Un tempo i vetri oscurati erano associati soprattutto a berline di rappresentanza mentre oggi compaiono su city car, crossover, monovolume, furgoni camperizzati e vetture aziendali. Di fatto migliorano l’aspetto del veicolo, aumentano la privacy, riducono l’irraggiamento solare e possono rendere più confortevole l’abitacolo nei mesi caldi. Il tutto è possibile all’interno di una cornice normativa.
In Italia le pellicole oscuranti non sono ammesse sul parabrezza e sui vetri laterali anteriori, le superfici che interessano il campo visivo frontale del conducente. Sono invece consentite sui vetri laterali posteriori e sul lunotto, purché siano rispettate le condizioni previste dalla normativa e il veicolo sia dotato di specchi retrovisori esterni su entrambi i lati.
Cosa significa oscurare i vetri dell’auto
Oscurare i vetri dell’auto significa applicare una pellicola adesiva sulla superficie interna dei cristalli, così da ridurre la quantità di luce che entra nell’abitacolo. Il trattamento può essere realizzato in fabbrica, quando il veicolo viene ordinato con vetri posteriori oscurati di serie o come optional, oppure dopo l’acquisto mediante l’installazione di pellicole.
I vetri montati in fabbrica sono parte dell’omologazione del veicolo o dell’allestimento previsto dal costruttore. Le pellicole applicate in seguito non devono compromettere sicurezza e conformità. Una pellicola oscurante può filtrare parte dei raggi ultravioletti, ridurre l’abbagliamento, limitare il surriscaldamento dell’abitacolo, proteggere sedili e rivestimenti dallo scolorimento e aumentare la riservatezza per chi viaggia dietro. Nei mesi estivi, soprattutto su auto lasciate a lungo al sole, il beneficio percepito può essere reale. Chi trasporta bambini, animali domestici o bagagli visibili può trovare nei vetri scuri un vantaggio reale.
Dove si possono oscurare i vetri
La regola pratica da ricordare è semplice: davanti no, dietro sì, ma solo nel rispetto delle condizioni previste. Parabrezza e vetri laterali anteriori non possono essere coperti con pellicole oscuranti. Il motivo è tecnico prima ancora che giuridico: da quei cristalli il conducente legge la strada, controlla gli incroci, valuta pedoni e ciclisti, osserva gli specchi, percepisce ostacoli laterali e reagisce agli imprevisti.
Il lunotto e i vetri posteriori laterali possono invece essere oscurati. In questo caso la legge è più flessibile perché il campo visivo principale del conducente non viene compromesso nello stesso modo. Se però il lunotto posteriore viene oscurato, l’auto deve essere dotata di specchi retrovisori esterni su entrambi i lati.
Cosa dice la normativa italiana
Il riferimento operativo è la circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 1680M360 dell’8 maggio 2002, dedicata all’applicazione di pellicole adesive sui vetri dei veicoli. La circolare chiarisce che non è consentita l’applicazione delle pellicole sul parabrezza e sui vetri laterali anteriori secondo la disciplina europea sul campo di visibilità anteriore e sui vetri di sicurezza. Precisa inoltre che l’applicazione sul lunotto posteriore è ammessa solo se il veicolo dispone di specchi retrovisori esterni su entrambi i lati.
Un altro punto importante riguarda la carta di circolazione. L’applicazione delle pellicole, quando avviene nei limiti consentiti, non richiede l’aggiornamento del documento del veicolo. Non si tratta di una modifica costruttiva da annotare secondo l’articolo 78 del Codice della Strada. Quest’ultimo entra piuttosto in gioco attraverso l’articolo 71 che disciplina le caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli. Se l’auto circola con dispositivi o componenti non conformi alle prescrizioni tecniche scatta una sanzione amministrativa. Nel caso di vetri non conformi, la multa ordinaria va da 87 a 344 euro. Per veicoli e rimorchi destinati al trasporto di merci pericolose, l’importo sale da 173 a 694 euro.
Omologazione, certificato e marchio
Per essere in regola, la pellicola deve essere conforme alle prescrizioni applicabili e accompagnata dalla documentazione rilasciata dall’installatore o dal produttore. La documentazione dovrebbe indicare il tipo di pellicola, il produttore, la conformità alle norme dichiarate e il veicolo su cui è stata applicata. La pellicola deve riportare un marchio identificativo leggibile anche dopo l’installazione, così da consentire un controllo immediato. Sul piano tecnico occorre fare riferimento al regolamento ECE R43 che riguarda aspetti come resistenza, trasparenza, distorsione ottica e trasmissione della luce.
Vetri oscurati di serie e pellicole aftermarket
Un’auto può uscire dalla fabbrica con vetri posteriori scuri. In quel caso l’oscuramento è parte dell’allestimento previsto dal costruttore e rispetta l’omologazione del veicolo. Molti offrono questa opzione perché la domanda è cresciuta e perché il cliente associa i vetri privacy a comfort, protezione solare e immagine più curata.
Le pellicole aftermarket sono un’altra cosa. Sono ammesse se vengono scelte e applicate secondo le prescrizioni normative. Qui entrano in gioco qualità del materiale, certificato, marchio, posizione dei cristalli e rispetto delle regole. La pellicola montata male può creare bolle, pieghe, distorsioni, scollamenti, riflessi fastidiosi o riduzioni eccessive della visibilità notturna.
Il fai da te costa meno, ma espone a tre rischi. Il primo è tecnico: il risultato può essere mediocre e durare poco. Il secondo è legale: la pellicola può non essere conforme o può mancare la documentazione necessaria. Il terzo è assicurativo e di responsabilità: se l’oscuramento viene ritenuto rilevante in un incidente, la questione può diventare più seria di una semplice multa.
Pellicole metallizzate, ceramiche e colorate: quali scegliere
Le pellicole metallizzate sono apprezzate per la capacità di riflettere parte della radiazione solare e contribuire alla riduzione del calore. Possono offrire buone prestazioni, ma vanno scelte con attenzione perché alcuni materiali di bassa qualità possono interferire con segnali radio, gps o dispositivi elettronici.
Le pellicole ceramiche sono più costose, ma offrono prestazioni elevate in termini di protezione dal calore, stabilità cromatica e durata. Non hanno l’effetto metallico tradizionale e sono preferite da chi vuole un risultato più pulito, meno riflettente e più resistente nel tempo.
Le pellicole colorate sono più economiche e possono essere sufficienti per chi cerca un effetto estetico. Il rovescio della medaglia è la minore durata, la possibile tendenza allo scolorimento e una protezione termica inferiore rispetto ai prodotti di fascia alta.
Quanto costa oscurare i vetri dell’auto
Il costo medio dipende da dimensioni dell’auto, numero di cristalli, qualità della pellicola e complessità dei vetri. Per una vettura compatta, un trattamento sui vetri posteriori può partire da circa 150-250 euro mentre Suv, station wagon, monovolume e veicoli con lunotto ampio o molto curvo richiedono cifre superiori. Le pellicole ceramiche o premium costano di più, ma offrono prestazioni migliori e durata più lunga.
Il prezzo più basso non è sempre il migliore. Se nel preventivo non compaiono certificazione, garanzia, marca della pellicola e documentazione post-installazione, conviene farsi qualche domanda. Un lavoro economico ma non certificato espone al rischio di contestazioni e può obbligare a rimuovere tutto.
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