Giovedì 2 luglio la Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini con la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma CSIC presentano a istituzioni e addetti ai lavori il lavoro di ricerca svolto nei mesi scorsi dall’Ente spagnolo presso l’Anfiteatro di Tusculum tra i più importanti monumenti del sito archeologico, fino ad oggi scarsamente indagato.
L’EEHAR-CSIS che da più di trent’anni porta avanti un progetto di ricerca archeologica sul sito dell’antica Tusculum, ha dedicato la campagna di scavo 2026 alla ripresa dello studio dell’Anfiteatro con attività di pulizia e rilievo delle strutture ancora oggi visibili, primo passo per uno studio approfondito del monumento. “La ripresa degli studi sull’Anfiteatro rappresenta un passaggio necessario per approfondire la conoscenza di uno degli edifici più significativi e paesaggisticamente più belli di Tusculum” dichiara Antonio Pizzo, Direttore della EEHAR-CSIC. “Il recupero, la valorizzazione e soprattutto la tutela di questo straordinario bene archeologico sono obiettivi imprescindibili per garantirne la conservazione e l’inserimento fra i monumenti da restituire alla collettività”.
La Comunità Montana anche quest’anno ha sostenuto le attività dell’Ente spagnolo attraverso uno stanziamento economico con il quale sono stati realizzati parte degli interventi di bonifica dalla vegetazione infestante. Per una piena valorizzazione dell’Anfiteatro si renderà tuttavia necessario prevedere futuri ed ulteriori interventi di bonifica e di sistemazione dell’area, che possano consentire sia l’ultimazione delle ricerche che una fruizione pubblica. Per questo, la Comunità Montana ha deciso di attivare una campagna Art Bonus per raccogliere fondi destinati alla manutenzione, restauro e messa in sicurezza delle strutture archeologiche.
“L’Art Bonus è un importante strumento che consente a tutti i cittadini che, per senso civico o cultura d’impresa hanno voglia di sostenere il patrimonio culturale, di partecipare concretamente alla realizzazione di un progetto” dichiara il commissario Avv. Marco de Carolis. “I mecenati che accoglieranno l’invito, ci aiuteranno a veder realizzato il sogno di aprire al pubblico questa straordinaria testimonianza dell’antica Tusculum”.
Sabato 4 luglio l’Anfiteatro sarà eccezionalmente aperto al pubblico con due visite guidate alle ore 11 e alle ore 12 a cura della dott.ssa Rosy Bianco, ricercatrice della EEHAR CSIC. I visitatori avranno così modo di vedere le strutture liberate dalla vegetazione infestante e conoscere le ultime novità sugli studi in corso.
Le visite guidate sono gratuite, con obbligo di prenotazione a prenotazioni@tuscolo.org
Cos’è l’ART BONUS?
Art Bonus è un’agevolazione fiscale varata dallo Stato italiano della quale può usufruire chiunque effettui donazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico. Il credito d’imposta del 65% è riconosciuto indipendentemente dalla natura e dalla forma giuridica del donatore: persone fisiche, titolari di reddito d’impresa, enti non commerciali.
L’anfiteatro di Tusculum costituisce uno dei principali edifici per spettacoli della città. La prima rappresentazione del monumento si deve ad Antonio da Sangallo il Giovane che ne disegnò alcuni particolari. Agli inizi dell’Ottocento si datano i primi scavi che portarono alla luce parte delle strutture dell’edificio e resero possibile rilevarne la pianta. Questa stagione iniziale di studi vede come protagonisti A. Uggeri (1800-1828), A. Angelini, C. Fea (1828) e soprattutto L. Canina (1841, 1858). Tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo altri studiosi si approcciarono allo studio del monumento, fra essi si possono citare l’architetto T. Garnier (1908), al quale si deve una nuova planimetria e due sezioni, G. Grossi Gondi (1908) e Th. Ashby (1910). Il più recente studio architettonico del monumento si deve a L. Quilici e S. Quilici Gigli (1997). Attraverso un nuovo rilievo diretto delle strutture superstiti, i due studiosi dimostrarono che molte delle ricostruzioni tradizionali necessitavano di una revisione sostanziale.
Situato al di fuori dell’abitato antico, l’anfiteatro di Tusculum fu realizzato sfruttando una valle naturale posta sul fianco del colle. L’adattamento alla topografia dell’area consentì di utilizzare il terreno come sostegno parziale dell’edificio. Tale caratteristica permette di attribuire il monumento alla categoria degli anfiteatri a struttura mista, nei quali le pendenze naturali del terreno si integrano con opere di sostruzione artificiali destinate a completare la struttura monumentale.
L’edificio (72,5×55 m circa) disponeva di due accessi assiali posti alle estremità dell’asse maggiore e di una rete di scale e corridoi che consentiva la distribuzione del pubblico e del personale di servizio. La cavea era separata dall’arena (53×34 m circa) da un alto podio, dietro il quale correva un corridoio anulare di servizio. Al di sotto dell’arena era presente almeno una galleria destinata alle esigenze tecniche degli spettacoli. Le strutture visibili sono realizzate attraverso l’impiego di diverse tecniche edilizie. Il podio, le scale e alcuni elementi monumentali erano realizzati in opera quadrata di peperino, mentre il muro perimetrale esterno e i setti radiali erano costruiti in opus caementicium rivestito da paramenti in opus reticulatum con ricorsi laterizi.
Dal punto di vista cronologico, i dati disponibili permettono di distinguere almeno due fasi principali nella vita del monumento. La prima corrisponde alla costruzione dell’anfiteatro, generalmente collocata intorno alla metà del II secolo d.C., grazie al rinvenimento di alcuni bolli laterizi (CIL XV, 622). Una seconda fase è rappresentata dagli interventi di restauro e trasformazione, testimoniati, ad esempio, dai due contrafforti realizzati a ridosso della facciata nord-orientale del monumento. Un ulteriore elemento utile per la definizione della cronologia è costituito da un’iscrizione di età severiana, conservata in tre frammenti e rinvenuta nel XIX secolo (CIL XIV, 2606), che doveva probabilmente decorare il balteus, il parapetto che separava l’arena dalla cavea. Il testo, sebbene lacunoso, potrebbe riferirsi a lavori di restauro o di monumentalizzazione dell’edificio, forse accompagnati dall’organizzazione di spettacoli.
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Claudia Proietti
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