Il gruppo M5S dice basta! La Città del Foro è ormai ridotta a un vero e proprio Far West,
ostaggio di spari, accoltellamenti, risse e atti vandalici che flagellano quotidianamente il cuore della città, da Piazza Mazzini all’area dell’Anfiteatro.
Di fronte a questa deriva allarmante, l’amministrazione comunale continua a rispondere con il vuoto pneumatico della propaganda e con consigli comunali blindati nei metodi e nei contenuti.
Dalle piazze alle istituzioni: protocollata la petizione “Basta Violenza in Città”
Nella giornata di giovedì, il malcontento e la preoccupazione reale dei residenti hanno trovato cittadinanza formale all’interno del municipio. È stata infatti protocollata e consegnata ufficialmente la petizione “Basta Violenza in Città” , corredata da tutte le firme raccolte tra i cittadini. Destinatari diretti di questa pressante richiesta di intervento sono Davide Fumante, presidente dell’Ambito C8, e l’assessore Carmen Carrillo. La cittadinanza ha chiesto riscontri immediati e azioni concrete, mentre in contemporanea decine di attivisti protestavano fuori dall’aula consiliare per denunciare l’insostenibile clima di insicurezza.
Il bluff dei controlli e l’emergenza baby gang
Durante la seduta del consiglio, il Sindaco ha cercato di intestarsi presunti meriti sbandierando i controlli straordinari congiunti tra Polizia di Stato e Polizia Municipale. Il bilancio di questa grande operazione sbandierata come risolutiva? Due misere multe ad altrettanti imprenditori per mere irregolarità burocratiche. Un insulto alla cittadinanza.
Il fenomeno delle baby gang non si combatte gettando la polvere sotto il tappeto né con i blitz di facciata. Esiste una normativa che lega le mani alle forze dell’ordine per tutelare i minori, ed è proprio per questo che il problema va affrontato a monte: pretendendo il rigoroso rispetto delle regole e delle procedure da parte di tutti gli attori in campo, a partire dalle istituzioni e dai centri di accoglienza. Se chi doveva garantire l’integrazione e la gestione dei minori ha miseramente fallito, l’amministrazione ha il dovere morale e politico di chiarire se si stia finalmente agendo in questa direzione o se si preferisca far finta di nulla.
Variazione di bilancio e fondi per i MSNA
Al centro del dibattito consiliare c’è stata anche la variazione di bilancio, che include nuove e maggiori spese per il sostentamento e l’accudimento dei MSNA (minori stranieri non accompagnati). Una parte della Minoranza ha chiesto con buonsenso soltanto di posticipare la decisione limitatamente a questo punto, al fine di acquisire dati chiari, puntuali e indispensabili per una valutazione consapevole. Richiesta purtroppo bocciata per motivi tecnici.
Il quadro è reso ancora più grottesco dalla qualità del dibattito tecnico in aula: il dirigente presente non era nemmeno a conoscenza del meccanismo finanziario di base, ignorando che i fondi in questione vengono inizialmente anticipati dal Comune per conto dello Stato e solo successivamente rimborsati, e non si trattava dunque di risorse statali già erogate. Per quanto riguarda le comunità di accoglienza che senso ha concentrarsi solo sul controllo formale della regolarità urbanistica delle stesse se poi si dimostrano totalmente incapaci di gestire i ragazzi che ospitano?
Consiglio comunale ostaggio del monologo e della censura
Gravissimo, infine, quanto accaduto sul fronte della democrazia e della trasparenza istituzionale. Il consiglio comunale si è trasformato nell’ennesimo monologo del Sindaco, con una maggioranza ridotta a un gruppo di figuranti silenziosi. Un silenzio assordante. Inoltre la voce della cittadinanza e delle opposizioni è stata apertamente imbavagliata: il presidente del consiglio Capitelli, pur avendone la discrezione, ha impedito a un consigliere di minoranza di intervenire, adducendo scuse legate ai tempi ristretti e alla necessità di votare. Peccato che, in palese contraddizione, un altro consigliere di minoranza abbia potuto parlare indisturbato per quasi 10 minuti nello stesso frangente, svelando una censura selettiva del tutto intollerabile.
A completare questo quadro, la beffa della comunicazione istituzionale: sul sito del Comune era stato annunciato con squilli di tromba che la seduta del 23 luglio sarebbe stata trasmessa in streaming.
Peccato che nella circolare non erano state indicate le modalità di accesso.
Peccato che, giunti al dunque, la telecamera e la postazione installata appositamente fosse spenta, priva di operatori e totalmente abbandonata.
Il Gruppo Consiliare M5S, Il Consigliere Regionale Aveta, e Il Gruppo Territoriale M5S di Santa Maria Capua Vetere non faranno un solo passo indietro: continueremo a denunciare questa gestione autoreferenziale e lontana dai reali bisogni dei cittadini.
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