Oculistica, il San Timoteo rilancia: con tre specialisti più visite e chirurgia per abbattere le liste d’attesa


TERMOLI. Per anni ha rappresentato un punto di riferimento per il basso Molise e non solo, costruendo una reputazione fondata sulla qualità professionale e sull’elevato numero di interventi eseguiti. Poi, complice il mancato ricambio generazionale e l’assenza di concorsi per oltre vent’anni, la Struttura Semplice Dipartimentale di Oculistica dell’ospedale San Timoteo ha vissuto una fase estremamente complessa, arrivando a reggersi sul lavoro di un solo medico. Oggi, però, il reparto torna a guardare al futuro con rinnovata fiducia. L’arrivo di due nuovi specialisti segna infatti un cambio di passo destinato a incidere concretamente sull’assistenza ai pazienti e sull’organizzazione del servizio.

Le novità sono state illustrate questa mattina nell’aula Unimol del presidio ospedaliero, nel corso di un incontro dedicato al rafforzamento dell’organico della struttura diretta dal dottor Ugo Cipollone, alla presenza dei nuovi professionisti, del delegato della direzione sanitaria Asrem, Arturo Santagata, del dottor Nicola Rocchia, primario di Medicina, intervenuto in rappresentanza del direttore generale Giovanni Di Santo.

Il dato più significativo è quello numerico, ma soprattutto organizzativo: il reparto passa infatti da un solo oculista a tre specialisti in servizio. Un incremento che consentirà di ampliare sensibilmente l’offerta di visite ambulatoriali, esami diagnostici e attività chirurgica, con l’obiettivo prioritario di ridurre le liste d’attesa, oggi tra le principali criticità segnalate dagli utenti.

Per il dottor Ugo Cipollone si chiude così un periodo particolarmente impegnativo. È stato lui, infatti, a garantire praticamente da solo la continuità assistenziale della struttura negli ultimi anni, mantenendo elevato il numero degli interventi chirurgici nonostante una cronica carenza di personale. Una situazione che affondava le radici nella mancata programmazione del turnover: l’ultimo concorso per oculisti, ha ricordato lo stesso Cipollone, risaliva a circa vent’anni fa. Con il pensionamento progressivo dei colleghi storici, il reparto aveva progressivamente perso risorse fino a rimanere con un solo specialista.

Adesso il quadro cambia radicalmente grazie all’ingresso del dottor Ernesto Di Marco, proveniente dall’Azienda sanitaria di Macerata, e del dottor Antonio Perfetto, termolese, formatosi all’Università di Padova dopo oltre un decennio di esperienza professionale nel Veneto. Due percorsi differenti accomunati dalla scelta di investire sul San Timoteo.

Di Marco, originario dell’area vastese, ha spiegato di aver lasciato volontariamente il precedente incarico per aderire al progetto sanitario molisano. La sua attività è rivolta soprattutto alla chirurgia della cataratta, del glaucoma e alle patologie del segmento anteriore dell’occhio, ambiti nei quali punta a mettere a disposizione del reparto l’esperienza maturata negli ultimi anni. Un contributo importante anche sul fronte della prevenzione, soprattutto per il glaucoma, malattia spesso silenziosa che può compromettere irreversibilmente la vista se non diagnosticata tempestivamente.

Particolarmente significativo anche il ritorno del dottor Antonio Perfetto, che dopo oltre dieci anni trascorsi negli ospedali del Nord-Est ha scelto di rientrare nella città dove è nato e cresciuto. Specializzato nella chirurgia della cataratta e nella chirurgia vitreoretinica, Perfetto ha sottolineato come il San Timoteo disponga oggi di condizioni organizzative e professionali tali da non avere nulla da invidiare a molte realtà ospedaliere del Settentrione. Una dichiarazione che rappresenta anche un segnale di fiducia verso il percorso di crescita intrapreso dall’ospedale termolese.

Il direttore sanitario Rocchia ha parlato di un momento importante per un’unità operativa che vanta una lunga tradizione di eccellenza. Ha ricordato come l’Oculistica di Larino prima e quella di Termoli poi abbiano rappresentato negli anni un punto di riferimento ben oltre i confini regionali e come fosse necessario restituire alla struttura un organico adeguato per rispondere alla crescente domanda di assistenza. L’ospedale, ha evidenziato, sta vivendo una fase di crescita, registrando un aumento costante delle richieste e un utilizzo pressoché completo dei posti letto disponibili. Proprio per questo diventa indispensabile affiancare al miglioramento dell’offerta sanitaria anche un rafforzamento delle risorse umane.

Le prospettive sono concrete. Cipollone ha spiegato che gli interventi chirurgici, nonostante le difficoltà, sono già stati mantenuti ai livelli degli anni precedenti e in alcuni casi perfino incrementati. Il vero salto di qualità riguarderà ora le visite specialistiche e gli esami strumentali, che rappresentano il settore maggiormente penalizzato dalla carenza di personale. L’obiettivo è ridurre in maniera significativa i tempi di attesa, soprattutto per quei pazienti che devono affrontare un intervento di cataratta, rinnovare certificazioni per la patente di guida o sottoporsi a controlli diagnostici non procrastinabili.

Lo stesso direttore della SSD Oculistica, pur accogliendo con soddisfazione l’arrivo dei nuovi colleghi, guarda già oltre. Tre medici rappresentano un importante passo avanti, ma il fabbisogno ideale della struttura resta di cinque o sei specialisti, numero che consentirebbe di garantire reperibilità, attività pomeridiane e una copertura ancora più ampia delle esigenze del territorio. Una prospettiva che richiama gli anni in cui il reparto operava a pieno regime e rappresentava una delle eccellenze della sanità molisana.

Il messaggio che arriva dal San Timoteo è comunque chiaro: dopo anni di difficoltà, l’Oculistica torna finalmente a crescere. Con tre specialisti anziché uno, nuove competenze chirurgiche, il rientro di professionalità formatesi fuori regione e la volontà di investire sull’abbattimento delle liste d’attesa, il reparto prova a riappropriarsi del ruolo che storicamente ha ricoperto nella sanità del Basso Molise. Un segnale concreto per i cittadini, che potranno contare su un’offerta assistenziale più ampia e su tempi di risposta destinati progressivamente a ridursi.

Emanuele Bracone




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