Scorciatoia pericolosa: perché l’Europa boicotta la nuova strategia delle compagnie di navigazione per le rotte artiche
Apre la Via della Seta Polare: il rischioso progetto per la nuova rotta verso l’Europa
Il progressivo ritiro dei ghiacci artici sta aprendo la strada a una delle scorciatoie più controverse e redditizie dell’economia globale: il Passaggio a Nord-Est. Mentre le compagnie di navigazione europee sono ancora titubanti, preoccupate per il fragile ecosistema e le catastrofiche conseguenze per il clima, Cina e Corea del Sud hanno già agito da tempo. Con progetti pilota finanziati dallo Stato e nuovi servizi di linea regolari attraverso i ghiacci artici, al Polo Nord si sta scatenando una corsa geopolitica che potrebbe alterare per sempre le catene di approvvigionamento globali. Lontano dalle crisi in Medio Oriente e lontano dal controllo occidentale, sta emergendo una nuova lotta per il potere marittimo, proprio in un momento in cui il monitoraggio scientifico del riscaldamento artico viene fortemente indebolito. Un’analisi approfondita delle opportunità, dei rischi e delle conseguenze di vasta portata di questa nuova guerra commerciale tra i ghiacci.
Un continente di ghiaccio diventa il palcoscenico di una lotta per il potere globale
Chiunque creda che la corsa agli oceani del mondo sia già decisa da tempo si sbaglia di grosso, perché un nuovo fronte della guerra commerciale globale si sta aprendo proprio al Polo Nord.
Per secoli, l’Artico è stato simbolo di inaccessibilità, un punto vuoto sulla mappa che solo esploratori e ricercatori osavano attraversare. Oggi, questa immagine sta cambiando rapidamente. Il 22 agosto 2026, la nave portacontainer sudcoreana Panstar Acro è salpata dal porto di Busan per uno storico viaggio di prova attraverso il Passaggio a Nord-Est, il primo viaggio di una nave portacontainer sudcoreana su questa rotta e il primo viaggio sudcoreano nell’Artico in dieci anni. Solo pochi giorni prima, il 15 agosto, la compagnia di navigazione cinese Sea Legend aveva già avviato un servizio settimanale regolare di container attraverso l’Artico con la Dubai Tower. Questo segna l’inizio di una nuova fase commerciale in una corsa che finora era stata percepita come un fenomeno di nicchia piuttosto esotico. Il cambiamento climatico, per quanto possa sembrare paradossale, sta diventando esso stesso un fattore economico, perché la riduzione dei ghiacci marini sta aprendo opportunità economiche che sembravano inimmaginabili solo pochi anni fa.
Il Passaggio a Nord-Est come elemento geografico rivoluzionario
Per comprendere le implicazioni degli eventi attuali, è utile esaminare il contesto geografico. Il Passaggio a Nord-Est, noto anche come Rotta Marittima del Nord, si snoda lungo la costa artica russa attraverso il Mare di Barents, il Mare di Kara, il Mare di Laptev, il Mare della Siberia Orientale e il Mare dei Ciukci fino allo Stretto di Bering, tra la Siberia e l’Alaska. Si differenzia sostanzialmente dal Passaggio a Nord-Ovest, che attraversa l’Arcipelago Artico Canadese ed è praticamente inadatto al traffico container a causa della sua complessa e ramificata struttura insulare. Per la situazione attuale, solo la rotta russa è rilevante, poiché sola offre la profondità d’acqua necessaria, condizioni del ghiaccio relativamente prevedibili e, soprattutto, l’infrastruttura politica per consentire un regolare traffico merci.
L’attrattiva economica di questa rotta deriva da un semplice calcolo. Il collegamento classico tra l’Asia orientale e l’Europa passa attraverso il Canale di Suez e il Mar Mediterraneo, per una lunghezza di circa 20.000 chilometri, mentre la rotta attraverso il Passaggio a Nord-Est si riduce a circa 13.000 chilometri, con una diminuzione di circa 7.000 chilometri. Tradotto in termini di tempo, ciò si traduce in una riduzione dei tempi di percorrenza fino a dieci giorni, a volte anche significativamente di più, se si confronta la rotta con il Mar Rosso, trafficato e politicamente sensibile. Meno chilometri significano meno consumo di carburante, minori emissioni e costi operativi ridotti: una combinazione vincente che spicca immediatamente in un settore notoriamente caratterizzato da margini di profitto esigui.
Come Pechino ha definito gli standard con la Via della Seta Polare
La Cina ha già compiuto il primo passo cruciale, chiarendo che non si tratta di un esperimento isolato. Il 15 agosto 2026, la nave portacontainer Dubai Tower, gestita da Sea Legend Shipping, è salpata dal porto di Ningbo-Zhoushan, inaugurando il cosiddetto China-Europe Arctic Express, o CAX. A differenza dei precedenti viaggi di prova isolati, come quello dell’Istanbul Bridge nel 2025, il servizio attuale è concepito come un servizio di linea con otto partenze fisse tra agosto e ottobre 2026, impiegando un totale di sette o otto navi rompighiaccio a rotazione. Il carico, che comprende pannelli solari, batterie e altri sistemi di accumulo di energia sensibili alle temperature, verrà inizialmente raccolto nei porti cinesi di Dalian, Qingdao, Shanghai e Ningbo, per poi essere trasportato attraverso l’Artico fino a Felixstowe, Rotterdam, Amburgo e Danzica.
