La scheda anagrafica riconsegnata al segretario generale Cosentino il 25 di giugno del 1946 riporta come residenza “La Spezia, Via XXIV Maggio, 9”. Oggi a quell’indirizzo c’è un Compro-Oro, svuotato. Ottant’anni fa c’era la casa di Angela Gotelli, deputata eletta nella lista della Democrazia Cristiana, nel III collegio (Genova-Imperia-La Spezia-Savona). Elettrice ed eletta della neonata Repubblica italiana, entra all’Assemblea Costituente con 20257 voti di preferenza. Quella scheda, compilata da ognuno dei 556 deputati che andranno a pensare, redigere, discutere, votare, emendare il testo della Costituzione Italiana, chiede anche “cognome e nome della moglie”. Gotelli tira una linea nello spazio. In quel momento ha 41 anni, proviene dal mondo dell’associazionismo cattolico, è un’insegnante di Lettere, laureata all’Università degli Studi di Genova con una tesi su San Bernardino da Siena, negli anni del conflitto è stata crocerossina. L’Italia è una monarchia.
L’ottantesimo anniversario dalle elezioni del 1946 porta un rinnovato interesse per le figure di deputate e deputati che per un anno e mezzo, dal giugno 1946 al gennaio 1948, si sono dedicati a costruire un quadro normativo che permettesse di gettare le basi legislative, sociali e culturali, del nuovo Stato, assecondandone nel tempo i cambiamenti e assicurandone le libertà. E così, dai cassetti riescono ricordi e foto e i ricercatori rispolverano i loro studi. “Nel palazzo della Provincia della Spezia la sala riunioni è intitolata ad Angela Gotelli”, ricorda Paolo Costi, presidente della Pro Loco del Golfo, che annuncia nuove iniziative. “Nel 1960 venne proprio qui, a Monterosso, ad accompagnare le donne in gita al santuario di Soviore – mostra Angela Betta, custode di memoria di Monterosso al Mare -, era molto amica della signora Malagamba e venne più volte a parlare all’asilo parrocchiale, come dimostra anche il volantino che la annuncia per domenica 4 marzo 1962”.
“Dopo la laurea aveva iniziato a insegnare prima a Pontremoli, poi a Trieste, poi alla Spezia, al liceo Costa, dove abbiamo anche ritrovato i suoi contratti”, spiega Nicola Carozza, autore della biografia ‘Angela Gotelli. Democristiana, costituente, antesignana delle politiche di welfare’ edito da Rubbettino Editore nel 2023. “Da quando ho cominciato a presentare questo libro, ho incontrato moltissime persone che mi hanno regalato testimonianze splendide, tessere di un mosaico collettivo che va a comporre l’immagine dell’Italia di oggi, in tutte le sue sfumature e profondità”. Tutto quel che ci appare dovuto, scontato, “va da sé che non occorre specificarlo”. E invece occorre ricordare. Anche le piccole cose, come dice Carozza: “Nel dopoguerra Angela Gotelli faceva politica ai gruppi femminili. Insegnava anche a prendere il treno, perché fino a quel momento le donne erano piuttosto stanziali, dedite all’ambiente domestico, con mestieri preclusi”. Occorreva imparare anche a votare. Forse per questo all’interno dell’Assemblea Costituente le ventuno deputate riescono a fare leva su temi comuni in modo trasversale rispetto alle linee dei singoli partiti, ad esempio nella grande battaglia per l’accesso delle donne in Magistratura. “E durante quei giorni, durante il ciclo mensile, come potrebbero giudicare con serenità?”, viene ribattuto in aula. Nell’adunanza del 31 gennaio 1947, Angela Gotelli osserva che permettere alle donne di arrivare agli alti gradi della Magistratura non significa portarcele per forza. “Gli uomini avranno sempre la possibilità di lasciarle indietro, qualora abbiano possibilità e meriti maggiori”.
“Mi commuove tantissimo la sua modernità – prosegue Carozza -. Quando Gotelli diventa presidente della FUCI, la Federazione Universitari Cattolici d’Italia, che frequenta prima a Genova e poi a livello nazionale con Itala Mela, sua compagna di liceo a Spezia, la quale sarà beatificata, propone che uomini e donne studiassero e facessero esperienze insieme, perché soltanto crescere insieme può portare all’emancipazione adulta. Stiamo parlando degli anni Venti del Novecento”. E poi l’inclinazione all’azione, oltre ogni pericolo: “Gotelli viene da un paesino della Val di Taro. Il padre era medico e si muoveva a cavallo tra la Val di Taro e la Val di Vara per andare ad assistere i malati. Aveva casa a Porciorasco, nel comune di Varese Ligure, dove le è stata dedicata una piazza. Questa villa diverrà sede del Comando della IV Zona dei Volontari della Libertà. Ospiterà capi brigata, darà accoglienza a perseguitati politici e, senza vestire i panni della partigiana ma collegandosi a formazioni che operavano nel parmense e nello spezzino, con la sua divisa da crocerossina e il velcro della croce rossa al braccio, partecipò a scambi di prigionieri negoziando direttamente con i tedeschi”. Uno di questi scampati fu il padre di Paolo Costi, che ne conferma l’esperienza diretta. “Io la Gotelli la chiamavo zia”.
