Cateno De Luca prepara la sfida per le prossime elezioni regionali in Sicilia e mette sul tavolo una strategia articolata: quattro liste, un progetto politico definito “autonomista, civico e progressista”, un’apertura al confronto con le forze alternative al centrodestra e la disponibilità personale a partecipare anche alle primarie del campo largo per individuare il candidato alla Presidenza della Regione. Il leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, intervistato dall’Italpress, traccia le coordinate del percorso politico che intende seguire verso il prossimo appuntamento elettorale siciliano. E lo fa senza escludere un’intesa con altre forze, purché il confronto parta dal programma e da un metodo di scelta del candidato che coinvolga direttamente gli elettori. De Luca guarda inoltre oltre i confini dell’Isola: nella sua prospettiva, elezioni regionali siciliane e politiche nazionali potrebbero svolgersi contemporaneamente e Sud chiama Nord sta già dialogando con sindaci, movimenti civici e realtà regionali per provare a costruire una lista presente nei collegi di tutta Italia.

Regionali Sicilia, Cateno De Luca prepara quattro liste

La macchina organizzativa è già in movimento. Il primo elemento della strategia riguarda la costruzione di quattro liste con caratteristiche differenti. “Stiamo lavorando alla costruzione di quattro liste”, spiega De Luca. Le prime due saranno “De Luca sindaco di Sicilia” e “Sud chiama Nord”. Una caratteristica viene indicata con chiarezza: entrambe saranno senza deputati uscenti, con l’obiettivo dichiarato di puntare “a un radicale rinnovamento”. Una scelta attraverso la quale il leader di Sud chiama Nord intende caratterizzare una parte importante della propria proposta elettorale puntando su nuovi candidati.

“Liberi e forti” e una quarta lista dedicata agli under 35

La terza formazione annunciata sarà “Liberi e forti”, lista destinata ad accogliere le forze politiche minori e anche deputati uscenti provenienti da altri schieramenti che decidano di condividere il modello di Sicilia proposto da De Luca. La quarta lista avrà invece una caratterizzazione generazionale molto precisa: sarà dedicata agli under 35. L’obiettivo è coinvolgere direttamente i giovani nella competizione elettorale, offrendo loro uno spazio specifico all’interno del progetto politico che Sud chiama Nord sta costruendo in vista delle Regionali. Ne emerge una strategia che prova a coniugare il rinnovamento delle candidature con l’apertura a esponenti politici già presenti nelle istituzioni, purché aderiscano al progetto delineato da De Luca.

De Luca: una Sicilia “autonomista, civica e progressista”

Sono tre le parole utilizzate dal sindaco di Taormina per definire politicamente il progetto: autonomista, civica e progressista. Sul primo concetto De Luca spiega: “Autonomista significa una Sicilia libera dalla schiavitù politica e gestionale romanocentrica, che ridimensioni l’ascarismo dei rappresentanti siciliani al Parlamento italiano”. La componente civica, nella visione illustrata nell’intervista, dovrebbe invece mettere al centro le autonomie locali, i corpi intermedi e il civismo municipale. La terza parola è progressista. Per De Luca occorre “frantumare l’oligarchia stagnante” composta, secondo la sua analisi, da politici, lobbisti e burocrati che avrebbero imposto al sistema Sicilia “il pizzo legalizzato”. Sono questi i tre pilastri sui quali Sud chiama Nord intende costruire la propria proposta per il governo regionale.

De Luca guarda anche alle elezioni politiche nazionali

Il progetto non si limita però alle Regionali siciliane. De Luca ritiene infatti possibile che il prossimo appuntamento con le urne possa vedere una coincidenza tra elezioni regionali e nazionali. “Ormai è evidente che si voterà in contemporanea”, afferma, indicando come ipotesi più credibile domenica 11 aprile. In questa prospettiva, Sud chiama Nord sta lavorando con altri movimenti civici e regionali per costruire una proposta che possa superare i confini della Sicilia. “Stiamo ragionando con tanti colleghi sindaci – dice De Luca – per presentare una lista in tutti i collegi d’Italia che possa rappresentare il buon governo dei territori, valorizzare il ruolo strategico dei sindaci e portare avanti una progettualità di ispirazione sturziana”. Il riferimento è quindi a una rete nazionale costruita partendo dalle amministrazioni locali e dal ruolo dei sindaci.

