Bonus alberghi e strutture ricettive, domande aperte: la guida


C’è ancora tempo per accedere al bonus destinato agli alberghi e alle strutture ricettive, l’incentivo promosso dal ministero del Turismo e finanziato con le risorse del Fondo rotativo imprese per il turismo (FRI-Tur). Gestito da Invitalia, il suo scopo è quello di promuovere la digitalizzazione, il potenziamento dell’offerta, la sostenibilità energetica tra gli operatori del comparto. Per questo motivo sono messe a disposizione risorse specifiche per ogni area di intervento.

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Come funziona il bonus alberghi e strutture ricettive

Il bonus è pensato per sostenere le imprese del comparto turistico che effettuano investimenti di medio-grande entità per riqualificare, modernizzare e potenziare le proprie strutture ricettive sul territorio nazionale. Non è un semplice sconto fiscale, ma una combinazione di due diverse forme di sostegno finanziario. Infatti, la misura prevede:

  • il riconoscimento di un contributo diretto alla spesa (a fondo perduto), fino al 35% dei costi e delle spese ammissibili;
  • l’accesso a un finanziamento agevolato, concesso da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a un tasso nominale annuo fisso dello 0,5% (con durata tra i 4 e i 15 anni), al quale deve essere abbinato un finanziamento bancario a tasso di mercato di pari importo e durata.

Gli investimenti ammissibili devono avere un valore compreso tra un minimo di 500.000 euro e un massimo di 10 milioni di euro. Inoltre, per sostenere la crescita del Mezzogiorno, il 40% delle risorse stanziate per il contributo diretto alla spesa è riservato alle imprese con sede operativa in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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Beneficiari

La misura si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione operanti nel comparto turistico che, al momento della domanda, rispettino determinati requisiti di regolarità (iscrizione al Registro delle imprese, stabilità organizzativa in Italia, piena disponibilità dell’immobile come proprietari o gestori con contratto registrato, regolarità contributiva DURC, fiscale e antimafia, regime di contabilità ordinaria).


Nello specifico, possono accedere al bonus:

  • alberghi, agriturismi e strutture ricettive all’aria aperta;
  • parchi tematici (inclusi quelli acquatici e faunistici);
  • imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale;
  • stabilimenti balneari e complessi termali;
  • porti turistici.

In ogni caso, l’attività deve essere svolta all’interno di un immobile di proprietà del richiedente oppure di soggetti terzi, nel pieno esercizio dei diritti e non in una situazione di liquidazione.

Le imprese devono inoltre essere operative e in regola con:

  • le disposizioni nazionali e territoriali in materia di urbanistica;
  • le disposizioni in materia di edilizia;
  • le normative sul lavoro;
  • le disposizioni di sicurezza e prevenzione degli infortuni;
  • la salvaguardia dell’ambiente;
  • il versamento dei contributi.

Possono accedere al bonus solamente le imprese che operano in un regime di contabilità ordinaria, oppure separata nel caso di realtà in ambito agricolo e della pesca. Oltre a questi aspetti, un’attenzione particolare è data alla valutazione del merito per l’accesso al credito, che deve essere confermata da una banca finanziatrice che deve rilasciare l’apposita delibera.

Va quindi tenuto in considerazione che il bonus consente finanziamenti in base al merito creditizio della PMI specifica, per cui il soggetto richiedente deve accertarsi di avere una valutazione positiva.


Interventi ammissibili e i limiti di spesa

I progetti presentati devono prevedere spese ammissibili (al netto dell’IVA) comprese tra un minimo di 500.000 euro e un massimo di 10 milioni di euro, riferite a unità locali ubicate in Italia.

Tra le spese ammesse, ci sono quelle di:

  • riqualificazione energetica (a cui è destinato tassativamente il 50% delle risorse complessive);
  • riqualificazione antisismica ed eliminazione delle barriere architettoniche;
  • manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;
  • realizzazione di piscine termali (esclusivamente per gli stabilimenti termali);
  • digitalizzazione;
  • acquisto e rinnovo di arredi;
  • spese per prestazioni professionali connesse.

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Quanto spetta

Il bonus alberghi non si limita a una singola forma di sussidio, ma combina due strumenti finanziari: il contributo diretto alla spesa e il finanziamento agevolato.

