Trump ha perso la pazienza con l’Iran, dubita che i negoziati portino a qualcosa ed è sempre più convinto che l’unica lingua che il regime capisca sia quella della forza, scrive il Wall Street Journal, secondo il quale il tycoon si è definito «in modalità vendetta» contro Teheran. In serata umore più disteso: «Parliamo più seriamente con l’Iran, non ho fretta di chiudere». Il ministro degli Esteri di Teheran Araghchi: «Non temiamo le minacce, né cederemo alle pressioni. L’Iran non accetterà un cessate il fuoco finché non saranno soddisfatte le sue richieste riguardo a Hormuz».
Mar Rosso, colpita una nave saudita: Riad replica attaccando siti militari degli Houthi yemeniti, che ribattono prendendo di mira impianti petroliferi e basi sul territorio saudita. A Hormuz l’esercito Usa spara contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani. Cisgiordania in fiamme intanto per una sparatoria vicino a un insediamento con due militari israeliani e quattro palestinesi uccisi. L’esercito assedia Nablus, nella notte invade una città vicina e ha arrestato almeno 30 palestinesi durante un raid all’alba nel villaggio di Tell dove era avvenuto lo scontro.
Per approfondire
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L’Iran salva 28 marittimi indiani dopo l’attacco a una nave
Tutti i 28 membri dell’equipaggio indiano a bordo di una nave battente bandiera del Mozambico sono stati tratti in salvo dopo essere finiti sotto attacco nei pressi delle acque territoriali iraniane.
La petroliera DISHA ha trasmesso un segnale di soccorso dopo essere stata presa di mira da “forze ostili” mentre entrava nelle acque iraniane.
“Al verificarsi dell’incidente, la nave ha immediatamente trasmesso una chiamata di soccorso alla guardia costiera iraniana,” ha dichiarato Mohammad Fathali, ambasciatore iraniano in India, all’agenzia di stampa ANI.
“In risposta, le autorità marittime e di soccorso iraniane competenti sono state inviate sul posto senza indugio e hanno avviato prontamente le operazioni di salvataggio. Tutti i membri dell’equipaggio a bordo della nave, compresi i 28 cittadini indiani, sono stati tratti in salvo sani e salvi e restano in buone condizioni di salute.”
Fathali ha messo in guardia contro il coinvolgimento di forze navali straniere nello Stretto di Hormuz.
“L’esperienza ha dimostrato ripetutamente che la presenza e l’intervento di forze militari extra-regionali non hanno rafforzato la sicurezza nella regione; al contrario, hanno contribuito ad aumentare le tensioni e l’instabilità.”
Segnalato un “incidente” con una petroliera nel Golfo dell’Oman
La United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO) ha riferito di aver ricevuto una segnalazione relativa a un incidente che ha coinvolto una petroliera e forze militari nel Golfo dell’Oman.
L’agenzia ha consigliato alle navi presenti nell’area di consultare le più recenti informazioni sulla sicurezza marittima e di mantenersi aggiornate su quello che ha definito un «contesto operativo in evoluzione».
Le autorità stanno indagando sull’accaduto, ha fatto sapere la UKMTO. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla petroliera, sulla sua bandiera o sulle forze militari coinvolte.
L’Iran elabora una nuova lista di obiettivi all’interno di Israele in caso di nuovi attacchi
L’Iran ha elaborato una nuova lista di obiettivi all’interno di Israele nel caso di eventuali attacchi israeliani, riferisce ad Al Jazeera una fonte della sicurezza iraniana.
I nuovi obiettivi sarebbero del tipo che non potrebbe essere riparato o ricostruito per anni, ha affermato la fonte, e colpirli “accelererebbe l’emigrazione da Israele”.
Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte sensibilità iraniana riguardo all’impianto Shahid Alimohammadi, indicato nei resoconti in lingua inglese come “Pickaxe Mountain” (Montagna del Piccone).
