Trentasette vetture su 113 equipaggi iscritti: quasi una macchina su tre al Rally di Roma Capitale porta il nome Lancia. Ma dietro un numero che sa già di record c’è qualcosa di più interessante: il ritorno di una cultura sportiva che appartiene alla memoria dell’automobilismo italiano.
Con Ypsilon Rally6, Rally4 HF e Rally2 HF Integrale, Lancia Corse HF vuole tornare a formare piloti, far emergere campioni.
Quando basta pronunciare HF
Ci sono due lettere che, nel mondo dei rally, non hanno bisogno di grandi spiegazioni: HF. Hanno attraversato epoche, sterrati, tornanti e generazioni di appassionati. E adesso tornano a occupare il posto che la storia aveva riservato loro.
Al Rally di Roma Capitale, Lancia si presenta con numeri che difficilmente possono passare inosservati: 37 Ypsilon su 113 equipaggi iscritti, pari al 32,7% del totale. Tradotto: quasi un concorrente su tre ha scelto una Lancia.
Sette sono le Ypsilon Rally2 HF Integrale, 28 le Ypsilon Rally4 HF e due le nuove Ypsilon Rally6. Una piccola armata torinese che attraversa praticamente tutta la piramide contemporanea del rally.
Ma limitarsi ai numeri sarebbe perdere la parte più affascinante della storia. Perché Lancia sta provando a ricostruire qualcosa che nel motorsport moderno è diventato quasi raro: una scuola.
Dalla prima speciale fino all’Europa
Il progetto parte dal basso, nel senso migliore del termine. Nuova Ypsilon Rally6 rappresenta la porta d’ingresso: una macchina pensata per consentire ai piloti più giovani di imparare, sbagliare, migliorare e capire cosa significhi davvero affrontare una prova speciale.
Poi arriva Ypsilon Rally4 HF, diventata il cuore pulsante del programma sportivo Lancia e protagonista tanto delle competizioni nazionali quanto di quelle internazionali.
Infine c’è lei, Ypsilon Rally2 HF Integrale, il vertice della piramide. La macchina con cui il marchio affronta i grandi palcoscenici europei e che riporta soprattutto una parola leggendaria sulle fiancate di una Lancia da corsa: Integrale.
Rally6, Rally4, Rally2. Tre gradini, un’unica idea: prendere un talento e offrirgli la possibilità concreta di salire.
Una fabbrica di piloti, non soltanto di automobili
È probabilmente questo l’aspetto più interessante del nuovo corso di Lancia Corse HF. Il ritorno nei rally non viene trattato come un’operazione nostalgia — sarebbe fin troppo facile, considerando il patrimonio del marchio — ma come un progetto industriale e sportivo capace di guardare avanti.
L’obiettivo è individuare giovani piloti, formarli, metterli alla prova e accompagnare i migliori verso le categorie superiori.
Come ha spiegato la CEO di Lancia Roberta Zerbi, il Rally di Roma Capitale rende particolarmente evidente questa strategia: costruire un percorso che parta dalle prime esperienze e possa arrivare fino ai principali campionati nazionali e internazionali.
In questa filosofia rientra anche la collaborazione con ACI e ACI Sport, con l’obiettivo di valorizzare il movimento rallistico italiano e creare nuove opportunità per chi prova a trasformare il talento in professione.
Mabellini porta l’Integrale sulle strade di Roma
A guidare l’assalto ufficiale di Lancia Corse HF nel FIA European Rally Championship : Andrea Mabellini e Virginia Lenzi, impegnati sulla Ypsilon Rally2 HF Integrale. L’obiettivo è consolidare la posizione nel campionato europeo e continuare lo sviluppo di una vettura che rappresenta il ritorno Lancia ai vertici della disciplina.
Accanto a loro, l’equipaggio finlandese formato da Tuukka Kauppinen e Topi Luhtinen, già due volte vicino alla top ten nelle prime gare della stagione. E il livello della pattuglia Rally2 racconta bene quanto Roma sia diventata importante nel programma del marchio.
