Pineto. Un cronoprogramma dettagliato degli interventi, il disciplinare tecnico dei trattamenti e un’ordinanza che imponga la cura dei pini presenti nelle proprietà private.

Sono queste le richieste avanzate dal Movimento Pineto Verde al Comune di Pineto dopo la manifestazione organizzata il 28 agosto davanti alla sede municipale per sollecitare interventi urgenti contro la diffusione della Toumeyella parvicornis, la cosiddetta cocciniglia tartaruga.

Alla manifestazione hanno partecipato oltre 50 rappresentanti di realtà private e associazioni, tra cui Coop. Balneatori, Italia Nostra, Conalpa, Custodes Terrae e Paliarus.

Al termine della manifestazione, una delegazione ha chiesto un incontro con il sindaco, la Giunta o i dirigenti del settore Verde pubblico. Secondo quanto riferito dal Movimento, nessuno di questi era presente. La delegazione è stata quindi ricevuta dall’assessore ai Servizi sociali Camilla Scianitti, alla presenza dei due tecnici incaricati del monitoraggio, gli agronomi Vinicio Di Marco e Nicola Centorale.

Nel corso dell’incontro sarebbero stati confermati i dati del monitoraggio effettuato fino al 15 agosto, già resi pubblici.

Oltre 700 pini nelle prime tre fasce di infestazione

Il quadro emerso dal monitoraggio evidenzia una situazione ritenuta particolarmente preoccupante.

Sono 322 i pini classificati nel primo livello, quello considerato più grave, caratterizzato da forte perdita di aghi, disseccamento delle branche e abbondante presenza di fumaggine.

Altri 345 esemplari rientrano nel secondo livello, con un’infestazione medio-alta, mentre 45 pini sono stati inseriti nel terzo livello, nel quale risultano già visibili il parassita e i primi fenomeni di disseccamento della chioma.

Il monitoraggio, viene sottolineato dal Movimento Pineto Verde, è però parziale, in quanto aggiornato al 15 agosto e relativo esclusivamente al patrimonio arboreo pubblico. Non comprende quindi i pini malati presenti nelle proprietà private.

Durante l’incontro, i tecnici avrebbero inoltre evidenziato la necessità di aumentare immediatamente il numero delle ditte impegnate nei trattamenti, così da incrementare la capacità di intervento. Il tempo utile indicato sarebbe di circa 30 giorni, fino al 15 ottobre.

«Interventi ancora troppo limitati»

Il Movimento contesta inoltre l’attuale livello di copertura dei trattamenti endoterapici, avviati il 17 agosto 2026.

Secondo Pineto Verde, gli interventi avrebbero interessato finora un numero limitato di esemplari, con una copertura soltanto parziale. A questo si aggiungerebbe l’assenza, allo stato attuale, di un’ordinanza comunale relativa all’obbligo di trattamento dei pini presenti nelle proprietà private.

Il Movimento richiama quindi la letteratura scientifica e alcune linee guida regionali, sostenendo che l’endoterapia, per risultare efficace nel contenimento della Toumeyella parvicornis, debba essere applicata con una copertura adeguata dell’area interessata.

Viene inoltre evidenziato che il periodo considerato maggiormente favorevole per il controllo della prima generazione del parassita sarebbe la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, mentre gli interventi estivi avrebbero carattere emergenziale.

Particolare attenzione viene chiesta anche sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari, che dovrebbero essere autorizzati per l’impiego su conifere e Pinus spp., con dosaggi e tecniche conformi alle prescrizioni.

La richiesta di documenti al Comune
Alla luce della situazione, il Movimento Pineto Verde ha formalizzato una richiesta al Comune, accompagnata da una diffida ad adempiere, chiedendo una risposta scritta entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione.

In particolare, vengono richiesti:

– il cronoprogramma dettagliato degli interventi, con date, numero di pini già trattati e ancora da trattare, numero complessivo degli esemplari interessati, cicli previsti e relativo calendario;
– l’elenco delle ditte coinvolte o da coinvolgere;
– il disciplinare o protocollo tecnico adottato, con indicazione del principio attivo, della relativa autorizzazione per l’impiego su Pinus spp., del dosaggio, della tecnica di iniezione e delle qualifiche delle ditte esecutrici;
– il piano di monitoraggio durante e dopo i trattamenti;
– gli estremi della determina e dell’impegno di spesa relativi agli interventi, distinti dagli atti riguardanti il solo monitoraggio;
– gli estremi dell’eventuale ordinanza che imponga il trattamento dei pini presenti nelle aree private.

«Coinvolgere anche le risorse private»

Il Movimento chiede inoltre al Comune di autorizzare eventuali ditte finanziatrici private a intervenire sul territorio, con propri tecnici e ditte di fiducia, in collaborazione con l’amministrazione.

Tra le proposte figura anche l’apertura di un conto corrente dedicato, nel quale far confluire eventuali donazioni private destinate alla lotta alla cocciniglia tartaruga.

La diffida

Pineto Verde conclude la propria iniziativa con una formale diffida all’Amministrazione comunale affinché provveda nei tempi indicati.

«In difetto di riscontro nel termine indicato – si legge nella diffida – il silenzio sarà inteso come inadempimento».

Il Movimento annuncia quindi che, in assenza di risposte, si riserva di intraprendere «ogni azione nelle sedi competenti», compresa una segnalazione alla Corte dei Conti, prospettando un possibile danno erariale connesso sia al deperimento e all’eventuale abbattimento del patrimonio arboreo pubblico, sia a una possibile inefficacia delle somme già impiegate per gli interventi.

La richiesta, dunque, è quella di un’accelerazione immediata delle operazioni e, soprattutto, di trasparenza su tempi, modalità, risorse e risultati attesi nella gestione dell’emergenza fitosanitaria che sta interessando il patrimonio di pini di Pineto.


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 Redazione CityrumorsAbruzzo

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