Una maglia da calcio non è mai soltanto un abito da indossare. C’è chi la vede come un manifesto, un esercizio di memoria, un sogno per i tifosi, uno strumento di marketing. O, perché no, tutte queste cose insieme. Ogni estate i club di Serie A provano a condensare secoli di storia in pochi centimetri di tessuto. Ci sono squadre che guardano al passato per ritrovare la propria identità, altre che celebrano un anniversario scolpito nella memoria dei tifosi. Chi trasforma monumenti e simboli della città in pattern e ricami, richiami apparentemente troppo arzigogolati ma capaci di raccontare il sogno di un popolo intero. Chi invece sceglie di rompere con la tradizione alla ricerca di un’estetica più contemporanea, forse per togliere un po’ di polvere dalle spalle di un passato recente non proprio brillante. Il risultato è una collezione di venti racconti diversi, venti tifoserie, venti pezzi di un puzzle più complesso e destinato ad accompagnarci per i prossimi mesi sul rettangolo verde. Venti emblemi cuciti sulla pelle di chi passa le domeniche a tifare, a casa o allo stadio, prima ancora che sui giocatori.
Quest’anno molte maglie della Serie A parlano una lingua comune. Tornano i colletti a polo, si moltiplicano i richiami vintage e cresce la voglia di legare il design al territorio, trasformando ogni maglia in un manifesto d’appartenenza. Non sempre questo esercizio di stile riesce: tra sponsor ingombranti, dettagli superflui e qualche scelta discutibile, c’è chi inciampa. E c’è chi, invece, riesce a trovare il perfetto equilibrio tra storia e innovazione, mettendo al centro i princìpi del club che hanno saputo far sognare i bambini tifosi di tutte le età. Per capire quali divise meritino davvero di essere indossate, le abbiamo passate tutte ai raggi X. Poche insufficienze, controbilanciate da molte altre idee vincenti.
Anche quest’anno, la mia riflessione la condivido con te, lettore o lettrice, partendo da questa premessa: il mio è un parere assolutamente soggettivo e basato sull’estetica, non sul tifo. Per rendere le cose più semplici a fine paragrafo ci sarà un voto da 1 a 10, che vorrei possa creare un confronto libero e sereno. Dimmi la tua, parliamone, “abbracciamoci e vogliamoci tanto bene”. Fai questo gioco con me. Partiamo.
ATALANTA – Lo Stadio addosso
Alcuni giocatori orobici con la nouva maglia addosso
“La maglia sudata sempre”. Sul colletto della nuova divisa firmata New Balance per gli orobici è scritto chiaro e tondo: c’è da lavorare. Probabilmente anche sul design, che quest’anno risulta ricercato ma sbilenco. Le classiche bande verticali nerazzurre vengono caricate da dettagli metallici, che richiamano le linee architettoniche della New Balance Arena. Una scelta un po’ caotica a primo impatto, che trova una quadra una volta indossata. Questa maglia, associata nei suoi dettagli all’etica del lavoro dei bergamaschi, riflette l’idea che ogni risultato debba essere conquistato con il sudore e la costanza, a cavallo tra orgoglio e impegno quotidiano.
Voto: 6-
BOLOGNA – Cento candeline per il Dall’Ara
Federico Bernardeschi (32 anni) e Juan Miranda (26) con la nuova divisa rossoblù
La stagione che avrà inizio il prossimo 22 agosto sarà quella dei centenari. Nel caso della squadra del neo tecnico Tedesco, la ricorrenza in questione è quella dei cent’anni dalla costruzione dello stadio Dall’Ara, casa della compagine felsinea. Macron mette al centro l’orgoglio rossoblù: a cavallo delle righe verticali che saltano da un colore all’altro è presente un motivo rappresentante l’iconica Torre di Maratona, simbolo dell’identità bolognese. Il design simmetrico riprende lo stile storico utilizzato dal club agli esordi, quando il Bologna giocò la sua prima stagione allo stadio Littoriale. Sulle maniche raglan un pattern embossato alterna il simbolo della Torre allo stemma del club, arricchendo la maglia con dettagli ispirati ai portici bolognesi.
