Auto Ue, patto Francia-Germania per blindare le fabbriche: scatta la “preferenza europea”
Parigi e Berlino propongono un pacchetto con flessibilità normativa e incentivi su investimenti e filiere, con Macron che spinge per un’intesa rapida tra i partner comunitari a difesa di occupazione e clima.
Francia e Germania stringono un patto strategico per blindare l’industria automobilistica dell’Unione europea, mettendo al centro della futura mobilità sostenibile il principio della “preferenza europea” per garantire che i veicoli elettrici di prossima generazione continuino a essere sviluppati e costruiti all’interno dei confini comunitari. L’iniziativa è stata annunciata attraverso una dichiarazione congiunta diffusa dai governi di Parigi e Berlino e rilanciata dal presidente francese Emmanuel Macron, con l’obiettivo dichiarato di guidare la trasformazione ecologica senza sacrificare la produzione industriale e i livelli occupazionali.
La proposta bilaterale delinea un approccio comune che intende combinare la riduzione progressiva delle emissioni di anidride carbonica con una revisione delle norme che conceda maggiore flessibilità tecnologica e di mercato, accompagnata da un piano di incentivi per la ricerca, lo sviluppo e la salvaguardia delle catene di approvvigionamento strategiche.
L’ACCORDO PARIGI-BERLINO E LA STRATEGIA DELLA PREFERENZA EUROPEA
L’intesa siglata tra le due principali economie continentali formalizza una linea d’azione condivisa per mettere al riparo il settore automotive dalle crescenti sfide globali. Nella nota congiunta diffusa dalle capitali, i due esecutivi evidenziano come la transizione verso i motori a zero emissioni debba rimanere legata a doppio filo alla capacità industriale del continente: “La nostra ambizione condivisa è chiara: trasformare con successo la nostra industria automobilistica mantenendo al contempo la nostra ambizione climatica e facendo sì che le automobili del futuro siano prodotte in Europa”.
Il perno su cui poggia l’intero impianto programmatico è il concetto di preferenza europea, interpretato non come una rinuncia agli impegni ambientali, bensì come uno strumento di difesa delle catene del valore nazionali. Come rimarcano i governi firmatari, “la nostra rotta resta invariata: conseguire riduzioni sostanziali delle emissioni di CO2 rafforzando nel contempo la capacità dell’Europa di sviluppare e produrre la prossima generazione di veicoli elettrici. È questo il significato concreto della preferenza europea: garantire che la transizione verso una mobilità pulita vada di pari passo con investimenti, innovazione e produzione in Francia, in Germania e in tutta Europa”.
FLESSIBILITÀ NORMATIVA, INCENTIVI E RESILIENZA DELLE FILIERE
Per tradurre questi indirizzi in misure operative, Francia e Germania hanno strutturato un pacchetto organico che intende conciliare rigore ecologico e pragmatismo economico. Da un lato viene confermato un sentiero ambizioso di decarbonizzazione, dall’altro si richiede l’introduzione di una flessibilità normativa essenziale per assorbire le differenti condizioni di partenza tecnologiche e le disomogenee realtà che caratterizzano i mercati dei singoli Stati membri.
Il piano italo-tedesco prevede inoltre un consistente supporto pubblico e regolatorio incentrato su incentivi tangibili destinati ad alimentare gli investimenti industriali, sostenere la ricerca e lo sviluppo, stimolare la manifattura locale e irrobustire la resilienza delle catene di fornitura della componentistica. Secondo quanto dichiarato congiuntamente da Parigi e Berlino, “questo approccio equilibrato consentirà all’Unione europea di perseguire i propri obiettivi climatici rafforzando al tempo stesso la sovranità tecnologica, la base industriale e la competitività internazionale della sua industria automobilistica”. L’obiettivo cardine è far sì che l’Europa sia “un continente che innova, investe e produce, proteggendo il clima e salvaguardando l’occupazione”.
L’INTERVENTO DI MACRON E L’APPELLO AI PARTNER DELL’UNIONE EUROPEA
A commentare direttamente i contenuti dell’accordo è intervenuto il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, che attraverso un messaggio diffuso sulla piattaforma X ha ribadito la portata politica dell’intesa franco-tedesca, auspicando che possa trasformarsi rapidamente in una posizione condivisa a livello dei Ventisette.
“Ci auguriamo che questa dinamica franco-tedesca possa portare rapidamente a un accordo con i nostri partner, a beneficio dei nostri posti di lavoro e della nostra industria”, ha sottolineato il capo dell’Eliseo. Macron ha tenuto a precisare il valore strategico della manifattura continentale nel quadro delle politiche green: “L’Europa deve essere un continente che innova, investe e produce proteggendo il clima e preservando i posti di lavoro: questo è il significato del nostro impegno”. Il presidente francese ha quindi rimarcato: “Il nostro obiettivo rimane immutato: ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e produrre in Francia e in Europa le future auto elettriche. È questa la preferenza europea”.
LA DIFESA DEI POSTI DI LAVORO E LA LEADERSHIP NELLA TRANSIZIONE MONDIALE
Il documento congiunto si conclude con un appello all’azione immediata rivolto alle istituzioni europee e agli altri partner comunitari, segnalando la determinazione di Parigi e Berlino a stringere i tempi per giungere a una regolamentazione comune. I due governi pongono l’accento sulla responsabilità sociale verso i lavoratori del comparto e sul ruolo geopolitico della manifattura comunitaria, evidenziando che l’Unione non può permettersi di perdere il proprio primato industriale nella mobilità sostenibile.
“La Francia e la Germania sono determinate a dare seguito a questo slancio e a lavorare rapidamente con i partner europei per giungere a un accordo. Lo dobbiamo ai nostri lavoratori, alle nostre industrie e ai nostri cittadini: l’Europa deve restare una forza trainante nella transizione automobilistica mondiale”, si legge nelle conclusioni del testo. La finalità dichiarata dai due Paesi resta quella di edificare “un’industria automobilistica europea competitiva, innovativa e decarbonizzata, che produca in Europa e crei i posti di lavoro di domani”.
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