Si è riunito nei giorni scorsi il Coordinamento Risorsa Idrica di CIA Agricoltori Italiani delle Regioni del Sud, appuntamento che si svolge con cadenza mensile per monitorare lo stato e le disponibilità idriche oltre che per affrontare criticità e problematiche riconducibili alle infrastrutture, ai sistemi di distribuzione e alla gestione dell’acqua nei territori ricadenti nel perimetro di competenza, dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.
All’incontro hanno partecipato i Presidenti e i dirigenti delle CIA di Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, che hanno analizzato l’attuale situazione degli oltre 60 invasi presenti nelle cinque regioni e i volumi ad oggi disponibili e i relativi utilizzi a partire dai piani irrigui quali strumenti essenziali per una efficace gestione della risorsa.
I dati evidenziano un quadro decisamente migliore rispetto allo scorso anno: gli invasi possono infatti presentano volumi di acqua di oltre 350 milioni di metri cubi in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Un risultato favorito dalle abbondanti precipitazioni dei mesi scorsi, che consente di affrontare la stagione estiva in una condizione di sostanziale normalità sia per gli usi civili sia per quelli agricoli e irrigui, permettendo a comunità, imprese e comparti produttivi di programmare con maggiore serenità le proprie attività e i relativi investimenti.
Permangono tuttavia alcune situazioni di criticità, in particolare in Capitanata, nello schema idrico Ofantino, in alcuni areali della Calabria e a piccoli disagi in qualche areale Campano.
Per queste realtà CIA Agricoltori Italiani ha richiesto specifici tavoli di confronto con gli Enti competenti, affinché vengano rapidamente affrontate tali disfunzioni spesso di ordine gestionali-organizzative che se non rimosse rischiano di compromettere l’efficienza dei sistemi irrigui. Tematica questa di vitale importanza se si considera che le superfici irrigate nelle cinque regioni superano complessivamente i 300 mila ettari.
Ampio spazio è stato riservato allo stato delle infrastrutture idrauliche in particolare quelli al servizio di areali a forte vocazione di produzioni intensive e di pregio.
Il Coordinamento ha avviato una ricognizione puntuale sugli interventi necessari e su quelli già programmati, che a giudizio della Confederazione devono essere agganciati a precisi cronoprogrammi e avere tempi certi di realizzazione per essere consegnati ai soggetti gestori i quali devono sempre più poter contare su soluzioni specie infrastrutturali e tecnologiche di estrema efficienza al fine di garantire il buon governo della preziosa risorsa.
Su questo punto CIA Agricoltori Italiani ribadisce e riconferma senza alcuna attenuante la sua posizione netta e chiara: è finito il tempo delle analisi, deve iniziare quello delle opere.
Occorre accelerare la progettazione, la cantierizzazione e il completamento degli interventi strategici che da troppo tempo vengono rinviati. Le infrastrutture idriche devono diventare una priorità nazionale, perché dalla disponibilità dell’acqua dipendono la sicurezza alimentare, la competitività delle imprese agricole, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo economico dei territori.
L’acqua non rappresenta più soltanto una risorsa essenziale: sempre più si caratterizza quale fattore fondamentale per una rinnovata competitività e resilienza economico- ambientale e sociale dei nostri territori e degli areali produttivi.
Per questo servono scelte rapide, investimenti continui e una governance capace di programmare il futuro.
Si tratta di completare e attuare le opere in corso e di aprire da subito specie al Sud Italia una nuova stagione d’investimenti sull’acqua da collocare nell’imponente programma 2028/2034 che riserva forte attenzione alla filiera della risorsa acqua.
Si parla di oltre 55 miliardi che l’Unione europea dedicherà ai programmi e ai progetti riguardanti la risorsa idrica e il suo utilizzo.
Tutto questo anche in ragione dei cambiamenti climatici, che sempre più si manifestano nella loro contraddizione con frequenti eventi estremi, alternando lunghi periodi di siccità a precipitazioni intense concentrate in poche ore.
Di fronte a questo scenario non è più sufficiente gestire le emergenze: è necessario costruire un sistema capace di adattarsi, aumentando la capacità di accumulo, migliorando l’efficienza delle reti, riducendo le perdite e introducendo tecnologie innovative nella gestione e distribuzione della risorsa.
Il Coordinatore Donato Distefano a sua volta ha richiamato alcune emergenze che insistono nella realtà di Basilicata e che vanno affrontate e portate a compimento. Si tratta di interventi noti da tempo e che oggi anche per la disponibilità di risorse e opportunità finanziarie devono essere realizzate, parliamo di importanti opere a partire dai lavori da appaltare sulla diga del Rendina, dell’efficientamento e la chiusura dei lavori su lla diga di Montecotugno e la rifunzionalizzazione della galleria sul Sarmento (che significa ulteriori decine e decine di milioni di Mc di acqua che oggi non invasiamo). Cosi come risulta di assoluta rilevanza completare lo schema Basento/Bradano e quindi interventi dalla Traversa di Trivigno passando per Acerenza-Genzano-Basentello. Adoperarsi per rimuovere le limitazioni sulla diga di S. Giuliano e riattivare un ulteriore Traversa sul Basento all’altezza dei territori tra Tricarico e Grassano, oltre ottimizzare la diga del Pertusillo, la gronda sull’agri per favorire adeguate funzioni alla Diga di Gannano.
Molte delle infrastrutture del Mezzogiorno sono state realizzate negli anni Sessanta e Settanta e oggi presentano evidenti limiti strutturali dovuti all’età, alla scarsa manutenzione e alla limitata innovazione tecnologica.
Per CIA Agricoltori Italiani investire sull’acqua significa investire sul futuro del Mezzogiorno e sulla consolidata vocazione produttiva che tale territorio detiene e che va preservata.
Ritardare ancora le decisioni significherebbe esporre territori, imprese e cittadini a rischi sempre maggiori, compromettendo lo sviluppo economico e sociale di un’area del Paese che ha tutte le potenzialità per trasformare la risorsa idrica in un elemento di crescita, competitività e sicurezza.
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