Il sito, situato a circa 2 km (1,4 miglia) dal complesso nucleare di Natanz, è ancora in fase di costruzione ma include tunnel e strutture sepolte in profondità all’interno della montagna, il che ne fa una delle installazioni più fortemente fortificate dell’Iran.
Fonti iraniane hanno avvertito che qualsiasi attacco al sito provocherebbe una risposta contro Israele, anche qualora fossero gli Stati Uniti a condurre l’attacco senza una partecipazione israeliana dichiarata.
L’Iran sostiene che il sito serva all’assemblaggio di centrifughe avanzate, mentre l’intelligence statunitense e israeliana sospetta che possa ospitare un impianto segreto di arricchimento dell’uranio.
Siria, Guterres a Damasco: “La comunità internazionale sostenga il popolo”
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha sollecitato il sostegno internazionale alla Siria. “Sono appena arrivato a Damasco per una visita di solidarietà. Il mio messaggio è chiaro: le Nazioni Unite sono al fianco della Siria in questo momento cruciale e mi appello alla comunità internazionale affinché non risparmi alcuno sforzo per sostenere il popolo siriano”, ha scritto in un post su X.
Teheran conferma lo scambio in corso di messaggi con Washington attraverso mediatori
Le autorità iraniane hanno confermato ad Al Jazeera che i messaggi tra Washington e Teheran continuano a essere scambiati e che i mediatori sono attivamente coinvolti nel processo.
Sono quindi state avanzate proposte attraverso i mediatori e Teheran le sta ancora valutando. Non ci sono stati finora grandi progressi. Tra le posizioni delle parti restano differenze fondamentali.
Ma, oltre a questo, il problema principale ora è la sfiducia reciproca tra i due schieramenti.
Wafa, l’Idf ha arrestato almeno 30 palestinesi a Tell, presso Nablus Villaggio teatro ieri della sparatoria fra locali e coloni israeliani con sei morti
Le forze israeliane hanno arrestato almeno 30 palestinesi durante un raid all’alba nel villaggio di Tell, a sud-ovest di Nablus, teatro ieri di un sanguinoso scontro a fuoco fra palestinesi e coloni israeliani. Lo scrive la agenzia palestinese Wafa. Fonti della sicurezza hanno riferito all’agenzia che le forze israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio, teatro ieri degli incidenti in cui sono rimasti uccisi quattro palestinesi e sono morti un israeliano e un soldato dell’Idf. Le truppe hanno perquisito diverse abitazioni e condotto un’operazione di arresto su vasta scala, fermando circa 30 residenti. Diversi altri residenti sono stati sottoposti a interrogatori sul posto. L’operazione militare è ancora in corso.
Araghchi: “Nessuna buona volontà degli Usa”
L’Iran non ha riscontrato “alcuna buona volontà” da parte degli Stati Uniti, criticando quella che ha definito la promozione da parte di Washington di una nuova rotta marittima al posto di quella designata da Teheran nel Golfo Persico. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi parlando a margine della riunione dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in Kirghizistan. Secondo Araghchi è “significativo” il fatto che gli Stati Uniti abbiano aperto una nuova rotta e insistito affinché le navi la utilizzassero.
Riad, cessato allarme in Yanbu per attacco Houthi. Media, problemi per voli
Le autorità saudite hanno dichiarato cessato l’allarme nella provincia di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, lanciato dopo che gli Houthi avevano rivendicato un attacco missilistico contro Jizan, nel sud del Paese. In un post sui suoi canali social, la direzione della difesa civile ha chiesto comunque ai cittadini di evitare assembramenti e fare riprese video. Secondo quanto riferito dai media della regione, il raid degli Houthi ha avuto conseguenze sul traffico aereo saudita. Tutti i voli negli aeroporti di Abha e Jizan, nel sud-ovest dell’Arabia Saudita, sarebbero stati cancellati e forti ritardi si registrano nei voli da e per Gedda, costretti a modificare la propria rotta.
