“Atti di resistenza”, il Festival delle Orestiadi nel programma Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea



Il Festival delle Orestiadi celebra la sua 45ª edizione entrando a far parte del programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 con un’edizione speciale intitolata Atti di resistenza contemporanea, ideata per festeggiare il riconoscimento ottenuto dalla città e riaffermare il valore del dialogo tra arte e teatro che, fin dalle origini, costituisce uno dei tratti distintivi dell’esperienza culturale di Gibellina.

Dal 26 giugno al 2 agosto il Baglio di Stefano, il Museo delle Trame Mediterraneee il Cretto di Burri diventeranno il palcoscenico di spettacoli, installazioni, musica, performance, produzioni site specific e percorsi espositivi che raccontano una delle esperienze culturali più originali del panorama italiano: quella di una comunità che, dopo il terremoto del 1968, ha scelto l’arte contemporanea e la cultura come strumenti di rinascita, trasformazione e costruzione del proprio futuro.

Nato da un’intuizione di Ludovico Corrao e cresciuto nel dialogo costante tra teatro, arti visive, architettura e pensiero contemporaneo, il Festival delle Orestiadi rappresenta oggi uno dei nuclei fondativi dell’identità culturale di Gibellina. Giunto alla sua 45ª edizione, continua a essere uno spazio di sperimentazione, confronto e ricerca, capace di mettere in relazione artisti, pubblico e territorio in un processo creativo che si rinnova anno dopo anno.

L’edizione 2026 si apre con un’anteprima straordinaria dedicata a Emilio Isgrò, figura imprescindibile della storia artistica e culturale di Gibellina.

Venerdì 26 e sabato 27 giugno il Cretto di Burri ospiterà una nuova versione de L’Orestea di Gibellina, l’opera che nel 1982 diede origine al Festival segnando definitivamente l’incontro tra il linguaggio del teatro e quello dell’arte contemporanea. Curato personalmente da Emilio Isgrò con la collaborazione di Alfio Scuderi, il progetto riporterà in scena una delle opere simbolo della storia culturale della città, con la partecipazione di Donatella Finocchiaro, Vincenzo Pirrotta, Sandra Toffolatti, Fabrizio Falco, Aurora Falcone, Federica D’Angelo, Giovanni Caccamo, Angelo Sicurella, Pietrangelo Buttafuoco e dello stesso Emilio Isgrò.

Il Festival rende inoltre omaggio a due figure imprescindibili della cultura italiana del Novecento, Dario Fo e Arnaldo Pomodoro, nel centenario della loro nascita. Attraverso produzioni originali, spettacoli e performance site specific, Gibellina rinnova il dialogo con due protagonisti che hanno intrecciato profondamente il proprio percorso artistico con quello della città e delle Orestiadi. Dario Fo portò infatti il suo Mistero Buffo tra le baracche dei terremotati, mentre Arnaldo Pomodoro firmò negli anni Ottanta le scene dell’Orestea rielaborata da Emilio Isgrò, contribuendo a definire una delle immagini più iconiche della storia del Festival.

L’Omaggio a Dario Fo inaugura il programma degli spettacoli al Baglio di Stefano venerdì 3 luglio con Francesco lu Santo Jullare, uno dei testi più emblematici dell’autore. Il percorso prosegue sabato 4 luglio con una produzione inedita costruita a partire dai monologhi scritti da Fo insieme a Franca Rame e per Franca Rame, per concludersi domenica 5 luglio con un laboratorio narrativo dedicato all’arte dell’affabulazione, a cura di Marco Baliani.

Un particolare gesto di riconoscimento è dedicato a Roberto Andò, legato a Gibellina fin dagli anni Novanta, attraverso un articolato Autoritratto a cura di Vincenzo Trione. Il momento centrale del percorso sarà sabato 11 luglio con la presentazione di Qui la vita non è altrove, un’installazione con la voce di Toni Servillo, ideata da Roberto Andò insieme a Mimmo Paladino per Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. L’omaggio si concluderà con la lettura di Diario senza date, interpretata da Moni Ovadia con Marco Betta e Gianni Gebbia, mentre il Museo delle Trame Mediterranee ospiterà un progetto site specific in dialogo con le opere di Andò, che ripercorre la storia di Gibellina, delle Orestiadi e dei molti artisti che ne hanno costruito l’identità culturale, attraverso testi originali scritti per l’occasione da Eduardo Cicelyn.

Sabato 18 luglio sarà invece dedicato ad Arnaldo Pomodoro con una performance inedita che intreccia parola, musica, danza e arti visive, prendendo avvio dalle scene da lui realizzate per la storica Orestea. Isabella Ragonese accompagnerà il pubblico nelle parole del Pilade di Pier Paolo Pasolini, in dialogo con le coreografie di Federica Aloisio e Federica Marullo, in un percorso che mette in relazione teatro, corpo e opera d’arte.

Domenica 19 luglio il Festival renderà omaggio a Paolo Borsellino con la prima nazionale di Felicissima, spettacolo dedicato alla figura di Felicia Impastato, interpretato da Federica D’Amore e diretto da Claudio Zappalà.

Sabato 25 luglio Claudia Puglisi presenterà la restituzione scenica del laboratorio dedicato ai minori stranieri non accompagnati, esito finale di un progetto sviluppato nel corso dell’anno a Campobello di Mazara e Mazara del Vallo, che conferma l’attenzione delle Orestiadi verso i processi di partecipazione e inclusione sociale.

Tra i ritorni più attesi dell’edizione 2026 figurano Antonio Rezza, che venerdì 24 luglio presenterà il nuovo spettacolo Metadietro, e Marco Paolini, protagonista sabato 25 luglio con Antenati, una riflessione sull’evoluzione della nostra specie.

A chiudere il programma degli spettacoli al Baglio di Stefano sarà, domenica 26 luglio, l’opera per musica e pupi Il Cimbelino, da William Shakespeare, di Giacomo Cuticchio.

Il Festival si concluderà, come da tradizione, al tramonto nel Cretto di Burri, luogo simbolo dell’identità di Gibellina e della storia delle Orestiadi, con tre appuntamenti che intrecciano musica, teatro e narrazione in uno dei paesaggi artistici più iconici del contemporaneo.

Venerdì 31 luglio saranno protagonisti Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, che porteranno al Cretto il loro intenso dialogo musicale tra tromba, bandoneon e improvvisazione.

Sabato 1° agosto Marco Baliani presenterà Kohlhaas, uno dei lavori più rappresentativi del suo percorso artistico, mentre domenica 2 agosto Antonio Dimartino chiuderà la 45ª edizione del Festival con un concerto solista per chitarra e voce.

Con Atti di resistenza contemporanea, il Festival delle Orestiadi conferma il proprio ruolo centrale all’interno del programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, riaffermando una visione culturale che da oltre quarant’anni continua a fare di Gibellina uno dei luoghi in cui il dialogo tra teatro, arti visive e spazio pubblico trova una delle sue espressioni più originali e riconosciute a livello internazionale.


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 Mirko Spadaro

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