Giornata mondiale delle api: perché sono così preziose


20 maggio Giornata mondiale delle api, tutti noi dipendiamo dalla loro sopravvivenza

Il 20 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api, istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo fondamentale degli impollinatori nel mantenimento della biodiversità e della sicurezza alimentare globale.

Il tema del 2026, “Bee Together for People and the Planet”, è un richiamo alla storica collaborazione tra uomo e api. In un contesto di crisi ambientale e declino degli ecosistemi, le api ci ricordano che non può esserci benessere umano senza il benessere della natura.

L’importanza delle api per la vita sulla Terra

Le api sono i più importanti impollinatori al mondo, anche se ne esistono altri, come farfalle, pipistrelli e colibrì. Quelle domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul Pianeta. Più della metà del consumo mondiale di grassi e oli viene da piante impollinate.

Il lavoro incessante delle api è necessario al ciclo delle piante con fiore e a quello della vegetazione destinata a diventare cibo o altri prodotti. Solo le api selvatiche costituiscono un esercito di oltre 20.000 specie, tutte orientate a garantire l’impollinazione per una ricaduta benefica sul 35% dell’agricoltura mondiale.

20 maggio giornata mondiale delle api20 maggio giornata mondiale delle api

Quasi il 90% delle specie di piante da fiore selvatiche dipende, almeno in parte, dall’impollinazione, così come l’80% delle colture alimentari mondiali e il 35% dei terreni agricoli globali. Gli impollinatori non solo contribuiscono direttamente alla sicurezza alimentare, ma sono fondamentali per la conservazione della biodiversità.

Nella sola Europa l’84% delle principali colture destinate all’alimentazione umana — frutta, verdura, legumi — dipende dall’attività delle api. Delle 1.400 specie vegetali che servono a produrre il nostro cibo e i prodotti dell’industria derivata dalle piante, quasi l’80% richiede impollinazione; e si stima che l’87% delle piante selvatiche in fiore del mondo, circa 308.000 specie, dipenda almeno in parte da questo servizio.

Negli ultimi 50 anni il volume della produzione agricola è aumentato del 30% grazie al loro contributo diretto. Senza le api non avremmo più caffè, cioccolato, miele e molti altri alimenti che fanno parte della nostra quotidianità. Il solo mercato mondiale del cacao vale 5,7 miliardi di dollari l’anno; le api domestiche producono ogni anno 1,6 milioni di tonnellate di miele.

Le api svolgono dunque un ruolo fondamentale per la sopravvivenza del pianeta e dell’uomo, e proteggerle significa anche affrontare anche i problemi legati all’approvvigionamento alimentare globale e alla povertà nei Paesi in via di sviluppo. Eppure gli ultimi dati del WWF ci dicono che il 40% degli insetti impollinatori nel mondo è a rischio estinzione, con le conseguenze che questo comporta anche per la tutela della biodiversità.

Secondo i dati, inoltre, negli ultimi 30 anni in Europa si è perso il 70% della biomassa degli insetti volatori, per la maggior parte preziosi nel garantire il servizio ecosistemico dell’impollinazione.

Un problema certamente non nuovo che sta peggiorando. La Giornata mondiale delle api è stata infatti istituita per la prima volta dalle Nazioni Unite il 20 maggio del 2017, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza degli impollinatori, sulle minacce che devono affrontare e sul loro contributo allo sviluppo sostenibile. Da allora il 20 maggio vengono festeggiate in tutto il Pianeta.

Edizione 2026: “Bee Together for People and the Planet”

Il tema scelto dalla FAO per la Giornata Mondiale delle Api 2026 è “Bee Together for People and the Planet – A partnership that sustains us all“, ovvero “Siate uniti per le persone e per il pianeta: una partnership che ci sostiene tutti“.

