in Salento debutta il format dedicato alla comunicazione del turismo che cambia – Italiavola & Travel


Nel turismo la comunicazione è la parte invisibile che tiene insieme tutto: non descrive soltanto ciò che accade, ma dà forma alle emozioni, orienta le scelte, crea legami e permette alle persone di riconoscersi in un’esperienza prima ancora di viverla. È da questa consapevolezza che mercoledì 15 luglio ha preso vita la prima edizione di Naturalis Summer Talk, a Martano, nel cuore del Salento: un incontro volutamente ristretto e intimo, ideato da Travel Hashtag Advisory, boutique internazionale di consulenza strategica, business e comunicazione dedicata al turismo e all’ospitalità, che ha scelto di coinvolgere la famiglia Scordari, anima di Naturalis Bio Resort, sede dell’iniziativa. Qui il territorio non è semplice cornice, ma parte viva del racconto: un luogo che interpreta in modo autentico i valori del progetto e che ha ispirato il nome stesso dell’iniziativa, patrocinata da Regione Puglia e Pugliapromozione.

Cinque voci, un unico tavolo

Cinque le voci protagoniste: Simona Tedesco (Direttrice del mensile DOVE), Marco Gilardi (Senior Vice President Operations Italy Minor Hotels), Giulio Contini (Direttore Generale Scuola Italiana Ospitalità), Domenico Scordari (CEO N&B Natural is Better e fondatore di Naturalis Bio Resort) e Nicola Romanelli (Founder di Travel Hashtag Advisory) in qualità di moderatore e voce attiva del confronto. Ad ascoltarli, e intervenire con ulteriori punti di vista e visioni, una platea selezionata di trenta invitati tra imprenditori, manager, operatori del turismo e giornalisti.

La responsabilità delle parole

Fin dall’inizio, Simona Tedesco ha riportato l’attenzione sulla responsabilità del racconto: in un’epoca in cui il turismo cambia velocemente, chi narra i luoghi attraverso un grande media nazionale deve saper leggere il cambiamento con profondità, selezionando storie che preservino senso, autenticità e ispirazione. Tedesco ha invitato a ripensare il vocabolario del viaggio, abbandonando parole spesso svuotate di contenuto e cercandone di nuove, capaci di interpretare la complessità del turismo contemporaneo. Ha sottolineato come oggi la percezione dei luoghi sia influenzata dai nuovi canali digitali, non sempre governati con criterio, e come la qualità del racconto sia una sfida sempre più rilevante in un contesto sempre più frammentato.

Ospitalità: la coerenza come valore 

Marco Gilardi ha portato la conversazione nel cuore dell’ospitalità, ricordando quanto sia difficile comunicare senza cadere in formule ripetitive. Ha parlato di ciò che un hotel non sempre riesce a raccontare ma che incide profondamente sulla percezione dell’ospite, affrontando il tema della coerenza tra promessa e realtà, cruciale per costruire fiducia, motivazione e senso di appartenenza. Perché la comunicazione, quando è autentica e coerente, non solo orienta l’ospite: motiva le persone che lavorano nell’ospitalità, dà direzione, crea cultura interna e trasforma un servizio in un gesto che ha significato.

Competenze relazionali e intelligenza emotiva

Per Giulio Contini oggi promuovere il turismo non significa più vendere una lista di attrazioni o i comfort di una camera: il baricentro della comunicazione si è spostato, perché al centro dell’esperienza non c’è il cosa, ma il con chi. Il viaggiatore contemporaneo non cerca solo un luogo, ma una comunità umana con cui condividere il proprio tempo. Per questo, in un’epoca dominata dalla tecnologia, la formazione — soprattutto quella dei giovani — deve rimettere al centro le competenze relazionali e l’intelligenza emotiva, prima ancora di quella artificiale. Il valore umano è il vero motore del turismo: l’impatto profondo di chi accoglie sull’ospite e la scia positiva che l’ospite stesso lascia sul territorio.

“Equilibrity”: la capacità di mantenere equilibrio tra visione imprenditoriale, identità dei luoghi e responsabilità del racconto

Domenico Scordari ha portato una visione profondamente legata alla natura e all’identità dei luoghi. Ha ricordato che la natura, quando è autentica, comunica da sola, senza bisogno di essere spiegata. Ha parlato dell’importanza di preservare l’identità dei luoghi, evitando di trasformarli in prodotti, e della cura come messaggio silenzioso che l’ospite percepisce immediatamente. Scordari ha evidenziato il ruolo della comunicazione interna, fondamentale per permettere allo staff di incarnare l’identità del luogo e trasformare ogni gesto in un messaggio coerente con l’esperienza che si vuole offrire.

Autenticità, è solo marketing?

Nel corso del confronto è emersa una riflessione trasversale: l’autenticità rischia di essere diventata la parola più abusata del marketing turistico. Oggi tutto sembra autentico (territori, strutture, prodotti, esperienze) e proprio questa inflazione del termine lo sta trasformando in uno standard. L’autenticità, è stato osservato, non è una strategia ma una conseguenza: nasce dalle scelte quotidiane, dalla coerenza tra ciò che si promette e ciò che si realizza, dalla capacità di rinunciare a ciò che potrebbe funzionare, se non rappresenta davvero la propria identità.

Il nuovo lusso: persone vere, storie non costruite

Nel turismo questo tema è ancora più evidente: per anni il lusso è stato associato al design, all’esclusività, al servizio impeccabile. Oggi molti viaggiatori cercano altro: persone vere, storie non costruite, luoghi che non imitano altri luoghi. Il vero lusso, forse, è trovare qualcosa che non sia stato progettato per sembrare autentico.

Raccontare con rigore: quando la ricerca diventa valore

Un altro tema emerso riguarda la necessità di fondare il racconto dei territori su una ricerca solida. Senza studio, ascolto e approfondimento, le narrazioni rischiano di ridursi a formule ripetitive, incapaci di restituire la complessità dei luoghi e delle comunità che li abitano. Quando invece il racconto è sostenuto da conoscenza, relazione e analisi, acquisisce profondità e credibilità, trasformandosi in un contributo autentico alla cultura del turismo. La differenza non è tra chi comunica meglio, ma tra chi ha davvero qualcosa da raccontare e chi sta semplicemente descrivendo qualcosa.

Elogio della lentezza

“Naturalis Summer Talk – ha dichiarato Nicola Romanelli – è un’oasi lenta di ascolto e di visione, volutamente lenta, senza palco, microfoni o video emozionali. Un invito a ripensare il modo in cui raccontiamo il turismo che evolve attraverso le parole. In un momento storico in cui il settore vive una trasformazione profonda, lo scambio diventa essenziale per costruire narrazioni più consapevoli, più responsabili e più vicine alla sensibilità delle persone ed alla realtà dei territori.”

Naturalis Bio Resort

Antico borgo agricolo del Salento trasformato in un progetto di ospitalità immerso nella natura. Circondato da uliveti, vigneti e campi di piante officinali, il complesso recupera le architetture rurali originarie e le integra con una filosofia di benessere naturale legata ai prodotti N&B Natural is Better. Camere ricavate nelle antiche case contadine, una SPA che utilizza estratti botanici coltivati in loco e un’attenzione autentica alla cura dell’ospite rendono Naturalis un luogo dove la sostenibilità non è narrativa, ma una pratica quotidiana.


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