Voto: 7 ½
CAGLIARI – Rossoblù, non sento il mare
Una ragazza presenta la nuova maglia del Cagliari
Anche quest’anno il Cagliari punta forte sul territorio, rinnovando EYE Sport come partner tecnico. La maglia mantiene gli iconici colori rossoblù, reinterpretati attraverso una grafica geometrica tono su tono che le dà profondità e contemporaneità. Il design è impreziosito dal piping bianco sulle spalle e da un colletto in costina con chiusura a bottone magnetico. Sul retro, sotto il colletto, sono presenti i Quattro Mori stampati in silicone. Nonostante questo il tanto dichiarato legame col territorio quest’anno sembra venire un po’ meno. Se l’anno scorso il pattern impresso sulla maglia richiamava il desideratissimo mare sardo, quest’anno la scelta più geometrica cade nel banale. “Renè, non sento l’Africa” diceva Pietro Sermonti a Francesco Pannofino in un memorabile episodio di Boris. Ecco: Pisacane, non sento il mare. Non è una brutta maglia, anzi, però è decisamente meno identitaria.
Voto: 6
COMO – Lo stile scende in campo
La campagna di presentazione della nuova maglia del Como con Da Cunha (25 anni), Ramòn (21) e Jesus Rodriguez (20)
Eleganza al centro, come ormai da tradizione del club lariano. La maglia proposta da Adidas è tra le più casual, adatta tanto al rettangolo verde quanto a una cena sul famoso ramo del lago di Como. Il logo, arricchito dal fregio “1907” – data di fondazione del club – prende ispirazione dai simboli e dall’araldica della città e della provincia comasca, rosso con croce bianca in contrasto con il royal blue di base. Anch’esso spezzato da sottili linee verticali tinta su tinta. Il colletto polo e le maniche vengono ulteriormente arricchiti da un motivo a righe alternate rosse, bianche e oro, riprendendo i colori della bandiera della città. Il Como si consolida sinonimo di pregio e ricercatezza, nell’attesa di indovinare quali vip verranno invitati sulle tribune del Sinigallia durante la prossima stagione.
Voto: 8 ½
FIORENTINA – Il Rinascimento del secolo viola
Rolando Mandragora ( 29 anni) con la nuova maglia della Fiorentina
Addio Robe di Kappa, bentornata Joma. A questo passaggio di testimone il durissimo compito di celebrare il centenario del club di Fabio Grosso. La tipica maglia viola si arricchisce di una grafica ispirata alle cornici ornamentali delle opere del Rinascimento, mettendo al centro il patrimonio artistico della città di Firenze. Dentro al colletto il numero “100” celebra l’anniversario dei gigliati, con gli zeri fusi insieme a suggerire il simbolo dell’infinito. Centenario riproposto anche sul petto, con esito meno efficace: il passaggio dalla fondazione del club nel 1926 a oggi è suggerito visivamente con una soluzione “di transizione”, fondendo le prime due cifre di entrambe le date e tenendole “sospese a metà”. Il risultato? Più che dei numeri ricordano dei caratteri cinesi, non rendendone immediato il messaggio. Resta una piccola nota stonata su una bella maglia capace di mettere davvero la tradizione viola al centro, a portata di tutti i tifosi.
Voto: 7
FROSINONE – Un sogno che si indossa
Una ragazza indossa la prossima maglia del Frosinone
L’ultima squadra della classe a presentare la maglia da gara, nella speranza di non replicare lo stesso destino in campionato. Il Frosinone e Zeus firmano una maglia giallo canarino, con l’intento di regalare ai tifosi della squadra neopromossa una stagione degna di essere vissuta sugli spalti del Benito Stirpe. “Il sogno della storia ciociara non si racconta, si indossa”. La maglia presenta una texture più scura, risultato della ripetizione delle “F” iniziali del club sovrapposte le une alle altre. Lo sconfinato giallo viene interrotto parzialmente sul colletto e sulle maniche da degli inserti blu a tinta piena, ripreso poi nei loghi presenti sul petto. Zeus inserisce la propria iconica saetta sia sulle spalle, dove appare intera, sia ai lati del collo, a voler ricordare degli spuntoni. Una bella maglia, unica pecca il logo “Dem supermercati” sul fondo della schiena, messo un po’ a caso.
