Mercati azionari, 3 temi scelti da Capital Group per la seconda metà del 2026


A cura di Chris Buchbinder, gestore di portafoglio azionario di Capital Group

 

Dall’inizio del 2026, i mercati azionari hanno raggiunto una serie di nuovi massimi, nonostante i conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, le oscillazioni dei prezzi del petrolio e l’inflazione elevata. Come mai i mercati azionari hanno mostrato una tale solidità? Il motivo è in gran parte riconducibile a un fattore semplice ma fondamentale: gli utili societari stanno registrando una crescita significativa.

Le buone notizie sono in gran parte attribuibili alla forza inarrestabile dell’intelligenza artificiale. Gli investimenti aggressivi effettuati dalle società tecnologiche si sono tradotti in una crescita dei ricavi e degli utili per le imprese di diversi settori. Eppure, la questione non si limita alla crescita dell’IA. Le banche stanno traendo vantaggio dall’aumento dei tassi di interesse, le terapie innovative stanno favorendo la crescita delle vendite nel settore sanitario e l’aumento dei prezzi del greggio sta dando slancio alle società che operano nel settore dell’energia. In futuro, le stime di consensus sugli utili indicano una persistente solidità, in particolare nei mercati emergenti, dove si prevede un’impennata del 49,2% entro la fine dell’anno.

 

La solida crescita degli utili non è un fenomeno limitato agli Stati Uniti

Fonti: Capital Group, FactSet, MSCI, S&P Global. La crescita annua stimata degli utili è rappresentata dalla media delle stime di consensus degli utili per azione per l’anno che termina a dicembre 2026 per l’indice S&P 500 (Stati Uniti), l’indice MSCI Europe (Europa), l’indice MSCI Japan (Giappone), l’indice MSCI EM (mercati emergenti) e l’indice MSCI China (Cina). Crescita degli utili espressa in USD. Stime aggiornate al 31 maggio 2026.

Di seguito sono riportati tre temi relativi al mercato azionario su cui ci concentreremo per il resto dell’anno e anche oltre.

1) Il treno in corsa dell’IA non mostra alcun segno di rallentamento

Nella corsa alla supremazia nel campo dell’intelligenza artificiale, cinque hyperscaler — Amazon, Alphabet, Meta, Microsoft e Oracle — si sono impegnati a investire quest’anno 650 miliardi di dollari in data center, un livello di spesa record che non sembra destinato a rallentare. Nel corso del prossimo decennio, gli investimenti globali complessivi nelle infrastrutture per l’IA e nei prodotti correlati potrebbero raggiungere i 30.000 miliardi di dollari, superando il boom industriale cinese dei primi anni 2000, considerato da molti il più significativo della storia moderna. Quel boom ha ridefinito il commercio globale, i mercati del lavoro e la politica, suggerendo che l’IA potrebbe avere una portata ben più ampia di quella di un semplice settore.

Nella prima metà dell’anno, il conflitto in Iran sembrava aver oscurato il sole. Tuttavia l’IA è ancora il fulcro centrale, nel senso che rappresenta potenzialmente la tecnologia con il maggiore impatto di questa generazione e la forza trainante più significativa dell’economia. Tutti questi investimenti si sono tradotti in un’impennata della domanda nei confronti di produttori di semiconduttori avanzati quali NVIDIA e Broadcom, nonché di fonderie di semiconduttori come Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) e di aziende che operano nell’ambito delle reti come Cisco Systems, per citare alcuni esempi.

Con la tecnologia in rapida evoluzione e la fase di sviluppo che si protrarrà probabilmente per anni, l’epicentro della domanda potrebbe spostarsi tra i diversi fornitori di hardware. Ecco perché è fondamentale investire in modo selettivo.

2) Oltre i confini degli Stati Uniti si nasconde la vera grandezza

Proprio come i Magnifici 7 hanno trainato i mercati statunitensi, anche sette società che svolgono un ruolo chiave nella rivoluzione dell’IA stanno dominando i mercati emergenti. TSMC, Samsung Electronics e SK Hynix sono nomi ben noti, ma anche società meno conosciute come MediaTek e Delta Electronics stanno affermando la propria leadership. Tencent e Alibaba hanno accesso al più grande mercato del mondo grazie alla loro presenza in Cina.

Queste sette società tecnologiche e di piattaforme sono le più importanti in termini di capitalizzazione di mercato all’interno dell’MSCI Emerging Markets, rappresentando il 33% dell’indice. In Capital Group, le chiamiamo “Emergent Seven”. In genere, presentano capitalizzazioni di mercato e valutazioni inferiori rispetto a molte delle omologhe statunitensi e stanno generando aspettative di crescita degli utili superiori a quelle del mercato statunitense.

Più in generale, il forte rally dei mercati emergenti e di quelli sviluppati (esclusi gli Stati Uniti) iniziato nel 2025 prosegue, trainato da valutazioni interessanti, dalla debolezza del dollaro e dagli ottimi utili societari. Sebbene i titoli statunitensi abbiano ridotto il divario, prevediamo ulteriori opportunità nei mercati non statunitensi, citando come esempi aziende leader di settore quali Airbus, ASML, AstraZeneca e Safran, che hanno sede al di fuori dei confini USA.

3) L’economia reale si dimostra forte

L’intelligenza artificiale non può funzionare senza l’economia reale. La domanda di acciaio, rame, servizi di edilizia e apparecchiature per la produzione di energia elettrica sta registrando un’impennata a seguito della costruzione dei data center. Per fare un esempio, nel primo trimestre le vendite della divisione edile di Caterpillar sono aumentate del 38%. La società ha inoltre comunicato un portafoglio ordini pari a 62,7 miliardi di dollari per le apparecchiature destinate alla produzione di energia. Le società di tipo “pick-and-shovel”, sia quelle della filiera dei semiconduttori che gli sviluppatori di infrastrutture, sono quelle in cui intravedo le opportunità più evidenti. Altre risultano interessanti perché è improbabile che vengano rivoluzionate dall’IA. Prendiamo, ad esempio, Royal Caribbean. Non credo che l’intelligenza artificiale sostituirà le navi da crociera. Un altro esempio è quello del produttore di motori a reazione GE Aerospace, che ha iniziato l’anno con un portafoglio ordini pari a 190 miliardi di dollari, grazie alla crescente domanda globale di viaggi e all’aumento della spesa per la difesa.

Inoltre, gli investitori preoccupati dall’aumento dei rischi potrebbero valutare di investire in alcune società dell’economia reale con un potenziale di reddito e che distribuiscono dividendi. Molte aziende farmaceutiche, ad esempio, generano un solido flusso di cassa disponibile che consente loro di restituire capitale agli azionisti sotto forma di dividendi, potenziando al contempo la propria pipeline mediante acquisizioni mirate. L’azienda farmaceutica AstraZeneca vanta una consolidata gamma di prodotti oncologici. Per promuovere il potenziale di crescita futura, la società dispone di prodotti destinati al trattamento delle malattie cardiache, delle patologie renali croniche e dei disturbi metabolici.

È indubbio che nella seconda metà dell’anno gli investitori si troveranno ad affrontare dei rischi. Tra questi figurano, non da ultimo, l’impennata dei prezzi dell’energia, l’inflazione elevata e le valutazioni elevate in alcuni settori. A dire il vero, ogni anno presenta la propria combinazione unica di rischi e opportunità. In effetti, la volatilità registrata subito dopo lo scoppio della guerra in Iran alla fine di febbraio ci ricorda chiaramente che mantenere portafogli ben diversificati ed equilibrati è fondamentale in qualsiasi contesto di mercato.


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