il Mondiale Endurance torna nel Tempio della Velocità


Monza ottiene il gran finale del WEC in un momento in cui il motorsport mondiale è costretto ancora una volta a fare i conti con una realtà che va ben oltre il perimetro di un circuito. Il FIA World Endurance Championship 2026, infatti, chiuderà la propria stagione in Italia. Sarà l’Autodromo Nazionale di Monza a ospitare l’ultima gara del campionato, la 6 Ore di Monza, nel weekend dal 6 all’8 novembre. La gara conclusiva è in programma domenica 8 novembre e decreterà i campioni del mondo delle categorie Hypercar e LMGT3.

La decisione della FIA e del FIA WEC ridisegna quindi il finale di stagione. Le ultime due gare, inizialmente previste in Qatar e Bahrain, sono state cancellate e sostituite da due appuntamenti europei, la prima 6 Ore di Barcellona, in programma dal 16 al 18 ottobre, e la 6 Ore di Monza, che chiuderà il campionato.

Una scelta determinata dalle criticità in Medio Oriente e dalle conseguenti difficoltà legate alla logistica, al trasporto dei materiali e agli spostamenti di squadre, piloti e personale. La FIA ha indicato esplicitamente la sicurezza della propria comunità sportiva come priorità, mentre il WEC e l’Automobile Club de l’Ouest hanno confermato l’intenzione di tornare in Qatar e Bahrain nel 2027.

Monza decreterà i campioni del mondo

Per Monza, quella che nasce da una necessità organizzativa diventa una straordinaria occasione. Il Tempio della Velocità non ospiterà soltanto una delle otto gare del calendario 2026, sarà il luogo in cui calerà il sipario sulla stagione mondiale dell’Endurance. In una gara di sei ore ogni curva, ogni pit stop e ogni scelta strategica possono diventare decisivi, ma quando in palio c’è un titolo mondiale il peso di ogni dettaglio aumenta ancora.

La storia, del resto, aveva già preparato il terreno. Monza e le gare di durata hanno un rapporto che affonda le radici in oltre sessant’anni di motorsport internazionale. Sul circuito brianzolo hanno corso alcune delle più importanti vetture e alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’endurance. Il Mondiale Sport Prototipi ha visto il tracciato come uno dei propri palcoscenici, con nomi leggendari come John Surtees, Mario Andretti e Jacky Ickx a scrivere pagine memorabili.


Il WEC moderno era poi tornato a Monza dal 2021 al 2023, per tre edizioni consecutive. In quel periodo il circuito ha regalato successi a Toyota e Alpine, prima di uscire dal calendario. Ora il ritorno avrà un sapore completamente diverso, non sarà un semplice “bentornato”, ma una promozione sul palcoscenico più importante, quello della gara che assegna i titoli.

I motivi della scelta

Monza racconta anche qualcosa della crescita dell’endurance contemporaneo. Il FIA WEC vive infatti una fase di forte espansione, alimentata dalla presenza di grandi Costruttori e dalla spettacolarità della classe Hypercar.

Ferrari, Toyota, Cadillac, BMW, Alpine e gli altri marchi impegnati nella categoria regina hanno trasformato il campionato in una sfida tecnologica e sportiva globale. E Monza, con i suoi rettilinei e le sue frenate violente, è uno dei circuiti capaci di mettere a nudo le caratteristiche delle vetture. Qui la velocità non è un semplice ingrediente dello spettacolo, è parte dell’identità del circuito.

Le Hypercar arriveranno lanciate verso la prima variante, affronteranno le chicane, attraverseranno le curve di Lesmo e poi si tufferanno nella parte finale del tracciato, prima di tornare sul lunghissimo rettilineo dei box. In sei ore, però, non basterà essere veloci.

Serviranno affidabilità, gestione degli pneumatici, strategia e freddezza. Il WEC è una maratona che si corre a ritmo di sprint, e il finale di Monza potrebbe diventare una partita a scacchi ad altissima velocità. La gara conclusiva potrebbe rappresentare l’ultimo atto di una stagione già decisa, oppure trasformarsi in una sfida mondiale sul filo dei secondi. Nel secondo caso, Monza avrebbe tutti gli ingredienti per entrare definitivamente nella storia recente del WEC.

