La FIA ha ufficializzato i risultati delle prime due verifiche dell’ADUO, il sistema per concedere maggiori possibilità di sviluppo ai motoristi rimasti indietro. Il verdetto conferma quanto era emerso già dopo la prima analisi. Red Bull-Ford rappresenta il riferimento per il motore termico, Mercedes è nella fascia di ritardo compresa tra il 2% e il 4%, mentre Ferrari, Audi e Honda superano il 4%. Una classifica che non misura però la competitività complessiva delle power unit e che produce conseguenze concrete soprattutto sullo sviluppo: più omologazioni, più ore al banco e maggiori margini di spesa per chi è lontano dal benchmark.

Cosa vuol dire per Ferrari? Significa poter utilizzare due omologazioni aggiuntive nel 2026 e altre due nel 2027. La prima opportunità è già stata sfruttata, mentre la seconda potrebbe concretizzarsi a Monza. A Maranello sono già stati assemblati due motori evoluti destinati alle monoposto di Charles Leclerc e Lewis Hamilton.

La classifica ADUO della FIA

Come abbiamo già spiegato in precedenza, il meccanismo ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities) prende come riferimento esclusivamente le prestazioni dell’ICE, l’Internal Combustion Engine, e confronta ogni motorista con quello che registra il Performance Index più elevato. La soglia che fa scattare gli aiuti è un ritardo di almeno il 2%.

Al termine del primo periodo di valutazione, chiuso dopo il Gp del Canada, la situazione certificata dalla FIA è stata questa:

Motorista Ritardo ICE certificato Omologazioni extra 2026 Omologazioni extra 2027
Red Bull-Ford Benchmark 0 0
Mercedes tra 2% e 4% 1 1
Ferrari oltre 4% 2 2
Audi oltre 4% 2 2
Honda oltre 4% 2 2

La FIA non ha pubblicato il valore preciso del Performance Index dei singoli costruttori. Ha comunicato soltanto le fasce necessarie a stabilire il numero di omologazioni. Mercedes è tra il 2% e il 4% dal riferimento, mentre Ferrari, Audi e Honda sono almeno il 4% indietro. I dati più dettagliati rimangono riservati per tutelare le informazioni tecniche dei motoristi.


Il secondo periodo, che comprende le gare da Monaco all’Ungheria, non ha invece prodotto nuove omologazioni. Non significa necessariamente che i rapporti di forza siano rimasti identici: le opportunità di omologazione ADUO non sono cumulative durante la stessa stagione e vengono concesse alla prima valutazione nella quale il motorista risulta idoneo.

Quanto possono sviluppare Ferrari, Mercedes, Audi e Honda

Il regolamento prevede anche ore aggiuntive al banco prova e un adeguamento del Cost Cap dedicato ai motoristi, crescente in funzione della distanza dal miglior ICE.

Ritardo dal benchmark Extra Cost Cap Ore extra al banco Omologazioni extra
meno del 2% 0 $ 0 0
dal 2% a meno del 4% 3,00 mln $ 70 1
dal 4% a meno del 6% 4,65 mln $ 110 2
dal 6% a meno dell’8% 6,35 mln $ 150 2
dall’8% a meno del 10% 8,00 mln $ 190 2
almeno 10% 11,00 mln $ 230 2

La scala permette di quantificare con precisione la situazione Mercedes. Essendo stata collocata nella fascia 2-4%, può beneficiare di 3 milioni di dollari aggiuntivi e 70 ore al banco. Un aiuto che secondo indiscrezioni verrà usato solo da Sepang.

Per Ferrari, Audi e Honda bisogna invece essere più prudenti. Sappiamo che il loro deficit supera il 4%, quindi la fascia minima applicabile vale 4,65 milioni di dollari e 110 ore aggiuntive, ma la FIA non ha rivelato quanto siano effettivamente lontani dal riferimento. Non è quindi possibile stabilire pubblicamente se Ferrari disponga di 4,65 milioni, 6,35 milioni, 8 milioni o di un margine ancora superiore.

Il livello massimo scatta con un deficit pari o superiore al 10%. In questo caso sono previsti fino a 11 milioni di dollari e 230 ore di banco aggiuntive. Per il solo 2026 è inoltre possibile anticipare fino a 8 milioni di dollari di Cost Cap dai periodi futuri.

Cosa cambia per Ferrari

Per Maranello la nuova comunicazione della FIA non porta ulteriori possibilità di sviluppo. Le due omologazioni aggiuntive disponibili nel 2026 erano già state assegnate alla Ferrari al termine del primo periodo ADUO, quando il motore termico di Maranello era risultato almeno il 4% dietro al benchmark Red Bull-Ford. Il secondo periodo, concluso dopo il GP d’Ungheria, non ha invece prodotto nuove omologazioni per nessun motorista.

Ferrari ha scelto di distribuire le due opportunità ottenute con il Period 1 in altrettanti interventi. Il primo aggiornamento ADUO è stato introdotto in Austria, mentre il secondo è stato preparato per la parte finale della stagione. A Maranello sono già state assemblate due unità aggiornate destinate a Charles Leclerc e Lewis Hamilton e resta da decidere se utilizzarle già nel Gp d’Italia a Monza.

Upgrade Origine concessione Introduzione Contenuto principale
ADUO 1 Period 1 Austria Evoluzione ICE, temperature operative e combustione
ADUO 2 Period 1 previsto Monza Turbo, camera di combustione, nuovo carburante Shell

Quindi, l’eventuale motore aggiornato di Monza non nasce dal secondo periodo ADUO, ma utilizza la seconda delle due omologazioni che Ferrari aveva già conquistato con il Period 1. La nuova valutazione FIA serve invece a fotografare nuovamente i rapporti di forza tra i motori e non assegna alla Ferrari una terza possibilità di intervento.

Perché Red Bull è prima anche se Mercedes sembra avere il motore migliore

È probabilmente il dato più controintuitivo dell’intera classifica. Mercedes è stata considerata per buona parte della stagione il riferimento delle nuove power unit, ma secondo il metodo ADUO il miglior motore termico è quello realizzato da Red Bull Powertrains-Ford.

Proprio questo risultato aveva spinto Red Bull a chiedere chiarimenti alla FIA dopo il primo periodo di valutazione. La Federazione ha riesaminato i dati ma il quadro non è cambiato: dopo la seconda finestra Red Bull non ha ricevuto alcuna opportunità aggiuntiva.

La FIA, attraverso il direttore delle monoposto Nikolas Tombazis, ha giustamente sottolineato che il sistema è al suo primo anno di applicazione e che alcuni aspetti potranno essere modificati in futuro insieme ai costruttori.

L’ultima verifica ADUO del 2026

Rimane il terzo periodo di valutazione, che secondo il calendario aggiornato della FIA comprende le sette gare dal Gp d’Olanda al Gp di Città del Messico.

Per Ferrari, Mercedes, Audi e Honda il numero di omologazioni 2026 già ottenute non può aumentare attraverso questa terza verifica. La posizione più interessante resta quindi quella di Red Bull-Ford, unico motorista che non ha ancora ottenuto concessioni.

Il dato da seguire nelle prossime gare sarà, perciò, soprattutto il suo Performance Index. Se il riferimento dovesse spostarsi e il motore Red Bull-Ford scendesse oltre la soglia prevista dal regolamento, cambierebbe anche la possibilità di sviluppo. Altrimenti il 2026 si chiuderebbe con una situazione particolare, quattro motoristi autorizzati a intervenire e il motorista scelto dalla FIA come benchmark costretto a sviluppare entro i limiti ordinari.




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