Fincantieri, il settore underwater si struttura. In arrivo il contratto per i nuovi cacciatorpedinieri


“Su base pro-forma il segmento Underwater raggiunge nel 2026 ricavi per euro 1,1 miliardi e un Ebitda di euro 220 milioni, riflettendo con 4 anni di anticipo i target di crescita Underwater previsti al 2030. Il contributo delle acquisizioni all’utile di Gruppo pro-forma 2026 è atteso a oltre euro 60 milioni aggiuntivi”. Lo rende noto Fincantieri dopo l’approvazione della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 da parte del consiglio d’amministrazione. Lo scorso mese  il gruppo, attore centrale del Polo nazionale della dimensione subacquea della Spezia, ha infatti inglobato Next Geosolutions, Wsense, Graal Tech e Defcomm realizzando “il primo operatore verticalmente integrato della subacquea, con competenze complementari lungo l’intera catena del valore”.

I primi sei mesi del 2026 si chiudono con un utile netto pari a euro 102 milioni, circa tre volte superiore al risultato del primo semestre 2025, pari a euro 35 milioni. “Il business Underwater registra un aumento dei ricavi del 29,9% su base annua a euro 356 milioni e un proporzionale incremento dell’Ebitda che raggiunge euro 60 milioni, con un Ebitda margin del 17,0%. La crescita nel segmento è oltremodo significativa in quanto pienamente organica, essendo realizzata a parità di perimetro rispetto al 2025 (il consolidamento di WASS Submarine Systems è avvenuto a gennaio 2025). Inoltre, il 6 luglio 2026 sono stati annunciati gli accordi relativi a quattro acquisizioni strategiche che, unitamente alle società già presenti nel segmento Underwater di Fincantieri, danno vita ad un campione internazionale della subacquea verticalmente integrato. Tali operazioni avranno un impatto positivo sul risultato di Gruppo e del segmento a partire da gennaio 2027”, fa sapere l’azienda con una nota.

Tra gli eventi significativi la firma di un accordo strategico con Eni relativo alla tecnologia “Clean Sea”, il sistema robotico
sottomarino progettato per il monitoraggio dell’ecosistema marino e delle infrastrutture e il memorandum di intesa tra WASS Submarine Systems e Magellan Aerospace Corporation per “individuare e sviluppare ambiti di cooperazione industriale volti a rafforzare la sovranità della difesa canadese”. In particolare, le due società lavoreranno congiuntamente nel settore dei siluri pesanti e dei sistemi di contromisure.

Il settore Difesa punta all’export attraverso partnership industriali che coniugano trasferimento tecnologico, sviluppo di capacità produttive locali e accesso a nuovi programmi navali. Fincantieri ha sottoscritto due memorandum con i cantieri navali croati Brodotrogir Cruise d.o.o. e Iskra Shipyard LLC nell’ambito del programma promosso dal Ministero della Difesa della Repubblica di Croazia per l’acquisizione di due corvette multiruolo. Si lavora a una joint venture con Republikorp, la più grande holding privata indonesiana nel settore della difesa, per promuovere una cooperazione industriale di lungo periodo. “Sarà orientata allo sviluppo di solide capacità produttive locali e consentirà la realizzazione di diverse piattaforme, tra cui unità anfibie ad alto valore aggiunto (LPD/LHD), fregate e corvette multiruolo ad elevata capacità di deterrenza, pattugliatori, mezzi veloci d’attacco e sottomarini.

Il sistema di controllo subacqueo Deep Fincantieri

Joint venture già impostata infine con Kayo, società specializzata nello sviluppo di infrastrutture industriali strategiche controllata dal Ministero della Difesa albanese. Partecipata al 51% da Fincantieri e al 49% da Kayo, avrà come obiettivo principale la costruzione e la manutenzione di unità navali destinate alla Marina Militare albanese, nonché di cogliere opportunità commerciali nel mercato internazionale. La pianificazione industriale dell’iniziativa prevede circa 10 unità target di acquisizione nell’arco del Piano 2026-2030 a beneficio della rilevante domanda attesa nel settore delle navi di sorveglianza costiera di piccole-medie.

“L’area di business delle navi per la difesa presenta una riduzione dei ricavi rispetto al primo semestre 2025, il quale aveva beneficiato dell’acquisizione dell’ordine relativo a due unità Ppa/Mpcs per la Marina Militare indonesiana, con un significativo impatto sull’avanzamento. L’andamento dei ricavi del semestre riflette, inoltre, l’effetto della ridefinizione del programma Constellation per la U.S. Navy, annunciata a novembre 2025, con uno slittamento dei ricavi attesi negli Stati Uniti legato ai nuovi contratti previsti in finalizzazione nel corso dell’anno, incluso l’ordine per la costruzione di quattro unità del programma Medium Landing Ship”, rende noto Fincantieri.

CNN, il Portogallo vuole tre Fremm

Il gruppo prevede nei prossimi mesi di finalizzare alcuni ordini che includono programmi per la Marina Militare Italiana (tra cui cacciatorpediniere Ddx, due unità del programma Joint Maritime Multi Mission System − J3MS e una Logistic Support Ship), un programma di lifecycle management in Medio Oriente, oltre all’avvio del programma LSM per la U.S. Navy. Per quest’ultimo è già stato firmato un primo ordine del valore di 30 milioni di dollari, propedeutico ai successivi contratti di costruzione delle prime quattro unità, con avvio previsto della fase di produzione nel quarto trimestre del 2026.

“Si prevede inoltre la finalizzazione di importanti contratti con alcune marine estere, sia per la fornitura di unità di superficie, tra cui fregate Fremm, sia per la fornitura di servizi in Medio Oriente e altre aree geografiche chiave. La domanda export sarà ulteriormente favorita dall’avvio dei programmi finanziati con i fondi europei del Safe (Security Action for Europe) attivati dagli Stati Membri. La scadenza per la finalizzazione di tali programmi, prevista nel 2030, richiede infatti una rapida contrattualizzazione, con alcune opportunità previste in fase di finalizzazione già nel corso del 2026. In tale contesto, in data 20 luglio 2026, i governi di Italia e Portogallo hanno annunciato la firma di un accordo per l’acquisizione di tre fregate Fremm Evo destinate alla marina portoghese”.


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 Andrea Bonatti

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