Da Nanni Moretti a Danny Boyle, da Luca Guadagnino a Martin McDonagh: ecco i titoli più attesi della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026
La selezione ufficiale dell’83ma Mostra del Cinema di Venezia è stata annunciata e il Lido si prepara a un’altra edizione – che si svolgerà dal 2 al 12 settembre 2026 – di film attesissimi.
Tra i titoli in concorso i nuovi lavori di tanti habitué del festival e alcuni ritorni molto attesi: Casey Affleck con un mistero che attraversa diverse generazioni, Danny Boyle alle prese con la nascita di un nuovo modo di fare informazione, Werner Herzog e il suo ritratto di due sorelle inseparabili, Martin McDonagh con una storia ambientata in Cile nel 1973, e poi l’atteso ritorno di Nanni Moretti, Andrea Pallaoro e Florian Zeller.
La sezione Orizzonti propone storie molto interessanti: dal ritratto di Gerda Taro firmato Alina Marazzi alla trasposizione del romanzo La città dei vivi di Nicola Lagioia di Edoardo Gabbriellini, ma anche i nuovi film di Anna Foglietta, Tommaso Landucci e molti altri.
Fuori concorso imperdibili per noi sono la lettera d’amore di Luca Guadagnino a Bernardo Bertolucci con il suo film Joie de vivre – di più di sette ore – e il documentario sulla reunion degli Oasis, fino al viaggio in 3D di Wim Wenders dentro l’architettura di Peter Zumthor.
Ecco quali sono (secondo noi) i film più attesi dell’83ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, uno per uno, con trame e interpreti.
Mostra del Cinema di Venezia 2026: la guida ai film da non perdere
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Ink di Danny Boyle – Concorso
Storia che ruota attorno a un gruppo di professionisti visionari con un’idea tanto semplice quanto dirompente: un nuovo modo di fare informazione, capace di dare alle persone esattamente quello che vogliono leggere. Film d’apertura dell’83ma Mostra del cinema di Venezia, Ink è ispirato alla storia di Rupert Murdoch e alla trasformazione del The Sun negli anni ’60, da semplice giornale a colosso editoriale. A guidare il racconto sono Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy, tre interpreti abituati a lavorare sul confine tra ambizione e cinismo.
Company di Casey Affleck – Concorso
Un viaggiatore misterioso comincia a narrare una storia che attraversa più generazioni e, nel suo racconto, s’intrecciano le vite di tre anime ferite, tutte chiamate a scegliere tra la vendetta e il perdono. La scheda ufficiale della Biennale lo descrive come una meditazione sul dolore, sulla grazia e sulla forza silenziosa dei legami umani. A dare corpo a questo mosaico di destini è un super cast formato da Nick Nolte, Ben Mendelsohn, Adelaide Clemens e Scoot McNairy, affiancati da Emily Lind, Caylee Cowan e dai giovanissimi Atticus Affleck e Indiana Affleck.
Bucking Fastard di Werner Herzog – Concorso
Al centro del film ci sono due sorelle, Jean e Joan Holbrooke, legate da un’intimità che confina con il mistero: parlano all’unisono, amano lo stesso uomo, fanno gli stessi sogni e persino i loro lapsus arrivano nello stesso identico istante. Un ritratto di simbiosi assoluta, in cui l’identità di ciascuna sembra esistere solo dentro quella dell’altra. Nei panni delle due protagoniste ci sono Kate Mara e Rooney Mara, mentre completano il cast Orlando Bloom e Domhnall Gleeson.
Wild Horse Nine di Martin McDonagh – Concorso
Poco prima del colpo di Stato cileno del 1973, gli agenti della CIA Chris (John Malkovich) e Lee (Sam Rockwell) vengono inviati da Santiago all’Isola di Pasqua dal loro capo ufficio MJ (Steve Buscemi). Tra le statue simbolo dell’isola, i due colleghi di lunga data fanno i conti con un passato oscuro e con le cospirazioni del presente, finché il legame che Chris stringe con due studentesse ribelli (Mariana Di Girolamo e Ailín Salas) rischia di far prendere alla storia una brutta piega. Nel cast anche Tom Waits e Parker Posey.
Succederà questa notte di Nanni Moretti – Concorso
“Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?”: è tutto qui, in due righe di attesa e di desiderio sospeso, ciò che la Biennale ha scelto di rivelare del nuovo attesissimo film di Nanni Moretti in Concorso. Una dichiarazione d’intenti più che una sinossi, che lascia intuire una storia di sentimenti rimandati e di tempi che non combaciano. Il cast riunisce Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi e Antonio De Matteo, con Nanni Moretti anche davanti alla macchina da presa.
