cosa coprono, su domanda e d’ufficio


  • I contributi figurativi sono periodi di copertura previdenziale riconosciuti gratuitamente dall’INPS ai lavoratori che si trovano in situazioni tutelate dalla legge, come maternità, malattia o disoccupazione.
  • Valgono in linea di principio sia per maturare il diritto alla pensione, sia per il calcolo dell’importo, ma con eccezioni importanti che dipendono dalla tipologia di pensione a cui si accede.
  • La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 27910/2025, ha chiarito che i contributi figurativi sono validi anche per la pensione anticipata ordinaria, ribaltando la prassi restrittiva dell’INPS.

Quando si parla di contributi che devono essere versati dal lavoratore (o direttamente dal datore di lavoro) ai fini pensionistici si sente spesso parlare di contributi figurativi

Spesso sono associati ai periodi in cui si percepisce la disoccupazione NASpI o la cassa integrazione, o ancora le agevolazioni derivanti dalla legge 104, dal periodo di maternità o da un infortunio. Vediamo di seguito di cosa si tratta e quando si possono riscattare

Contributi figurativi: cosa sono

I contributi figurativi sono quelli che vengono accreditati in periodi particolari della storia lavorativa di un qualsiasi soggetto, come per esempio quelli in cui non ha lavorato, ha percepito un’indennità da parte dell’INPS o delle retribuzioni, ma in misura ridotta (come avviene durante il periodo di cassa integrazione). 

Tali contributi vengono riconosciuti dall’INPS e permettono al lavoratore di avere accesso a una copertura per raggiungere il trattamento pensionistico anche per i periodi di tempo non lavorati, a causa di motivazioni differenti. 

I contributi figurativi hanno un’incidenza sull’importo della pensione? Valgono per la pensione anticipata? La risposta non è univoca, in quanto dipende dalla tipologia di contributi figurativi accreditati e dalla categoria alla quale appartiene il lavoratore. 

Di base, i contributi figurativi non provocano la riduzione dell’importo della pensione, tranne nei casi in cui siano previsti dei tetti massimi, quali quella del congedo straordinario per la legge 104 o della disoccupazione NASpI. 

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Periodi di copertura

I contributi figurativi coprono quei periodi nei quali si è verificato uno scoperto della contribuzione, quindi non è stato ricevuto alcuno stipendio soggetto a contribuzione obbligatoria.

Possono essere:

  1. a integrazione, nel caso in cui per un determinato periodo sia stata ricevuta una retribuzione ridotta;
  2. a incremento, qualora il lavoro sia stato svolto nel settore agricolo. 

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Domanda accreditamento contributi figurativi

I contributi figurativi possono essere accreditati solo su domanda per i periodi relativi a:

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Quando l’accredito avviene d’ufficio

Ci sono poi dei casi in cui i contributi figurativi vengono accreditati in automatico, senza che il lavoratore debba necessariamente presentare la relativa domanda.

Si tratta dei periodi in cui sia stato:

  1. assunto con un contratto di solidarietà;
  2. in cassa integrazione guadagno straordinaria;
  3. impiegato in lavori socialmente utili. 

Rientrano nell’accredito d’ufficio anche i periodi relativi all’indennità di mobilità, all’indennità di disoccupazione, all’assistenza antitubercolare a carico dell’INPS.

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Quali contributi figurativi non sono utilizzabili per la pensione

In generale, i contributi figurativi valgono per raggiungere i requisiti pensionistici. Tuttavia, esistono delle eccezioni rappresentate dai periodi:

  • in cui sono stati svolti lavori socialmente utili;
  • in cui è stata ricevuta la pensione di invalidità e inabilità, alla quale sia seguito il recupero della capacità lavorativa. 

In questa seconda ipotesi, i contributi figutativi saranno validi per il diritto alla pensione, ma non per la misura del trattamento pensionistico. 

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Quali periodi valgono per le pensioni anticipate?

Questo è il punto più dibattuto in materia, e negli ultimi anni ha subito un’evoluzione giurisprudenziale importante. Approfondiamo cosa è cambiato.

La pensione anticipata ordinaria nel 2026

Per la pensione anticipata ordinaria – quella che nel 2026 richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza limiti di età – la Corte di Cassazione ha definitivamente chiarito che i contributi figurativi valgono a pieno titolo.

