dovrebbe essere fatto dalle istituzioni”.

Grazie a questo lavoro, è emerso che sul territorio di Latina i lavoratori sono richiamati di stagione in stagione. Gli ingressi del 2024 evidenziano arrivi in prevalenza da India, Pakistan, Bangladesh e Marocco. “Il ministero non fornisce dati”, la denuncia. “Resta un sistema da cambiare per cambiare l’esito delle cose, altrimenti resta un successo fragile”. Camilla Siliotti di Ero Straniero ha ricordato che dietro i dati ci sono persone in carne e ossa. Il senso di queste giornate è di denunciare le difficoltà dei lavoratori che arrivano in Italia con il Decreto Flussi: a fronte di una promessa di contratto costata molti risparmi, si ritrovano senza lavoro e ciò si traduce in ricatto e sfruttamento. Dagli alloggi al trasporto, dalle barriere linguistiche alle file interminabili per rinnovare un documento; ci sono poi le infinite difficoltà legate all’accoglienza.

Dalla parte dell’umanità

Aldo Ciani di Mediterranea Saving Humans si è soffermato sul problema della invisibilità dei migranti sbarcati per mare o arrivati via aerea,la frontiera del mondo non finisce nel mare e non inizia nelle rotonde, e il ricatto inizia anni prima. Certo prima si salva, poi si discute, la salvaguardia della vita umana è la priorità. Ha ricordato don Milani e il suo stare dalla parte degli oppressi. “I prossimi mesi saranno di campagna elettorale fatta di difesa della razza, della patria, dei valori, della religione. Noi dobbiamo difendere la Costituzione, la Repubblica, gli essere umani e stare insieme ci dà più forza”.




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 Piera Lombardi

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