Edizione 2026 della giornata mondiale delle Api: Edizione 2026 della giornata mondiale delle Api:
Fonte Fao

Per millenni, api e esseri umani hanno condiviso una connessione stretta e in continua evoluzione, plasmata dal modo in cui le comunità di tutto il mondo hanno fatto affidamento sulle api per l’alimentazione e il sostentamento, con le api che sono spesso diventate parte integrante dell’identità culturale locale. Dalla raccolta del miele alle più diverse forme di apicoltura, questa relazione si è continuamente adattata ad ambienti, tecnologie e contesti socioculturali differenti.

La Giornata 2026 evidenzia come l’evoluzione dell’apicoltura attraverso culture e paesaggi diversi nel corso di migliaia di anni si intrecci con la promozione di approcci innovativi per migliorare la produzione e la salute delle api, sostenendo al contempo i mezzi di sussistenza degli apicoltori, comprese donne e giovani. Il tema si allinea anche con l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori 2026 e con l’Anno Internazionale della Donna Contadina 2026, offrendo l’occasione per riflettere sul ruolo dell’apicoltura nei sistemi rurali e nel processo di empowerment femminile.

L’evento principale si terrà il 20 e 21 maggio a Maribor, in Slovenia, con il Terzo Forum Internazionale per l’Apicoltura Sostenibile e la Scienza dell’Impollinazione.

Api: una specie a rischio estinzione

Gli attuali tassi di estinzione degli impollinatori sono da 100 a 1.000 volte superiori alla norma a causa dell’impatto umano. Oltre il 40% degli impollinatori invertebrati rischia l’estinzione a livello globale, mentre in Europa quasi la metà degli insetti impollinatori è in declino e un terzo è minacciato di estinzione.

Api: una specie a rischio estinzioneApi: una specie a rischio estinzione

Se questa tendenza continua, le colture nutrienti — frutta, noci, molti ortaggi — saranno progressivamente sostituite da colture di base come riso, mais e patate, con il risultato di un impoverimento drastico della dieta globale.

Le pratiche agricole intensive, il cambiamento di destinazione d’uso dei terreni, la monocoltura, i pesticidi — in particolare i neonicotinoidi — e le temperature più elevate associate al cambiamento climatico pongono gravi problemi alle popolazioni di api. Negli ultimi 60 anni, i cambiamenti climatici e l’agricoltura intensiva hanno modificato il ciclo di vita degli impollinatori: la loro attività è anticipata di circa 6 giorni e la durata del volo ridotta di 2 giorni.

Il loro declino ha ricadute dirette sull’economia: la produzione agricola europea resa possibile dagli impollinatori vale 15 miliardi di euro l’anno, e la situazione italiana non è esente da questo trend negativo.

Il quadro italiano: dati aggiornati ISPRA

Lo stato delle popolazioni nel nostro Paese è considerato critico, riflettendo il trend negativo che sta colpendo l’intero continente europeo. In Italia circa il 22% delle 151 specie di api native valutate è minacciato di estinzione. Le cause principali sono la frammentazione degli habitat, l’agricoltura intensiva, l’uso massiccio di pesticidi e la pressione crescente dei cambiamenti climatici.

Aggiornando il quadro rispetto al 2018, secondo la European Red Lists of Bees delle circa 2.000 specie di api europee quasi il 10% è in declino; in Italia, delle 151 specie di api native valutate (su un totale di oltre 1.100 apoidei censiti), 34 — pari al 22% — sono in pericolo. Sullo stesso trend i dati sulle farfalle: delle 289 specie di farfalle diurne, 18 (pari al 6,3%) sono a rischio di estinzione.

Giornata mondiale delle Api, il quadro italiano: dati aggiornati ISPRAGiornata mondiale delle Api, il quadro italiano: dati aggiornati ISPRA

ISPRA dal 2015, all’interno dell’Annuario dei Dati Ambientali, cura la pubblicazione e l’aggiornamento dell’indicatore “Moria delle api”, monitorando con continuità le colonie svernanti sul territorio nazionale. I dati confermano il carattere…


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 Raffaella Capritti

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