Voto: 7-
GENOA – Un guasto d’amore generazionale
La maglia del Genoa indossata da tifosi e leggende del club
Un popolo di tifosi in festa. Anziani, giovani, uomini, donne. Tutti accomunati da una cosa: l’amore per il Genoa. Con queste immagini Kappa ha presentato la prima maglia del Grifone, a metà tra modernità e forte senso di appartenenza. La maglia porta una ventata di nostalgia in campo, riproponendo gli elementi estetici più iconici della squadra negli anni ’90. Il taglio “half-and-half” che divide in due la maglia, rossa brillante a destra e blue navy a sinistra, viene arricchito da un colletto a polo di ispirazione retrò. A impreziosire il colletto la presenza di intricati dettagli jacquard nei colori della squadra, che si abbinano ai polsini delle maniche. Sul retro del collo c’è una dedica speciale: il motto universale del club “Dall’inizio, per sempre” è stampato in bianco, a ricordare la storia dei Rossoblù e il loro profondo senso di appartenenza.
Voto: 8 ½
INTER – Campioni di eleganza
Francesco Pio Esposito (21 anni) alla presentazione della nuova maglia dell’Inter
I campioni d’Italia in carica tornano in grande stile. Dopo la maglia sperimentale – e molto discutibile – indossata l’anno scorso, la società di Viale della Liberazione torna sui propri passi, adottando una soluzione formale più pulita. Le bande nerazzurre tornano ad essere regolari, spezzate da un motivo a zigzag che ricorda vagamente i bordi dei francobolli. Le strisce nere sono più spesse di quelle blu, bilanciando lo sguardo sulla maglia. Ai colori primari Nike abbina un giallo oro molto acceso, quasi arancione, definito “University Gold”. L’intero concept della maglia ruota intorno all’idea di richiamare visivamente i kit più emblematici della storia del club, rendendo omaggio alla storica maglia del 1998.
Voto: 7 ½
JUVENTUS – Regalità sabauda in bianco e nero
kenan Yildiz (21 anni) e Fabio Miretti (23) in bianconero
La prima tra le nuove maglie a respirare l’odore dell’erba dei campi. La nuova creazione di Adidas per la Vecchia Signora torna alla regolarità, abbandonando la complessità delle stagioni precedenti per aiutare i calciatori a trovare una bussola per quella che sarà. Le bande bianconere tornano uguali e alternate in modo uniforme lungo la larghezza. La maglia, che così risulta già molto efficace nella sua semplicità, viene arricchita da inserti dorati sui loghi e nell’outline dello sponsor – anch’esso bianco – che così stacca dal tessuto senza appesantire la composizione. Il colletto a polo, applicato in bianco all’altezza di due barre nere, esalta una volta di più il concetto di eleganza e “nobiltà” del kit.
Voto: 8
LAZIO – La resilienza dei biancocelesti
Nicolò Rovella (24 anni) con la nuova maglia della Lazio
Finalmente. La lunga tradizione di maglie unicamente celesti “a pigiama” della Lazio sembra interrompersi. Il tutto in favore di una soluzione sì monocromatica, ma intelligente. Il celeste viene spezzato da un colletto polo e dal margine delle maniche bianco pieno, che circoscrive bene lo spazio del torso dove lo stemma, il logo Mizuno – unico elemento in blu scuro – e il chiacchieratissimo sponsor Polymarket trovano aria e nobiltà. La maglia chiede di essere casual, richiamando i tifosi biancocelesti a indossarla sia dentro sia fuori dal campo – ironia o tentativo disperato di ripopolare l’Olimpico dopo gli scioperi? Una caratteristica distintiva è il tessuto personalizzato in rilievo con il monogramma “SSL900”, in omaggio all’anno di fondazione della Lazio. Una bella maglia.
Voto: 7
LECCE – Giallo come il sole, rosso come la passione
Una giovane tifosa con la nuova maglia del Lecce
International Lecce. La squadra salentina, che da anni si affidava a brand locali come sponsor tecnici, cambia completamente rotta. Salutato il precedente M908, i giallorossi entrano nella ricca scuderia Adidas, che confeziona per la compagine di Di Francesco una maglia dai colori vivaci come la terra che abita. Le iconiche strisce verticali seguono il corpo a tutta ampiezza, in una maglia incorniciata da un colletto a polo blu navy, richiamato anche sulle maniche. Anche le caratteristiche Tre Strisce Adidas sulle spalle e il logo Adidas sul lato destro del petto sono rifiniti nello stesso blu. Rispetto all’anno scorso, anche la gestione degli sponsor, Deghi su tutti, regge meglio l’impatto visivo. Nulla di eccezionale, ma un buon lavoro.
