COMUNE DI GENOVA * : «SALARIO MINIMO COMPATIBILE CON SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE, LINEE GUIDA PER APPALTI PUBBLICI» – Agenzia giornalistica Opinione. Notizie da Italia


17.31 – martedì 23 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il consiglio comunale odierno si è aperto, come di consueto, alle ore 14, con la discussione degli artt. 54, interrogazioni a risposta immediata:

Illegittimità costituzionale della legge della Regione Toscana n. 30/2025 – impatti sulla delibera della giunta comunale istitutiva del c.d. salario minimo

«Siamo consapevoli che la sentenza della Corte Costituzionale n° 60 del 2026 stabilisce che la definizione dei criteri di concorrenza nelle gare è di competenza dello Stato. Una sentenza che arriva quasi un anno dopo la delibera che ha approvato le linee guida in materia di salario minimo e che si è resa necessaria per il fatto che l’Italia, a differenza di quasi tutti gli altri Paesi europei, non ha ritenuto introdurre una delle norme che stabiliscano appunto un salario minimo. La delibera del Comune di Genova è diversa da una norma di legge e risulta compatibile con quanto sancito dalla Corte Costituzionale; è, infatti, un atto amministrativo a carattere generale che, in realtà, consiste nel dare linee guida che non introducono obblighi dal punto di vista legislativo né modificano le norme vigenti. È un atto che indirizza gli uffici a prestare maggiore attenzione alla qualità del lavoro negli appalti; la stazione appaltante mantiene piena autonomia, ogni gara rispetta il codice dei contratti pubblici, non ci sono obblighi rigidi, ma c’è un indirizzo politico che poi diventa anche efficace e invita a usare gli strumenti esistenti, in linea soprattutto con i princìpi di costituzionalità e dignità del lavoro. L’inserimento nei bandi del criterio premiale del salario minimo è previsto, restando ferma la prevalenza delle norme statali. La delibera e le linee guida riaffermano semplicemente il principio costituzionale dell’articolo 36, perché il lavoro deve essere retribuito in modo proporzionato e sufficiente. Non imponiamo una soglia minima al di fuori delle regole, ma la suggeriamo. La delibera indica agli uffici, nei limiti di legge, di bilanciare concorrenza e dignità del lavoro, senza interferire con le competenze a livello legislativo di Stato e Regione. Vogliamo una città più inclusiva dove sviluppo economico e qualità del lavoro siano connessi e dove la concorrenza non comprima i diritti, ma favorisca una crescita equilibrato. L’esempio del Comune di Genova, che è la più grande azienda del territorio per numero di addetti, fornisce un esempio alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici e alle organizzazioni datoriali sul rispetto della dignità del lavoro e del contrasto al lavoro povero».

È la risposta dell’assessore al Lavoro Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi che chiedeva: “Premesso che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 60 del 2026, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge della Regione Toscana n. 30/2025 che aveva previsto l’introduzione nei bandi di gara della Regione e dei suoi enti strumentali di un criterio premiale consistente nell’applicazione di un trattamento economico minimo orario non inferiore a nove euro lordi; si chiede di conoscere quali sono gli impatti della pronuncia citata sulla delibera della giunta comunale istitutiva del c.d. salario minimo; si chiede, altresì, di conoscere quali sono stati gli effetti della delibera citate sulle gare di appalto pubblicate dal Comune di Genova negli ultimi mesi”.

