Lo scorso anno i partecipanti sono stati 150 mila, ma quest’anno se ne contano di più. Torna oggi il Torino Pride, che festeggia il ventesimo compleanno della manifestazione con un’inedita partenza dal Parco del Valentino. Il claim di quest’anno è Venti di lotte, a richiamare sia il ventennale della manifestazione sia la spinta che continua ad alimentare le battaglie della comunità LGBTQIA+.
Torino Pride, il corteo del ventennale sfila in città: la diretta video
Il corteo è partito alle 15.30. La marcia attraversa corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello e via Po, fino all’arrivo in piazza Vittorio Veneto con gli interventi conclusivi dal palco. Tra gli ospiti Francamente, progetto torinese tra cantautorato ed elettronica protagonista di X-Factor 2024; inoltre Ambra Angiolini accompagnata dalla figlia Jolanda Renga, e l’artista e attivista Mc Nill.
Vent’anni dal primo Torino Pride, il ricordo di chi c’era: “Abbiamo combattuto le resistenze”
È il turno degli attivisti di Rete Genitori Rainbow
“Lottiamo per dare voce a tutte le famiglie non convenzionali, comprese quelle delle persone trans, che ancora oggi subiscono le discriminazioni più feroci – dichiarano -. L’omofobia sociale e il silenzio culturale in cui siamo immersi continuano a soffocare le nostre vite, e il ddl Valditara ne è una conferma”. Battaglieri aggiungono: “A questa politica diciamo: guardateci. Pretendiamo il riconoscimento di tutte le nostre famiglie. Non siamo una minoranza, ma una variabile fiera della società”.
Dopo i discorsi arriva Francamente, che canta tra gli applausi della folla
Dopo i discorsi arriva Francamente, che canta tra gli applausi della folla: “Siamo qui per il diritto all’istruzione, per le pari opportunità, per denunciare il genocidio a Gaza e perché crediamo che esista un mondo più giusto”.
Ambra Angiolini accompagnata dalla figlia Jolanda Renga: “Il concetto di normalità mi fa schifo perché la normalità è sinonimo di Vannacci, mi fa paura”
“Il concetto di normalità mi fa schifo, perché la normalità è sinonimo di Vannacci, mi fa paura. Essere a posto vuol dire essere gentili ed essere sempre aperti a includere. Da soli si è più esposti e fragili, invece quando vedo piazze così piene mi si riempie il cuore”.
Jolanda si emoziona, le trema le voce. “Il Pride è un posto dove nessuno decide per noi. Vi auguro di avere il coraggio di lasciare qualche pagina bianca della vostra vita per potervela scrivere da soli”.
Luxuria: “L’anno prossimo l’EuroPride a Torino sarà una rivoluzione”
Vladimir Luxuria dal palco del Torino Pride annuncia: “L’Europride a Torino sarà una rivoluzione”. La manifestazione si terrà a Torino dal 18 al 26 giugno 2027, con il momento culminante rappresentato dalla grande parata conclusiva sabato 26 giugno. L’evento, assegnato ufficialmente al Coordinamento Torino Pride, prevede oltre una settimana di conferenze, mostre e iniziative di rivendicazione dei diritti civili
Vladimir Luxuria contro il senatore Roberto Menia (FdI): “Inquietanti due gay che si baciano in aeroporto? A me di più i saluti romani”
Prende la parola Vladimir Luxuria, che attacca il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia.
“Era in aeroporto e ha visto due gay che si baciavano tra di loro. E allora in questa piazza io vi chiedo di baciarvi in questo momento, così queste immagini gliele mandiamo – dice -A me inquietano molto di più i saluti romani, i saluti dei fascisti. Un gesto d’amore in un mondo di violenza non dovrebbe sconvolgere nessuno, anzi”.
Poi parla del ddl Valditara. “Un ragazzo che vive in un contesto familiare in cui il padre picchia la madre o dove sente un linguaggio omofobo, non otterrà il consenso firmato per frequentare il corso di educazione sessuo-affettiva. Eppure sono quelli che ne avrebbero più bisogno”.
il caso
Il senatore Menia (FdI) si scaglia contro una coppia gay in aeroporto: “Basta carezze in pubblico”
L’attacco contro la Regione di Sofia Darino (capofila del comitato Torino Pride): “Fonti agli antiabortisti, persone trans dimenticate”
Sofia Darino, presidente dell’associazione Maurice, capofila del comitato Torino Pride, attacca la Regione dal palco: «Vergognoso che la Regione dia fondi alle associazioni antiabortiste invece di formare medici che sappiano mettere le mani sui corpi delle persone trans, che per loro sono estranei. Le liste di attesa per la transizione in Piemonte oggi raggiungono i 4 anni»
Ambra Angiolini dal palco di piazza Vittorio: “Per me essere qui è un fatto di cuore” e canta la sua hit “T’appartengo”
Ambra Angiolini prende la parola mentre dalle casse esce la sua hit “T’appartengo”, cantata a squarciagola dal pubblico: «Per me essere qui è un fatto di cuore, e per questo mi sono portata i rinforzi, cioè mia figlia Jolanda. È un po’ figlia vostra anche lei». Poi fa una battuta: «Canto sempre T’appartengo, speriamo l’anno prossimo all’Europride di fare un concerto con altre canzoni. È una promessa: il prossimo anno canterò con voi».