The Echo Chamber di Andrea Pallaoro – Concorso
Leo e Anne s’inseguono, si sfiorano, si perdono e si cercano di nuovo, senza riuscire né a lasciarsi né a liberarsi l’uno dall’altra. Il film, di cui soggetto e sceneggiatura sono l’ultima eredità artistica di Bernardo Bertolucci, è pressoché interamente girato nelle stanze di una casa in cui si consumano l’amore e le ossessioni dei due protagonisti. A interpretare il film, un cast d’eccezione: Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.
Bunker di Florian Zeller – Concorso
Un architetto accetta un progetto moralmente ambiguo: costruire un bunker per un miliardario della tecnologia. Da quel momento sua moglie inizia a mettere in discussione il loro matrimonio. Thriller psicologico con protagonisti Penélope Cruz e Javier Bardem, Bunker indaga le sfide emotive e morali di una coppia, usando il rifugio sotterraneo come metafora per esplorare dubbi e ansie di un mondo sempre più incerto. Nel cast anche Stephen Graham, Paul Dano e Patrick Schwarzenegger.
La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini – Orizzonti
Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Nicola Lagioia, il film racconta la storia interrotta di un ragazzo e restituisce il ritratto di una città le cui crepe, solitudini e contraddizioni sembrano condurre inevitabilmente verso una tragedia senza spiegazione. Il film, così come il libro, ripercorre infatti i fatti di cronaca legati al drammatico e brutale omicidio di Luca Varani, avvenuto a Roma nel 2016. Nei panni del giovane Luca troviamo Emanuele Maria Di Stefano. Accanto a lui nel cast: Valerio Mastandrea, Simona Senzacqua e Roberta Mattei.
La ragazza con la Leica di Alina Marazzi – Orizzonti
Parigi, 14 luglio 1937. Gerda Taro trascorre con Robert Capa, uno dei suoi grandi amori, e con gli amici insieme ai quali è fuggita dalla Germania nazista, l’ultimo giorno prima di tornare sul fronte spagnolo con la sua Leica. Il film inizia qui per poi proporre un gioco continuo di specchi tra passato e presente atto a mostrare i momenti cardine della formazione della grande fotografa: dalla prima giovinezza all’impegno politico, fino agli anni del suo esilio parigino. Nel cast: oltre a Emilia Schüle nei panni di Gerda Taro, ci sono Aaron Altaras, Luna Wedler, Lucas Englander, Thomas Schubert, Sebastian Schneider, Idan Weiss e molti altri.
Oasis: Don’t Look Back In Anger di Dylan Southern e Will Lovelace – Fuori concorso
Il documentario esplora l’impatto emotivo del trionfale tour di reunion degli Oasis, il Live ’25, con cui Liam e Noel Gallagher sono tornati a suonare insieme. Al centro ci sono le loro prime interviste congiunte e prove mai filmate prima, oltre alla celebrazione di ciò che la musica degli Oasis ha significato e continua a significare per generazioni di ascoltatori in tutto il mondo. Il dietro le quinte di uno tra gli eventi musicali più partecipati e attesi degli ultimi anni, che permetterà anche a chi non c’è stato di viverlo in parte in tutta la sua potenza.
Joie de vivre di Luca Guadagnino – Fuori concorso
Una lettera d’amore a Bernardo Bertolucci, tra gli autori più celebri e influenti del Novecento: così viene presentato questo documentario, che si muove come un’indagine sul suo cinema, sulla sua arte e sulla sua vita. Il progetto si avvale della collaborazione di diverse personalità di primo piano del mondo del cinema e non è da considerarsi come una semplice biografia di Bertolucci, ma un’analisi critica della sua opera guidata proprio da Guadagnino che ne analizza capillarmente l’opera. Produzione italiana della durata monumentale di 435 minuti è tra gli eventi più singolari del festival. In conferenza stampa il Direttore Alberto Barbera ha affermato che, nonostante la durata, il film riesce a inchiodare lo spettatore allo schermo.
From Inside Out. The Architecture of Peter Zumthor di Wim Wenders – Fuori concorso
Il nuovo film del regista tedesco esplora il lavoro di uno degli architetti contemporanei più innovativi e radicali del Novecento: il premio Pritzker Peter Zumthor. L’approccio immersivo del 3D scelto da Wenders, permette allo spettatore di entrare nello spazio dei suoi edifici come un vero e proprio visitatore, percorrendoli e uscendo con la consapevolezza di quanto l’architettura influenzi la nostra percezione del mondo. Tra i titoli più sperimentali della selezione di quest’anno.
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