Il mix d’aiuto viene calcolato in base alla dimensione dell’impresa e alla sua localizzazione geografica (regime ESL). Nel dettaglio, l’agevolazione è così strutturata:

  • contributo diretto alla spesa, concesso da Invitalia fino al 35% dei costi e delle spese ammissibili;
  • finanziamento agevolato, erogato da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a un tasso fisso nominale annuo dello 0,5%. La durata è compresa tra 4 e 15 anni, inclusi un massimo di 3 anni (36 mesi) di preammortamento. Il rimborso avviene in rate semestrali (scadenze 30 giugno e 31 dicembre);
  • finanziamento bancario obbligatorio (associato al finanziamento agevolato) a tasso di mercato di pari importo e durata, erogato da un istituto di credito aderente alla convenzione del 29 agosto 2022 (sottoscritta tra ministero del Turismo, ABI e CDP).

La somma di contributo diretto, finanziamento agevolato e finanziamento bancario non può superare il 100% del programma ammissibile. L’impresa deve garantire la copertura totale del progetto, inclusi i costi non ammissibili e l’IVA, mediante risorse proprie non agevolate. Inoltre, la misura rispetta i limiti del regolamento GBER (UE) n. 651/2014 e non è cumulabile con altri contributi o agevolazioni pubbliche per gli stessi interventi.


In caso di esaurimento delle risorse prima del raggiungimento della soglia minima di 300 imprese beneficiarie, il contributo a fondo perduto verrà ridotto in modo proporzionale per tutti i soggetti, fermo restando l’obbligo di completare l’investimento.

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Proroga dei termini al 31 agosto

Per effetto del D.L. 107/2026, il termine ultimo per completare gli investimenti infrastrutturali è stato differito al 31 agosto 2026, spostando in avanti la precedente scadenza fissata al 30 giugno 2026.

I due mesi aggiuntivi offrono una boccata d’ossigeno cruciale alle imprese per finalizzare i cantieri e le implementazioni tecnologiche. Tuttavia, la proroga non è automatica: le imprese interessate a beneficiare del maggior termine devono presentare un’apposita istanza di comunicazione attraverso la piattaforma telematica di Invitalia.

Come fare domanda

La domanda va inviata online, accedendo con SPID, CIE o CNS all’area riservata di Invitalia. Le agevolazioni vengono concesse secondo l’ordine cronologico di presentazione (previa verifica dei requisiti formali e di merito). Per inviare la domanda, redatta rigorosamente in lingua italiana, l’impresa proponente può presentare un’unica istanza (anche in presenza di più sedi operative) accedendo all’area riservata sul sito di Invitalia.

Per procedere, è necessario essere in possesso di:


  • firma digitale del legale rappresentante;
  • indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Documenti obbligatori da allegare

Al termine della compilazione online, che rilascia un protocollo elettronico, è necessario allegare la seguente documentazione (firmata digitalmente dal legale rappresentante, salvo diversa indicazione):

  1. modulo di domanda e scheda tecnica (utilizzando la procedura informatica);
  2. piano progettuale dettagliato;
  3. documento d’identità e codice fiscale del legale rappresentante;
  4. attestazione della delibera di finanziamento bancario (rilasciata da una banca aderente alla Convenzione e da allegare tassativamente al momento della presentazione) o attestazione della pendenza dell’istruttoria;
  5. asseverazioni di stima dei costi (firmate da un tecnico abilitato iscritto all’albo);
  6. dichiarazione di conformità agli standard PNRR e DNSH (do no significant harm);
  7. atto di proprietà dell’immobile o contratto di gestione registrato;
  8. serie di dichiarazioni sostitutive di atto notorio (DSAN) riguardanti requisiti generali, antimafia (assetto gestionale e familiari conviventi), dimensione aziendale, antiriciclaggio ed effetto incentivazione (quest’ultimo richiesto solo per le grandi imprese).

Per evitare errori formali che potrebbero pregiudicare la posizione nell’ordine cronologico, si raccomanda a imprese e consulenti di fare riferimento alla Guida alla compilazione della domanda disponibile sul portale del gestore.


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