Ricavi oltre il miliardo e investimenti in crescita
L’intelligenza artificiale non è più soltanto una promessa tecnologica o un tema di tendenza destinato ad alimentare il dibattito tra esperti e investitori. Sta diventando, sempre più, una componente strutturale del tessuto produttivo italiano e un fattore competitivo per un numero crescente di imprese. A testimoniarlo sono i dati contenuti nella terza edizione dell’Osservatorio ECM AI, realizzato da IRTOP Consulting insieme a Banca Generali, che fotografa l’evoluzione dell’ecosistema nazionale dell’intelligenza artificiale tra società quotate e startup innovative.
Lo studio restituisce l’immagine di un settore in piena espansione. Nel 2025 il mercato dell’intelligenza artificiale in Italia ha raggiunto un valore di circa 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. Una dinamica che conferma come l’AI stia rapidamente passando dalla fase sperimentale a quella di adozione concreta nei processi aziendali, nella gestione dei dati e nello sviluppo di nuovi servizi.
A emergere con forza è soprattutto il ruolo delle piccole e medie imprese quotate su Euronext Growth Milan, il mercato dedicato alle aziende ad alto potenziale di crescita. L’Osservatorio ha individuato 28 società nelle quali l’intelligenza artificiale rappresenta una componente rilevante del modello di business o della proposta di valore. Si tratta di aziende che complessivamente valgono in Borsa circa 1,2 miliardi di euro e che nel 2025 hanno generato ricavi aggregati per oltre 1 miliardo di euro, con una crescita del 16,3% rispetto all’anno precedente.
La presenza dell’AI nel panorama delle Pmi quotate appare ormai trasversale. In alcuni casi, la tecnologia costituisce il cuore stesso dell’attività aziendale. In altri, rappresenta uno strumento integrato all’interno di servizi più ampi che spaziano dalla digitalizzazione dei processi alla cybersecurity, dal marketing all’automazione industriale. Ciò che accomuna queste realtà è la capacità di utilizzare l’innovazione come leva per crescere più rapidamente del mercato.
I numeri sembrano confermare questa tendenza. Le 28 società analizzate impiegano oltre 6.300 dipendenti, in aumento del 12,1% rispetto al 2024, e presentano un margine operativo lordo medio del 14%. Si tratta di valori che testimoniano come l’intelligenza artificiale non sia soltanto un tema finanziario o speculativo, ma anche un motore di sviluppo industriale e occupazionale. “Le evidenze dell’Osservatorio ECM AI 2026 confermano che l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo centrale nei processi di trasformazione economica e industriale”, afferma Anna Lambiase (a destra nella foto), fondatrice e amministratore delegato di IRTOP Consulting e coordinatrice scientifica dello studio. “Le 28 società quotate su Euronext Growth Milan in cui l’AI è presente in modo rilevante generano ricavi aggregati superiori a 1 miliardo di euro e rappresentano il 14% del mercato”.
Secondo Lambiase, il mercato sta già riconoscendo il valore di queste aziende. “La sovraperformance dell’AI Index rispetto al mercato EGM indica che l’Italia sta emergendo come uno dei cluster più dinamici per le società AI-driven in Europa. È un momento favorevole per chi vuole costruire posizioni early su Pmi ad alto potenziale”.
Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda infatti l’andamento in Borsa delle società legate all’intelligenza artificiale. Per monitorarne le performance, l’Ufficio Studi di IRTOP ha creato un indice dedicato, l’AI Index, composto dai titoli delle 28 società censite. I risultati evidenziano una crescente attenzione degli investitori verso questo comparto.
Nel 2024 l’indice ha registrato una crescita del 22,4%, mentre il FTSE Italia Growth ha perso il 4,8%. Nel 2025 il differenziale è rimasto positivo, con un rialzo del 16,6% contro il 9% dell’indice generale. Anche nei primi mesi del 2026, nonostante le tensioni geopolitiche e la volatilità dei mercati, il comparto AI ha continuato a mostrare una capacità di recupero superiore alla media.
Ma l’aspetto forse più significativo riguarda gli investimenti che le stesse aziende stanno destinando all’intelligenza artificiale. Dalla survey realizzata da IRTOP emerge che oltre un terzo delle società investe ogni anno tra 500mila e 2 milioni di euro nello sviluppo di tecnologie AI e che la metà del campione prevede un incremento significativo della spesa nei prossimi tre anni.
L’intelligenza artificiale viene ormai considerata una priorità strategica. Non a caso quasi il 65% delle imprese ha già introdotto funzioni interne dedicate alla governance dell’AI, mentre oltre il 40% dispone di un comitato specifico incaricato di presidiare lo sviluppo e l’utilizzo delle nuove tecnologie.
Parallelamente cresce l’adozione degli Agent AI, una delle frontiere più avanzate del settore. Più del 60% delle aziende intervistate utilizza già questi sistemi e quasi un terzo li ha integrati in modo strutturato nei processi operativi, soprattutto nella gestione documentale e nelle piattaforme aziendali di tipo ERP, CRM e HR.
L’Osservatorio dedica inoltre un ampio spazio al mondo delle startup, che rappresenta il serbatoio da cui potrebbero emergere i futuri protagonisti del mercato. Tra le 65 realtà analizzate, ne sono state selezionate 24 considerate particolarmente attrattive per gli investitori. Oltre il 40% si trova ancora nelle fasi iniziali di sviluppo, tra pre-seed e seed, ma il dato più significativo è che il 54% delle aziende prevede di avviare un nuovo round di raccolta entro i prossimi dodici mesi.
Per Maria Ameli (a sinistra nella foto), head of wealth advisory di Banca Generali, l’ecosistema italiano ha ormai raggiunto un nuovo livello di maturità. “Dalla terza edizione dell’Osservatorio emerge un ecosistema AI italiano che ha compiuto un salto qualitativo decisivo: non più un settore emergente, ma una leva strategica per la competitività del Paese”, sottolinea. “La sfida ora è accompagnare questa maturazione con una governance adeguata e un accesso strutturato ai capitali”.
È proprio su questo terreno che si gioca una delle partite più importanti per il futuro dell’intelligenza artificiale italiana. Le competenze tecnologiche non sembrano mancare, così come l’interesse degli investitori. Ciò che servirà nei prossimi anni sarà la capacità di trasformare l’innovazione in crescita dimensionale, favorendo l’incontro tra capitale e impresa e accompagnando le startup più promettenti verso una fase di sviluppo industriale e, in alcuni casi, verso la quotazione in Borsa.
Non a caso, tra le novità dell’edizione 2026 dell’Osservatorio figura il lancio dell’AI Quotability Index, uno strumento sviluppato da IRTOP per misurare il grado di preparazione delle Pmi all’approdo sui mercati finanziari. Un indicatore che punta a valutare non solo i parametri economici e finanziari delle aziende, ma anche la loro capacità di attrarre investitori istituzionali e sostenere percorsi di crescita nel lungo periodo.
In un contesto in cui l’intelligenza artificiale si sta trasformando da tecnologia abilitante a infrastruttura strategica dell’economia, il quadro che emerge dall’Osservatorio è chiaro: l’Italia dispone di un ecosistema in rapido sviluppo, fatto di imprese innovative, startup dinamiche e investitori sempre più attenti. La sfida, adesso, sarà trasformare questo potenziale in una crescita duratura e in una maggiore competitività del sistema produttivo nazionale.
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