Sessantatré firme per scuotere la cultura spezzina e un'”open call” aperta: “Esiste una città ricca e inesplorata”


Sono sessantatré, un numero non casuale che non può che richiamare a quel Gruppo 63 che in qualche modo entrò nella storia culturale, anche cittadina. Sono sessantatré fra artisti, docenti, intellettuali, operatori della cultura, esponenti di associazioni culturali che hanno deciso di strutturare una cosiddetta “Open Call” rivolta ad artisti, associazioni e operatori culturali spezzini per presentare proposte una serie di proposte propedeutiche a organizzare una due giorni di arte e cultura. Hanno redatto e firmato una sorta di lettera di intenti che richiama al ricco patrimonio culturale cittadino “nel campo della musica pop, classica e d’autore, delle arti visive, della letteratura, della storia (locale e non), del teatro, della filosofia, delle scienze, del cinema … e l’elenco potrebbe continuare. Forse il tessuto locale è più ricco e vario di quanto la nostra comunità arrivi a saperne. E di questo tessuto siamo anche noi, estensori di questo appello, fili intrecciati”. Si dicono convinti che il movimento culturale spezzino vive da lungo tempo una stagione di pronunciata disincentivazione delle sue molte potenzialità ed energie”. Un gruppo che intende mobilitarsi per sensibilizzare l’ulteriore opinione pubblica e cercare di pesare perché le cose a questo proposito cambino. “Riteniamo, infatti, che sia venuto avanti un processo di esternalizzazione – e, di fatto, di privatizzazione “strisciante” – delle principali sedi pubbliche dell’offerta culturale, a partire dal centro cittadino e non solo. Il caso del “Centro Allende” ci appare, in merito, esemplare della mancanza dello spazio pubblico. Parimenti, l’amministrazione non sembra aver messo in campo nessuna misura di coinvolgimento attivo, a livello davvero collettivo, del ricco patrimonio artistico-intellettuale diffuso, di tanti singoli e di diverse associazioni. È mancato e manca lo sforzo per promuovere una politica culturale che faccia della partecipazione democratica ai processi decisionali e della socializzazione dei saperi il proprio “criterio–guida”, abbandonando ogni tendenza ad appiattire la proposta culturale sui parametri dell’aziendalizzazione (nella gestione e nell’offerta), del mercato e del mero consumo”.

Di qui, si legge nella nota, l’esigenza di riprendere una programmazione pubblica che sia davvero tale e che venga definita tramite la co-progettazione con le associazioni e una condivisione diffusa in ordine a finalità come quelle di recuperare spazi pubblici alla cultura e, insieme, di “de-centrare” l’iniziativa culturale nei quartieri, per riscoprire e stimolare quella creatività popolare che tanto ha caratterizzato la storia della nostra città. “Una programmazione che nasca dall’ascolto: a cominciare, per esempio, da un coinvolgimento attivo, permanente e non occasionale, in chiave di tendenziale autogoverno, degli artisti e dei critici d’arte locali per la promozione del CAMeC in quanto, anzitutto, “pinacoteca civica”“. E ancora: “Proveremo a costruire e promuovere apposite vertenze. L’obiettivo che cercheremo di perseguire consisterà nel coagulare un polo partecipativo che pesi, che abbia un’ambizione egemonica, che eserciti un “potere”, sia pure da posizioni di lotta, ed anzi, attraverso di esse, incida sulle scelte culturali presenti e future. È in questo senso che riteniamo vada reimpostata, alla Spezia, la gramsciana “questione degli intellettuali”. Ci sforzeremo, pur con i nostri limiti, di muoverci in tal senso, ricollegandoci ad esperienze storiche di innovazione e a pratiche di massa che proprio alla Spezia ebbero sede (dal convegno del “gruppo 63” – di cui ricorre il sessantesimo, nella disattenzione dell’amministrazione – al lungo ciclo partecipativo e popolare che ebbe il suo acme nel ‘68 e negli anni Settanta), ma anche portando avanti istanze e rivendicazioni le quali sono già state manifestate con apposite occasioni di impegno (si pensi alla protesta degli artisti svolta in Via Biassa nel dicembre 2024). L’attuale amministrazione sembra privilegiare una visione a nostro parere ristretta di cultura. Di una
certa sottovalutazione è simbolo, del resto, la rimozione della statua di Sergio Tedoldi da Via del Prione”.