Sistema di difesa greco in Arabia Saudita intercetta due missili dallo Yemen
Un sistema di difesa aerea greco in Arabia Saudita ha intercettato due missili balistici lanciati dallo Yemen. Lo riporta il sito di Haaretz citando fonti della sicurezza di Atene alla Reuters. Obiettivo dei missili lanciati dallo Yemen erano le raffinerie di petrolio di Yanbu, spiegano le fonti.
Dopo 13 notti consecutive di attacchi contro l’Iran, nessun aggiornamento dal CENTCOM venerdì
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) non ha annunciato il lancio di attacchi contro l’Iran nella giornata di venerdì, dopo aver colpito il Paese quotidianamente per quasi due settimane.
Nelle precedenti 13 notti, il CENTCOM aveva pubblicato su X comunicati in cui riferiva di raid contro obiettivi militari in Iran. Nelle ore di venerdì, secondo il fuso orario della costa orientale degli Stati Uniti, non è stato diffuso alcun annuncio. Il CENTCOM ha sede a Tampa, in Florida, che adotta l’Eastern Time.
Non è chiaro se ciò significhi che venerdì il CENTCOM non abbia condotto operazioni militari contro l’Iran.
Fino alla mattina di sabato, ora locale, i media di Stato iraniani non avevano riportato notizie di attacchi o esplosioni avvenuti nel Paese durante la notte.
Forte esplosione nel distretto di Tiro, nel sud del Libano
Una forte esplosione ha scosso l’area di Masha’a al-Mansouri, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Il boato è stato avvertito nella città di Tiro e nei villaggi circostanti, riferisce l’agenzia di stampa libanese National News Agency (NNA).
Secondo la NNA, l’esplosione è stata causata da un’operazione dell’esercito israeliano.
In un episodio separato, la stessa agenzia riferisce che le forze israeliane hanno effettuato un’operazione di rastrellamento con armi automatiche nei pressi di una postazione dell’esercito libanese nel villaggio di Majdel Zoun.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano: “L’Europa parla di diritti umani, ma rimane in silenzio di fronte ai crimini e agli attacchi contro l’Iran”
“L’Europa parla di diritti umani, ma rimane in silenzio di fronte ai crimini e agli attacchi contro l’Iran”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.
Trump conferma Netanyahu negli Usa: “Anche Mamdani vorrà incontrarlo”
Il presidente americano Donald Trump ha confermato che la prossima settimana vedrà a Washington Benjamin Netanyahu, aggiungendo che a suo avviso anche il sindaco di New York Zohran Mamdani vorrebbe incontrare il primo ministro israeliano. In precedenza, Mamdani aveva affermato che stava «esaminando» la sua autorità legale per arrestare Netanyahu, nei confronti del quale la Corte penale internazionale ha spiccato un mandato di arresto. Trump ha detto che «invierà» al leader dei Democratici al Senato, Chuck Schumer, «un bellissimo abito palestinese in modo che possa accogliere Bibi Netanyahu quando verrà in città la prossima settimana, insieme al sindaco, che sono sicuro vorrà incontrare Bibi». Mamdani e Schumer «non stanno trattando Bibi molto bene. Chuck voleva unirsi a noi stasera, ma non voleva violare molte parti delle regole e dei regolamenti palestinesi. Non vuole violare la legge della sharia», ha detto Trump.
Iran: niente attacchi Usa mentre Trump impegnato alla cena dei corrispondenti dalla Casa Bianca
Non c’é stata l’attesa quattordicesima ondata di attacchi notturni delle forze americane in Iran. Con il presidente americano Donald Trump impegnato alla cena dei corrispondenti dalla Casa Bianca, il Pentagono ha fatto tacere le armi. Non un caso, secondo diversi media. La breve tregua potrebbe avere avuto lo scopo di lasciare i riflettori tutti sull’atteso intervento di Trump al gala, riconvocato dopo che il precedente appuntamento del 25 aprile era stato interrotto da una sparatoria tra agenti federali e un uomo armato che aveva tentato di entrare nella sala. Ma potrebbe anche trattarsi della calma prima della tempesta: da giorni si susseguono mosse dei militari americani che lasciano pensare a un’imminente escalation. E sono state fatte filtrare alla stampa indiscrezioni sulla crescente frustrazione del presidente per il fallimento dei negoziati. “Il presidente e’ entrato in modalita’ vendetta”, ha scritto ieri il Wall Street Journal citando fonti vicine alla Casa Bianca.
