È arrivato il momento più atteso. Dopo mesi di selezioni, oltre 720 candidature, sei finali di categoria e centinaia di giovani artisti coinvolti, mercoledì 15 luglio il Castello di Santa Severa ospiterà la finalissima di LAZIOSound 2026, il progetto promosso dalla Regione Lazio per valorizzare i talenti musicali emergenti del territorio.
A partire dalle 20.30, i sei vincitori delle rispettive categorie saliranno sul palco per contendersi il titolo assoluto dell’edizione 2026. Al termine della competizione sarà la volta di Noemi, protagonista di un atteso concerto in versione acustica, che renderà ancora più speciale una serata a ingresso gratuito.
A contendersi il titolo saranno Fedele (Urban), Brezza (Cantautorato), Ronette (Elettronica), Duo Sabatini Rugani (Classica), Fast Line Trio (Jazz) e Melissa Salvino (Interpreti), vincitori delle sei finali che nelle scorse settimane hanno decretato i migliori artisti del panorama emergente laziale.
Ma la finalissima rappresenta soprattutto il punto d’arrivo di un percorso che, anno dopo anno, continua a crescere. Giunto alla sua sesta edizione, LAZIOSound è ormai diventato un riferimento per tanti giovani musicisti che cercano un’occasione concreta per trasformare la propria passione in una professione.
A raccontare come il progetto sia cambiato e quali prospettive offra ai giovani artisti è il direttore artistico Paolo Vita, che abbiamo intervistato in prossimità dell’ultimo atto dell’edizione 2026.
“LAZIOSound è diventata una piattaforma di riferimento”
La manifestazione è arrivata alla sua sesta edizione: qual è il risultato più importante che avete raggiunto nel supporto ai giovani artisti del territorio?
«LAZIOSound, giunto alla sua sesta edizione e alla seconda sotto la mia direzione artistica, ha raggiunto un risultato molto importante: è diventato una piattaforma ufficiale di riferimento per i giovani musicisti del territorio. Ma soprattutto ha conquistato la fiducia dei ragazzi, delle istituzioni e degli addetti ai lavori. È doveroso ricordare e ringraziare l’impegno della Regione Lazio, perché LAZIOSound è un programma delle Politiche Giovanili che nasce proprio con l’obiettivo di sostenere i progetti dei giovani e aiutarli a costruire il proprio percorso artistico. I giovani rappresentano il futuro della nostra società e della nostra cultura.
Ringrazio inoltre l’assessore Simona Baldassarre, che ha fortemente creduto in questo progetto e ha avuto la visione di renderlo ancora più importante e visibile. Questo mi ha dato la possibilità, come direttore artistico, di far diventare Lazio Sound un vero punto di riferimento. Non a caso quest’anno abbiamo registrato un numero di iscrizioni superiore rispetto all’edizione precedente».
La nuova categoria “Interpreti”
Tra le principali novità dell’edizione 2026 c’è stata l’introduzione della categoria Interpreti, scelta che ha ampliato ulteriormente gli orizzonti del contest.
Quest’anno avete introdotto la nuova categoria “Interpreti”: cosa vi ha spinto a questa scelta e cosa vi aspettate da questa novità?
«Negli anni abbiamo lavorato su diverse categorie musicali, ma a un certo punto ci siamo resi conto che nel panorama musicale italiano la figura dell’interprete occupa uno spazio fondamentale. Pensiamo ad artiste come Giorgia o Fiorella Mannoia: ci sono interpreti straordinari che hanno segnato la storia della musica italiana.
Per questo abbiamo deciso di allargare la nostra attenzione anche a chi sceglie di esprimersi attraverso l’interpretazione di un brano. È una categoria particolarmente complessa perché molti ragazzi tendono a imitare l’artista originale.
La vera difficoltà, sia per me sia per la giuria, è individuare chi riesce a rendere personale una canzone già conosciuta.
Proprio durante la finale della categoria Interpreti abbiamo scoperto una ragazza di appena 14 anni che ha stupito il pubblico e l’intera giuria. Questo ci conferma che la scelta è stata giusta e che anche gli interpreti meritano uno spazio importante all’interno di LAZIOSound».
Quella giovanissima interprete è Melissa Salvino, che domani sera sarà tra i sei artisti in gara per il titolo assoluto.
“Oggi i giovani fanno fatica a farsi ascoltare”
Dopo aver parlato con così tanti artisti emergenti, quali sono oggi le principali difficoltà che incontra un giovane musicista che cerca di trasformare la propria passione in una professione?
«Oggi i giovani incontrano difficoltà enormi nel proporre la propria musica. Le case discografiche non svolgono più il lavoro di scouting che facevano un tempo e spesso gli unici talent scout rimasti sono i grandi programmi televisivi. Anche molte radio e network dedicano poco spazio alla musica emergente.