Campo largo in Sicilia, De Luca apre al confronto sul programma

Sul possibile dialogo con le forze alternative al centrodestra, la posizione espressa da De Luca è di apertura. “Noi siamo pronti a confrontarci su un programma”, sottolinea. Il leader di Sud chiama Nord ricorda che il 18 luglio, al Politeama, sono stati presentati dieci punti strategici sui quali costruire un programma di governo. Secondo De Luca, tuttavia, alle proposte avanzate non sarebbero finora seguite aperture concrete né da parte del centrodestra né da parte del centrosinistra. “Tutto si arena sul nome del candidato alla Presidenza della Regione”, afferma. Per il sindaco di Taormina, quindi, la discussione dovrebbe partire dai contenuti e dal modello di governo della Sicilia anziché dal nome del candidato presidente.

“La Sicilia così non va”: il modello del “Sindaco di Sicilia”

L’approccio rivendicato da De Luca viene definito “postideologico e pragmatico”. La sua analisi parte dalla condizione attuale dell’Isola e dalla necessità, secondo il leader di Sud chiama Nord, di valutare il benessere dei cittadini attraverso parametri che vadano oltre gli indicatori finanziari. “La Sicilia così non va – sostiene – perché non bastano i dati riferiti al rating per misurare lo stato di salute della nostra Isola. Quello che fa realmente la differenza è la qualità della vita”. Da questa impostazione nasce il progetto del “Sindaco di Sicilia”. De Luca immagina un presidente della Regione che lavori in stretto rapporto con i 391 sindaci siciliani, superando quella che considera una concezione tradizionale del ruolo di governatore. “Non un governatore, ma un sindaco che lavori al fianco di tutti i 391 sindaci siciliani”, precisa, richiamando ancora una volta quella che definisce “visione sturziana”.

Primarie del campo largo, De Luca: “Non ho alcuna preclusione nel candidarmi”

È sulle modalità di individuazione del candidato alla Presidenza della Regione Siciliana che arriva una delle aperture politicamente più significative dell’intervista. De Luca non soltanto si dichiara favorevole alle primarie, ma si dice disponibile in prima persona a partecipare a un’eventuale consultazione del campo largo. “Sono favorevole a tutte le soluzioni che portino, attraverso un confronto dal basso, a individuare il soggetto con le caratteristiche migliori per interpretare un progetto di Governo di Liberazione”, dice. Alla domanda sulla possibilità di prendere parte alle primarie del campo largo, la risposta è netta: “Non ho alcuna preclusione nel candidarmi”. Una disponibilità che apre uno scenario politico significativo in vista della costruzione delle future alleanze per la Regione.

De Luca: “Le primarie servirebbero a tutte le coalizioni”

Il ragionamento viene poi esteso anche al centrodestra. Per De Luca, infatti, le primarie non dovrebbero rappresentare uno strumento esclusivo di una singola area politica. “Le primarie servirebbero a tutte le coalizioni, sono uno strumento di grande democrazia. Anzi, perché il centrodestra non si attrezza per fare le primarie? Io, dove c’è democrazia e la scelta parte dal basso, ci sarò sempre. Le imposizioni dei salotti romani e le decisioni prese in provetta le ho sempre considerate l’oppio della democrazia. Un sistema del quale, fino a oggi, hanno approfittato tanto la destra quanto la sinistra”, spiega De Luca aggiunge poi: “Quando saranno indette – aggiunge – io mi prenoterò per confrontarmi con tutti, anche con il cosiddetto campo largo”. Il leader di Sud chiama Nord lega quindi la propria disponibilità a un metodo che preveda una scelta dal basso, contrapponendolo alle decisioni assunte dalle segreterie nazionali dei partiti.

L’avvertimento al campo largo: “da campo largo si trasformerà in camposanto”

L’apertura alle primarie è accompagnata, però, da un duro avvertimento sul metodo con cui le forze alternative al centrodestra stanno conducendo il confronto.“Se il campo largo decidesse di chiudersi in una strategia autoreferenziale, come sta facendo con sedute spiritiche alle quali partecipano soggetti selezionati non si sa in base a quale criterio, allora è ovvio che da campo largo si trasformerà in camposanto”, evidenzia. È il passaggio più polemico dell’intervista. De Luca contesta un confronto che considera chiuso e selettivo e pone il metodo come condizione essenziale per qualsiasi possibile interlocuzione. Una critica che non equivale alla chiusura verso il campo largo, ma che stabilisce le condizioni poste dal leader di Sud chiama Nord per sedersi al tavolo.

De Luca contro le “scelte fatte in provetta nelle segreterie romane”

Il sindaco di Taormina torna infine sulla questione del metodo e ribadisce la propria contrarietà a candidature e alleanze definite attraverso accordi esclusivamente nazionali. “Non entro nel merito delle vere ragioni, ma se questo è il metodo significa che non ci sono le condizioni per sedersi a ragionare neanche sugli elementi programmatici. Il metodo diventa fondamentale – conclude – e io non adoro le scelte fatte in provetta nelle segreterie romane”. 


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 Danilo Loria

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