Nella serie Italian Design Icons raccontiamo le imprese italiane che hanno saputo portare nel mondo competenze industriali, capacità progettuale e innovazione. DELLORTO appartiene a questa tradizione da quasi un secolo: fondata nel 1933 a Seregno, nel cuore della Brianza, l’azienda ha accompagnato l’evoluzione della mobilità, passando dai primi carburatori allo sviluppo di sistemi avanzati per l’iniezione elettronica e il controllo motore, fino alle più recenti tecnologie per la mobilità elettrica. Oggi DELLORTO è un Gruppo familiare con oltre 1.000 dipendenti nel mondo, attivo nei settori automotive, motociclistico, e-mobility, aftermarket e motorsport.
L’India occupa un ruolo importante in questo percorso. Presente nel Paese dal 2006, DELLORTO ha progressivamente trasformato lo stabilimento di Pune, inizialmente dedicato alla produzione di corpi farfallati, in un hub industriale e tecnologico che conta oggi oltre 650 addetti ed integra attività produttive con competenze nella progettazione, nello sviluppo dei processi, nella calibrazione e nella validazione dei sistemi.
A raccontarci questa evoluzione è Nicola Sasso, Head of Strategic Business di DELLORTO India. Nato a Vicenza, Sasso vanta oltre dodici anni di esperienza tra industria italiana e mercato indiano. Il suo percorso professionale, supportato da una formazione in Business Administration e Management, è iniziato nella Ricerca e Sviluppo proseguito nelle vendite, nel business development e nella strategia aziendale, accompagnando la crescita di diverse realtà italiane in India.
Con lui abbiamo ripercorso i vent’anni di presenza di DELLORTO nel Paese e approfondito il ruolo che l’India riveste oggi nella strategia del Gruppo, allargando lo sguardo alla Cina e alle trasformazioni che stanno interessando l’industria automotive asiatica, dall’elettrificazione e digitalizzazione alla crescente necessità di sviluppare competenze e strutture sempre più vicine ai mercati locali.
01 DELLORTO è presente in India dal 2006 e, nel corso degli anni, il sito produttivo si è trasformato da stabilimento dedicato ai corpi farfallati a un vero e proprio hub strategico per i sistemi di iniezione elettronica e le soluzioni per la mobilità elettrica. Quali sono stati i passaggi chiave di questa evoluzione e quale ruolo riveste oggi l’India nella strategia globale del Gruppo?
Il percorso di DELLORTO in India è iniziato quando il Paese rappresentava soprattutto una grande promessa. L’azienda ha avviato la propria presenza produttiva con la realizzazione di corpi farfallati meccanici per il nascente mercato locale dell’iniezione e per l’esportazione, trasferendo nello stabilimento il proprio know-how e gli standard qualitativi sviluppati in Italia.
Un passaggio decisivo è arrivato con l’evoluzione delle normative sulle emissioni e, in particolare, con l’introduzione dello standard BS6, il riferimento indiano che, semplificando, svolge un ruolo analogo alle normative Euro europee. Questo cambiamento ha accelerato la richiesta di sistemi di alimentazione e controllo motore più avanzati e il passaggio dai corpi farfallati meccanici alle tecnologie Drive-by-Wire.
Nel tempo DELLORTO India è diventata un hub strategico per le tecnologie avanzate dedicate all’iniezione, ampliando parallelamente le competenze verso la mobilità elettrica. Oggi nello stabilimento lavorano oltre 650 addetti, vengono prodotti circa 4,5 milioni di corpi farfallati all’anno e DELLORTO copre una quota vicina al 20% del mercato indiano dei sistemi di iniezione elettronica. Oltre il 90% dei componenti realizzati nel Paese è destinato a costruttori locali, nei settori delle due e tre ruote, delle autovetture e dei veicoli commerciali.
Da manager che opera quotidianamente in India, posso testimoniare quanto questa crescita sia stata resa possibile da una visione di lungo periodo e dalla fiducia che DELLORTO ha riposto nella struttura e nelle persone che lavorano qui. L’India non è mai stata considerata semplicemente come una sede produttiva lontana dall’Italia, ma come una parte integrante del Gruppo, chiamata a sviluppare competenze, responsabilità e capacità proprie.
02 L’India sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’industria automobilistica mondiale, grazie alla crescita della domanda interna, alla capacità manifatturiera e alle politiche di sostegno agli investimenti. Dal vostro osservatorio privilegiato, quali sono oggi i principali punti di forza del mercato indiano e quali opportunità offre alle imprese italiane?