Situazione centri minori stranieri non accompagnati a fronte dei gravi episodi di pestaggi da parte di gruppi organizzati avvenuti a Pianderlino e Quinto

«Intanto possiamo dire che, per fortuna, i ragazzini aggrediti non hanno avuto conseguenze significative, anche se hanno avuto necessità di un ricovero in ospedale. La situazione è di grande preoccupazione, da parte della comunità, degli educatori e dei ragazzi, ed è evidente che quanto successo vada duramente condannato. Oggi, durante il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza in Prefettura, è stato confermato che le indagini per trovare i colpevoli stanno andando avanti: auspichiamo che la giustizia faccia il suo corso e che i responsabili vengano individuati velocemente. Ringraziamo il Tribunale dei Minori e la Procura minorile che, insieme alla Polizia Locale, hanno concertato una serie di azioni volte anche all’ascolto dei ragazzi, per spiegare loro cosa sta succedendo e spiegare anche come è opportuno agire in questo momento, attraverso comportamenti che siano il più possibile tutelanti. Forse varrebbe la pena organizzare una commissione di aggiornamento. Dobbiamo ricordare, però, che il sistema ha dei buchi rispetto ai quali stiamo chiedendo la messa a terra di tutte le azioni necessarie. Infatti, manca ancora una struttura di altissima complessità – che ad oggi la Regione non ha ancora attivato – dove potrebbero essere accolti quei ragazzi con alte complessità come problemi psichiatrici o tossicodipendenze. Oggi esiste solo l’accoglienza, che è paragonabile a quella di una famiglia dove sono presenti figure educative – così come previsto dal SAI – e socio-pedagogiche che devono affiancare i ragazzi. Ovviamente non c’è personale medico, non ci sono infermieri, non ci sono psichiatri o psicologi. Abbiamo bisogno – e questo oggi l’abbiamo ribadito al Tavolo, insieme alla sindaca – che la Regione attivi quel tipo di struttura capace di permettere ai ragazzi con forte problematicità e complessità di essere accolti in strutture idonee. Dopodiché è chiaro che in città valgono diritti e doveri per tutti: lo dicono le norme sia per gli adulti che per i minori. Noi crediamo che l’applicazione di queste norme, questo tipo di approccio, aiutino i minori a crescere. Vogliamo anche che i minori che possono avere complessità possano essere sempre più indotti a non delinquere e a prevenire un futuro delinquenziale. Se il 95% dei nostri minori ha seguito un percorso di successo scolastico, c’è come controparte un 5% ad alta complessità. Ci sono due approcci diversi e per quel 5% tutti devono fare la propria parte. È importante sempre differenziare e approfondire, per evitare in tutti modi di cadere nella stigmatizzazione, perché la sicurezza a Genova non dipende dai minori non accompagnati. Ma semplificare è molto più semplice».

È la risposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi all’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Donatella Alfonso che chiedeva: “A fronte delle aggressioni avvenute, in un primo caso nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, ai danni di un minorenne straniero sulle alture di Pianderlino, nel quartiere di San Fruttuoso, da parte di una ventina di persone travisate e armate di mazze e bastoni e, nella notte tra sabato e domenica, presso i giardini di quinto dove un gruppo di ragazzi ospitati presso comunità e alloggi destinati ai minori stranieri non accompagnati, sono stati aggrediti a loro volta da persone non identificate, mascherate con caschi e cappucci, dando vita ad una rissa che ha allarmato l’intero quartiere, interroga la giunta comunale per conoscere quale sia attualmente la situazione dei centri per minori stranieri non accompagnati e come possa intervenire l’amministrazione comunale di fronte anche all’inquietante fenomeno social che vede diffondere allarmi, spesso non rispondenti a verità, su atti di microcriminalità compiuti dai minori, e inviti a reazioni violente”.

Progetto di riqualificazione impianti Ceravolo e Arnaldi (D’Angelo)

«La Direzione comunale Progettazione, il 22 ottobre 2025, ha affidato ad una società di ingegneria lo sviluppo dei progetti a livello di fattibilità tecnica ed economica, per gli impianti sportivi Ceravolo e Arnaldi, di interventi di riqualificazione per la messa in sicurezza, adeguamento funzionale ed efficientamento energetico, il cui contratto è stato sottoscritto il 28 novembre 2025. Come noto gli interventi risultano finanziati dal Dipartimento per lo Sport nell’ambito del bando Sport e Salute 2024, rispettivamente con 3 milioni al Ceravolo e 1 milione per l’Arnaldi, oltre ad un co-finanziamento comunale per ciascun titolo come previsto dal bando. Entro luglio 2026 è previsto l’avvio della relativa Conferenza dei Servizi”.