Eppure esiste un mondo fatto di ragazzi straordinari che hanno ancora molto da dire. Viviamo in un’epoca in cui spesso il valore di un artista viene misurato attraverso i follower sui social, che non sempre rappresentano il reale talento di una persona.
Tra le oltre 720 candidature ricevute quest’anno abbiamo trovato giovani musicisti con idee meravigliose, capaci di scrivere e comporre con grande consapevolezza. La loro principale difficoltà è riuscire a farsi ascoltare. Lazio Sound vuole essere proprio quella vetrina che spesso manca: un luogo dove tutti possano avere la possibilità di presentare la propria musica e trovare ascolto. Siamo orgogliosi del lavoro che stiamo facendo e del fatto che Lazio Sound stia diventando sempre più un punto di riferimento per tanti giovani artisti».
Oltre alla competizione, quali opportunità concrete offre Lazio Sound ai partecipanti per crescere artisticamente e professionalmente?
«La competizione rappresenta soltanto l’inizio del percorso. Per ogni finalista realizziamo un singolo prodotto da LazioSound e un videoclip professionale. Organizziamo inoltre eventi live dedicati alle diverse categorie musicali. Per fare un esempio, i finalisti della categoria Jazz avranno la possibilità di esibirsi alla Casa del Jazz grazie a importanti collaborazioni sviluppate quest’anno. Lo stesso accade per tutte le altre categorie.
Ogni finalista potrà inoltre contare su un percorso di promozione professionale, con il supporto di un ufficio stampa qualificato e la distribuzione professionale dei brani prodotti durante il progetto. Avranno anche una vetrina prestigiosa come Casa Sanremo durante il Festival di Sanremo 2027. Quest’anno organizzeremo inoltre un campus di tre giorni al Castello di Santa Severa, durante il quale professionisti del settore affronteranno temi fondamentali come streaming, contratti, editoria musicale, arrangiamenti e funzionamento dell’industria musicale. L’obiettivo è fornire ai ragazzi strumenti concreti per affrontare il mercato musicale e accompagnarli anche dopo la conclusione del contest. Non li abbandoniamo una volta terminato il percorso: continuiamo a seguirli e a creare opportunità per il loro futuro artistico».
Se dovesse convincere un giovane artista del Lazio a iscriversi con una sola frase, quale sarebbe il motivo principale per partecipare a LAZIOSound?
«Direi semplicemente: “Iscriviti perché qui abbiamo voglia di conoscerti”. Abbiamo voglia di ascoltare la tua musica, scoprire nuove idee e sperimentare insieme a te ciò che sai fare. L’unico rischio è che vada bene e che tu possa intraprendere un percorso importante con noi».
Mercoledì 15 luglio il viaggio di LAZIOSound 2026 arriverà al suo epilogo. Ci avviciniamo alla finalissima a Santa Severa: come sono andate le finali di categoria e cosa si augura per l’evento finale in cui ci sarà anche Noemi?
«Abbiamo appena concluso le sei finali di categoria: Urban, Elettronica, Classica, Cantautorato, Jazz e Interpreti. Sono state sei finali bellissime, ognuna con caratteristiche e talenti straordinari. La giuria, presieduta da Sergio Cammariere e composta da professionisti di altissimo livello come Maurizio Fabrizio, Federica Gentile, Gea Cristalli, Enzo Campagnoli e Gianni Testa, ha valutato ogni artista con estrema attenzione e professionalità.
Quello che abbiamo notato è una crescita costante dell’interesse verso LAZIOSound. Le finali sono sempre più seguite e c’è sempre più pubblico curioso di assistere agli eventi del progetto. Anche il livello artistico è cresciuto notevolmente. Ora siamo arrivati alla finalissima al Castello di Santa Severa, dove i vincitori delle sei categorie si sfideranno per il titolo assoluto.
Sarà una serata speciale perché avranno la possibilità di condividere il palco con Noemi, un’artista che stimo profondamente e che ho fortemente voluto per questo appuntamento. Voglio che questi ragazzi possano vivere le stesse emozioni e le stesse sensazioni che prova un grande artista sul palco. Sarà un’occasione straordinaria per dare loro visibilità e celebrare il talento emergente del nostro territorio. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa edizione, dai partner ai media che hanno seguito il progetto con attenzione e passione. Ci aspettiamo una grande finalissima, un grande vincitore e una serata all’altezza del percorso che abbiamo costruito insieme. Che vinca il migliore!»
Nella splendida cornice del Castello di Santa Severa, mercoledì 15 luglio, ad ingresso gratuito, si chiuderà dunque la sesta edizione di un progetto che, anno dopo anno, continua a dimostrare come nel Lazio esista una generazione di giovani musicisti ricca di talento, idee e voglia di emergere. E per uno dei sei finalisti sarà l’inizio di un nuovo capitolo.
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Flavia Arcangeli
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