Papa Leone XIV nella storia a Castel Gandolfo: sul battello Falco con la Madonna, poi l’appello per la pace

Una pagina destinata a entrare nella storia di Castel Gandolfo e dell’intero territorio dei Castelli Romani. Per la prima volta un Pontefice ha partecipato alla tradizionale processione della Madonna del Lago percorrendo in battello le acque del Lago Albano.

La giornata di oggi, sabato 29 agosto, è iniziata con la Santa Messa celebrata da Papa Leone XIV nella chiesa di Maria Santissima del Lago ed è proseguita con la suggestiva processione sull’acqua, conclusasi poco dopo le ore 20.

Oltre mille fedeli hanno seguito dalle rive il passaggio del Pontefice e della statua della Vergine, accompagnandoli con applausi, canti mariani e lumini accesi.

Accanto a Leone XIV, sul Battello Falco del Parco Regionale dei Castelli Romani, hanno trovato posto il vescovo della Diocesi di Albano, monsignor Vincenzo Viva, il parroco di Castel Gandolfo, il salesiano don Tadeusz Rozmus, e le altre autorità ecclesiastiche.

Una giornata storica, resa possibile da una complessa macchina organizzativa e accompagnata da un imponente dispositivo di sicurezza, che ha consentito lo svolgimento dell’intera manifestazione senza disordini né particolari criticità.

L’arrivo del Papa e la Messa sul Lago Albano

Papa Leone XIV ha raggiunto nel pomeriggio la chiesa di Maria Santissima del Lago, affacciata sulle rive del bacino lacustre e consacrata da San Paolo VI nel 1977.

Ad accoglierlo una grande folla di fedeli, insieme al sindaco di Castel Gandolfo Alberto De Angelis, agli amministratori locali e a numerose autorità civili, militari e religiose.

Presente il senatore Marco Silvestroni,  e molti sindaci e rappresentanti istituzionali dei Castelli Romani (Fabio Papalia da Genzano, Alberto Bertucci da Nemi, Gianluca Staccoli da Ariccia e Stefano Cecchi da Marino, oltre all’assessore Simone Santilli per Lanuvio).

Tra il pubblico anche Paolo Bonolis, che avrebbe accolto l’invito della Pro Loco di Castel Gandolfo a prendere parte alla celebrazione. Il popolare conduttore televisivo è stato riconosciuto dai presenti e si è prestato con disponibilità ai numerosi selfie richiesti prima della Messa.

All’inizio della celebrazione Leone XIV ha ricordato il valore della piccola chiesa sul lago, definendola uno «spazio spirituale di preghiera, di incontro e di celebrazione della Parola di Dio e dell’Eucaristia».

Il Pontefice si è detto lieto di celebrare la festa della Madonna del Lago seguendo le orme dei suoi predecessori. Ha ricordato San Paolo VI, che auspicò e sostenne la costruzione della chiesa e la consacrò, e San Giovanni Paolo II, che vi si recò nel 1979 per rinnovarne il messaggio.

Entrambi presero parte alle celebrazioni dedicate alla Madonna del Lago, ma nessuno dei due percorse in barca il tratto della processione. Proprio per questo la presenza di Leone XIV sul battello rappresenta un evento senza precedenti.

«Solo la via dell’amore è la via della vita»

Il cuore dell’omelia è stato dedicato all’amore, al perdono e alla necessità di non rispondere al male con altro male.

«Gesù rivela che solo l’amore salva: l’amore che Dio ci ha mostrato facendosi uomo, morendo e risorgendo per noi e, in risposta, quello con cui anche noi ci offriamo umilmente a Lui e ai fratelli», ha affermato il Pontefice.

Leone XIV ha ricordato la «costanza fedele della carità di ogni giorno» e i gesti più straordinari di testimonianza cristiana, «fino al martirio, a volte, come accade purtroppo anche oggi a molti cristiani in varie parti della terra».

Il Papa ha riconosciuto quanto il messaggio evangelico possa risultare difficile da comprendere e accettare: «Porgere l’altra guancia – dicono – è da perdenti, donare di fronte al rifiuto è da ingenui, perdonare senza limiti è da deboli».

Una convinzione alla quale Leone XIV ha risposto con parole nette: «Non c’è da stupirsi. Perfino per Pietro è stato difficile accettare questo modo nuovo e diverso di ragionare. Ma Gesù rimane categorico: solo la via dell’amore è la via della vita».

