Se non sapete cos’è la provocazione non iniziate nemmeno a leggere, se le provocazioni non vi hanno mai fatto fare una conversazioni con lo specchio del vostro bagno le parole che seguiranno non sono per voi, e mica mi riferisco solo a quelli di destra. No, no. A volte le insidie più serie si trovano dove non l’immaginazione di poterle trovare non esiste: immaginereste mai un medico che fuma? Eppure ce ne sono molti.
Questa è la vita, fatta di vizi, quindi evviva Piero Marrazzo che ammise le sue debolezze private, truffando la moglie e sé. Chissà se il programma di Roberto Vannacci sui diritti sia il frutto di una sua repressione o una sua paura, consiglio al Generale d’indagare questa questione, prima di cadere nel baratro del ridicolo.

Sì all’aborto, e all’abolizione del coito interrotto! Che ci fa abortire, che non ci fa capire che servirebbe una pillolina del giorno prima, del giorno durante o del giorno dopo. O di quella cosa in lattice così fastidiosa, da dover essere abolita in sostegno all’eliminazione degli oggetti brutti. Utili ma brutti. Vannacci ci dice con il suo programma che non abbiamo una coscienza. Ha ragione non l’abbiamo, dunque meritiamo le citazioni di Papa Leone e Madre Teresa di Calcutta come clava sulla nostra individualità mentre il generale vuole farci ascoltare il battito del bambino che abbiamo in grembo; che persona di cuore. Il Vannacci. Totalmente inconsapevole di cosa sia una scelta individuale, di cosa sia la coscienza e infatti, si serve di donne e uomini di Chiesa per giustificare le nefandezze del suo programma.

Vuoi supportare la natalità Vannacci? Prendi il bilancio dello Stato, fai delle analisi demografiche, e delle proposte serie. Che noi di riempirci la coscienza con le seghe mentali di un Generale in canotta ne abbiamo gli ovuli pieni. Anche per diventeremo tutti lesbiche, gay e transessuali, quindi il problema sarà risolto e adotteremo tutti felicemente i figli degli altri in un’orgia matrimoniale, con chierichetti simili ad angeli volanti, che sopra le chiese daranno la benedizione a strane famiglie multietniche.

Insomma Vannacci, questo per dire che il tuo ragionamento sul pastrocchio giuridico che non permette ai single di sposarsi con gli amici, o con amici già sposati’, per essere assistiti in carcere o in ospedale, o per questioni d’eredità, è un paradosso creato ad arte: esistono atti di delega, DAT, scritture private. Quindi nulla di libertario, Vannacci vuole eliminare la tutela collettiva di coppia dello stesso sesso e della sacralità (mica cristiana, ognuno ha la sua) di quella scelta: perché per Vannacci il problema è questo. Avere gusti diversi dai suoi. Ragazzi, se non ci possiamo riprodurre di fatto la coppia non esiste, con buona pace anche di molte coppie eterosessuali. Mi dispiace per voi, non valete quanto quelle coppie che possono procreare. L’ha detto il generalissimo, che nel suo programma parla spesso di ‘natura delle cose’. Ma vediamo a chi è nato prima di lui.

Nella Grecia classica c’erano pratiche oggi del tutto inaccettabili come la pederastia istituzionale, che più che amore era un rigido codice pedagogico e una dinamica di potere per formare l’adolescente alle virtù della classe dirigente. Eppure, proprio quella civiltà considerava naturale una pluralità erotica che andava ben oltre l’eterosessualità obbligatoria. Il generale che si diverte a creare contenuti con l’Intelligenza Artificiale in cui si fa raffigurare da gladiatore dovrebbe anche sapere che: “Cesare ha sottomesso le Gallie, Nicomede ha sottomesso Cesare”, chissà cosa sarebbe successo se ci fosse stato il matrimonio egualitario.

In ogni caso, non abbiamo bisogno di miti antichi per giustificare la libertà, e di certo non abbiamo bisogno di Vannacci che pretenda di imporre il modello unico o di fare la censura preventiva sui media oscurando le piattaforme dalle 6 alle 23: sia mai che venga mostrata una casa in cui la cura e l’amore tra persone dello stesso sesso possa accogliere, addirittura, dei bambini!

Per il Futuro Nazionale l’adozione non è dare una casa, una cura, una protezione e un futuro a un bambino abbandonato; no, per gli FN è il premio di conformità ideologica da assegnare solo al nucleo certificato dal Ministero della Loro Morale! Insomma, preferiscono condannare migliaia di minori alla solitudine degli istituti, all’abbandono e alla disperazione burocratica, piuttosto che permettere a una persona sola o a due uomini o due donne di dare quell’amore e quella responsabilità che lo Stato non saprà mai garantire. Per loro è più importante proporre l’elemosina di regime al terzo figlio, distribuiamo le medaglie alle madri prolifiche? E chi è nato dallo Spirito Santo avrà comunque accesso all’assegno familiare?

In conclusione, con l’assoluta serietà delle righe precedenti, se vogliamo parlare di futuro e non di caserme burocratiche, la risposta non è sostituire il dirigismo morale di destra con un altro paternalismo statale. È restituire il potere, la responsabilità e le risorse direttamente agli individui. Dunque è necessario il superamento dell’obiezione di coscienza di comodo nelle strutture pubbliche: chi sceglie il servizio pubblico garantisce le prestazioni previste dalla legge. I consultori inoltre devono essere laici, e non eterodiretti da associazioni che praticano violenza sulla donna. Vogliamo fare prevenzione? Facciamola. Nelle scuole, raccontando come prevenire situazioni complesse. Inoltre, visto che si parla di vita e di morte, serve la legge di civiltà assoluta, la legalizzazione immediata dell’eutanasia e del suicidio medicalmente assistito, perché la vita appartiene all’individuo, non allo Stato.

L’evoluzione prossima naturale alle unioni civili è il pieno matrimonio egualitario e l’adozione aperta a single e coppie senza distinzioni di genere o orientamento, azzerando la discrezionalità morale dei tribunali. Lo Stato regoli i contratti e protegga i minori, ma si ritiri dall’intimità e dalle scelte di vita dei cittadini.

Infine: l’inverno demografico è alle porte, non è con le mancette patriottiche che questa tendenza si invertirà, visto che prima di tutto la società è cambiata e si deve prendere atto che, in questa società, non è detto che la finalità primaria di un individuo sia la procreazione. Ma è necessario aiutare chi ha dei figli, creando pari condizioni lavorative tra le persone, proporre un assegno unico universale in base alle condizioni economiche delle famiglie spendibili liberamente nei servizi pubblici o privati, inoltre sgravi d’imposta per chi assume giovani con bambini, anche qui ovviamente in base alle condizioni economiche della famiglia.
Vannacci combatte ancora il woke, sparito con la bacchetta magica dell’inutilità elettorale, e propone non un programma, ma una morale, redarguito anche dal Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, che ha sostenuto come le idee di Vannacci macchino l’uniforme.


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 Federica Valcauda

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