00.26 – sabato 30 maggio 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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CPR, la maggioranza copia e… si salva la faccia. Ho letto con attenzione il resoconto fornito dalla consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Renata Attolini sulla seduta del Consiglio comunale di Trento del 26, 27, 28 maggio, terminata all’alba del 29, e mi vedo costretta a precisare alcuni punti che, pur nella fatica comprensibile di una notte trascorsa in aula, risultano quantomeno imprecisi. Per prima cosa, da parte della consigliera Giulia Bortolotti non vi è stata alcuna “rivoluzione”: la richiesta di invertire l’ordine di presentazione dei nostri atti è una facoltà lecita, già esercitata anche da altri gruppi in altre sedute, e non meritava questa enfasi drammatizzante, tipica della consigliera Attolini.
Il nostro ordine del giorno era stato depositato in area riservata il 19 maggio 2026 alle ore 18:50 ed era il secondo dei primi quattro di una lista ben più lunga. Il primo documento non era semplicemente tra quelli concordati per la discussione e sarebbe stato posticipato. Era davvero necessario definire questa semplice dinamica procedurale una “rivoluzione”? Evidentemente sì, perché la narrazione che segue ne aveva bisogno.
Sulla questione degli accordi con le minoranze, la consigliera afferma che il gruppo Onda non avrebbe cercato il confronto. La invitiamo a ricordare che il sindaco Franco Ianeselli ha proposto alle minoranze un incontro alle ore 22:00 di martedì 26 maggio — al termine di tre ore e mezza di seduta e in coda a una commissione capigruppo — e che la consigliera Bortolotti aveva esplicitamente chiesto di anticiparlo a lunedì o al martedì a qualsiasi ora utile del giorno, essendo stata convocata su richiesta del sindaco stesso.
Evidentemente inaugurare un campo da calcio e fare qualche canestro — come abbondantemente documentato dalle consuete storie sui social — era più urgente per il sindaco e la giunta che trovare un momento di mediazione. L’incontro con noi consigliere di Onda è poi avvenuto mercoledì 27 alle ore 13:00, per una ventina di minuti circa in videochiamata: in quella sede la questione dell’odg CPR è stata posta, insieme agli altri ordini del giorno che chiedevamo di trattare e di non ridurre a un paio o stralciare. Anche nella lunga serata del consiglio vi è stato un ulteriore momento di confronto con il sindaco e la vicesindaco Bozzarelli, con la richiesta esplicita di ritirare il nostro documento sul CPR per evitare lungaggini e troppe polemiche su un tema evidentemente troppo “scomodo” da affrontare in aula.
Sulla seduta a oltranza, la consigliera lamenta le dodici ore di consiglio, ma dimentica — o forse preferisce non ricordare — che la seduta a oltranza per l’adunanza del 28 è stata votata e richiesta dalla maggioranza stessa. La domanda su come mai non si siano organizzate diversamente le tre giornate resta aperta: ma non siamo certo noi a dover rispondere. Mi sembra doveroso precisare anche in merito al tempo effettivo di discussione che tanto preoccupava la consigliera sul tema CPR.
I tempi di replica — per tutti i dispositivi presentati — erano di tre minuti per consigliere; le minoranze, nello specifico caso sull’argomento CPR, sono intervenute complessivamente per una quindicina di minuti sul nostro ordine del giorno e forse meno sul secondo. Vale la pena ricordare che le minoranze hanno il pieno diritto di presentare proposte — diritto che nel nostro caso abbiamo esercitato con anticipo e nel rispetto delle procedure, depositando i nostri documenti ben una settimana prima dell’inizio della seduta.
Più tempo, ahimè, non ne abbiamo avuto, considerato che due settimane fa è piovuta dal cielo la decisione di trattare a fine maggio — e non a giugno, come sempre accaduto — la proposta di deliberazione del Bilancio di Previsione Finanziario 2026-2028.
Tutt’altro è quanto fatto dalla maggioranza che, a serata inoltrata, ha fatto le corse per presentare un ordine del giorno sostanzialmente fotocopia del nostro nelle premesse, limitandosi di fatto a salvare la faccia del sindaco ribadendo “la già espressa contrarietà della Giunta comunale all’accordo siglato tra la Provincia autonoma di Trento e il Ministero dell’Interno per la realizzazione di un CPR”.
Infine, una questione sulla quale la consigliera dei Verdi dovrebbe essere particolarmente sensibile: il mio ordine del giorno sullo spettacolo pirotecnico delle Feste Vigiliane, che prevedeva impegni precisi e articolati per la sostituzione dei fuochi d’artificio con soluzioni a basso impatto ambientale, acustico e di sicurezza per persone e animali — droni, sul modello già sperimentato a Tesero per i Giochi Olimpici.
Due minuti prima della discussione e mi era stato detto che avrebbe avuto parere favorevole da parte della giunta, mi è stata comunicata via WhatsApp una riformulazione che riduceva tutto a una generica “valutazione di fattibilità per il 2027”. Temi che dovrebbero essere nel DNA di chi si dice verde, ridotti a un impegno evanescente. Nessun commento su questo da parte sua. Silenzio assordante. Figurarsi un cenno di apprezzamento per la proposta portata in Consiglio.
Concludo con una nota che mi auguro venga raccolta per quello che è: un invito alla correttezza istituzionale. Sarebbe forse il momento di smettere di distribuire accuse, offese e attacchi, di fingere di sentirsi offesi, di riscrivere le dinamiche consiliari a proprio uso e consumo e, soprattutto, di screditare il lavoro altrui.
Un metodo, questo, peraltro già ampiamente collaudato dai rappresentanti del PD che, in un evidente scivolamento verso una politica di bassa lega e di appiattimento dell’impegno politico, un mese fa hanno ritenuto opportuno pubblicare un comunicato stampa con il preciso intento di screditarci. Un approccio che non fa onore a nessuno e che stride con le ambizioni di chi si presenta come alternativa progressista.
E già che si parla di dignità istituzionale: quando ci si diverte troppo in aula con battute su pastasciutte e relativi cartelli — spettacolo francamente poco consono a una sede istituzionale — si rischia di dover giustificare il tutto come semplice goliardata.
Ebbene, la goliardata in un consiglio comunale non è mai un buon biglietto da visita. Per nessuno.
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Alessia Tarter Consigliera Gruppo Onda
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