È salito a 50 il numero dei palestinesi che sono stati arrestati nei raid condotti nella notte nel villaggio di Tell
È salito a 50 il numero dei palestinesi che sono stati arrestati nei raid condotti nella notte nel villaggio di Tell, a sudovest di Nablus in Cisgiordania, dalle Forze di difesa israeliane (Idf), che hanno fatto irruzione in 70 case. Lo riporta l’emittente al-Jazeera. Il governatore di Nablus, Ghassan Daghlas, ha dichiarato ad al Jazeera che sei palestinesi sono stati uccisi e decine di altri feriti o arrestati negli ultimi due giorni. Daghlas ha descritto gli eventi come una “vera e propria aggressione” e ha attribuito l’escalation a quello che ha definito “un prolungato silenzio internazionale” che, a suo dire, ha incoraggiato gli attacchi contro i palestinesi.
Idf, notte di raid in Cisgiordania: oltre 20 arresti
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto numerosi incursioni nella notte in Cisgiordania, effettuando raid in città, villaggi e paesi e compiendo numerosi arresti. Il sito di Haaretz afferma che fonti palestinesi hanno descritto quella di stanotte come una delle più vaste ondate di raid delle ultime notti, con decine di perquisizioni, interrogatori sul campo e arresti in più località contemporaneamente. I raid sono stati condotti dopo che due israeliani e quattro palestinesi sono rimasti uccisi in uno scontro avvenuto ieri vicino a Nablus, quando coloni armati sono entrati nel villaggio di Tell e un residente ha sottratto un’arma a uno di loro. Il tragico incidente ha scatenato un’ondata di incursioni e attacchi dei coloni contro i villaggi palestinesi circostanti. Durante la notte, le Forze di Difesa Israeliane hanno fatto irruzione a Tell e perquisito decine di case, comprese quelle delle famiglie dei palestinesi uccisi ieri. Secondo fonti palestinesi, più di 20 residenti sono stati arrestati entro la mattinata e l’operazione nel villaggio è tuttora in corso. Le Idf hanno operato anche in diversi comuni del governatorato di Jenin, tra cui un complesso residenziale vicino all’Università arabo-americana per gli sfollati del campo profughi. Le forze hanno condotto ulteriori raid nelle zone di Tulkarm e nella città di Qalqilya, mentre almeno tre arresti sono stati segnalati nella città di Azzun.
Gaza, l’Egitto sta lavorando per accelerare il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione nell’enclave palestinese
L’Egitto sta lavorando per “superare lo stallo” nella Striscia di Gaza, in coordinamento con gli Stati Uniti e gli attori regionali, e per accelerare il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione nell’enclave palestinese. Lo scrive il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah. Inoltre, fonti informate hanno riferito al giornale che l’Egitto conta sul dispiegamento di tale forza come mezzo per stabilire una nuova realtà di sicurezza e impedire il completo collasso dell’accordo di cessate il fuoco.
Teheran: “Crimine di guerra l’attacco contro le nostre navi di soccorso”
L’Iran ha formalmente presentato una denuncia alle Nazioni Unite per un attacco deliberato degli Stati Uniti contro due navi iraniane di ricerca e soccorso marittimo, affermando che l’incidente costituisce “una grave e manifesta violazione del diritto internazionale umanitario” e si configura come un “crimine di guerra”. Lo scrivono i media iraniani.
Houthi, attacchi con missili su città saudita di Jizan
I ribelli yemeniti Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro la città saudita di Jizan, nel sud del Paese. Lo riferisce il canale degli Houthi, Ansarollah, in un messaggio pubblicato su Telegram. In precedenza, l’Arabia Saudita aveva diramato brevi avvisi ai residenti di Jizan e Yanbu, dopo che i ribelli avevano promesso di vendicarsi contro il regno per gli attacchi subiti nel corso della settimana.