È la risposta dell’assessore a Lavori pubblici e Manutenzioni Massimo Ferrante all’interrogazione della consigliera di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi “in merito allo stato del progetto di riqualificazione degli impianti sportivi Ceravolo e Arnaldi, beneficiari del finanziamento di Sport e Salute”.

Tempi stimati per la riapertura di via alla Chiesa di San Siro di Struppa

«La frana che ha colpito via alla Chiesa di San Siro di Struppa è una delle tante che hanno investito recentemente la nostra città, a partire dalla media Valbisagno. La frana in questione risale al 21 gennaio di quest’anno e ha provocato il crollo di un muro in pietra. A causa dell’evento è stata disposta la chiusura della strada senza interdizione dei civici serviti dalla stessa, dal momento che la strada dispone di accessi alternativi. Le verifiche effettuate dalla Direzione comunale Strade hanno accertato che il dissesto è stato causato dal versante di proprietà comunale ricompreso tra il vecchio tracciato pedonale della strada e il nuovo tracciato carrabile a monte della stessa, probabilmente per l’insufficiente stabilizzazione dello stesso. Per una sistemazione delle opere di sostegno si è valutato necessario procedere alla stabilizzazione del versante tramite opere di ingegneria geotecnica, per intervenire successivamente su muri crollati. Ciò significa che bisogna prima stabilizzare il versante e, solo in un secondo momento, intervenire sui muri. Al momento l’intervento sul versante non è ancora stato calendarizzato perché le risorse disponibili non lo consentono: si sta predisponendo, da parte della Direzione comunale Geotecnica, un progetto di fattibilità per la quantificazione dell’onere economico».

È la risposta dell’assessore a Lavori pubblici e Manutenzioni Massimo Ferrante all’interrogazione della consigliera della Lista Silvia Salis Sindaca Erika Venturini che chiedeva alla giunta “i tempi stimati per la riapertura di via alla chiesa di San Siro di Struppa, a seguito degli eventi atmosferici di fine gennaio”.

Progetto di pedonalizzazione via XX Settembre

«Il progetto di rigenerazione di via XX Settembre è in totale sintonia con il progetto dei 4 Assi che prevede una nuova flotta di mezzi ecologici in città, con 3 Assi serviti dai Filobus. Quello dei 4 Assi è un progetto ereditato, così come ereditata è la flotta, ma proprio in queste ore stiamo lavorando per rispettare il target dei primi 25 km di percorsi per l’Asse Centro, considerando che abbiamo iniziato tali lavori da zero nel luglio 2025. Riteniamo che il progetto dei 4 Assi di miglioramento del trasporto pubblico locale sia anche un’opportunità di rigenerazione urbana della città. Via XX Settembre, nello specifico, è il boulevard ed asse turistico genovese per eccellenza, di collegamento tra la stazione ferroviaria di Brignole e il centro storico. È nostra intenzione, pertanto, procedere alla rivitalizzazione e rigenerazione di via XX Settembre, soprattutto sulla porzione di strada tra il Ponte Monumentale e piazza De Ferrari da riservare a mezzi pubblici e percorsi ciclabili. Prima, però, e lo voglio sottolineare, insieme ai colleghi Robotti, Beghin e Coppola inizieremo un percorso di incontri con le associazioni di categoria al fine di limare situazioni legate per esempio a carico-scarico merci, hotel presenti nella zona e transito dei mezzi di soccorso: ci tengo a tranquillizzare tutti che il progetto esecutivo sarà realizzato soltanto ad incontri e confronti avvenuti. Nello specifico, il progetto dei 4 Assi prevede il transito di filobus in corrispondenza dell’attuale tracciato, ovvero sulle carreggiate a lato strada. La riqualificazione di tutta la via prevede invece il transito dei mezzi pubblici a centro strada con accosto in prossimità dei porticati e la realizzazione, per ogni senso di marcia, di una pista ciclabile attigua alla carreggiata: tutta la restante parte della via sarà ad uso pedonale. Il progetto prevede anche l’assenza di dislivelli tra marciapiede, sottoporticati e via carrabile pedonale: al di fuori dei porticati le finiture saranno realizzate con calcestruzzo architettonico e basoli in granito a delimitare corsie ciclabili, fermate filobus ed intersezioni, con la rimozione di asfalto e l’utilizzo di materiale pensato per ridurre il fenomeno delle isole di calore. Inoltre, il progetto iniziale è stato implementato con l’aggiunta di aiuole a verde e sedute in granito, insieme al potenziamento dell’illuminazione. L’obiettivo finale è coniugare, per via XX Settembre, rigenerazione urbana e potenziamento del trasporto pubblico».