Il primo punto di forza dell’India è la dimensione del mercato, soprattutto nel settore delle due ruote. Parliamo del primo mercato mondiale per i motoveicoli, sostenuto da una domanda interna molto importante e da esigenze di mobilità in continua evoluzione.
A questo si aggiunge la rapidità con cui il settore sta cambiando. Normative sulle emissioni sempre più rigorose hanno accompagnato il passaggio all’iniezione elettronica e continuano a innalzare il livello tecnologico richiesto. Parallelamente cresce la mobilità elettrica, in particolare nel settore motociclistico.
Per le imprese italiane esistono opportunità importanti negli ambiti in cui possiamo portare competenze specialistiche, qualità, affidabilità e capacità di sviluppare soluzioni complesse. L’India, però, non può essere affrontata soltanto come un mercato di esportazione. Servono una presenza stabile, una struttura adeguata, la capacità di lavorare con clienti e partner locali e una visione di lungo periodo.
La nostra esperienza dimostra che è possibile mantenere salde le radici e le competenze italiane, trasferendo allo stesso tempo know-how e standard industriali. Non si tratta di scegliere tra Italia e India, ma di mettere in relazione due ecosistemi capaci di completarsi e crescere insieme.
03 India e Cina rappresentano oggi due mercati fondamentali per il settore automotive, ma con caratteristiche profondamente diverse. Come si integrano questi due Paesi all’interno della strategia internazionale di DELLORTO?
India e Cina sono entrambe importanti, ma rappresentano realtà molto diverse e richiedono approcci specifici.
In India abbiamo sviluppato una presenza industriale radicata nel mercato locale, costruita attraverso il rapporto con i principali costruttori e lo sviluppo di competenze nei sistemi di iniezione elettronica. È un mercato sostenuto da una domanda interna molto forte e con un potenziale di crescita significativo.
In Cina il percorso è stato differente. La società di Shanghai, fondata nel 2011, rappresenta il presidio commerciale e tecnico del Gruppo. Nel 2017 si è aggiunta una presenza produttiva a Chongqing, dedicata anche ai moduli di alimentazione per i sistemi tradizionali. A queste si è affiancata DELLORTO Electric Power Technology, focalizzata sulle nuove energie e sulle batterie agli ioni di litio per motocicli, ciclomotori, sistemi di accumulo e altre applicazioni.
India e Cina sono due ecosistemi industriali con caratteristiche, tempi e dinamiche differenti. La nostra strategia è valorizzarne le specificità, mantenendo una forte integrazione con la sede italiana.
Cabiate resta il centro del nostro sistema industriale e delle nostre competenze, mentre India e Cina ci permettono di presidiare direttamente due aree strategiche e lavorare a stretto contatto con i clienti locali.
Un elemento importante è inoltre l’attenzione costante che la famiglia Dell’Orto e tutto il management dedicano alle sedi internazionali. La distanza geografica non si traduce mai in distanza aziendale. Esiste un confronto continuo sulle strategie, sugli investimenti, sulle tecnologie e sulla crescita delle persone. Questo consente alle sedi locali di sentirsi pienamente parte di un’unica realtà industriale, pur mantenendo la capacità di rispondere alle caratteristiche specifiche dei rispettivi mercati.
04 Negli ultimi anni il settore automotive asiatico sta vivendo una profonda trasformazione, trainata dall’elettrificazione, dalla digitalizzazione e da normative ambientali sempre più rigorose. In che modo questi cambiamenti stanno influenzando la strategia di innovazione di DELLORTO e quali tecnologie ritiene saranno determinanti nei prossimi anni?
L’automotive sta vivendo una transizione profonda, ma non credo esista una sola soluzione valida per ogni mercato e applicazione. L’elettrico avrà un ruolo crescente, ma continuerà a convivere con motori a combustione più efficienti, sistemi ibridi e combustibili alternativi. Per questo sosteniamo un approccio improntato alla neutralità tecnologica.
Come accennato in precedenza, anche in India l’innalzamento dei requisiti sulle emissioni ha accelerato l’evoluzione tecnologica. Il passaggio allo standard BS6 ha spinto costruttori e fornitori verso sistemi di alimentazione, controllo motore e diagnostica più avanzati. Le normative, quindi, non sono soltanto un vincolo, ma anche un motore di innovazione.
DELLORTO nasce nella meccanica e nei sistemi di alimentazione, ma oggi integra meccanica, elettronica, software e sistemi di controllo. Con DELLORTO 4ELECTRIC e con l’ingresso di ARCA Tecnologie nel Gruppo abbiamo rafforzato le competenze nell’elettronica di potenza, negli inverter, nei sistemi di gestione delle batterie, nei convertitori DC/DC e nei caricabatterie.