Rossel, Gryazin, Crugnola: sette Ypsilon per una sfida ad altissimo livello
Sono state infatti sette le Ypsilon Rally2 HF Integrale al via. Tra i protagonisti anche i piloti Lancia Corse HF impegnati nel WRC2 Yohan Rossel e Nikolay Gryazin, per i quali Roma ha assunto un significato ulteriore: prendere confidenza con strade destinate nella prossima stagione a entrare nel Mondiale Rally FIA WRC.
E poi c’è Andrea Crugnola, leader del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco, insieme al pluricampione francese Yoann Bonato.
Ventotto Rally4 e la generazione che viene dopo
Se la Rally2 rappresenta il vertice, è però intorno alla Ypsilon Rally4 HF che si misura davvero la profondità del progetto. A Roma erano 28: diciotto iscritte al FIA ERC e altre dieci impegnate esclusivamente nelle classifiche del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco.
Un numero enorme per una singola vettura e, soprattutto, la conferma del ruolo assunto dalla Rally4 come punto d’incontro tra costi relativamente accessibili, formazione e competizione internazionale. Nelle categorie ERC4 e Junior ERC, i colori ufficiali Lancia sono stati portati da Davide Pesavento e Alessio Angeli e da Francesco Dei Ceci e Christian Vizzaccaro.
Sono loro una parte importante della scommessa: giovani da mettere nelle condizioni di confrontarsi con i migliori coetanei europei e capire quanto lontano possano arrivare.
Il Trofeo Lancia vale molto più di una coppa
Roma ospite anche del terzo e quarto appuntamento stagionale del Trofeo Lancia, con 18 equipaggi iscritti. Dopo i primi round, Edoardo De Antoni guida la classifica assoluta e quella Master, Nicolò Ardizzone è davanti tra gli Junior, mentre Christian Casadei comanda la categoria Expert. Il weekend romano pesa sempre parecchio: doppi punti, doppio montepremi e una classifica che può cambiare volto nel giro di poche prove speciali.
Ma il premio più interessante non è quello da mettere in bacheca. Per il campione Under 35, infatti, la vittoria finale può diventare un passaggio di carriera grazie alla possibilità di accedere a un programma ufficiale Lancia nel 2027. Ed è qui che il Trofeo acquista un significato differente. Non più soltanto una serie monomarca, ma una sorta di casting ad alta velocità nel quale il cronometro, fortunatamente, conta ancora più dei follower.
Roma, il Colosseo e 194 chilometri contro il tempo
Anche lo scenario contribuisce alla spettacolarità. Il Rally di Roma Capitale è iniziato con la parata per le strade della città. Uno dei momenti più scenografici dell’intero weekend: la prova speciale inaugurale nell’area del Colosseo. Sabato le prove speciali, per 123 chilometri cronometrati, molti dei quali su percorsi inediti. Domenica ne restano quattro, per altri 71 chilometri, prima dell’arrivo finale in Via della Conciliazione, con San Pietro a fare da quinta.
Roma non è esattamente il luogo dove passare inosservati. Ma con 37 Lancia al via, il problema questa volta non si pone.
Il passato serve, quando aiuta a costruire il futuro
Il fascino del ritorno Lancia nei rally sta proprio nell’equilibrio delicato tra memoria e futuro. Perché sarebbe impossibile parlare di Lancia e competizioni senza sentire l’eco di Stratos, 037 e Delta. Ma vivere soltanto di nostalgia sarebbe il modo più semplice per trasformare una storia gloriosa in un museo.
Lancia Corse HF sta scegliendo una strada differente: Rally6 insegna, la Rally4 forma, la Rally2 HF Integrale porta i migliori verso l’alto. In mezzo ci sono piloti, tecnici, squadre, un trofeo e la promessa di un programma ufficiale per chi saprà meritarselo. E forse il numero più importante del Rally di Roma Capitale non è nemmeno quello scritto sul cronometro…ma quel 37 su 113.
Perché significa che, molti anni dopo le sue stagioni leggendarie, il rally sta tornando ad essere popolato di Lancia. E per un marchio che su quelle strade ha costruito una parte consistente della propria mitologia, è difficile immaginare un ritorno a casa più appropriato.
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Laura Raso
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