Il Cuneese si presenta a New York con la Fiera internazionale del Marrone – www.ideawebtv.it


È partita dal Summer Fancy Food Show di New York la missione istituzionale dedicata alla promozione del territorio cuneese e del Marrone di Cuneo IGP negli Stati Uniti. Il 29 giugno, nell’ambito del principale appuntamento b2b del Nord America dedicato al food & beverage, il prodotto simbolo della Granda è stato protagonista di uno showcooking ospitato nello spazio della Regione Piemonte.
Gli chef Luca Ferrero e Andrea Serale, campione del mondo di cucina, hanno proposto alcune delle ricette più rappresentative della tradizione, dagli gnocchi di castagne al Montebianco, valorizzando la versatilità del Marrone di Cuneo IGP. Un’occasione che ha anche richiamato il legame storico tra il territorio e gli Stati Uniti, dove le castagne cuneesi erano già esportate negli anni Trenta.
«La presentazione a New York della Fiera Nazionale del Marrone di Cuneo 2026 – sottolinea l’assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni – è stata un’opportunità straordinaria per raccontare agli opinion leader americani la ricchezza del Piemonte come destinazione turistica ricca di splendidi laghi e montagne, ideali per lo sci in inverno e per le attività all’aperto in estate, delle colline patrimonio Unesco di Langhe, Roero e Monferrato, della sua vicinanza con il mare della Riviera italiana e della Costa Azzurra francese. E naturalmente per parlare dei suoi 60 vini Doc e Docg, fra cui Barolo e Barbaresco, l’Alta Langa più antico Metodo classico d’Italia e l’Asti vino dell’anno 2026, e dei suoi prodotti a denominazione d’origine, con la sua filiera agroalimentare considerata la migliore d’Italia e che da sola rappresenta il 20% dei prodotti tipici italiani. È un orgoglio aver potuto ricordare che la cucina piemontese è parte di quella strepitosa cucina italiana che, grazie al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, è diventata la prima al mondo a essere riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. In tutto questo la Fiera del Marrone di Cuneo si pone come un evento di rilievo assoluto. A partire dal prossimo anno ho voluto che sia riconosciuta come fiera internazionale, celebrando non solo l’eccellenza di un prodotto che rappresenta la nostra terra da secoli, ma anche il ricco patrimonio culturale, gastronomico e turistico di Cuneo e della sua provincia: un territorio che ha davvero molto da offrire. Il mio è stato un invito ufficiale a venire a conoscere la nostra terra, a scoprire i suoi sapori dove essi nascono e ne raccontano la storia. In questo modo ognuno potrà diventare testimonial e primo anello di quel passaparola che è il più forte strumento di promozione». La missione è proseguita il 30 giugno al Consolato Generale d’Italia a New York con una conferenza stampa dedicata alla promozione della destinazione Cuneese davanti a rappresentanti dei media e stakeholder statunitensi. L’incontro, introdotto dalla vice console Laura Pirino e da Erica Di Giovancarlo, direttore dell’Italian Trade Agency, ha visto gli interventi dell’assessore regionale Paolo Bongioanni, della sindaca di Cuneo Patrizia Manassero con l’assessora al Turismo di Cuneo Sara Tomatis e della presidente dell’ATL del Cuneese Gabriella Giordano.
«La nostra presenza a New York sancisce la vocazione internazionale del Cuneese – dichiara Gabriella Giordano –. Abbiamo presentato al mercato statunitense un’offerta turistica basata su un territorio unico: un anfiteatro naturale dove la maestosità delle Alpi e del Monviso abbraccia una pianura ricca di storia e di arte, con offerte turistiche in grado di attrarre anche il turista d’oltreoceano. Siamo inoltre orgogliosi di aver celebrato la rilevanza della Fiera Nazionale del Marrone e presentato in anteprima la mostra “Urban Souls” del fotografo Pier Renzo Lingua, promossa dalla Fondazione Genta Giandomenico e presentata in Consolato da Gianmarco Genta: un ponte artistico tra le architetture di Cuneo e il ritmo di Manhattan che invita i viaggiatori americani a scoprire una porzione di Italia inedita, dove l’eleganza della città si sposa con le tradizioni secolari. Questa iniziativa consolida dunque il posizionamento del Cuneese come destinazione capace di coniugare sport outdoor, arte, cultura e un’offerta gastronomica di rilievo mondiale».
L’appuntamento al Consolato ha rappresentato anche il momento dell’annuncio ufficiale: dal 2027 la Fiera del Marrone di Cuneo acquisirà la qualifica di manifestazione internazionale. Un riconoscimento che arriverà dopo la 27ª edizione nazionale del 2026, anno in cui ricorreranno i novant’anni dalla prima edizione del 1936.
«È stato importate portare Cuneo nel cuore di New York e raccontare, mostrare, far gustare le nostre eccellenze – commenta la sindaca Patrizia Manassero –. Sappiamo bene che c’è un legame storico profondo che si è creato attraverso le persone che sono migrate in America oltre un secolo fa, a cercare fortuna e là hanno portato le nostre tradizioni, il nostro cibo, i nostri prodotti agro-alimentari tra cui proprio la castagna. A New York abbiamo ricordato il grande Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e figlio della nostra terra cuneese, che amava dire: la “civiltà della castagna può cambiare il mondo”. Sì, perché il nostro Marrone IGP non è solo un’eccellenza gastronomica, ma è il simbolo di un’economia circolare, di cura del territorio e di resistenza delle comunità montane. Promuovere la Fiera del Marrone significa quindi anche mettere al centro la sostenibilità e un modello di sviluppo che rispetti il pianeta. A New York abbiamo quindi raccontato il nostro meraviglioso territorio ma anche una visione politica che la Fiera del Marrone esprime in maniera chiara, perché è un evento a tante dimensioni, attorno al cibo, alle reti sociali e all’ambiente. Ho quindi invitato la comunità di New York a Cuneo il prossimo ottobre, per scoprire i nostri frutti, la nostra terra, il nostro mondo e il nostro impegno per un futuro sostenibile».
«Essere a New York per raccontare la nostra fiera del Marrone è stato un gran risultato frutto di un duro lavoro sinergico della nostra Amministrazione, dell’ATL del Cuneese, della Regione Piemonte e di tutto il territorio con una valenza certamente turistica ma anche per riportare la castanicoltura al centro dei ragionamenti della nostra Amministrazione. Perché il marrone è la nostra cultura, parla di un territorio autentico ed è ciò che ci rende unici all’estero», aggiunge l’assessora Sara Tomatis.
La trasferta si è conclusa con una degustazione di Marron Glacé Agrimontana in abbinamento ad Asti Spumante e Moscato d’Asti e con l’invito rivolto al pubblico americano a partecipare alla prossima Fiera del Marrone, in programma nel centro di Cuneo dal 16 al 18 ottobre 2026.