«L’odio e la violenza portano solo distruzione e morte»

Dalla piccola chiesa sul Lago Albano è partito anche un messaggio rivolto al mondo, attraversato da guerre, divisioni e violenze.

«Non illudiamoci. L’odio e la violenza non portano nulla di buono, ma solo distruzione e morte, sempre, anche quando sono risposta a ingiustizie subite», ha ammonito Papa Leone XIV.

«Lo vediamo ogni giorno – ha proseguito –, dal piccolo del nostro vissuto domestico alla grande scena del mondo».

Il Pontefice ha quindi invitato i fedeli a non permettere che il male possa deformare la dignità umana:

«Abbiamo tanto bisogno di vita, di speranza, di serenità, di pace, in noi stessi, nelle nostre città, tra i popoli e le nazioni. Per questo, qualunque sia la ferita, qualunque l’offesa, non permettiamo al male di sfigurare la nostra umanità e di corromperci nel cuore».

Da qui l’esortazione a «continuare ad amare, a donare e a perdonare», senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà.

Il richiamo alla tempesta placata

Durante l’omelia Leone XIV ha anticipato il significato spirituale della processione che si sarebbe svolta poco dopo sulle acque del Lago Albano. Il rito richiama il racconto evangelico di Gesù che raggiunge i discepoli impauriti camminando sulle acque del lago di Tiberiade e placa la tempesta.

«Proprio quando erano più spaventati, in balia dei venti contrari, li ha esortati ad avere fede e a pregare, per ritrovare pace e, insieme a lui, continuare a navigare verso la meta desiderata».

La processione è diventata così l’immagine della Chiesa che attraversa le tempeste della storia e continua a portare un messaggio di fiducia e speranza.

«Sono gesti semplici con cui rinnoviamo la nostra fiducia in Dio e la nostra devozione filiale alla sua Santissima Madre», ha spiegato Leone XIV.

Il Papa accompagna la Madonna fino al battello Falco

Al termine della Messa, Papa Leone XIV ha lasciato la chiesa e ha accompagnato a piedi la statua della Madonna fino al pontile, dove ad attenderlo c’era il Battello Falco del Parco Regionale dei Castelli Romani, appositamente predisposto per la processione, grazie all’impegno del Presidente Ivan Boccali.

Il Pontefice, con la veste bianca e la mozzetta di raso rossa, è rimasto accanto all’immagine della Madonna del Lago, collocata sopra un drappo azzurro, in un clima di intenso raccoglimento.

Prima di salire sul battello, Leone XIV è apparso particolarmente raccolto e visibilmente emozionato. Secondo alcuni dei presenti, il Pontefice si sarebbe anche commosso davanti alla statua della Madonna e alla calorosa partecipazione dei fedeli. Un momento intimo, durato pochi istanti, che ha preceduto l’inizio della storica navigazione sul Lago Albano.

Il battello ha quindi iniziato a muoversi lentamente sulle acque del bacino vulcanico, trasformando il Lago Albano nel cuore della celebrazione religiosa.

Accanto al Pontefice hanno preso posto le autorità ecclesiastiche, il vescovo Vincenzo Viva e il parroco don Tadeusz Rozmus.

Il corteo di barche e la sicurezza sull’acqua

Il battello è stato accompagnato da numerose imbarcazioni messe a disposizione dagli stabilimenti balneari del Lungolago. A garantire la sicurezza sull’acqua sono stati il gommone dei Carabinieri, i mezzi della Polizia di Stato e della Protezione Civile di Castel Gandolfo e Albano Laziale, insieme alle moto d’acqua della Polizia Fluviale della Questura di Roma.

Barche, gommoni, canoe e mezzi delle Forze dell’Ordine hanno così formato un lungo corteo intorno al Pontefice e alla statua della Madonna.

Dalle rive, oltre mille persone hanno seguito ogni momento della navigazione. Gli applausi, i canti mariani e i lumini accesi hanno accompagnato la Vergine e il Papa, mentre la luce dorata della sera avvolgeva il lago e il Palazzo Apostolico dominava dall’alto lo scenario.

La “barca di Pietro” attraversa il Lago Albano

L’immagine di Papa Leone XIV sul battello accanto alla Madonna ha assunto un significato fortemente simbolico, evocando la “barca di Pietro” che attraversa le acque e le tempeste della storia.

Un’immagine resa ancora più potente dalle parole pronunciate pochi minuti prima durante l’omelia, quando il Papa aveva ricordato i discepoli impauriti e Gesù capace di sedare la tempesta.

