Guerre, tensioni geopolitiche, dazi commerciali, inflazione che fatica a scomparire e banche centrali alle prese con un delicato equilibrio tra crescita economica e stabilità dei prezzi. Negli ultimi mesi non sono certo mancati gli elementi di incertezza sui mercati finanziari. Eppure, proprio in una fase storica segnata dalla volatilità, secondo Groupama Asset Management esistono ragioni per guardare al futuro con un certo ottimismo.
La chiave di lettura proposta dalla società francese di gestione è quella di un vero e proprio “superciclo degli investimenti”, destinato a sostenere la crescita economica nei prossimi anni e a creare nuove opportunità per gli investitori.
“L’economia globale si trova attualmente in un superciclo degli investimenti”, afferma Alessandro Malinverno (nella foto), country head Italia & Ticino di Groupama Asset Management. “Il paradosso della fase attuale è che proprio l’incertezza spinge gli attori economici ad adattarsi e trasformarsi per sopravvivere. E per farlo hanno bisogno di investire”.
Secondo Malinverno, il conflitto in Medio Oriente e le altre tensioni internazionali contribuiscono certamente ad aumentare la volatilità dei mercati e potrebbero avere effetti negativi sulla crescita qualora dovessero protrarsi nel tempo. Tuttavia, limitarsi a osservare gli eventi di breve periodo rischia di far perdere di vista le trasformazioni strutturali che stanno interessando l’economia mondiale.
“Se osserviamo i mercati con una prospettiva di lungo periodo, emergono chiaramente alcune tendenze destinate a influenzare la crescita globale per molti anni”, spiega il manager.
Per Groupama AM queste tendenze si sviluppano attorno a quattro grandi transizioni. La prima è quella geopolitica, caratterizzata dal ritorno delle politiche industriali nazionali, dal tema della sovranità strategica e da una crescente attenzione alla sicurezza economica. La seconda riguarda la transizione ambientale, che continua a richiedere investimenti significativi nella decarbonizzazione e nell’elettrificazione dell’economia. La terza è la transizione digitale, alimentata dall’intelligenza artificiale e dall’accelerazione dei processi di innovazione tecnologica. Infine c’è la transizione demografica, legata all’invecchiamento della popolazione, alla longevità e alla disponibilità di capitale umano nelle diverse aree del mondo.
Secondo Groupama AM, queste quattro direttrici stanno già orientando le scelte di investimento di governi e imprese. Dagli Stati Uniti all’Europa fino al Giappone, le principali economie stanno infatti mettendo in campo politiche fiscali e programmi di spesa destinati a rafforzare la competitività dei rispettivi sistemi produttivi. “In questo contesto abbiamo scelto di mantenere un atteggiamento costruttivo”, osserva Malinverno. “La crescita dovrebbe raggiungere un maggiore equilibrio tra consumi e investimenti e questi ultimi saranno sostenuti anche da politiche fiscali espansive”.
Per intercettare le opportunità offerte da questo scenario, Groupama AM punta su un concetto che rappresenta ormai da anni uno dei pilastri della sua strategia: la disruption. Nel linguaggio comune il termine viene spesso associato esclusivamente al settore tecnologico. Per il gruppo francese, invece, la disruption ha un significato molto più ampio e può riguardare aziende attive in comparti profondamente diversi tra loro.
“Le società disruptive sono quelle che riescono a mettere in discussione lo status quo e a costruire la propria crescita attraverso l’innovazione”, spiega Malinverno. “Sono aziende che riteniamo meno sensibili ai tradizionali cicli di mercato perché l’innovazione è parte integrante del loro Dna”. La società distingue tre diverse categorie di imprese innovative. La prima è quella delle aziende “evolution”, cioè realtà che trasformano profondamente il proprio modello di business per adattarsi ai cambiamenti del mercato. La seconda comprende le aziende “disruption”, capaci di ridefinire un intero settore grazie a un prodotto o a una tecnologia innovativa. La terza categoria è quella delle aziende “revolution”, che arrivano addirittura a creare mercati completamente nuovi.
L’obiettivo dei gestori è individuare in anticipo le società che si trovano in punti di svolta strategici e che possono beneficiare delle grandi trasformazioni economiche in corso. L’analisi non si limita ai tradizionali indicatori finanziari. Il processo di selezione combina infatti fattori quantitativi, come crescita, valutazioni, momentum e investimenti in ricerca e sviluppo, con un’approfondita analisi fondamentale focalizzata sul vantaggio competitivo, sul modello di business e sul potenziale innovativo delle singole aziende.
“La disruption non riguarda un settore specifico”, sottolinea Malinverno. “Conta la capacità di un’impresa di finanziare e sostenere una crescita basata sull’innovazione”. Per questo motivo il perimetro di investimento spazia ben oltre il comparto tecnologico. Le opportunità possono emergere nella sanità, dove la terapia genica e le nuove tecnologie medicali stanno ridefinendo i modelli di cura; nell’industria, che sta vivendo una profonda trasformazione grazie alla digitalizzazione; oppure nel settore energetico e dei materiali, dove la decarbonizzazione e l’elettrificazione stanno modificando le catene del valore.
Persino un comparto tradizionale come quello minerario può offrire esempi di disruption. Alcune aziende stanno infatti riconvertendo il proprio business, abbandonando attività legate ai combustibili fossili per concentrarsi sull’estrazione di materie prime strategiche per la transizione energetica.
In un contesto di mercato dominato dall’incertezza, la convinzione di Groupama AM è dunque che le migliori opportunità non si trovino necessariamente nei segmenti più popolari o nei temi di investimento del momento. La sfida consiste piuttosto nell’individuare quelle imprese che, grazie alla capacità di innovare, sono in grado di trasformare interi settori e di generare crescita nel lungo periodo. “Le aziende di maggior successo sono quelle che costruiscono un ecosistema di innovazione capace di garantire una crescita coerente, scalabile e redditizia”, conclude Malinverno.
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Andrea Telara
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