La Fondazione Genta porta “Urban Souls” a Manhattan

La Fondazione Genta Giandomenico ha presentato a New York “Urban Souls”, il progetto fotografico di Pier Renzo Lingua dedicato al dialogo culturale tra Italia e Stati Uniti. L’iniziativa, promossa e curata dalla Fondazione, mette a confronto Cuneo e Manhattan attraverso un percorso fotografico nato dalla sorprendente somiglianza delle due città osservate dall’alto, evidenziandone affinità urbane, culturali e umane.
Ad aprire la presentazione è stato il presidente della Fondazione, Gianmarco Genta, che ha ricordato la missione dell’ente, nato per raccogliere e sviluppare l’eredità di Giandomenico Genta attraverso progetti culturali, educativi e sociali.
«Crediamo che cultura, responsabilità sociale e collaborazione siano strumenti fondamentali per costruire una società più inclusiva, sostenibile e solidale», ha dichiarato Gianmarco Genta. «La Fondazione intende trasformare un’importante eredità di impegno civile in progetti concreti rivolti alle nuove generazioni e allo sviluppo del territorio».
Attraverso Urban Souls, la Fondazione conferma il proprio impegno nella promozione della cultura come strumento di dialogo internazionale e di valorizzazione del territorio, proponendo una lettura inedita di due città lontane ma accomunate, secondo il progetto, dalla stessa vitalità e dalla capacità di creare connessioni tra comunità diverse.


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