11.28 – giovedì 27 agosto 2026

Di Luca Franceschi
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TODDE, PITTALIS (FORZA ITALIA): «ANCORA E SOLO PROPAGANDA: I FATTI APPARTENGONO AI SARDI, NON ALLA TODDE»

Cagliari, 27 agosto 2026 – «L’intervista della presidente Todde è l’ennesimo, lungo esercizio di autocelebrazione. Ma basta guardare con attenzione ciò che rivendica per accorgersi che molti dei risultati che presenta come propri sono il frutto del lavoro, delle scelte e delle risorse messe in campo dai precedenti governi regionali e, in diversi casi, dallo Stato. È la solita propaganda: cambiano gli slogan, non cambiano le modalità».
Lo afferma il segretario regionale di Forza Italia Sardegna, Pietro Pittalis, commentando la lunga intervista della presidente della Regione Alessandra Todde.
«Todde dice di non volersi dare un voto e di volerlo lasciare ai sardi. Bene. Allora ascoltiamo i sardi e soprattutto guardiamo i fatti. Perché quando la presidente elenca le opere di cui va orgogliosa sembra quasi che la Sardegna sia stata ferma fino al suo arrivo e che tutto ciò che oggi esiste sia nato con la sua Giunta. Non è così».
«Prendiamo i 231 milioni di Abbanoa che la presidente presenta come una delle sue principali medaglie. Anche qui la ricostruzione è quantomeno fuorviante. La restituzione alla Regione è l’ultimo atto di una vicenda finanziaria iniziata nel 2012-2013. I 187 milioni di euro a cui si fa riferimento furono stanziati dalle precedenti amministrazioni regionali. Gli interessi si sono accumulati nel corso degli anni e le risorse necessarie alla restituzione erano già nella disponibilità finanziaria di Abbanoa prima dell’attuale gestione».
«Dunque – prosegue Pittalis – presentare oggi la restituzione dei 231 milioni come se fosse una conquista finanziaria prodotta dalla Giunta Todde significa confondere l’ultimo atto di una vicenda pluriennale con l’origine e la costruzione di quella stessa operazione. Quei soldi non sono stati creati dalla Giunta Todde e non sono un tesoretto prodotto in questi due anni e mezzo: sono il risultato di una vicenda finanziaria che affonda le proprie radici nei precedenti governi regionali».
«Sarebbe interessante capire perché nella narrazione della presidente scompaia completamente il lavoro delle amministrazioni che hanno stanziato quelle risorse e costruito le condizioni finanziarie dell’operazione. La propaganda non può sostituire la memoria amministrativa».
«Fa sorridere – sottolinea Pittalis – che la presidente rivendichi la Sassari-Alghero tra i risultati della sua Giunta. Parliamo di un’opera di competenza statale e di ANAS, con una storia progettuale, amministrativa e finanziaria che viene da molto lontano. Attribuirsi un’opera dello Stato come se fosse una realizzazione della Giunta Todde è, ancora una volta, propaganda gassosa».
«Lo stesso vale per le altre opere che vengono oggi inserite nel catalogo dei risultati della presidente. Sono interventi che hanno alle spalle anni di programmazione, progettazione, finanziamenti e attività amministrativa. Il lavoro delle precedenti Giunte regionali non può essere cancellato con un’intervista».
«Il vero banco di prova della Giunta Todde resta la sanità. E qui la distanza tra propaganda e realtà è ancora più evidente. Pronto soccorso affollati, liste d’attesa, carenza di medici, reparti in sofferenza e servizi territoriali che devono ancora essere messi nelle condizioni di funzionare. I cittadini non possono aspettare che la propaganda diventi organizzazione sanitaria».
«I 120 medici di medicina generale recuperati sono certamente un fatto positivo. Ma non possono essere utilizzati come foglia di fico per coprire una situazione che rimane pesantemente critica. Dopo due anni e mezzo di legislatura e dieci mesi alla guida dell’assessorato alla Sanità, con una gestione fortemente accentrata, i sardi hanno il diritto di chiedere risultati misurabili, non soltanto annunci».
«Anche sull’occupazione la presidente confonde il trend nazionale con un risultato esclusivamente regionale. L’occupazione cresce in tutta Italia grazie alle politiche economiche e occupazionali del Governo di centrodestra, e la Sardegna beneficia di una dinamica positiva che riguarda l’intero Paese. Il dato va certamente valorizzato, ma non può essere trasformato in una medaglia della Giunta Todde».
«Sui trasporti la presidente dice che bisogna programmare. Siamo d’accordo. Peccato che lo dica dopo due anni e mezzo di governo regionale, mentre la Sardegna continua ad avere problemi enormi nei collegamenti interni ed esterni. Continuità territoriale, trasporto ferroviario, collegamenti stradali e mobilità interna richiedono scelte concrete. Non bastano gli annunci».
«Anche sugli aeroporti Todde tenta di presentare come strategia compiuta ciò che è ancora oggetto di valutazioni, rinvii e accertamenti. La Sardegna non può essere chiamata a sostenere operazioni milionarie senza conoscere con chiarezza costi, benefici e ricadute. E non possiamo dimenticare i 30 milioni di euro di risorse pubbliche destinati all’integrazione aeroportuale, sui quali oggi sono in corso delicate verifiche». «Quanto alle acquisizioni di documenti da parte dei Carabinieri e della Guardia di finanza, intendo stare lontano dalle fin troppo facili strumentalizzazioni politiche. Ci sono organismi competenti e sedi istituzionali deputate a verificare fatti, atti e responsabilità. Saranno loro a stabilire se esistano irregolarità e quali siano eventuali responsabilità. Nessuno deve anticipare sentenze, né in un senso né nell’altro. Ma questo non esime la presidente dal dovere di fare chiarezza sui fatti e sulle scelte della Regione».».
«Sulle rinnovabili la presidente continua a raccontare una Regione che avrebbe semplicemente “governato il processo”. Dimenticando che alcune delle principali scelte legislative della sua Giunta in materia energetica sono state oggetto di pesanti bocciature da parte della Corte costituzionale. Governare la transizione energetica significa anche rispettare il quadro costituzionale e costruire norme solide, efficaci e condivise».
«Anche i fondi della “Vertenza entrate” non sono un regalo della presidente ai sardi. Sono risorse spettanti alla Sardegna e il loro riconoscimento è il risultato di una battaglia istituzionale che viene da lontano e alla quale Todde non ha partecipato. La vera domanda è come verranno spese e quali risultati strutturali produrranno».
«La presidente dice che saranno i sardi a darle il voto. Siamo perfettamente d’accordo. Ma per giudicare servono i fatti. E i fatti ci dicono che i risultati oggi rivendicati hanno radici profonde nel lavoro dei precedenti governi regionali e dello Stato, mentre sui problemi più urgenti della Sardegna le risposte sono ancora largamente insufficienti».
«Per questo – conclude Pittalis – dopo due anni e mezzo sarebbe il momento di abbandonare la propaganda e cominciare a fare i conti con la realtà. Propaganda, solo propaganda: ma i sardi hanno bisogno di risultati, non di una presidente che si attribuisce il lavoro degli altri».


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