Saranno determinanti anche sicurezza funzionale, cybersecurity e thermal management. La digitalizzazione riguarda inoltre la produzione: lo stabilimento indiano utilizza tecnologie Industry 4.0, produzione connessa tramite IoT, gestione digitale del magazzino e controllo automatizzato della qualità.
DELLORTO continuerà comunque a investire nell’iniezione, nel ride-by-wire e nelle soluzioni compatibili con combustibili con una maggiore componente rinnovabile.
05 In uno scenario internazionale caratterizzato da una crescente riorganizzazione delle catene del valore e da nuove dinamiche geopolitiche, come sta evolvendo la strategia di DELLORTO in Asia?
La crescente complessità internazionale rende ancora più importante essere presenti direttamente nei mercati. Per un’impresa industriale, l’internazionalizzazione richiede organizzazione, strutture locali solide, relazioni continuative con clienti e partner e capacità produttiva vicina alle esigenze dei territori.
In Asia lavoriamo su un modello che unisce presidio locale e integrazione con il Gruppo. In India non stiamo ampliando soltanto la capacità produttiva, ma anche le competenze ingegneristiche, con team dedicati alla progettazione dei prodotti, allo sviluppo dei processi, alla calibrazione dei sistemi e alle attività di validazione. Questo ci permette di rispondere più rapidamente ai clienti e di accompagnare l’evoluzione del mercato.
Un altro punto essenziale è la coerenza degli standard. Le società del Gruppo condividono criteri comuni in materia di qualità, ambiente, sicurezza delle informazioni e tutela delle persone. DELLORTO India ha inoltre ottenuto certificazioni ESG da parte dei principali partner OEM, un riconoscimento importante del percorso compiuto.
Per chi lavora nella sede di Pune è particolarmente importante percepire che l’attenzione del Gruppo non riguarda soltanto i volumi produttivi o i risultati economici, ma anche la crescita delle competenze, delle persone e della struttura locale. DELLORTO ha investito nel tempo sulla nostra capacità di diventare sempre più autonomi e qualificati, mantenendo un collegamento molto stretto con l’Italia.
Credo che questo approccio, fortemente legato alla natura familiare del Gruppo, rappresenti uno degli elementi che hanno permesso alla presenza in India di crescere in maniera così significativa.
Proprio per consolidare e proseguire questo percorso, la strategia dovrà continuare a essere flessibile, perché normative, tensioni commerciali e cambiamenti tecnologici possono modificare rapidamente gli equilibri. L’obiettivo non è spostare attività da un Paese all’altro, ma costruire una presenza internazionale più solida, capace di accompagnare i clienti e garantire continuità in uno scenario sempre meno prevedibile.
06 Quale consiglio si sentirebbe di dare alle imprese italiane che oggi guardano all’India e, più in generale, all’Asia come destinazioni strategiche per i propri investimenti?
Il primo consiglio è di non considerare l’Asia come un unico mercato. India, Cina e gli altri Paesi dell’area hanno caratteristiche industriali, normative e culturali molto diverse. Prima di investire bisogna conoscere bene il territorio e individuare con attenzione clienti e partner.
Il secondo è avere una visione di lungo periodo. Non basta aprire un ufficio commerciale o cercare una singola commessa. Servono continuità, investimenti nelle persone e una struttura locale capace di crescere nel tempo.
Molte imprese italiane hanno prodotti e competenze eccellenti. La vera sfida è costruire una struttura locale solida, capace di crescere nel tempo e di mantenere standard coerenti anche lontano dalla sede. Internazionalizzare significa trasformare la propria presenza in un Paese in un autentico progetto industriale, fondato su relazioni durature e sulla conoscenza del territorio, così come DELLORTO ha fatto e continua a fare in India.
L’esperienza di DELLORTO in India evidenzia una delle sfide centrali dell’internazionalizzazione: mantenere salde competenze e identità industriali costruendo, allo stesso tempo, una presenza realmente radicata nei mercati locali. Per le imprese italiane che guardano all’Asia, il percorso di DELLORTO mostra come una presenza internazionale solida richieda investimenti di lungo periodo nelle persone, nelle competenze e nelle relazioni, insieme alla capacità di adattare strutture e strategie alle caratteristiche specifiche dei diversi mercati.
A cura di: Avv. Carlo Diego D’Andrea, Managing Partner di D’Andrea & Partners Legal Counsel, Vice Presidente Nazionale della Camera di Commercio dell’Unione Europea in Cina (EUCCC).
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