Voto: 6 ½
MILAN – Ritorno alle origini del Diavolo
Luka Modric (40 anni) con la nuova maglia del Milan
Poche strisce, ma buone. La maglia casalinga del Milan per la prossima stagione fa dell’essenzialità e della nostalgia il fondamento portante della nuova stagione. Puma si ispira chiaramente alla maglia del 1998-99, realizzata da Adidas e diventata memorabile per il logo Opel gigante in mezzo al petto. Al suo posto stavolta c’è Emirates, sempre bianco e sempre elegante. Questo kit rappresenta un ritorno alle origini per il club rossonero, dopo anni di sperimentazioni estetiche e soluzioni non convenzionali. Il rischio? Sembrare “troppo semplice”, quasi banale. Ma alla squadra di Amorim un reset fa comodo: testa bassa e giocare.
Voto: 7
MONZA – Profondo rosso
La nuova maglia del Monza
Bollino rosso. La maglia che il Monza e Nike propongono per la prossima stagione è da brividi. Tinta unita rossa, colletto bianco e stemma piatto sul cuore in contrapposizione allo swoosh a destra. Il colletto a “V” spezza un po’ la distesa desolata rossa, senza però salvare la maglia. Sembra la più stereotipata delle maglie della Svizzera uscita da Fifa07, con pochi poligoni e pochissima fantasia. Male male.
Voto: 3 ½
NAPOLI – Amore eterno
Giovanni Di Lorenzo (33 anni) con la nuova maglia del Napoli
Ennesimo iscritto alla lunga lista dei centenari. Per l’occasione il Napoli ha celebrato con la più partenopea delle soluzioni: foto generata con l’Ai di un giovane Maradona sorridente, i seggiolini dello stadio e una maglia azzurra tanto semplice quanto iconica. Continua la collaborazione con Emporio Armani, che sceglie di celebrare la ricorrenza ricoprendo la maglia d’oro. Dorato il nuovo logo, dove gli zeri di “100” si fondono a creare il simbolo dell’infinito, gesto di amore eterno per la città e la squadra; dorato anche il bordo attorno allo sponsor MSC, così da far risaltare meglio sia la scritta sia la classica stella bianca. Lo stemma che ingloba il logo del centenario è molto barocco, con dettagli e arzigogoli perfetti per lo storico traguardo. Il retro collo è personalizzato con la scritta “Partenopei”, tributo alle radici e all’orgoglio di un’intera città. Una maglia modello di eleganza, che il popolo napoletano vestirà con orgoglio.
Voto: 8
PARMA – Croce e delizia
Alessandro Circati (22 anni) con la maglia del Parma
Molto bella la maglia del Parma indossata da Dejan Kulusevski qualche stagione fa. O era quella indossata l’anno scorso da Mateo Pellegrino? I giocatori passano, ma l’iconico stile dei crociati non passa. Potrebbe sembrare un vanto, ma le soluzioni adottate dalla società pramzàn iniziano ad annoiare. La solita croce nera su fondo bianco “caldo”, con un’ottima intuizione di Puma per ottimizzare lo spazio: lo stemma dentro la banda nera, con i loghi degli sponsor ai lati. Il look è incorniciato da un motivo blu e giallo, sia sulla croce sia sulle maniche. Però. anche quest’anno, risulta un po’ un compitino.
Voto: 5 ½
ROMA – Ritorno alla Champions, ritorno al passato
Paulo Dybala (32 anni) saluta i tifosi con la nuova maglia
È l’estate dei ritorni. Torna l’iconico stemma con il monogramma ASR e la Lupa Capitolina, a dopo dodici anni dall’ultima presenza sulle maglie capitoline, mettendo temporaneamente in panchina il lupetto di Gratton. La nuova maglia firmata Adidas per la Roma mescola insieme due tonalità di rosso diverse, con dettagli giallo-arancio nel colletto. Ispirata allo spirito della Virtus Roma, le tonalità decise della maglia sono l’emblema del coraggio e della dedizione della squadra, che festeggia dopo anni il ritorno in Champions League. Le tre strisce tipiche dell’Adidas sulle spalle si colorano di giallo, evidenziando il bordo del colletto e i loghi. Sul retro del colletto la scritta “Con tutte le nostre forze” trasmette ai tifosi che la indossano la passione di Dybala e compagni.