Pur avendo avuto un ruolo attivo sia nel conflitto che nella sua lunga carriera di parlamentare, di Gotelli si sono forse un po’ perse le tracce. È d’accordo Carozza, che si prodiga a raccontarne aneddoti: “Sapete perché sotto alla cattedrale della Spezia ci sono fondi commerciali? È sempre Gotelli, con la sua visione avveniristica del mondo, che aveva pensato di affittare i locali per avere i soldi per portare a compimento la costruzione della chiesa di piazza Europa. E vogliamo parlare delle infrastrutture alle Cinque Terre? Nel 1958 è lei a portare qui il Ministro dei Trasporti Armando Angelini per trattare del raddoppio della linea ferroviaria Riomaggiore-Framura. E come lo fa? Anziché portarlo in un ufficio, allestisce un vagone del treno come sala riunioni. Unica!”. La troviamo anche all’inaugurazione della stazione di Levanto, all’inaugurazione della strada litoranea della Spezia: “La Litoranea è stata costruita perché Gotelli aveva trovato il finanziamento per le strade montane”, chiosa Carozza. Paesi fino a quel momento isolati intraprendono il cammino turistico. E, nel 1963, riconoscono in modo collettivo l’importanza della deputata: Angela Gotelli ottiene la cittadinanza onoraria dei Comuni di Monterosso al Mare, Vernazza e Riomaggiore. Ovvero di tutti i Comuni delle Cinque Terre. Un unicum.
“Sabato si riunirà a Vernazza il consiglio comunale. Sabato alle 14,30 si riunisce il consiglio comunale di Vernazza per l’esame e la discussione di numerosi argomenti posti all’ordine del giorno”, titola il quotidiano Il Secolo XIX il 9 febbraio del 1963. “Il Consiglio comunale offrirà all’on. Angela Gotelli la cittadinanza onoraria del Comune e alla cerimonia sarà presente la parlamentare ligure. Il Consiglio esaminerà quindi una ventina di pratiche e tra queste l’acquisto del terreno per la costruzione di edifici scolastici in frazione Drignana e San Bernardino e l’accettazione dei lavori di consegna della strada pedonale di accesso di Corniglia”. Purtroppo la ricerca negli archivi comunali non ha ancora portato a ritrovare documenti riguardo alla giornata, ripetuta anche negli altri due Comune. Ma chissà che nuove testimonianze non escano dai cassetti: di quel giugno del 1960 a Soviore ci sono ben tre testimoni del tempo: Vincenzina, Margherita e Graziana.
Ogni qualvolta ci si occupa della vita di una persona, qualcosa rimane.
Cosa è rimasto a Nicola Carozza di tutto quello studio? “Una vicenda che mi appassiona tantissimo è la vicenda della comunità del Porcellino; Angela Gotelli con altri costituenti, Laura Bianchini, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani e Giuseppe Lazzati, stanno nella stessa casa romana. Fanno colazione, al mattino dicono le lodi della chiesa, poi vanno in Parlamento, discutono del testo costituzionale, la sera recitano il rosario assieme,… è una comune che è stimolo, dibattito,… In quelle sale è nato il Ministero del Lavoro, dirà Dossetti. Fanfani costruisce l’idea del Piano Casa lì dentro. E in quella casa sono passati tutti. Non a caso Gotelli entra nella Commissione dei 75: è un compromesso politico, un’apertura al dialogo, De Gasperi sta rompendo con Sturzo, Caristia si dimette,…”. E invece qual è l’elemento più attuale della politica di Gotelli? “Il welfare e salute. Welfare, tutela infanzia, maternità, riconoscimento delle infermiere come ordine professionale. Apriamo una parentesi; il tema della salute era affidato in quel momento al Ministero dell’Interno, era una questione di ordine pubblico. Poi viene istituito il Commissario alla Sanità, delegato a Ministero dell’Interno. E lei diventa Commissario alla Sanità. Infine viene istituito il Ministero della Salute. C’è un suo intervento alla Camera attualissimo, in cui si chiede: lo vogliamo capire che la salute è un problema politico? Ancora oggi pensiamo che sia un problema tecnico, un problema di fondi. Ma lei dice che è un problema politico e la politica deve affrontare il tema della sanità. Dalla sua alta considerazione del senso di persona derivano le iniziative per la salvaguardia, l’aiuto, la tutela, etc…”.
Da tutte le foto, austere o sorridenti, dai fiumi di parole stenografate, dagli incontri, nasce l’appello di Nicola Carozza: “Non facciamone un personaggio da Museo. Gotelli è rimasta sempre molto attiva, anche Sindaca di Albareto, quando poi si è ritirata per ragioni di salute tutti gli anni si faceva inviare la tessera della DC da via Tommaseo, dalla sezione spezzina, ha continuato a partecipare a eventi politici scelti, soprattutto declinata ai giovani. Amava le battute, ridere, amava lo sport, il Giro d’Italia”. Che quest’anno ha toccato Spezia. Allora come bravi corridori ci mettiamo in scia di questa carismatica donna costituente, affinché 80 anni siano soltanto un numero in più su quelle 20257 preferenze.
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Fabio Lugarini
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