Il Battello Falco ha portato il Pontefice e la Vergine lungo le acque del Lago Albano di Castel Gandolfo, circondato dalle altre imbarcazioni e dallo sguardo dei fedeli raccolti lungo le rive.

Una scena senza precedenti, destinata a rimanere nella memoria collettiva di Castel Gandolfo e di tutti i Castelli Romani.

Il Papa affida alla Madonna i popoli feriti dalla guerra

Al termine della processione, Leone XIV ha affidato alla Madonna del Lago i popoli feriti dalla guerra e ha rinnovato il proprio appello affinché cresca nel mondo il «desiderio di pace».

Il Pontefice ha rivolto un monito anche ai potenti della Terra, richiamandoli alla responsabilità di operare per «la giustizia e il bene comune».

La preghiera conclusiva ha così ricondotto l’intera celebrazione al messaggio centrale dell’omelia: l’amore come unica strada capace di interrompere la spirale della violenza e costruire una pace autentica.

«Stringiamoci a Gesù e a Maria, al Figlio e alla Madre – aveva detto il Papa durante la Messa –, per essere uniti, non solo sul lago, ma in tutte le notti del mondo, un riflesso rasserenante della presenza di Dio e un’eco irresistibile del suo amore che invita ad amare».

Sicurezza garantita e nessun disordine

La processione sul battello si è conclusa poco dopo le ore 20, coronando il lungo lavoro di preparazione portato avanti nei mesi precedenti.

Alle celebrazioni erano presenti anche il comandante del Gruppo Carabinieri di Frascati, tenente colonnello Lorenzo Iacobone, e il comandante della Compagnia Carabinieri di Castel Gandolfo, capitano Felice Izzo.

Sul territorio hanno continuato a operare, anche dopo la conclusione della processione, gli agenti del Commissariato di Polizia di Albano Laziale, quelli della Polizia Locale di Castel Gandolfo e i Carabinieri della Compagnia e della Stazione di Castel Gandolfo, affiancati dai militari provenienti dalle stazioni vicine.

Particolarmente soddisfatti per la riuscita dell’evento il dirigente del Commissariato di Polizia di Albano, Roberto Serra, il sindaco Alberto De Angelis e il presidente del Parco Regionale dei Castelli Romani, Ivan Boccali.

Al termine della manifestazione, l’intera squadra del Parco ha posato per una foto ricordo accanto al battello Falco, insieme al presidente Boccali e al comandante Federico Bronzi, dopo avere portato a termine senza inconvenienti una navigazione destinata a rimanere nella storia del territorio.

Riaperti gli accessi, lunghe code verso via Gramsci e la Panoramica

Conclusa la processione, sono stati progressivamente rimossi i blocchi stradali e riaperti gli accessi al Lungolago.

Il deflusso degli oltre mille partecipanti ha inevitabilmente provocato lunghe code, soprattutto lungo via Gramsci e sulla strada Panoramica in direzione della Via dei Laghi.

Polizia di Stato, Polizia Locale e Carabinieri sono rimasti sul posto per regolare la circolazione e agevolare il rientro dei fedeli. Disagi inevitabili dopo un evento di questa portata, ma nessun problema sotto il profilo dell’ordine pubblico.

Una giornata entrata nella storia di Castel Gandolfo

La partecipazione di Papa Leone XIV alla processione della Madonna del Lago ha coronato un lavoro preparatorio iniziato molti mesi prima e portato avanti dal Comune di Castel Gandolfo, dalla Diocesi di Albano, dalla parrocchia di San Tommaso da Villanova, dal Parco Regionale dei Castelli Romani, dalla Pro Loco, dall’Associazione Lungolago, dagli operatori lacustri, dalle Forze dell’Ordine e dalle associazioni di volontariato.

L’evento assume un valore ancora più significativo nell’anno in cui ricorrono i 400 anni della presenza dei Pontefici a Castel Gandolfo, iniziata nel 1626 con Urbano VIII.

Quattro secoli dopo, il legame tra la città e il Vescovo di Roma si arricchisce di una nuova immagine: Papa Leone XIV in navigazione sulle acque del Lago Albano, accanto alla Madonna, accompagnato da un intero territorio consapevole di avere vissuto una giornata storica.

Domani, domenica 30 agosto, il Pontefice guiderà da Castel Gandolfo la preghiera dell’Angelus.




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 Daniel Lestini

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