Anche la collocazione temporale aggiunge un elemento di fascino. Novembre, a Monza, significa condizioni atmosferiche potenzialmente imprevedibili e giornate più corte. La luce, la temperatura dell’asfalto e il comportamento delle gomme potrebbero diventare variabili importanti.

Non siamo davanti alla classica gara estiva del WEC, il finale brianzolo arriverà nel cuore dell’autunno e potrebbe regalare uno scenario completamente diverso rispetto alle precedenti apparizioni del campionato.

Frederic Lequien, CEO FIA WEC, ha dichiarato: “Abbiamo monitorato da vicino gli sviluppi in Medio Oriente negli ultimi mesi. Sfortunatamente la situazione attuale ci obbliga a passare a un piano alternativo. Vorrei ringraziare di cuore Qatar e Bahrain per la loro comprensione in questi tempi. Sono eventi estremamente importanti e consolidati in FIA WEC, e rimarranno tali per molti anni a venire“.

Sulla stessa lunghezza d’onda Mohammed Ben Sulayem, Presidente FIA: “A causa della situazione in corso, la sicurezza dei nostri team, colleghi e appassionati di motorsport rimane la nostra massima priorità. Queste non sono mai decisioni facili, ma proteggere il benessere della nostra comunità motoristica verrà sempre prima di tutto. Non vediamo l’ora di tornare quando le circostanze lo permetteranno“.

Geronimo La Russa, Presidente ACI, ha commentato così l’annuncio: “Un nuovo prestigioso riconoscimento per l’automobilismo italiano. Un appuntamento che valorizza ulteriormente un circuito unico per storia, tradizione e contenuti tecnici, capace di esaltare piloti e team, e di coinvolgere il pubblico con emozioni straordinarie. Un risultato che rafforza il ruolo dell’Italia sulla scena automobilistica internazionale e premia la professionalità e la passione di tutti coloro il cui impegno rende possibile la realizzazione dei grandi eventi motoristici nel nostro Paese“.

Italia protagonista dell’Endurance

C’è un altro dettaglio che rende l’appuntamento particolarmente interessante per il pubblico italiano. Il 2026 vedrà infatti l’Italia protagonista in due rounds del calendario. La stagione era stata programmata con la 6 Ore di Imola ad aprile e, dopo la modifica del calendario, si concluderà proprio a Monza. L’Italia diventa così uno dei punti di riferimento europei del Mondiale Endurance, con due circuiti profondamente diversi ma entrambi capaci di raccontare la storia del motorsport.

L’attesa, intanto, è già iniziata e l’Autodromo Nazionale Monza ha aperto la vendita dei biglietti per la 6 Ore, proponendo anche tariffe Early Bird. L’ingresso generale in prevendita parte da 22 euro, mentre sono previste diverse formule per assistere alle prove del venerdì, alle qualifiche e alla Hyperpole del sabato e alla gara della domenica. Sono inoltre disponibili opzioni per il paddock, il Pit Walk e pacchetti hospitality. I bambini fino a sei anni possono entrare gratuitamente, mentre sono previste riduzioni per altre fasce d’età.

Il potere di adattarsi del motorsport

La sfida è lanciata, il WEC cercava una soluzione per un finale di stagione diventato improvvisamente complicato e ha trovato due nuovi palcoscenici europei. Barcellona vivrà la prima assoluta del Mondiale Endurance, mentre Monza riabbraccerà la serie con un ruolo ancora più prestigioso.

Il Tempio della Velocità torna così al centro della scena internazionale e stavolta con una responsabilità in più, quella di incoronare i campioni del mondo. È una storia che parte dalla geopolitica, passa per la logistica e arriva fino all’asfalto. Una storia che dimostra, ancora una volta, come il motorsport sappia adattarsi alle circostanze senza perdere la propria identità.

Il WEC avrebbe voluto chiudere la stagione in Medio Oriente, ma sarà l’Europa a raccogliere il testimone. In Italia, tra le curve e i rettilinei di Monza, si scoprirà chi avrà avuto la resistenza necessaria per arrivare fino in fondo. Perché sei ore, in fondo, possono sembrare poche rispetto alla 24 Ore di Le Mans. Ma quando c’è un Mondiale da conquistare, possono diventare un’eternità.




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