È interessante notare che la società statale russa per l’energia nucleare Rosatom, che gestisce l’intero Passaggio a Nord-Est, ha già concesso permessi a sette navi di transito cinesi per la stagione 2026. L’amministratore delegato di Rosatom, Alexei Likhachev, ha esplicitamente sottolineato che si tratta della prima volta che viene istituito un servizio regolare a tutti gli effetti, e non solo viaggi sperimentali occasionali. Questa stretta collaborazione tra le compagnie di navigazione cinesi e le autorità russe si inserisce in un quadro geopolitico più ampio, poiché Pechino, con la sua cosiddetta Via della Seta Polare, persegue l’obiettivo strategico di diversificare le proprie rotte commerciali verso l’Europa e di diventare meno dipendente dalla regione mediorientale, sempre più instabile. Il tempo di transito di circa 20 giorni tra Ningbo e Felixstove dimezza quasi i tempi di percorrenza rispetto alla tradizionale rotta del Canale di Suez, offrendo così alla Cina un significativo vantaggio logistico, almeno durante i pochi mesi estivi senza ghiaccio.
La contromossa tardiva ma ambiziosa della Corea del Sud
La Corea del Sud non sta osservando passivamente questo sviluppo, ma sta rispondendo con un proprio progetto pilota coordinato dallo Stato. La Panstar Acro, una nave portacontainer appositamente convertita per viaggi polari dalla compagnia di navigazione PanStar con una capacità di circa 2.758 TEU, è partita da Busan Newport la sera del 22 agosto 2026, diretta verso lo Stretto di Bering. A bordo si trovano prodotti chimici, auto usate, ricambi auto e prodotti metallici, per un totale di 837 TEU di carico, di cui 737 TEU sono merci d’esportazione provenienti da 85 spedizionieri. Il viaggio dovrebbe durare circa 45 giorni e includerà scali a Felixstowe, Rotterdam e Danzica, prima che la nave ritorni a Busan all’inizio di ottobre. (Nota: il nome della località “Danzica” è stato sostituito con “Danzig” nel testo tedesco per una maggiore coerenza.).
A differenza della spedizione cinese, questa iniziativa dà esplicitamente priorità alla valutazione scientifica ed economica. Il Ministero degli Affari Marittimi e della Pesca sudcoreano ha dichiarato che l’obiettivo primario è registrare sistematicamente la distanza percorsa, i tempi di percorrenza, il consumo di carburante e i costi per verificare la fattibilità economica e la sicurezza della rotta. Suho Lee, capo del Quartier Generale per la Promozione della Rotta Artica presso il ministero, ha descritto il viaggio di prova come un primo passo verso una valutazione completa della fattibilità commerciale, tecnica e ambientale. È inoltre degno di nota il fatto che la Panstar Acro intenda determinare la propria rotta in modo indipendente, basandosi sulle condizioni del ghiaccio e meteorologiche, senza dipendere dal supporto di rompighiaccio russi. L’ambizioso obiettivo di Seul è quello di rendere Busan un hub commerciale regolare per la rotta artica entro il 2030, trasformando così il porto in un centro logistico globale.
Riluttanza delle compagnie di navigazione consolidate in Europa
Mentre l’Asia procede a passo spedito con azioni decisive, l’Europa rimane palesemente scettica. Importanti compagnie di navigazione come la tedesca Hapag-Lloyd e la svizzera MSC hanno chiaramente manifestato l’intenzione di non navigare nell’Artico per il momento – una posizione che persiste da anni e si basa su considerazioni sia ecologiche che economiche. Hapag-Lloyd ha precedentemente giustificato questa riluttanza sostenendo che le particelle di fuliggine derivanti dalla combustione di combustibili fossili potrebbero ulteriormente aggravare il riscaldamento globale e mettere in pericolo i fragili ecosistemi artici finché non vi saranno certezze sull’impatto ambientale. Questa posizione si inserisce in un più ampio impegno volontario di molte compagnie di navigazione internazionali ad evitare la rotta artica al fine di prevenire, attraverso le proprie azioni, l’accelerazione dello scioglimento dei ghiacci.
Esistono anche delle riserve di natura pratica. Gli addetti ai lavori sottolineano che i volumi trasportati da Sea Legend sono trascurabili: meno dello 0,5% del volume settimanale di container tra l’Asia orientale e sudorientale e l’Europa settentrionale, che, considerato sull’intera stagione, non raggiunge nemmeno lo 0,1% del volume annuo. Gli esperti continuano quindi a classificare la rotta artica come un prodotto di nicchia, interessante per merci di alto valore e con tempi di consegna critici, come batterie o pannelli solari, ma non ancora un’alternativa alle rotte consolidate per il trasporto di massa dell’economia globale.
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Konrad Wolfenstein
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