Certe serate non si chiudono con un finale. Si chiudono con un nuovo inizio.
È accaduto venerdì sera, quando Blink – il circolo magico che ama definirsi, senza timidezza, “il circolo magico più felice del mondo” – ha salutato la sede di via in cui tutto ebbe inizio nel 2013 con un appuntamento dal titolo tanto ironico quanto evocativo: “Kapolinea”. Con la “K”, naturalmente. Perché a Blink le lettere non sono mai casuali. Come la “Q” di Squola di Magia, quella scuola nata tredici anni fa per i bambini e diventata, poco dopo, anche un luogo di formazione per gli adulti.
Una serata che avrebbe potuto trasformarsi in un nostalgico addio si è invece rivelata un racconto corale fatto di memoria, gratitudine e futuro. Un viaggio attraverso le persone che hanno costruito, sera dopo sera, quello che oggi è molto più di un’associazione: una comunità.
Dalla “Squola” al circolo
L’avventura comincia nel 2013 da un’intuizione di Trabük, al secolo Alberto Del Negro. L’idea è semplice quanto rivoluzionaria: creare a Dronero una scuola di magia dedicata ai più piccoli, dove imparare l’illusionismo ma, soprattutto, il valore dello stupore. Pochi mesi dopo arriva una richiesta destinata a cambiare tutto. «Perché non aprire un corso anche per gli adulti?». A porla è Claudio Reineri, conosciuto da tutti come Mago Ugo, il primo adulto a iscriversi alla scuola e il primo a intuire che quella realtà poteva diventare qualcosa di ancora più grande. Nel 2014 quella visione prende ancora un’altra forma. Blink diventa ufficialmente circolo magico e associazione di promozione sociale, con Giorgio Barbero come primo presidente. Da allora la crescita non si è più fermata.
In oltre dieci anni Blink ha organizzato centinaia di eventi, ospitato artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero, formato centinaia di appassionati, promosso incontri culturali, spettacoli, conferenze, laboratori e attività sociali, portando la magia anche nelle case di riposo e trasformando il venerdì sera in un appuntamento fisso per decine di soci.
Oggi il circolo conta stabilmente 35-40 soci attivi, ma sono oltre cinquecento gli artisti e amici appassionati, provenienti da tutto il mondo che, negli anni, hanno fatto parte della sua storia.
Il ritorno di Mago Ugo
Tra i momenti più intensi della serata c’è stato quello dedicato proprio a Claudio Reineri.
Dopo la proiezione di un breve filmato che ne ripercorreva il percorso e il suo cavallo di battaglia, le luci si sono abbassate. Poi l’ingresso in sala.
Accompagnato dalla moglie Marilena, Mago Ugo è apparso tra gli applausi dei presenti, molti dei quali non lo vedevano da tempo. Un’autentica ovazione, culminata in un lungo abbraccio collettivo.
Per Blink non rappresenta soltanto il primo allievo adulto. Rappresenta colui che, con una semplice domanda, contribuì a cambiare il destino della scuola e a trasformarla nell’associazione che oggi tutti conoscono. “Blink è anche tua!”.
Se la serata ha avuto un filo conduttore, è stato quello dell’appartenenza. Nel suo intervento il presidente Giorgio Barbero, alla guida dell’associazione fin dalla sua fondazione, ha ripercorso le tappe principali di questi anni con parole che hanno alternato ironia, gratitudine e commozione. Ha ricordato il suo primo ingresso nella “Squola”, «le pareti giallo pallido, il piccolo palco e quel sipario viola che evidentemente teneva lontana anche la superstizione», ma soprattutto il gruppo di persone che, in quello spazio minuscolo, riusciva «a contenere un mondo intero».
Un passaggio ha colpito più di ogni altro: «Blink non è il suo presidente. Blink è anche tua. Perché Blink è fatta dalle persone che la vivono». Un messaggio che racconta bene la filosofia del circolo: una realtà dove conta certo l’illusionismo, ma dove la vera magia nasce dalle relazioni. «L’illusionismo è la passione che ci unisce», ha proseguito Barbero, «ma la vera magia che si respira qui dentro è il piacere autentico di stare insieme, di includere, di trascorrere momenti di autentica felicità».
L’abbraccio che racconta tredici anni
Tra le immagini destinate a rimanere nella memoria della serata c’è senza dubbio l’abbraccio tra Giorgio Barbero e Trabük. Un gesto semplice, spontaneo, arrivato al termine del ringraziamento che il presidente ha voluto rivolgere al fondatore. «Grazie per aver costruito le fondamenta. Grazie per la fiducia. E soprattutto grazie perché hai saputo fare una cosa rarissima: lasciare spazio. Hai affidato ad altri qualcosa che avevi creato con amore, continuando a sostenerlo con amicizia, rispetto e discrezione». Parole accolte da un lungo applauso. Per molti soci è stato il simbolo del passaggio di testimone tra chi ha acceso la scintilla e chi, insieme a un intero direttivo, ha continuato ad alimentarla.
