Grottaferrata – Allo Spazio Ghelfi inaugurata la mostra fotografica dedicata alla fotografa e attivista Tina Modotti


Valori, forza, coraggio, arte, passione hanno caratterizzato la vita di Tina Modotti, fotografa, attivista ed attrice italiana.

“ Ogni volta che si usano le parole “arte” o “artista” in relazione ai miei lavori fotografici, avverto una sensazione sgradevole dovuta senza dubbio al cattivo impiego che si fa di tali termini. Mi considero una fotografa e niente altro”, così nell’ Introduzione di Tina Modotti alla sua mostra del 1929 (Pino Cacucci).

Allo Spazio Ghelfi a Grottaferrata, ieri pomeriggio si è tenuta la Presentazione e l’inaugurazione della Mostra fotografica a lei dedicata, dal titolo: “Tina Modotti, Donna – Fotografa – Militante: Una Vita fra due Mondi”.  

E’ un progetto dell’associazione culturale onlus “8 Marzo”, ora confluita nell’APS Storia e Memoria dei Castelli Romani che ne ha curato l’organizzazione, in collaborazione con la Segreteria di Cultura del Governo del Messico, l’archivio della Fototeca Nazionale dell’INAH.

Circa 60 tra fotografie, lettere, testi, documenti e articoli per raccontare la vita e l’opera di Tina, figura di rilievo, poco nota ai più, ma degna di essere conosciuta per la sua poliedricità e perché accomuna la cultura italiana e quella messicana.

L’allestimento illustra il percorso della Modotti fotografa nella realtà sociale messicana, la sua integrazione, il vincolo sentimentale e artistico con gli ambienti culturali dell’epoca e la radicalizzazione nel Partito Comunista Messicano, fino alle ultime foto scattate durante l’esilio in Italia e a Berlino, nel 1930. Numerosi documenti contribuiscono ad illustrare anche le vicende umane e politiche dell’ultima fase, quale componente del Partito Comunista, e Dirigente delle Brigate Internazionali del Soccorso Rosso, fino alla morte, avvenuta a Città del Messico nel 1942 a soli 45 anni.

La Mostra si conclude con le immagini dei francobolli commemorativi dedicati all’artista dal Ministero dello Sviluppo Economico e da Poste Italiane quale riconoscimento statale alle più alte personalità.

La mostra, a cura di Ada Scalchi, Angelica Rodriguez Villalba e Jean Marie Pouget, presenta le immagini tratte dai negativi provenienti dalla Collezione del Sistema Nazionale di Fototeche (SINAFO) dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) della Città di Pachuca Hidalgo in Messico.

L’allestimento è stato reso possibile grazie al contributo della Regione Lazio, in collaborazione con il Comune di Grottaferrata e con l’associazione Ponte Donna. Media partner NOIDONNE. Sponsor L’Ovale (Cornici & Stampe d’Arte).

Tra i presenti che hanno gremito la Sala Ghelfi, anche Tiziana Biolghini, consigliera della Città metropolitana di Roma Capitale e consigliera dell’Assemblea Capitolina e l’ex Assessore all’Urbanistica del Comune di Grottaferrata, Massimo Roncati.

Proprio il Presidente di Ponte Donna, Carla Centioni, promotrice del Progetto “La Citta delle Donne” a Grottaferrata che include la Mostra appena inaugurata ed un ciclo di incontri a tema, dedicati alla figura della fotografa di origini italiane (Udine, 17 agosto 1896), ha introdotto nella Presentazione la figura di Tina, la sua importanza di donna, attivista ed artista, sottolineando come le sue fotografie, siano forti, comunicative ed immediate!

Il Commissario Straordinario, Dott. Filippo Santarelli ha poi ricordato che nel suo mandato, “tra il raggiungimento degli obiettivi di programma ci sono anche le iniziative di carattere culturale, come questa. Conoscere Tina Modotti, un’italiana, la sua vita, le sue opere è stato certamente importante così come significativo contribuire alla divulgazione della sua arte”. Plaudendo all’organizzazione e salutando i presenti, tra gli altri la Vicesindaca Paola Franzoso, da sempre attenta alle donne, alla loro tutela e valorizzazione, ha ripercorso sinteticamente i passaggi salienti della vita avventurosa della fotografa, una delle più grandi del XX secolo e di sempre, a livello mondiale.

Opere della produzione fotografica della Modotti sono conservate infatti, nei più importanti istituti e musei del mondo, fra i quali l’ International Museum of Photography and Film at George Eastman House di Rochester a New York, il più antico museo del mondo dedicato alla fotografia e la Biblioteca del Congresso, la Biblioteca Nazionale degli Stati Uniti a Washington.

Proseguendo, ha ricordato il periodo dell’emigrazione negli Stati Uniti, la sua attività di attrice negli anni ’20 e poi la sua esperienza messicana ed i rapporti con Pablo Neruda, Frida Kahlo e Diego Rivera. Una figura a tutto tondo, fino a  diventare un’artista di fama appunto internazionale.

La sua relazione con il fotografo Edward Weston,  le permise di praticare e migliorare le sue capacità ed i sui talenti.  Le sue idee sono chiaramente espresse nello scritto Sulla fotografia (1929): liberarsi da arte e artistico, puntare sulla qualità e sulle peculiarità del mezzo, perseguire uno scopo comunicativo.

Il fotografo messicano Manuel Alvares Bravo, inoltre, suddivise la carriera della Modotti in due periodi distinti: quello romantico e quello rivoluzionario. Il primo periodo riguarda il suo rapporto con Weston, caratterizzato da nature morte, da esperimenti grafici e pittorici; il secondo, caratterizzato invece, da una maggiore attenzione alla natura, ai fiori, all’essere umano e all’ambiente che lo circonda, con l’intento di documentazione sociale e antropologica, talvolta di forte connotazione politica.

mostra tina modotti grottaferrata

“La mostra, divisa per periodi e per fasi di crescita politica – ha detto Ada Scalchi – è il frutto del lavoro di ricerca dell’associazione Storia e Memoria Aps con lo scopo di valorizzare in Italia la ricchezza iconografica del patrimonio culturale del Messico. Porteremo Tina Modotti in giro per l’Italia per tutto l’anno ed a marzo 2027 saremo a Napoli, probabilmente al Maschio Angioino perché siamo convinte che Tina Modotti sia una donna che vada conosciuta e studiata, perché può essere esempio per tante altre donne.”

A Mónica de la Mora, la prima direttrice dell’Istituto Culturale del Messico in Italia “Tina Modotti”, nominata nel marzo del 2026, coordinatrice delle attività di promozione culturale del Messico in Italia, Malta, Albania e San Marino, il compito di sottolineare l’importanza della vita di questa artista, definita anche “una donna moderna, una moglie indipendente”.

Il marito Robo, mi piace ricordare, quando le comunicò la sua intenzione di trasferirsi in Messico, le dedicò un’ultima poesia: “Tina è il rosso del vino, così prezioso da lasciarlo posare con delicatezza perché diventi ancor più prezioso…”.

Prima della visita alla Mostra e durante il percorso espositivo, il gruppo tradizionale dei Mariachi messicani, originari dello stato di Jalisco, in Messico e riconosciuti Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, hanno suonato un mix di rancheras, corridos e son jalisciense, ballando ed invitando il pubblico ad unirsi alle danze. La musica messicana con le sue note, le sue melodie e la sua allegria e gioia di vivere ha arricchito la mostra offrendo un momento di spettacolo piacevole e coinvolgente.

La mostra rimarrà aperta fino all’8 agosto.

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 Michela Emili

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