Intesa Sanpaolo batte le attese e chiude il primo semestre dell’anno con l’utile netto a 5,55 miliardi di euro, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’utile del secondo trimestre si attesta a 2,8 miliardi di euro, rispetto ai 2,6 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.
«Registriamo infatti i migliori sei mesi della nostra storia, grazie anche al miglior trimestre di
sempre, con un risultato netto pari a 5,6 miliardi di euro nel semestre e 2,8 miliardi di euro nel
secondo trimestre» commenta l’ad Carlo Messina. Il banchiere poi parla del risiko in cui è entrato con l’Opas su Mps. «L’obiettivo – spiega – è dar vita insieme ad un gruppo ancora più solido e profittevole, protagonista in uno scenario globale di crescente complessità, in grado di mantenere un forte radicamento nell’economia, nella società, nelle capacità di sviluppo del nostro Paese. L’unione delle forze di Intesa Sanpaolo, della componente di Monte dei Paschi di Siena destinata a far parte del nuovo gruppo e di Mediobanca consentirà di raggiungere i 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela entro il 2029, di espandere la leadership nelle attività al servizio di famiglie, imprese e gestioni patrimoniali, di dar vita ad un operatore di riferimento nel Credito al consumo, nel Wealth Management, nel Corporate & Investment Banking, e di crescere a livello internazionale. Il programma di assunzioni prevede l’ingresso nel gruppo di 13.100 giovani. L’utile netto del nuovo gruppo al 2029 è previsto superiore a 16 miliardi di euro, la distribuzione totale a favore degli azionisti è stimata in 61 miliardi tra il 2025 e il 2029. Il dividendo per azione è previsto in aumento a partire dal 2026».
Il bilancio
Il conto economico consolidato del primo semestre 2026 registra interessi netti pari a 7.480 milioni di euro, in aumento dello 0,6% rispetto ai 7.432 milioni del primo semestre 2025. Le commissioni nette sono pari a 5.131 milioni di euro, in crescita del 4,9% rispetto ai 4.891 milioni del primo semestre 2025. In dettaglio, si registra una flessione dell’1,2% per le commissioni da attività bancaria commerciale e un aumento del 6,1% per le commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli), nel cui ambito si registra una crescita del 9,5% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 3,8% per quella relativa al risparmio gestito e del 6,7% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 973 milioni di euro, rispetto ai 922 milioni del primo semestre 2025. I proventi operativi netti sono pari a 14.533 milioni di euro, in crescita del 5,3% rispetto ai 13.795 milioni del primo semestre 2025. I costi operativi ammontano a 5.222 milioni di euro, in diminuzione dello 0,7% rispetto ai 5.260 milioni del primo semestre 2025, a seguito di una diminuzione dello 0,4% per le spese del personale, dello 0,1% per le spese amministrative e del 3,4% per gli ammortamenti. Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 9.311 milioni di euro, in crescita del 9,1% rispetto agli 8.535 milioni del primo semestre 2025. Il cost/income ratio nel primo semestre 2026 è pari al 35,9%, rispetto al 38,1% del primo semestre 2025.
le strategie
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Le previsioni
L’attuazione del piano di impresa 2026-2029 procede a pieno ritmo, con una prospettiva di utile netto per il 2026 migliorata a oltre 10 miliardi di euro. Si prevede una crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa, con interessi netti in aumento a ben oltre 15 miliardi di euro; costi stabili; significativa riduzione degli accantonamenti; aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana) e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo.
Il gruppo prevede una forte distribuzione di valore: payout ratio per il 2026 al 95%, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback. Buyback pari a 2,3 miliardi di euro avviato a luglio 2026. Il cda ha ravvisato un acconto dividendi cash – da distribuire a valere sui risultati del 2026 – di circa 3,8 miliardi di euro e la delibera consiliare in merito all’acconto dividendi verrà definita il 30 ottobre prossimo, in occasione dell’approvazione dei risultati consolidati al 30 settembre 2026, in relazione ai risultati del terzo trimestre dell’anno in corso e di quelli prevedibili per il quarto trimestre.
I risultati del primo semestre dell’anno si sono tradotti in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder da parte del gruppo, che si posiziona ai “vertici mondiali per impatto sociale”. In particolare: significativo ritorno cash per gli azionisti: 5,3 miliardi di euro di distribuzione maturata nel semestre, di cui 4,2 miliardi come dividendi (di cui circa 3,8 miliardi previsti come acconto dividendi da distribuire nel prossimo novembre), che si aggiungono al buyback pari a 2,3 miliardi di euro avviato a luglio 2026; 3,6 miliardi di euro di imposte generate, in aumento di 0,4 miliardi rispetto al primo semestre 2025; rafforzamento dell’inclusione finanziaria, con 3 miliardi di euro di social lending erogati nel primo semestre 2026; oltre 1,1 miliardi di euro già investiti nel 2023 – primo semestre 2026 (di cui circa 130 milioni nel primo semestre 2026) per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze.
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Claudia Luise
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