Il corteo è in piazza Vittorio, si aspetta la coda per gli interventi
Ora il corteo è arrivato al palco allestito in piazza Vittorio, si attende l’arrivo anche della coda per cominciare gli interventi
Francesca arriva da Biella e sventola timidamente la sua bandierina dell’orgoglio transgender
“È importante scendere in piazza, per visibilità e rappresentazione. È bello essere insieme ad altre persone che ti capiscono – commenta -. Ho fatto coming out da tre anni e transizione sociale poco dopo.
È il mio terzo Pride qui a Torino, purtroppo da turista. Sono di Biella, ma per il secondo anno il nostro Pride è saltato.
Qua mi piace tanto. Sono andata anche a quello di Milano, ma preferisco quello di Torino perché parte molto più dal basso. Poi è il primo posto in cui ho conosciuto membri della comunità queer, quindi ce l’ho nel cuore”.
Il corteo verso piazza Vittorio, la festa arriva anche sui balconi di via Po
Sulle note di Poker Face di Lady Gaga la testa del corteo si avvicina a piazza Vittorio, dove seguiranno i discorsi conclusivi. Come sempre, la festa arriva anche sui balconi di via Po: la gente balla, scatta foto alla folla e saluta i manifestanti, tra bandierine e grida di gioia.
Dalia, donna trans di 68 anni: oggi è al Pride con sua figlia
«All’inizio ero terrorizzata di fare coming out con lei e suo fratello, mai mi sarei aspettata che ci saremmo ritrovate a marciare insieme – racconta con un velo di commozione Dalia -. Adesso con mia figlia ci vado anche a fare shopping, mi ha aperto il cuore. Tante delle persone che consideravo amiche invece non sono mai riuscite ad accettarmi, anche chi consideravo più aperto di mentalità. C’è ancora tanto lavoro da fare».
Tra i carri sfilano anche i cristiani LGBTQIA+ del gruppo “Il pozzo di Sicar”
Tra i carri ci sono anche i membri del gruppo di persone cristiane LGBTQIA+ Il pozzo di Sicar. «Siamo qui perché si può vivere l’autenticità anche essendo cristiani e persone LGBTQ+. Spesso la Chiesa ha assunto posizioni critiche, certo, ma ora, soprattutto grazie al percorso avviato da Papa Francesco, sta dimostrando apertura verso questi temi – spiega Ivano Bedendi, uno dei coordinatori – Uno dei nostri obiettivi è quello di fare vedere alle persone che sono cresciute in famiglie molto conservatrici e hanno tanta omofobia interiorizzata che possono vivere la propria vita e il proprio credo e non ci si deve dividere per vivere l’una o l’altra cosa. Alla gente più che parole servono esempi positivi».
Al Torino Pride 2026 una marea umana: secondo l’organizzazione sono in 160mila
Secondo l’organizzazione più di 160mila persone. L’anno scorso 150mila. Si attendono i dati della questura
Il Pride fa tappa in piazza Castello
La manifestazione, che nel frattempo è tornata sul percorso abituale, snodandosi lungo via Cernaia e via Pietro Micca, raggiunge piazza Castello, dove, tra musica e discorsi, per qualche minuto si ferma.
Dai balconi qualcuno si affaccia per osservare il corteo, mentre i manifestanti approfittano della pausa per correre nei bar a comprare una bibita o un gelato.
La storia di Stefania Basso e la battaglia per la procreazione assistita
Stefania Basso, 51 anni, ha avuto una figlia da una relazione eterosessuale e poi ha divorziato per cominciare una relazione con una donna: «Ma oggi i nostri figli non hanno le stesse tutele di quelli delle altre famiglie. Non possiamo accedere alla procreazione medicalmente assistita e quando lo facciamo all’estero non vengono riconosciuti come figli dal genitore non biologico»
Al Pride di Torino da tutta la provincia ma anche Milano e Valle d’Aosta
In tanti vengono da fuori. C’è chi arriva da Milano o dalla Valle d’Aosta, ma i più numerosi sono gli abitanti dei piccoli comuni della provincia di Torino.
«Io vengo da Bra, dove solo da poco si sta iniziando a parlare delle tematiche LGBTQIA+ – racconta Gaia -. La maggior parte della mia vita la passo senza che chi mi circonda conosca la mia identità. Venire al Pride per me significa ricordarmi chi sono e riscoprire che esiste un’intera comunità di persone che condividono i miei valori».