È la risposta dell’assessore a Lavori pubblici e Manutenzioni Massimo Ferrante all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Edoardo Marangoni, che chiedeva alla Giunta informazioni sul “progetto di riqualificazione, rigenerazione e pedonalizzazione di via XX Settembre”.

Area a lato accesso di servizio depuratore Pegli

«L’area, laterale alla strada di accesso al Depuratore di Pegli, è stata utilizzata, nel recente passato, come area di cantiere per la realizzazione della nuova stazione di “grigliatura”, nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria del Depuratore. I lavori si sono conclusi e la zona ripristinata e portata alle condizioni precedenti: tuttavia, tali spazi non sono ancora stati riconsegnati formalmente al Comune. Abbiamo chiesto lumi ad Ireti, la società di Iren che si occupa degli impianti di depurazione: ci è stato confermato che l’area è comunque disponibile e può essere destinata ad usi più opportuni da parte del Comune. Valuteremo con gli uffici della Mobilità se tali spazi possano essere adibiti a parcheggio o a funzioni diverse, con l’installazione ad esempio di arredi urbani o giochi per bambini. In questo processo coinvolgeremo il Municipio affinché la decisione sia condivisa dal territorio, in modo che l’area venga restituita a una piena fruibilità e socialità dopo essere stata utilizzata, ribadisco, come area di cantiere che ha terminato oggi la sua funzione».

È la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Fabio Gregorio che chiedeva alla giunta: “Considerato che a lato (verso mare) dell’accesso di servizio al Depuratore di Pegli, vi è un’area che non è mai stata ripristinata dopo il completamento dei lavori e versa in stato di abbandono interroga la giunta comunale su cosa sia previsto per questa porzione di territorio e se vi siano dei tempi certi per realizzarlo”.

Accampamento abusivo nei giardini Giovanni Paolo II

«Nella zona, l’educativa territoriale sociale del patto per le persone senza fissa dimora effettua monitoraggio continuo, sia nelle ore diurne che in quelle serali. Le persone presenti nei giardini risultano essere prevalentemente consumatori, poco propensi ad accettare supporto e sostegno sociale. Gli operatori, inoltre, segnalano che la loro presenza non è stabile, ma caratterizzata da un ricambio di persone diverse nel tempo. Nelle aree limitrofe ai giardini una persona senza dimora, a seguito di diversi contatti e di un lavoro multidisciplinare condiviso, ha accettato di essere sostenuta e di accedere ad una accoglienza notturna. L’educativa di strada e i sociali ci sono: si tratta di un tema complesso, socio-sanitario che riguarda, soprattutto per quanto riguarda le tossicodipendenze, la Regione. Occorre avere un sistema socio-sanitario integrato».

È la risposta dell’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone, su delega dell’assessora al Welfare Cristina Lodi, all’interrogazione del consigliere del gruppo misto Sergio Gambino che chiedeva alla giunta “chiarimenti in merito alla presenza, che si protrae ormai da mesi, di un accampamento abusivo di senza fissa dimora e tossicodipendenti in corrispondenza dei giardini ‘Giovanni Paolo II’ di Piccapietra”.


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