Una mossa geniale per la transizione energetica: perché i parcheggi tedeschi si stanno trasformando in centrali elettriche
Per lungo tempo, i parcheggi hanno condotto un’esistenza piuttosto squallida nelle aree urbane, ridotti a superfici grigie e sigillate: i parcheggi tedeschi. Ma questa percezione sta cambiando radicalmente. Che si tratti di uffici pensionistici, stabilimenti termali, sedi amministrative o direttamente presso lo stadio di una squadra di calcio della Bundesliga, gli spazi di parcheggio aperti stanno diventando sempre più importanti fonti di energia per la transizione energetica. Questo boom è alimentato da una combinazione di nuovi obblighi legali in materia di energia solare nei Länder, dall’urgente desiderio di autosufficienza energetica e dalla perfetta sinergia tra produzione di elettricità e infrastrutture di ricarica locali. La seguente analisi economica, basata su sei esempi concreti provenienti da Landau, Laatzen, Magonza, Costanza, Iserlohn e Bad Wörishofen, mostra perché il tetto sopra l’auto racchiude un enorme potenziale economico e dove la complessa rete di normative federali e la burocrazia tedesca ne ostacolano ancora l’espansione.
Perché il parcheggio tedesco sta diventando il luogo più importante per la costruzione di una centrale elettrica nella transizione energetica
Per decenni, i parcheggi in Germania sono stati considerati una risorsa energeticamente inefficiente: superfici sigillate che non generavano né entrate né benefici al di là del semplice parcheggio delle auto. Questa percezione sta ora subendo un cambiamento radicale, poiché comuni, enti di previdenza sociale, società calcistiche e strutture ricreative stanno scoprendo che i tetti delle auto rappresentano una delle superfici economicamente più interessanti per gli impianti fotovoltaici. Cinque esempi recenti provenienti da Landau, Laatzen, Magonza, Costanza, Iserlohn e Bad Wörishofen illustrano le diverse dinamiche regionali e le forze economiche sottostanti.
Le pensiline fotovoltaiche sono quindi economicamente vantaggiose perché sfruttano simultaneamente due risorse scarse: terreni edificabili e già utilizzati e punti di connessione alla rete elettrica in prossimità dei consumatori. A differenza degli impianti solari a terra su terreni non edificati, non entrano in competizione con aree agricole o zone protette e, a differenza degli impianti sui tetti di edifici esistenti, spesso eliminano la necessità di complesse analisi strutturali di edifici più datati. Questo rende lo spazio di parcheggio una delle ultime grandi riserve energetiche, finora sottovalutate, nelle aree urbane.
Vento favorevole dal governo piuttosto che dal mercato
Come le leggi statali trasformano una struttura ausiliaria in un obbligo di investimento
La vera forza trainante dell’attuale boom edilizio non è tanto la pura economia quanto la legislazione statale. Undici dei sedici Länder tedeschi hanno ormai introdotto l’obbligo di installare pannelli fotovoltaici sui tetti, e diversi hanno esteso esplicitamente tale obbligo anche ai grandi parcheggi all’aperto. Le soglie variano considerevolmente: nel Baden-Württemberg e ad Amburgo, l’obbligo si applica già a oltre 35 nuovi posti auto, nella Bassa Sassonia si applicherà presto a oltre 25, mentre nello Schleswig-Holstein è previsto l’obbligo solo per oltre 100 posti auto. La Renania Settentrionale-Vestfalia impone ai costruttori di edifici commerciali con più di 35 posti auto l’installazione di pannelli solari sul tetto, a meno che non venga piantato un albero ogni cinque posti auto – un’alternativa che in pratica viene raramente utilizzata perché meno attraente dal punto di vista urbanistico rispetto alla soluzione solare.
Questo approccio frammentato e specifico per ogni singolo Stato crea un peculiare mosaico di incentivi agli investimenti. In Renania-Palatinato, un costruttore deve conformarsi alla normativa sull’energia solare solo se l’edificio ha cinquanta o più posti auto, e inizialmente solo per gli edifici commerciali e pubblici, mentre un progetto analogo nel Baden-Württemberg è soggetto a tale obbligo anche con un numero di posti auto significativamente inferiore. Per gli investitori, ciò significa che le decisioni relative alla localizzazione vengono ora prese tenendo conto delle normative sull’energia solare, il che può portare a notevoli distorsioni regionali della concorrenza in un sistema federale come quello tedesco. Allo stesso tempo, l’esempio di Landau nel Palatinato dimostra che, anche laddove i requisiti formali sono definiti in modo più restrittivo, le autorità pubbliche si spingono volontariamente ben oltre quanto richiesto dalla legge.
Il distretto come pioniere dell’amministrazione
Quando un ente governativo diventa gestore di una centrale elettrica
Presso la sede dell’amministrazione distrettuale di Landau in der Pfalz è in costruzione un parcheggio coperto a energia solare con trentatré posti auto e colonnine di ricarica per veicoli elettrici: un progetto che il distretto di Südliche Weinstraße aveva pianificato da tempo e che ora sta realizzando. Ciò che è degno di nota non è tanto la portata assoluta, che rimane gestibile rispetto ad altri progetti, quanto piuttosto il messaggio strategico: un’amministrazione pubblica investe nella propria produzione di energia, agendo al contempo da utente e gestore.
Questa situazione è economicamente vantaggiosa perché le autorità pubbliche in genere hanno orizzonti di pianificazione molto lunghi e possono accedere più facilmente a sovvenzioni e prestiti comunali a basso interesse rispetto agli investitori privati. La Renania-Palatinato stessa impone un requisito limitato di installazione di impianti fotovoltaici per i nuovi edifici e per la ristrutturazione dei tetti degli edifici pubblici, il che significa che la sede dell’amministrazione distrettuale di Landau non solo funge da esempio, ma è anche vincolata da requisiti normativi. Per il distretto, il vero vantaggio economico risiede nella combinazione della produzione di energia elettrica in loco per gli edifici amministrativi, della possibilità di ricaricare le flotte di veicoli comunali, compresi i veicoli elettrici, nello stesso luogo e di un contributo tangibile alla strategia climatica del distretto, comunicata pubblicamente.
