La neo sindaca annuncia la nascita della Consulta delle frazioni e punta a rilanciare la zona industriale dell’Alta Gallura attraverso l’alleanza con il polo produttivo di Olbia
Vito Fiori
È rimasta a casa ad aspettare il risultato, quindi, dopo aver avuto la certezza che il nuovo sindaco della città sarebbe stata lei, è uscita di casa ed è andata alla sede elettorale di “Tempio Fronte Comune”, la sua lista, dov’è stata accolta dai sostenitori già in festa. Una passeggiata trionfale sino al municipio di Piazza Gallura, il saluto alla folla che la acclamava, le interviste, i baci, gli abbracci e i saluti a chiunque incontrava per strada. Gianna Masu, da ieri pomeriggio, è entrata nella storia di Tempio Pausania: è la prima donna a sedere sullo scranno più alto del palazzo comunale. Sposata, due figli, esperienze di lavoro all’estero, da due decenni dirigente del Comune di Olbia, 61 anni portati benissimo e la voglia di mettersi in gioco per cercare di cambiare il trend socioeconomico che ha condotto Tempio, la sua città, a un declino inarrestabile.
“Ho avvertito la rassegnazione durante questa lunga campagna elettorale. Non ho visitato solo i territori, ho incontrato anche le comunità che vivono quei territori e ho rilevato davvero un malcontento diffuso, quasi una voglia di liberarsi, unita alla stanchezza, a una cappa di tristezza. Insomma, si sentiva quest’aria pesante, soprattutto nelle donne e nei giovani che mi incalzavano continuamente dicendomi non ne potevano più. Ecco quindi che ho avvertito la consapevolezza, e la responsabilità, che le condizioni per vincere, c’erano per davvero”.
Cosa l’ha spinta a candidarsi?
“È stata una richiesta fattami da un gruppo di professionisti e imprenditori tempiesi. Mi hanno detto che volevano incontrarmi. Io mi occupo di programmazione europea e di diritto europeo per cui ho pensato, nonostante da quando lavoro a Olbia non mi sono più occupata di fare consulenze di nessun tipo. Quando sono venuti in ufficio avevo messo sul tavolo una serie di programmi per le piccole e medie imprese, di ogni tipo. Invece le loro intenzioni erano altre. Mi chiesero: “Dottoressa, torni a Tempio, si metta a disposizione perché stiamo morendo”. È andata così”.
L’hanno convinta, evidentemente.
“Questo succedeva due anni fa. Io misi le mani avanti e chiesi un po’ di tempo per pensarci e riflettere. Ho posto due condizioni per sciogliere la riserva: nessun candidato della lista con precedenti politici e scelta della squadra senza imposizioni esterne. Passarono alcuni mesi e a fine del 2024 ci si rivide. Io accettai la proposta e loro le mie condizioni. Qui è iniziato il cammino di conoscenza del territorio. Io conosco la mia città, ma molto meno il suo territorio. A cominciare dalle frazioni di Nuchis, Bassacutena e San Pasquale”.
Pensava davvero di farcela a sbaragliare una concorrenza così agguerrita e attrezzata?
“L’obiettivo era di superare la semifinale e arrivare alla finalissima. Ci siamo presentati due giorni dopo il Natale del 2025, con una idea e una visione che sono rimaste le stesse sino a primo turno. Abbiamo insistito sugli stessi punti del programma. Credo che la città abbia premiato per la prima volta questa coerenza. Ora lo dimostreremo con i fatti. Ma ciò che mi resterà nel cuore per tutta la vita è quando mi hanno detto “Gianna facci sognare” quando eravamo certi di giocarci tutto nel ballottaggio. Beh, quella credo sia stata la spinta giusta e determinante”.
La sua lista era composta in prevalenza da donne, un caso o una scelta?
“Diciamo che nel cercare di individuare la squadra c’è stata una ricerca di persone che non avevano svolto nessun mandato amministrativo, quindi questa era già una una prima selezione. E poi ho rilevato che a rispondere positivamente alla proposta di candidatura sono state più le donne che gli uomini. Ci sono state anche tante richieste ma, oltre la competenza, volevo sapere se si trattava di persone libere e non condizionanti o condizionabili, per me aspetti importanti. Dovevano essere persone su riporre la massima fiducia”.
Lei passa per una che ha dimestichezza con i bandi e le regole europee, ne ha parlato spesso, lo sa che ora la aspetteranno al varco?
“Il nostro programma ha un taglio e gli interventi sono stati segnati nella programmazione. Sarà declinata la progettazione adeguata perché ogni linea di intervento ha un suo strumento finanziario. Lavoreremo e ci impegneremo su queste cose”.
Sa che è difficile realizzare l’intero programma, ma c’è qualcosa, in particolare, su cui puntare per lasciare una traccia del suo passaggio?
“Non nascondo che il nostro sia un programma ambizioso, ma è credibile, e non è un libro dei sogni. Questo lo rivendico. Perché non è un programma di mandato né, men che meno, elettorale, è un programma di sviluppo. Come viene fatto nella pianificazione strategica europea hai tre livelli di programmazione: una a breve termine, una a medio e una a lungo termine. Tempio è come un malato grave, è un’analisi scientifica e non un’analisi di sentimento. Allora nel breve periodo dobbiamo stabilizzare il malato e poi intervenire sugli assi strategici che ci consentono, una volta messo in piedi il paziente, di riprendere un cammino. Ci sono delle priorità legate all’uscita da un isolamento che è istituzionale, strutturale infrastrutturale. Si è parlato di spopolamento, possiamo intervenire. Qualche segnale potremo vederlo anche nel breve periodo”.
In che modo?
“Se noi puntiamo a un riposizionamento competitivo e parliamo di lavoro, di ricerca, di innovazione, questo avviene se mettiamo al centro la zona industriale, la risolleviamo, la riformuliamo, la rigeneriamo. e l’area zona industriale è a valle del Limbara, è una cerniera. Noi possiamo lavorare per nuove centralità, la rinascita del polo industriale passa attraverso due aree produttive in Gallura. Si esce dall’isolamento istituzionale con le alleanze con le istituzioni, la prima è con la provincia, la seconda è col consorzio industriale provinciale di Olbia con una richiesta specifica per la nascita di due poli produttivi. Quello di Olbia con le sue specificità, come la nautica che è davvero il fiore all’occhiello di quel sistema economico, oltre ai servizi, e il polo di Tempio. Ne vedremo delle belle”.
Finita la festa, si comincia a lavorare.
“Intanto, ho pensato che un giorno alla settimana lo dedicherò all’ascolto. Sarò a disposizione in Comune per rispondere a quanti chiederanno di parlare con me per espormi i loro problemi e le loro esigenze. Uno sportello attivo, senza filtri, perché il municipio è una casa comune”.
E poi?
“Nell’ordine del giorno del primo consiglio comunale ci saranno tanti punti. Ma una cosa voglio già sottolinearla da adesso: blinderemo su base giuridica granitica il Puc perché nessun progetto di speculazione eolica e fotovoltaica sarà preso in considerazione. Parleremo di comunità energetica, certo, servirà l’energia che si produce e non permetteremo che a noi rimangano solo rifiuti e spese, oltre a un impoverimento irreversibile del suolo. Sempre nel primo consiglio, prenderemo in considerazione il territorio delle frazioni. Come prevede già lo statuto comunale, non è stato mai applicato l’articolo che prevede la nascita delle consulte delle frazioni, per cui a breve nasceranno le consulte di Nuchis, Bassacutena e San Pasquale. Saranno uno stimolo per l’amministrazione”.
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