Una casa cambia. Una comunità resta.
“Kapolinea” non è stato soltanto un momento per guardarsi indietro. È stato soprattutto il racconto di ciò che sta arrivando. Dopo mesi di lavoro, infatti, Blink si prepara a trasferirsi nello storico Palazzo Savio, negli spazi dell’ex Centro Anziani messi a disposizione dall’Amministrazione comunale di Dronero, che ha creduto fin dall’inizio nel progetto di dare alla città un nuovo polo dedicato alla cultura, all’arte e allo spettacolo.
I lavori procedono e l’inaugurazione è prevista per fine settembre. Non sarà semplicemente una sede più grande. Sarà un luogo dove la magia dialogherà con il teatro, la musica, la comicità, la lettura, il varietà e tutte quelle arti capaci di creare incontri e generare meraviglia. Una casa pensata non solo per i maghi, ma per tutta la comunità.
Le voci
Alberto Del Negro (Trabük)
«Quando è nata la Squola di Magia non avrei mai immaginato che sarebbe diventata tutto questo. Vedere crescere Blink, incontrare persone arrivate come semplici allievi e vederle trasformarsi in amici, volontari e protagonisti di questa storia è il più grande numero di magia che potessi desiderare. Oggi lasciamo una sede che ci ha regalato ricordi meravigliosi. Sono i luoghi delle emozioni che restano impressi nella memoria, ed è naturale portarne con noi il valore e l’affetto. Ma il vero segreto è un altro: la magia non è mai stata racchiusa tra queste pareti. La magia è sempre stata nelle persone che le hanno riempite di sorrisi, passione, sogni e condivisione. E quelle persone continueranno a renderla viva, ovunque saremo».
Giorgio Barbero, presidente
«Abbiamo salutato un luogo che ci ha regalato tantissimo. Ma non abbiamo salutato una storia: quella continueremo a portarla con noi. Provo emozioni contrastanti. Da una parte c’è la nostalgia per questo luogo speciale, che ha custodito centinaia di ore di passione, accolto straordinari ospiti internazionali, visto nascere amicizie, amori, idee ed entusiasmi. Dall’altra c’è l’emozione di vedere diventare realtà ciò che, fino a pochi anni fa, era soltanto un sogno. Sono convinto che Blink continuerà a crescere solo se ognuno di noi continuerà a sentirla un po’ sua. Perché le sedi si costruiscono con i mattoni. Le comunità si costruiscono con le persone».
Gianfranco, socio e appassionato
«A Blink non vieni solo per imparare un gioco di prestigio. Vieni perché trovi qualcuno disposto ad ascoltarti, ad aiutarti e a divertirsi con te. È questo che rende speciale il venerdì sera».
Saveria, componente del direttivo
«In questi anni abbiamo organizzato spettacoli, corsi e conferenze, ma il risultato più bello è vedere persone molto diverse diventare amici. È una magia che non si può spiegare con nessun trucco».
Diego, socio storico
«La nuova sede sarà una grande opportunità, ma lo spirito dovrà restare lo stesso: curiosità, condivisione e voglia di fare insieme. Anche lo sguardo al sociale e all’inclusione saranno capitoli irrinunciabili. D’altronde sono parte del nostro statuto, da sempre valori fondanti e identitari di Blink».
Il prossimo capitolo
Nel corso degli anni Blink ha dimostrato che la magia può essere molto più di un mazzo di carte o di un’illusione ben riuscita. Può essere cultura, aggregazione, volontariato, formazione e inclusione. Può trasformare un piccolo locale in un punto di riferimento nazionale per gli appassionati. Può convincere artisti provenienti da tutta Italia a raggiungere Dronero. Può regalare sorrisi ai bambini, agli anziani e a chiunque abbia ancora voglia di stupirsi. Per questo “Kapolinea”, in fondo, è stato un titolo volutamente ingannevole e sorprendente. Perché i treni arrivano al capolinea quando terminano il viaggio. Quello di Blink, invece, sta semplicemente cambiando binario. A settembre, tra le sale di Palazzo Savio, inizierà un nuovo capitolo. Con lo stesso spirito che accompagna il circolo fin dal primo giorno. Quello di una comunità che continua a credere che la magia, proprio come la vita, si possa fare in un solo modo. Insieme.
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