Caso aree cimiteriali a Pisticci, Di Cataldo: “Formalizzata istanza di annullamento in autotutela. Concesso termine perentorio di 5 giorni prima del ricorso al Tar Basilicata e dell’attivazione degli esposti penali e contabili”. Di seguito la nota integrale.
A seguito dell’infruttuoso esito della discussione sull’ordine del giorno tenutasi nell’Assise straordinaria del 21 luglio 2026 alle ore 16:00, avente ad oggetto l’annullamento in autotutela della determinazione dirigenziale di azzeramento della gara cimiteriale, si è preso atto del grave arretramento dell’organo consiliare: i componenti del Consiglio Comunale, infatti, ivi compresi i soggetti che rivestono i ruoli apicali dell’Ente, il Sindaco Dr. Domenico Alessandro Albano, coloro che vantano la militanza ai vertici delle istituzioni politiche locali e finanche i consiglieri iscritti all’Albo degli Avvocati, e tutti gli avvocati abilitati presenti all’interno del Consiglio, hanno dimostrato un comportamento del tutto inconcludente. Tale condotta, sostanziatasi nel non aver mosso alcuna iniziativa concreta per sollecitare o disporre la rimozione in autotutela della determinazione “estiva”, è stata accompagnata da interventi volti a qualificare la propria funzione come puramente “politica”. Siffatta impostazione, tuttavia, lungi dall’assolvere i rappresentanti dell’assise, ne ha tradito l’oggettiva inazione, poiché è proprio il mandato politico-istituzionale a conferire le precise prerogative e i poteri-doveri di vigilanza e di indirizzo previsti dagli articoli 42 e 50 del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. n. 267/2000): sia che tale richiamo al “ruolo politico” sia scaturito da una mancata padronanza degli strumenti di controllo amministrativo, sia che sia stato utilizzato in modo pretestuoso per confondere gli ascoltatori ed eludere il dibattito sui vizi dell’atto, il risultato non cambia in quanto l’organo politico ha assistito inerte a un palese e reiterato rimpallo di responsabilità tra i vertici tecnici dell’Ente, nello specifico consumatosi tra il Segretario Generale e la Dirigente Dr.ssa Volpe, seguito da un articolato “panegirico” del Consiglio volto a disquisire sulle modalità di attribuzione degli incarichi dirigenziali, omettendo di censurare la vicenda sul piano degli atti formali. Sebbene taluni elementi all’interno del Consiglio abbiano persino preso atto ed evidenziato la sussistenza di siffatto rimpallo, la pur parziale presa di coscienza non ha trovato seguito in alcun provvedimento o deliberazione correttiva, permettendo la cristallizzazione della passività dell’intera assise, non solo di fronte al cortocircuito che vede il Segretario Generale accumulare contemporaneamente la carica di Commissario di gara e di RPCT (controllore anticorruzione) e la Dr.ssa Volpe concentrare in sé le figure di RUP, Commissaria e firmataria unica dell’atto demolitorio, ma anche rispetto al reciproco scaricabarile tra i medesimi funzionari, tollerato dall’aula senza alcuna reazione istituzionale. Di fatto, il Consiglio e il Sindaco hanno avallato un sistema in cui controllati e controllori iniziano a coincidere e si palleggiano le colpe delle proprie reciproche negligenze, abdicando al proprio dovere di prevenzione del danno erariale e da disservizio, che costituisce fonte di precisa corresponsabilità solidale in capo ai componenti dell’organo consiliare. Sotto il profilo meramente tecnico-giuridico, appaino singolari le dichiarazioni rese in aula dal Segretario Generale, Dr. Giuseppe Pandolfi, il quale, nel tentativo di screditare l’operato di chi ha legittimamente esercitato i propri diritti e facoltà difensive dinanzi alle riscontrate storture procedurali, ha assimilato la gara attuale a un bando analogo dell’anno 2022: tale accostamento risulta del tutto inconferente sul piano logico e documentale in quanto la procedura del 2022, oltre a riguardare una fattispecie oggettivamente distinta ed esclusiva per il solo cimitero di Marconia (e non di Pisticci Centro), è giunta a regolare compimento per il semplice e dirimente fatto di non essere stata gravata dalle macroscopiche illegittimità che inficiano la gara odierna. Il precedente richiamato non ha dovuto subire lesioni istruttorie, sanatorie mirate o repentine “scalate” in graduatoria oltre i termini perentori di bando; elementi, questi ultimi, che hanno invece pesantemente alterato la par condicio dell’attuale selezione e che sono stati giustamente e doverosamente opposti dai partecipanti rituali. La gravità dell’odierna fattispecie risiede nel fatto che il medesimo organo tecnico investito della fase di valutazione delle domande ha successivamente proceduto, in via monocratica, all’adozione del provvedimento demolitorio di autotutela: tale evidente sovrapposizione di funzioni integra la violazione dell’obbligo di astensione e dei doveri di imparzialità, introducendo profili di rilievo formale in ordine agli articoli 353, 353-bis e 479 del Codice Penale. La condotta complessiva dell’Amministrazione denota altresì un palese sviamento di potere, laddove il Sindaco Dr. Domenico Alessandro Albano ha tentato di giustificare l’autotutela demolitoria invocando un asserito scontro sociale connesso all’età dei defunti, palesando il fine di voler ridisciplinare la materia a bando chiuso per introdurre riserve ex post. Siffatto operato ha finito per subordinare la tutela delle posizioni giuridiche soggettive e il legittimo affidamento dei privati a valutazioni di mera opportunità contabile ed estiva, incidendo negativamente sulla sfera dei diritti delle famiglie dei partecipanti e sulla dignità stessa del culto dei defunti. In tale contesto, si rileva altresì l’assoluta inattività della Responsabile del Settore II Finanziario, Dr.ssa Giuseppina D’Aranno la quale, pur avendo rivestito la qualifica di Commissaria all’interno della medesima Commissione giudicatrice, ha assistito inerte alle dinamiche procedimentali descritte senza attivare i dovuti controlli contabili di pertinenza né eccepire il manifesto rischio di danno patrimoniale diretto per l’amministrazione. Pertanto, al fine di tutelare le ragioni dei soggetti lesi, in via stragiudiziale nella mattinata di ieri è stata formalizzatal’istanza dei privati diretta a ottenere l’annullamento in via di autotutela della Determinazione Dirigenziale entro il termine perentorio di 5 giorni, avvalendosi dell’assistenza tecnico-giuridica dell’Avvocato Mariana Donata Di Cataldo, e richiedendo contestualmente l’intervento ispettivo dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), del Difensore Civico Regionale e della Garante dei Diritti degli Anziani. Decorso infruttuosamente tale termine, l’Ente e tutti gli attori della vicenda cimiteriale si vedranno chiamati in giudizio davanti al TAR Basilicata, con richiesta di sospensiva urgente. Solo all’esito del mancato riscontro nei termini indicati, l’Avvocata procederà all’attivazione e all’inoltro esecutivo degli esposti a loro carico presso la Procura della Repubblica, la Prefettura di Matera, la Procura Regionale della Corte dei Conti, il Ministero dell’Interno e l’Ispettorato per la Funzione Pubblica, i quali hanno attualmente ricevuto gli atti della vicenda al solo fine di opportuna conoscenza.
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