Presenti relazione di fine mandato



Il leader di Sud chiama Nord si è detto “non più disponibile ad accettare questo stato delle cose” visto che dall’ultima volta che Schifani ha relazionato “sono passati tre anni”.

Si alzerà il 21 luglio il sipario di Sala d’Ercole per il grande evento che vedrà il presidente della Regione relazionare sull’attuazione del programma di governo. Al sipario del grande evento in calendario all’Ars ci si è arrivati con un siparietto, sempre a Sala d’Ercole, in cui Cateno De Luca ha dato il via ad un aut-aut e Nuccio Di Paola ha avallato la perentoria pretesa in qualità di presidente di turno. Martedì, nel corso di un’altra giornata di Sala d’Ercole costretta al rinvio dei lavori, e dopo una serie di problemi tecnici su impianto audio e circuito elettrico che non ha risparmiato Palazzo dei Normanni, Cateno De Luca è intervenuto dal pulpito e li si è fermato dichiarandone l’occupazione.

Il suggerimento pungente di De Luca a Schifani

Il leader di Sud chiama Nord si è detto “non più disponibile ad accettare questo stato delle cose” visto che dall’ultima volta che Schifani ha relazionato “sono passati tre anni”. In perfetto stile Cateno De Luca, il deputato e sindaco di Taormina ha pungolato Renato Schifani da Sala d’Ercole suggerendo “una relazione di fine mandato” da consegnare e poi “chiudere questa fase che non ha aggettivi per essere qualificata”. De Luca si è rivolto all’assessore Alessandro Dagnino, quale mediatore ideale e persona di fiducia di Schifani, invitandolo a contattare il presidente della Regione.

Siparietto in aula: De Luca, Di Paola, Aricò e la chiamata a Schifani

I lavori d’Aula che Cateno De Luca ha annunciato di voler bloccare erano presieduti dal vicepresidente vicario Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle che, ribadendo il non essere prevista una sanzione per il presidente della Regione – a differenza dei sindaci – ma che “ciononostante è sempre una norma”, ha rivolto all’assessore che ha delega per i rapporti con il Parlamento, Alessandro Aricò, l’invito a concordare con il presidente della Regione una data augurandosi “prima della pausa estiva”.

Un racconto, questo del siparietto che ha dato il via alla data per il sipario, che merita di essere raccontato per dettagli utili come quello del presidente di turno che ha invitato e sollecitato Aricò con un “magari anche un colpo di telefono che può essere fatto anche adesso”. Il coordinatore del M5S siciliano ha ribadito ancora un paio di volte l’invito all’assessore di procedere con la telefonata, e “colpo di telefono” infine fu. Di Paola ha avallato De Luca impegnando Aricò che ha chiamato Schifani e la data è stata concordata. Il 21 luglio quindi il presidente della Regione Siciliana relazionerà all’Ars sullo stato di attuazione del programma ed il dibattito interno della maggioranza diverrà per forza di cose dibattito pubblico.

Raffaele Lombardo pretende intervento Schifani su sindaco Serradifalco

Cateno De Luca ha creato le circostanze, Nuccio Di Paola le ha favorite, Renato Schifani probabilmente le subirà. Perché oltre la norma che impone la relazione annuale ma non prevede sanzioni, nell’ottica della “mancanza di rispetto per il Parlamento” è sulla linea del fronte il gruppo parlamentare di Raffaele Lombardo che pretende l’intervento di Renato Schifani in favore della decadenza del sindaco leghista di Serradifalco eletto per la terza volta ed il rispetto della mozione su cui è passato sopra il vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, in qualità di assessore all’Agricoltura con l’ormai noto bando Srd01.

Se ne evince che l’alleato Mpa-Grande Sicilia dovrà contestare in Aula l’operato di Renato Schifani – salvo fare un passo indietro rientrando nei ranghi – e di questo trarrà evidente vantaggio Cateno De Luca quale candidato a nuova forza di centrodestra per la prossima legislatura, ma anche il Movimento 5 Stelle che vedrà la coalizione di governo disgregarsi in pubblico consesso alla presenza del governatore e dell’intera giunta.

Continuano i lavori nelle commissioni parlamentari

All’Ars procedono intanto i lavori nelle commissioni parlamentari ma non in modo celere quelli di Sala d’Ercole. Il disegno di legge stralcio su energia e sistemi di accumulo è stato sospeso per attendere l’integrazione di 7 emendamenti del governo approvati martedì mattina dalla commissione Bilancio ma da integrare nel testo per poter procedere con la discussione e conseguente votazione in Aula. Si torna sul ddl stralcio martedì prossimo, mentre dalla commissione Affari istituzionali presieduta dal democristiano Ignazio Abbate è stato dato ieri il via libera al disegno di legge che riforma la dirigenza della Regione Siciliana.

Per Palazzo d’Orleans rappresenta il primo passo per aprire la stagione dei concorsi per rafforzare l’organico ormai sottodimensionato. “Il passaggio con esito favorevole nella competente Commissione parlamentare ci permette di accelerare su un tema fondamentale per il funzionamento della macchina amministrativa”, ha detto Renato Schifani ringraziando poi il presidente e i componenti della I commissione “per la celerità con cui è stata affrontata la discussione”. Soddisfazione anche da parte di Elisa Ingala, assessore alla Funzione pubblica in quota Mpa-Grande Sicilia, che ha affermato essere “necessario dare serenità e stabilità ai dirigenti già in servizio, e pensare al domani avviando il reclutamento con nuovi concorsi”.

Questione disegno di legge su dirigenza Regione Siciliana

L’approvazione del disegno di legge da parte di Sala d’Ercole consentirebbe di avviare già quest’anno la procedura concorsuale per il reclutamento di 156 nuovi dirigenti regionali. Il testo approvato è infine un compromesso tra la fascia unica assoluta ed un ruolo dirigenziale unico articolato in due fasce. La terza fascia sparirà e verrà assorbita dalla seconda fascia, entro un anno dall’approvazione della riforma.

“Abbiamo ascoltato le parti sociali, abbiamo apportato delle modifiche necessarie al ddl e adesso mi auguro che le forze politiche – ha detto il presidente Schifani – responsabilmente approvino definitivamente la riforma che ci consentirà di reclutare le figure necessarie a coprire i troppi posti vacanti”. Un appello alla responsabilità che in questo momento sembra avere un peso enorme.

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 Mauro Seminara

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