La storia di Bella, donna trans curda
Dal carro di Arcigay gli attivisti raccontano di Bella, donna trans curda. “Mentre noi siamo qui è rinchiusa in un CPR svedese in attesa che qualcuno giochi con la sua vita decidendo se è meritevole o meno di stare in Europa” gridano al microfono. Poi continuano: “I CPR schiacciano vite umane immolandole all’altare della sicurezza. Sono lager di stato dove le persone vengono costantemente annichilite e massacrate se osano ribellarsi. Questa violenza ci riguarda tutte e tutti. Che brucino i lager e i confini e il fumo salga al cielo come offerta di perdono per tutto il sangue versato”.
Il corteo passa davanti a Porta Nuova
Il corteo passa davanti a Porta Nuova, dove una vasta folla assiste dalle pensiline per gli autobus. “Preferisco guardare da fuori, c’è troppo caos per me – commenta la signora Lidia -. Mi mette tanta allegria, però”. C’è chi è venuto apposta con ventagli e cartelloni, ma anche chi è stato attirato dalla musica e si avvicina per scattare qualche foto alle persone e ai colori della manifestazione.
Dal carro attacchi anche al governo
Dal carro attacchi anche al governo: «Cara Meloni, riporto le parole di papa Francesco: chi siete voi per giudicare due persone che si amano?» dice un’attivista. «Io ho settant’anni, ho partecipato alle prime lotte con Emma Bonino».
Al grido di “Prendiamoci tutto” le migliaia di persone esultano e sventolano le bandiere arcobaleno
Sul carro del Coordinamento Torino Pride c’è MC Nill, rapper di origine umbra, tra i superospiti della manifestazione. I suoi versi fanno da colonna sonora della marcia. “Il mio pensiero va alle sorelline e ai fratellini che stanno nella Striscia di Gaza” esclama, poi menziona il ddl Valditara sul consenso informato per l’insegnamento dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e la folla esplode in un boato.
Vladimir Luxuria: il ddl Valditara è assurdo
Dietro lo striscione c’è anche Vladimir Luxuria: «Siamo in un mondo in cui si ha persino paura di parlare di educazione all’affettività nelle scuole e pretende che ci sia il consenso informato. Magari quei ragazzi vivono in contesti difficili in cui c’è un padre che pensa che le donne siano esseri inferiori. Ecco, quel padre darà il consenso? Ecco perché il ddl Valditara è francamente assurdo. Io penso che i corsi sull’educazione affettiva debbano essere obbligatori nelle scuole».
Stefano Lo Russo: Torino è la città dei diritti
In cima al corteo, a reggere lo striscione di apertura anche il sindaco Stefano Lo Russo: «Torino è la città dei diritti, ed è importante scendere in piazza in un momento in cui molti provano a fare dei passi indietro. Noi siamo qui per testimoniare come amministrazione». Il prossimo anno Torino ospiterà l’Europride: «Importante per quello che rappresenta, perché Torino vuole essere una città leader in Europa su questi temi».
Slogan e cartelli in difesa dei diritti Lgbtqia+
Parte la sfilata dei giovani
Anche il sindaco Lo Russo alla partenza del pride
La co-coordinatrice Chiara Tarantello: “Felice di essere qui”
Ad attendere la partenza c’è la co-coordinatrice del Torino Pride Chiara Tarantello, che solo pochi giorni fa ha subito un’aggressione omofoba sul treno.
«Sono molto felice di essere qui per il ventennale del Torino Pride come co-coordinatrice, perché per me far parte del Torino Pride è stato molto importante anche a livello personale – commenta -. A maggior ragione quest’anno, dopo gli insulti e le aggressioni verbali che ho subito. Sono certa che vedere le strade piene sarà molto emozionante». E aggiunge: «È fondamentale che si continui a fare i Pride e che siano molto partecipati, per dimostrare che noi non abbiamo alcuna intenzione di fare passi indietro e che vogliamo essere presenti, partecipi e visibili». (Giulietta De Luca)
Si raduna la folla in attesa della partenza
Quasi un’ora prima della partenza, sono decine e decine le persone che percorrono corso Vittorio Emanuele II per dirigersi al punto di ritrovo del Pride e riempire piano piano corso Massimo D’Azeglio. È la stessa strada che faranno – a ritroso – durante il corteo, perché quest’anno la manifestazione cambia percorso e, per la prima volta in assoluto, partirà dal Parco del Valentino, per poi proseguire in corso Vittorio e
corso Galileo Ferraris. Da lì riprenderà l’itinerario degli anni scorsi, immettendosi in via Cernaia
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GIULIETTA DE LUCA E FRANCESCO MUNAFÒ
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