Mentre tutta l’Europa guarda con trepidazione alla finale di UEFA Champions League del prossimo 30 maggio alla Puskás Aréna di Budapest, tra Arsenal e Paris Saint-Germain, la famiglia Kroenke si prepara a vivere uno dei momenti più importanti della sua straordinaria avventura nello sport. Proprietari dell’Arsenal dal 2018, i Kroenke guidano oggi un club tornato dopo vent’anni nella finale della massima competizione continentale; l’ultima apparizione risaliva al 2006 contro il Barcellona. Inoltre, l’Arsenal è fresco campione di Premier League. Un double che potrebbe diventare realtà proprio contro il PSG campione in carica.
Un impero multisport costruito con visione e pazienza
La famiglia Kroenke, attraverso Kroenke Sports & Entertainment (KSE), ha costruito uno degli imperi sportivi più completi e vincenti del pianeta. Stan Kroenke, imprenditore immobiliare di grande successo e marito di Ann Walton Kroenke, erede della fortuna Walmart, ha trasformato la passione per lo sport in un modello di business integrato che spazia dal football americano al calcio europeo, passando per basket, hockey su ghiaccio, calcio MLS e lacrosse.
Fondata nel 1999, KSE controlla franchigie di altissimo profilo come i Los Angeles Rams in NFL, i Denver Nuggets in NBA, i Colorado Avalanche in NHL, i Colorado Rapids in MLS e i Colorado Mammoth nella National Lacrosse League, oltre all’Arsenal e alla squadra femminile dei Gunners. A completare il quadro ci sono infrastrutture strategiche di valore enorme, tra cui il SoFi Stadium di Inglewood, uno dei più moderni e costosi al mondo, realizzato con un investimento privato vicino ai 5 miliardi di dollari, e il Ball Arena di Denver. Il SoFi ha già ospitato il Super Bowl 2022 e sarà sede di quello 2027, oltre alle cerimonie dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
Un palmarès trasversale senza precedenti
Questa presenza in discipline così diverse ha permesso alla famiglia Kroenke di diventare la prima nella storia dello sport professionistico a vincere titoli nelle principali leghe di cinque sport diversi. Il Super Bowl con i Rams nel 2022 (dopo quello del 2000), l’NBA Championship con i Nuggets nel 2023, la Stanley Cup con gli Avalanche nel 2022, già conquistata anche nel 2001, la MLS Cup con i Rapids nel 2010 e, nella stagione 2025/26, la Premier League conquistata dall’Arsenal con 85 punti e sette di vantaggio sul Manchester City. Gran parte di questi successi si è concentrata in un arco temporale ristretto, soprattutto negli ultimi cinque anni, a dimostrazione della solidità del modello gestionale familiare.
Come emerge chiaramente, i Kroenke rappresentano un caso particolare in un’epoca dominata da fondi di investimento e proprietà statali: una famiglia di imprenditori che ha costruito parte della propria fortuna proprio sugli investimenti sportivi, applicando la stessa logica di lungo periodo usata nel real estate.
La rinascita dell’Arsenal tra contestazioni iniziali e fiducia ritrovata
Per l’Arsenal il percorso è stato particolarmente significativo. Stan Kroenke entrò nel club nel 2007 con una quota iniziale e completò il takeover totale nel 2018, acquistando la partecipazione restante di Alisher Usmanov. All’epoca l’operazione scatenò forti proteste tra i tifosi: l’Arsenal Supporters’ Trust parlò di «un giorno terribile per il club». Le contestazioni si riaccesero nel 2021 con la breve adesione al progetto Super League.
Negli ultimi anni, però, il rapporto tra tifoseria e proprietà si è progressivamente ricostruito. Un ruolo chiave lo ha giocato il figlio Josh Kroenke, Vice Chairman di KSE e Co-Chair dell’Arsenal insieme al padre. Josh è diventato una presenza più visibile a Londra, sostenendo con convinzione l’allenatore Mikel Arteta e contribuendo a ricostruire una dirigenza capace di riportare i Gunners ai vertici. Stan, soprannominato “Silent Stan” per il suo stile riservato, mantiene l’ultima parola sulle scelte strategiche; tuttavia, la famiglia ha dimostrato di saper affidare autonomia e sostegno ai professionisti scelti, senza interferenze eccessive nella gestione quotidiana.
Gli investimenti non si sono limitati al calciomercato: academy, centro di allenamento e una cultura vincente hanno permesso all’Arsenal di riconquistare la Premier League dopo 22 anni e di spingersi fino alla finale di Champions League.
Investimenti infrastrutturali e prospettive future
Parallelamente ai successi sul campo, KSE continua a investire sul fronte immobiliare. Oltre al SoFi Stadium, anche l’Emirates Stadium, inaugurato nel 2006, potrebbe presto essere oggetto di un importante piano di rinnovamento. Secondo indiscrezioni, la proprietà starebbe valutando interventi per aumentare la capienza, modernizzare l’esperienza digitale e ampliare i ricavi extra-calcistici, in modo da competere con strutture moderne come il Tottenham Hotspur Stadium.
Il modello Kroenke si basa su autonomia delle singole dirigenze, come quella concessa a Sean McVay e Les Snead ai Rams, e una visione di lungo termine che unisce sport e real estate. Non si tratta solo di vincere trofei, ma di creare valore sostenibile su due continenti.
Verso Budapest: la finale che può completare il sogno
A due giorni dalla finale di Budapest, la famiglia Kroenke sa che una vittoria contro il PSG non sarebbe solo il primo trofeo europeo nella storia dell’Arsenal, ma rappresenterebbe la ciliegina su una torta già ricchissima. Qualunque sia l’esito, resta il fatto che questa dinastia americana ha dimostrato come sia possibile gestire con successo club e franchigie in contesti culturali e sportivi profondamente diversi, mantenendo al centro competenza, pazienza e ambizione.
Da Denver a Londra, i Kroenke stanno ridefinendo il concetto stesso di proprietà sportiva globale. E l’appuntamento di Budapest potrebbe diventare l’ennesima pagina di una storia destinata a essere ricordata a lungo.
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Stefano Gentili
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