Il fondo pensione sta costruendo una centrale elettrica
Come un ente di previdenza sociale è diventato il più grande produttore privato di energia della regione
Il progetto della compagnia di assicurazione pensionistica tedesca Braunschweig-Hannover, presso la sua sede centrale di Laatzen, è di ben altra portata. Circa trecento posti auto sono stati ricoperti con pannelli fotovoltaici, creando, secondo i media regionali, il più grande impianto di questo tipo tra i monti Harz e la costa. La stessa compagnia di assicurazione pensionistica tedesca conferma il completamento dei nuovi pannelli solari presso la propria sede e integra il progetto nella sua più ampia strategia di sostenibilità . I ​​media regionali si riferiscono ormai all’impianto come al più grande parco solare della regione di Hannover.
L’aspetto economicamente rilevante di questo caso è che il cliente non è una tipica azienda energetica, bensì un ente pubblico di previdenza sociale con un’enorme forza lavoro e, di conseguenza, un elevato fabbisogno di energia elettrica per i suoi edifici adibiti a uffici, i data center e, sempre più spesso, i veicoli elettrici per i dipendenti. Per un’organizzazione di queste dimensioni, un sistema di tale portata è vantaggioso semplicemente perché l’energia prodotta può essere consumata direttamente in loco, eliminando così, almeno in parte, i costosi oneri e le tariffe di allacciamento alla rete. Allo stesso tempo, il progetto dimostra che anche le istituzioni con una minore propensione all’imprenditorialità stanno partecipando attivamente all’espansione delle energie rinnovabili, soprattutto considerando che in Bassa Sassonia l’installazione di tetti solari è ora obbligatoria per legge per i parcheggi con più di cinquanta posti auto e, dal 2025, anche per quelli con più di venticinque.
Il calcio incontra la transizione energetica
Perché un club della Bundesliga diventa improvvisamente un operatore di energia solare
Anche il Mainz 05, squadra di calcio della Bundesliga, sta costruendo pensiline fotovoltaiche presso il proprio stadio e installando contemporaneamente punti di ricarica per veicoli elettrici a disposizione dei visitatori. A prima vista, può sembrare insolito che una società sportiva assuma il ruolo di produttore di energia, ma a un’analisi più attenta, la logica alla base di questa scelta appare piuttosto solida. I parcheggi degli stadi sono caratterizzati da un modello di utilizzo molto particolare: nei giorni delle partite sono molto frequentati, mentre negli altri giorni sono spesso completamente inutilizzati e rimangono abbandonati durante il giorno, anche se splende il sole.
Questa asimmetria rende i parcheggi degli stadi candidati ideali per le pensiline fotovoltaiche, poiché lo spazio è già disponibile e la massima produzione di energia elettrica è possibile nei giorni in cui non si disputano partite, senza alcuna concorrenza per lo spazio. Per un club come il Mainz 05, la MEWA Arena, in quanto sede di gara, ha anche un fabbisogno energetico significativo, ad esempio per l’illuminazione, la refrigerazione delle bevande, le cucine e, non da ultimo, l’infrastruttura di ricarica per i tifosi, che arrivano sempre più spesso con veicoli elettrici. Inoltre, un progetto di questo tipo si integra perfettamente nella comunicazione di sostenibilità del club, che, data la crescente pressione sociale sui grandi eventi sportivi per ridurre il loro impatto ambientale, ha un notevole valore reputazionale.
Quando la tutela del clima incontra il diritto edilizio
Il conflitto di Costanza come lezione sulla realtà amministrativa tedesca
L’espansione non procede senza intoppi ovunque. Il quartiere Paradies di Costanza è un esempio lampante di come gli ambiziosi obiettivi climatici comunali possano essere ostacolati dalle rigide limitazioni delle attuali normative edilizie. Costanza si è posta l’obiettivo di diventare in gran parte climaticamente neutra entro il 2035 e, per raggiungerlo, prevede di aumentare la sua capacità fotovoltaica installata dagli attuali 18,6 megawatt a circa 150 megawatt. Ironicamente, un costruttore privato del quartiere Paradies, che intende realizzare una tettoia solare per auto, ha presentato ufficialmente una richiesta di permesso di costruzione alla fine di gennaio per un impianto la cui ubicazione prevista si trova al di fuori del perimetro edificabile legalmente definito.
Paradies non è un quartiere residenziale qualunque, ma una zona in cui la scarsità di parcheggi è da anni un problema politico di primaria importanza. Dei circa 2.500 posti auto, oltre 1.000 sono riservati ai residenti, mentre diverse centinaia sono accessibili al pubblico solo con limitazioni di tempo. In un contesto di parcheggio così regolamentato e conteso, gli interessi della tutela del clima, che promuovono l’utilizzo di ogni superficie disponibile per la produzione di energia solare, si scontrano direttamente con una complessa rete, sviluppatasi nel tempo, di piani urbanistici, regolamenti sui parcheggi e interessi dei residenti. Questo caso esemplifica un problema strutturale della transizione energetica tedesca: gli obiettivi climatici vengono definiti a livello cittadino, ma la loro attuazione è frammentaria e comporta richieste di permessi edilizi individuali, dove ogni deviazione dal perimetro previsto si trasforma in una procedura amministrativa separata che può richiedere mesi.
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 Konrad Wolfenstein
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