Media Iran: “Yemen ha bersagliato impianti petrolio e basi in Arabia Saudita”
Secondo fonti arabe citate dai media iraniani, lo Yemen ha preso di mira un impianto petrolifero appartenente alla compagnia Aramco nella zona industriale di Jizan, in Arabia Saudita. Colonne di fumo si leverebbero dai luoghi degli impatti. L’elettricità sarebbe stata interrotta in diverse zone della città di Jizan. Inoltre fonti yemenite, riprese dalla Tasnim, riferiscono di basi aeree in Arabia Saudita prese di mira: la base aerea di Khamis Mushait, nel sud dell’Arabia Saudita, sarebbe stata tra gli obiettivi degli attacchi yemeniti. Si segnalano inoltre forti esplosioni nella città saudita di Dhamad.
Media, Idf assalta abitazioni in città vicino Nablus
Le forze armate israeliane hanno fatto irruzione nella città di Beit Furik, a est di Nablus, in Cisgiordania, e hanno assaltato diverse abitazioni. Lo riferisce Al Jazeera, presente sul posto. Poco prima, coloni israeliani avevano fatto irruzione nel villaggio palestinese di Abu Njeim, a sud-est di Betlemme, aprendo il fuoco contro un’auto e bloccando una strada
Iran: “Missili dallo Yemen verso l’Arabia, incendi a Jizan. Esplosioni a Yanbu”. Riad diffonde allarme, poi lo ritira
Degli incendi sono scoppiati a Jizan, in Arabia Saudita, a causa di attacchi missilistici e con droni yemeniti. Lo scrivono i media iraniani. Secondo l’agenzia Fars i media arabi hanno riferito che una delle infrastrutture vitali dell’Arabia Saudita, a Jizan, è stata colpita da un attacco missilistico proveniente dallo Yemen. I media iraniani danno inoltre conto di violente esplosioni nella città portuale di Yanbu, sempre in Arabia Saudita. La direzione della protezione civile dell’Arabia Saudita ha emesso un allarme per un potenziale pericolo nel governatorato di Yanbu, per poi revocarlo qualche tempo dopo.
Media, coloni israeliani sparano su auto palestinesi
Coloni israeliani avrebbero fatto irruzione nel villaggio di Abu Njeim, a sud-est di Betlemme, in Cisgiordania, aprendo fuoco contro veicoli palestinesi. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa, che scrive come non ci sarebbero feriti. I coloni, però, avrebbero bloccato una strada e danneggiato un veicolo. Nella giornata di venerdì si sono registrati diversi morti e feriti a causa di scontri tra coloni israeliani e cittadini palestinesi in Cisgiordania. Tra le vittime, oltre due militari israeliani, anche tre palestinesi.
Esercito Usa, “spari contro petroliera che voleva forzare il blocco a Hormuz”
Le forze armate Usa hanno aperto il fuoco e neutralizzato una petroliera, mentre tentava di eludere il blocco americano nello Stretto di Hormuz imposto ai porti iraniani. Lo riferiscono i media americani, secondo cui l’equipaggio aveva tentato di forzare “il blocco almeno quattro volte in precedenza”, in base al Comando centrale militare degli Usa (Centcom). La nave, pertanto, “non è più diretta verso l’Iran”.
Attacchi sauditi al porto di Hodeidah nello Yemen
Sono state udite esplosioni al porto di Hodeidah nello Yemen. Lo si apprende dai media locali, secondo i quali le esplosioni erano attacchi aerei. Il canale Al-Masirah, affiliato agli Houthi, ha riportato che l’Arabia Saudita è responsabile degli attacchi al porto di Hodeidah. La rete saudita Al-Arabiya ha segnalato un’esplosione nei depositi di armi della città. I media yemeniti hanno citato una fonte militare Houthi che ha affermato che “la risposta delle forze yemenite all’aggressione saudita sarà severa”.
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