L’orchestra del Carlo Felice e il castello di San Terenzo come sfondo: si chiude Lerici Music Festival


Una grande festa della musica, aperta a tutti, per celebrare con la comunità di residenti, artisti e ospiti di Lerici l’ultimo appuntamento del decimo Lerici Music Festival. Il 2 agosto alle 21.15, in località San Terenzo, sotto al castello, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova diretta da Stefano Vignati esegue pagine del grande sinfonismo tardo romantico, i momenti più belli delle colonne sonore western di Ennio Morricone e una prima assoluta di Roberto Di Marino, il brano “Per mare”, che riassume il fil rouge dell’Acqua percorso dal Festival.

Apre la serata il monumentale Concerto per violoncello e orchestra di Edward Elgar, solista la più importante violoncellista italiana di oggi, il premio Abbiati 2026 Miriam Prandi, già protagonista a Lerici con l’emozionante concerto alle prime luci dell’alba. Sono luci crepuscolari, invece, quelle che dominano l’ultimo grande capolavoro sinfonico di Elgar, scritto nel 1919 all’indomani della Prima Guerra Mondiale e caratterizzato da una profonda vena elegiaca e malinconica. Fin dal celebre e drammatico recitativo d’apertura affidato al violoncello solo, il concerto si distingue per una straordinaria essenzialità espressiva, lontana dai fasti del romanticismo ottocentesco. Diventato caposaldo assoluto del repertorio violoncellistico, il concerto è oggi legato in modo indissolubile alla travolgente interpretazione del 1965 di Jacqueline du Pré, alla quale sono seguiti svariati utilizzi cinematografici, da “Tár” (con Cate Blanchett protagonista) a “L’amore che resta” di Gus Van Sant.

Segue la prima esecuzione assoluta di Per Mare di Roberto Di Marino, composizione che esplora l’elemento dell’acqua come ponte ideale tra passato e futuro musicale con il bandoneon di Mario Stefano Pietrodarchi. Chiude la serata un medley delle musiche western più amate di Ennio Morricone, da “Il buono, il brutto, il cattivo” a “C’era una volta il West” fino a “Per un pugno di dollari”, arrangiate per l’occasione da Dmitry Varelas.

Stefano Vignati è un direttore d’orchestra statunitense di origine italiana. La sua carriera è iniziata nel 1990 e da allora, oltre a dirigere numerosi concerti sinfonici in Italia e all’estero, si è dedicato all’opera, con oltre 60 titoli nel suo repertorio. Nominato di recente Direttore Generale di Opera Carolina, pur continuando a ricoprire il ruolo di Direttore Musicale e Direttore Principale, il Maestro Stefano Vignati diventa il primo cittadino naturalizzato statunitense di origine italiana a guidare la compagnia in questa veste nei suoi 77 anni di storia. Ricopre inoltre l’incarico di Primo Direttore Ospite alla New York City Opera e di Direttore Artistico e Musicale dell’International Lyric Academy, che nel 2025 ha celebrato 31 anni di attività internazionale. Il Maestro Vignati ha diretto orchestre prestigiose negli Stati Uniti e in Canada, Italia, Cina, Germania, Svizzera e Russia, collaborando con artisti di fama mondiale come Lina Wertmüller, Barbara Frittoli, Michele Campanella, Mariella Devia, Bruno Praticò, Alfonso Antoniozzi, Nicola Ulivieri, Marco Vinco, Mirco Palazzi, Jesus Leon, Aleksey Bogdanov, Janet Perry e Carol Neblett.

Roberto Di Marino è nato nel 1956 a Trento, formandosi presso il locale Conservatorio, dove si è diplomato in composizione, musica corale e direzione di coro, jazz e strumentazione per orchestra di fiati. Come compositore ha vinto diversi concorsi. Le sue composizioni originali e i suoi arrangiamenti vengono eseguiti a livello internazionale. Alcune delle sue opere sono incluse in tre cd registrati di recente da un ensemble formato da membri dei Berliner Philharmoniker con il violinista giapponese Iwao Furusawa. Insegna al Conservatorio di Verona e vive a Garniga Vecchia (vicino a Trento), dove trascorre la maggior parte del suo tempo a comporre e arrangiare musica.

Miriam Prandi

La violoncellista italiana Miriam Prandi è apprezzata per l’intensità comunicativa del suo suono e per una rara versatilità artistica, che la porta ad affrontare il repertorio solistico, cameristico e recitalistico anche nella duplice veste di violoncellista e pianista. Nel 2014 ha vinto il Primo Premio assoluto al Rahn Musikpreis di Zurigo, assegnato da una giuria presieduta da Sol Gabetta, debuttando alla Tonhalle di Zurigo con il Concerto per violoncello di Dvořák. Si è esibita come solista al Teatro alla Scala sotto la direzione di Vladimir Fedoseyev e con l’Orchestra Nazionale della Radio Polacca NOSPR a Katowice diretta da Michele Spotti. Nella stagione 2024/25 è stata solista nel tour europeo di MusicAeterna con Teodor Currentzis e ha sostituito Misha Maisky nel Concerto per violoncello di Dvořák con la Filarmonica Toscanini diretta da Andrey Boreyko. Tra le sue collaborazioni figurano inoltre la Gstaad Festival Orchestra con Neeme Järvi, l’Orchestra Haydn con Michele Mariotti, l’Armenian Symphony Orchestra con Gianluca Marcianò e l’Orchestra Sinfonica Siciliana con Donato Renzetti. Già violoncellista del delian::quartett, ha suonato in sale quali Berliner Philharmonie e Konzerthaus di Vienna. Suona un Giovanni Grancino, Milano 1712 circa.

All’età di nove anni, il bandoneonista italiano Mario Stefano Pietrodarchi ebbe una rivelazione: trovò una fisarmonica nella casa dei nonni. Ebbe così inizio il suo percorso musicale. Nel 2001 rappresentò l’Italia al C.M.A. di Lorient, in Francia, conquistando il Primo Premio. Da quel momento si spalancarono per lui le porte dei festival più prestigiosi. Si avvicinò allo studio del bandoneon dopo aver ascoltato i primi dischi di Astor Piazzolla, e la sua passione per questo universo musicale conquistò rapidamente il pubblico. Nel 2011 si è esibito all’Arena di Verona insieme a Erwin Schrott, nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Oltre che in Italia, ha tenuto concerti in Inghilterra, Francia, Belgio, Danimarca, Croazia, Serbia, Germania, Stati Uniti, Canada e in molti altri Paesi. La sua ricerca artistica nasce da un’intensa ispirazione interiore e lo conduce a sperimentare nuovi programmi scritti per lui da compositori italiani.


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 Andrea Bonatti

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