Da queste premesse nasce l’urgenza e la necessità di mobilitarsi “per reclamare una volta di più le esigenze dello spazio pubblico e dell’ascolto e per dimostrare che esiste una città ricca, multiforme, inesplorata e variegata, composta da artisti giovani e meno giovani, operatori culturali e associazioni che quotidianamente – e con le proprie ed esclusive forze – dedica la propria vita alla creazione e alla diffusione di cultura (di tale opera, importante ma sottaciuta, andrebbe, tra l’altro, compiuta un’apposita mappatura). Per questo vogliamo promuovere un momento di mobilitazione, chiamando a raccolta tutti gli artisti, gli intellettuali, le associazioni e gli operatori culturali interessati a partecipare. Un momento che renda visibile l’enorme potenzialità, spesso inespressa e non debitamente valorizzata, del nostro straordinario tessuto artistico–culturale. A voi – singoli, gruppi, associazioni – è rivolta questa “call”. Siamo pronti ad accogliere proposte, idee, opere, progetti, suggestioni per costruire insieme una programmazione di esposizioni, performance, momenti di approfondimento che tenteremo di raccogliere e far culminare in un unico evento popolare da realizzarsi in spazi associativi diffusi nella città nel corso di due giornate di partecipazione, studio, confronto, lotta e creatività culturale. Proponiamo a tutte le energie locali di unirsi per dar vita a questo evento popolare secondo un programma aperto ai contributi, alle suggestioni, alle “pro-vocazioni” per la “ri-costruzione” di una città più democratica”.

Le proposte vanno presentate entro il 31 agosto 2026 all’indirizzo email: laltracittaperunaltracultura@gmail.com.

Il comitato promotore darà vita a un comitato organizzativo con il compito di raccordare e organizzare le proposte che perverranno.

Il comitato promotore (in ordine alfabetico)
1. Banti Egidio, giornalista e studioso
2. Baruzzo Alessandra, pittrice
3. Bellani Pietro, artista
4. Belsito Elda, docente
5. Benedetto Luca, avvocato e musicista
6. Bianchi Antonio, storico
7. Borghetti Riccardo, cantautore
8. Botti Carmine, artista
9. Buscemi Ekaterina, fotografa
10. Caprioni Nicola, Circolo Pertini
11. Cattoi Oriana, pittrice
12. Cavicchioli Stefano, artista
13. Cimino Cosimo, artista
14. Comiti Luca – Cgil La Spezia
15. Conti Michele, docente
16. Cozzani Emanuela, artista
17. Cremolini Valerio, critico d’arte e curatore
18. Degli Innocenti Mauro, attivista
19. Di Capua Samuele, artista
20. Di Sacco Gino, Circolo Pertini
21. Ferrarini Cristina, artista
22. Fgaier Sara, regista
23. Giuliano Gloria, artista
24. Grassi Alberto, circolo Fantoni
25. Grassi Mario Amilcare, poeta
26. Jasoni Maura, artista
27. Lamma Roberto, avvocato e autore teatrale
28. Lanzardo Stefano, fotografo e artista
29. Lapperier Mattia, storico d’arte e curatore
30. Lazzini Jonathan, attore e drammaturgo
31. Macchini Elena, insegnante
32. Malteno Virginia Daniela, artista
33. Manco Mauro, artista
34. Marletti Carlo, docente universitario
35. Mecconi Beppe, artista e scrittore
36. Minucci Antonella, docente
37. Mucherino Antonio, creatore
38. Nardi Mirco (NOCRIM), producer
39. Nevoli Maria Giovanna, operatrice culturale
40. Nicoli Andrea, musicista
41. Novelli Stefania, ARCI La Spezia
42. Pagano Giorgio, storico – Associazione Culturale Mediterraneo
43. Perucca Nicola, pittore e illustratore
44. Petriccione Gianluca, cittadino
45. Pietrini Tiziana, pittrice
46. Quber Roberto, avvocato e scrittore
47. Ragnoli Gian Paolo, poeta
48. Raiti Marco, scrittore e poeta
49. Raule Susanna, scrittrice
50. Repiccioli Paola, artista
51. Riu Giovanna, critica d’arte
52. Rossi Luisa, docente universitaria e geografa
53. Rotondi Rosanna, artista
54. Salvatori Enrica, docente universitaria
55. Sarti Stefano, poeta e ambientalista
56. Spaletra Daniela, artista e attivista
57. Tacchini Walter, artista
58. Taddei Maria Grazia, artista
59. Tedoldi Sergio, artista

60. Ursano Marco, scrittore e giornalista
61. Veschi Moreno, Associazione Compagno è il Mondo
62. Zollino Antonio, docente universitario
63. Zoppi Bruno, pittore


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 Fabio Lugarini

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