La svolta è arrivata con le sentenze nn. 24916 e 24952/2024, confermate dall’ordinanza n. 27910 del 20 ottobre 2025 della Sezione Lavoro della Cassazione. I giudici hanno stabilito che l’art. 24, comma 10, della legge n. 214/2011 (la cosiddetta riforma Fornero) parla di “anzianità contributiva complessiva” senza mai richiedere che si tratti di contribuzione “effettiva”. Poiché il legislatore ha invece usato esplicitamente il termine “effettiva” nel comma 11 (riservato alla pensione anticipata contributiva), l’assenza di quel termine al comma 10 non è casuale: significa che, per la pensione anticipata ordinaria, tutti i contributi concorrono al raggiungimento del requisito, compresi quelli figurativi per malattia, NASpI, cassa integrazione e maternità.

L’INPS, per anni, aveva adottato un’interpretazione restrittiva, escludendo i contributi figurativi dal computo e richiedendo almeno 35 anni di contribuzione effettiva. La Cassazione ha chiarito che questa prassi non aveva base legale, e le circolari interne dell’INPS non possono aggiungere requisiti che la legge non prevede.

A questo proposito leggi Pensione anticipata lavoratori autonomi: tipologie e requisiti

La pensione anticipata contributiva

La situazione è diversa per la pensione anticipata contributiva (comma 11 della stessa legge), riservata a chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996. In questo caso la legge usa esplicitamente il termine “contribuzione effettiva”, escludendo i contributi figurativi dal computo della contribuzione minima richiesta. La distinzione è strutturale e intenzionale.

Quota 103 e Opzione Donna

La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) ha eliminato sia Quota 103, sia Opzione Donna per le nuove maturazioni. Chi aveva già maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 mantiene il diritto acquisito e può presentare domanda anche nel corso del 2026, secondo quanto chiarito dall’INPS con la circolare n. 19 del 25 febbraio 2026. Per Quota 103 (62 anni di età + 41 anni di contributi), l’accesso era subordinato al possesso di almeno 35 anni di contributi effettivi: i contributi figurativi non erano conteggiabili per soddisfare quel sotto-requisito.

I lavoratori precoci

Per i lavoratori precoci – coloro che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivamente versato prima del compimento del 19° anno di età – il requisito contributivo per la pensione anticipata è ridotto a 41 anni, indipendentemente dal sesso. Anche questo requisito è bloccato fino al 31 dicembre 2026, grazie alla sospensione degli adeguamenti alla speranza di vita. Dal 1° gennaio 2027 scatterà un incremento. Per questa misura non contano i 12 mesi iniziali i contributi figurativi (per malattia, maternità o servizio militare): devono essere contributi effettivamente versati prima dei 19 anni.

Approfondisci con Pensione anticipata lavoratori precoci: cos’è e quali sono i requisiti

La pensione di vecchiaia

Per la pensione di vecchiaia (67 anni di età + 20 anni di contributi nel 2026), i contributi figurativi valgono al 100% per raggiungere i 20 anni richiesti, senza limitazioni.

Se l’INPS ha respinto la tua domanda di pensione anticipata escludendo i periodi figurativi, o se vuoi verificare quando potrai andare in pensione tenendo conto di tutti i tuoi contributi, consulta un avvocato esperto in diritto previdenziale: alla luce della giurisprudenza più recente, in molti casi ci sono margini per contestare con successo i rigetti dell’ente previdenziale.

Contributi figurativi – Domande frequenti

Quanto incidono sulla pensione i contributi figurativi?

Di norma non riducono l’importo della pensione. Fanno eccezione alcune tipologie soggette a tetti massimi, come il congedo straordinario per legge 104 o i periodi NASpI, che possono avere un’incidenza limitata sul montante contributivo.

I contributi figurativi valgono per la pensione anticipata ordinaria?

Sì. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 27910/2025 e le sentenze nn. 24916 e 24952/2024, ha stabilito che i contributi figurativi – inclusi quelli per NASpI, malattia e cassa integrazione – concorrono a pieno titolo al requisito contributivo per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026).

I contributi figurativi valgono per la pensione anticipata contributiva?

No. La pensione anticipata contributiva, riservata a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996, richiede espressamente “contribuzione effettiva”. In questo caso i contributi figurativi non rientrano nel computo del requisito minimo.

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