Voto: 7
SASSUOLO – Tutto fumo, grande arrosto
Alcuni tifosi con la nuova maglia del Sassuolo
Ogni anno la stessa certezza: dalle parti di Reggio Emilia hanno davvero buon gusto. Per il secondo anno di fila il Sassuolo e Puma confezionano una maglia decisa e identitaria. Presentata al pubblico lo scorso 17 luglio, data del centoseiesimo anniversario del club, presenta le solite bande verdi, quest’anno più larghe di quelle nere. A valorizzarne ulteriormente l’identità visiva è l’inedito pattern “fumoso” in verde più scuro, che regala maggiore profondità e dinamismo al design. Il puma rampante e lo sponsor Mapei in bianco spezzano armoniosamente dal resto della maglia. Unica pecca l’adattamento del logo del club: la scelta di mantenerlo colorato funziona, ma il sottile outline grigio impasta i colori anziché definirli.
Voto: 7 ½
TORINO – Un Torino per sognare in Grande
Una tifosa granata con la nuova maglia del Torino
In occasione della centoventesima candelina da spegnere, il Toro e Joma scelgono di mettere la storia del club al centro della narrazione della maglia. I granata mantengono la regalità estetica delle scorse stagioni, arricchendo la maglia con un pattern in rilievo unico per ogni tifoso. La trama richiama quella del pavimento della Basilica di Superga, luogo della tragedia del Grande Torino del 4 maggio. Gli eroi granata sono l’identità del club sabaudo e ogni tifoso ne veste la storia con orgoglio. Il motivo sofisticato riesce a conferire un senso di movimento e profondità alla maglia, mantenendo al contempo un look pulito, raffinato e senza tempo.
Voto: 7 ½
UDINESE – Loghi scomodi e dove trovarli
Alcuni giocatori dell’Udinese con la nuova maglia
Storia e tradizione, ma anche innovazione e fame di futuro. Prosegue la collaborazione tra l’Udinese e Macron, che riportano sul petto della squadra allenata da Runjaić le classiche righe bianche e nere verticali, realizzate in stampa sublimata. Le bande nere sono impreziosite da una sottile linea verticale dorata, che dona ulteriore eleganza e profondità alla maglia. Anche quest’anno Macron compie un miracolo, riuscendo a dare dignità allo scomodo logo “Io sono Friuli Venezia Giulia” sul petto. Il giallo dello sponsor , richiamato dalle linee dorate, stacca dal resto della maglia senza risultare alienante, anche grazie al margine più spesso che lo circonda. Un po’ una mission impossible, la maglia risulta comunque appesantita dai troppi loghi.
Voto: 6-
VENEZIA – The Last Hope
Alcuni tifosi con la nuova maglia del Venezia
Un tripudio di chiccherie. Non c’è altro modo per descrivere la maglia del Venezia, che decide anche quest’anno di consegnare ai tifosi un capo d’abbigliamento capace di essere sia il più elegante sia il più “tamarro” dei kit della Serie A. Garanzia che nasce dallo sponsor tecnico Nocta: il brand del rapper americano Drake, da anni molto legato all’Italia e a Venezia, propone una maglia ispirata alle bandiere a colori vivaci sventolate dai tifosi durante le partite. La maglia è nera, impreziosita da una trama che recita “Venezia Football Club” a caduta verticale, tono su tono, mentre l’elemento centrale del design è un’audace fascia orizzontale divisa sul petto. La sezione superiore verde e quella inferiore arancione, tagliate in diagonale per imitare le bandiere, ospitano al centro il nome del club, stampato con un elegante carattere color crema di ispirazione retrò. La ciliegina sulla maglia è il colletto da polo nero, impreziosito da una punta arancione a destra e una verde a sinistra, colori riproposti reciprocamente dai loghi Nocta sulle spalle. Personalmente, wow.
Voto: 9 ½
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ANDREA CALOGERO