19.28 – martedì 11 agosto 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Una legge elettorale proporzionale per il bene del Trentino. L’autonomia speciale del Trentino non è soltanto un insieme di competenze amministrative: è un modello di democrazia che mette al centro le persone, le comunità e i territori. Per questo la legge elettorale deve essere coerente con i principi che hanno ispirato la nostra autonomia e che continuano a rappresentarne il fondamento.
Il sistema proporzionale è quello che meglio interpreta questa visione. Garantisce infatti che ogni voto abbia lo stesso valore e che tutte le sensibilità politiche presenti nella società trentina possano trovare un’adeguata rappresentanza nelle istituzioni. In una terra fatta di vallate, comunità locali e realtà profondamente diverse tra loro, la rappresentanza non può essere compressa in logiche maggioritarie che rischiano di lasciare senza voce una parte significativa dei cittadini.
Vi è inoltre un ulteriore elemento di qualità democratica: il sistema proporzionale riporta la politica, il confronto e la reale elaborazione delle scelte all’interno del Consiglio provinciale. Sono i consiglieri, espressione diretta dei territori e degli elettori, a diventare protagonisti del processo decisionale e ad assumere la responsabilità dell’indirizzo politico.
In questo quadro, la scelta del Presidente della Giunta da parte del Consiglio restituisce centralità all’assemblea elettiva, ma soprattutto libera la politica trentina da una dinamica polarizzante: quella delle coalizioni forzate e bloccate prima del voto. Se l’elezione diretta spinge spesso alla costruzione di alleanze estreme e poco coese al solo scopo di prevalere nelle urne, un sistema proporzionale consente di declinare le alleanze preventive in una forma più flessibile e rispettosa delle identità dei singoli partiti. Ciascuna forza politica può presentarsi agli elettori con la propria proposta programmatica, favorendo convergenze reali e non imposizioni matematiche. Sarà poi il Consiglio provinciale, in modo trasparente e alla luce del sole, a dover costruire la sintesi politica finale per una maggioranza di governo stabile, che rispecchi la vera e complessa volontà dei trentini.
La forza dell’autonomia è sempre stata quella di valorizzare le differenze, non di appiattirle. È attraverso il confronto, il dialogo e la ricerca di soluzioni condivise che il Trentino ha costruito negli anni un modello di autogoverno riconosciuto e rispettato. Una legge elettorale proporzionale favorisce proprio questo: istituzioni capaci di rappresentare la complessità del nostro territorio e di promuovere una politica della responsabilità, anziché della contrapposizione.
Per il Partito Autonomista Trentino Tirolese, la rappresentanza territoriale è un valore imprescindibile. Ogni valle, ogni comunità e ogni realtà locale devono poter contribuire alle scelte che riguardano il futuro della nostra Provincia.
Per questo riteniamo importante che una riforma così profonda della legge elettorale diventi anche l’occasione per interrogarci, in modo serio e costruttivo, sull’attuale sistema delle preferenze. Se da un lato il meccanismo della doppia preferenza di genere ha avuto l’indubbio merito storico di promuovere la rappresentanza femminile nelle nostre istituzioni, dall’altro è utile riflettere sui suoi limiti oggettivi nel garantire una reale presenza a tutte le comunità di valle e nel favorire un fisiologico ricambio della classe politica. Senza in alcun modo indebolire il principio dell’equilibrio di genere, sarebbe opportuno interrogarsi su formule che — ad esempio ampliando la libertà di scelta dell’elettore — possano valorizzare il merito e il radicamento territoriale delle candidature, superando rigidità formali a favore di una parità più sostanziale, aperta e partecipata.
Consentire ai cittadini di indicare un maggior numero di preferenze significa rafforzare il rapporto diretto tra eletti ed elettori, valorizzare candidature radicate nei territori e garantire una presenza più equilibrata delle diverse aree del Trentino all’interno del Consiglio provinciale. Una rappresentanza territoriale più ampia rende le istituzioni più vicine ai cittadini e più attente alle esigenze delle comunità locali.
In questo contesto emerge anche un ulteriore elemento di riflessione: il ruolo dei partiti nazionali e dei loro rappresentanti sui territori. Senza muovere critiche personali, è evidente come tali esponenti si trovino spesso ad operare all’interno di linee politiche e organizzative definite a livello centrale, alle quali tendono naturalmente ad adeguarsi. Questa dinamica, fisiologica in strutture politiche di dimensione nazionale, può tuttavia rendere più complessa una piena aderenza alle specificità e alle esigenze dei territori autonomi come il Trentino, che richiedono invece un’attenzione costante e una capacità decisionale fortemente radicata a livello locale.
Una legge elettorale moderna per il Trentino deve quindi perseguire due obiettivi: assicurare una rappresentanza realmente proporzionale e rafforzare il legame tra il Consiglio provinciale e il territorio attraverso un sistema di preferenze più aperto e partecipato.
In quest’ottica, è necessario sfatare un mito: quello secondo cui l’elezione diretta sia l’unico modo per garantire la governabilità. In realtà, la stabilità promessa dal sistema maggioritario si basa spesso su un meccanismo di implicito ricatto politico: se la coalizione vacilla o se sorgono dissidi sul programma, il Presidente si dimette e l’intero Consiglio decade, rimandando i cittadini alle urne. È una logica rigida, che paralizza il confronto per paura delle conseguenze elettorali e che finisce per soffocare il dibattito democratico.
La vera governabilità, quella che serve al Trentino, non nasce dalla minaccia del voto anticipato, ma dalla forza delle idee. Con il sistema proporzionale si torna a dare centralità alla politica: ci si allea sulla base di un programma concreto e condiviso. E se durante la legislatura quell’accordo mostra dei limiti, la politica ha il dovere e la flessibilità di confrontarsi, correggere la rotta o costruire nuove sintesi programmatiche per il bene della comunità, senza interrompere l’azione amministrativa. Questa non è instabilità: è il ritorno della politica, della responsabilità e di alleanze che, proprio perché basate sul dialogo continuo e non su vincoli geometrici, diventano più forti e mature.
L’autonomia vive quando ogni comunità si sente rappresentata. Vive quando nessun territorio viene dimenticato. Vive quando il pluralismo diventa una ricchezza e non un ostacolo.
Per questo il PATT sostiene una legge elettorale proporzionale, capace di garantire governabilità senza sacrificare la rappresentanza, e di rafforzare il ruolo delle comunità locali, autentico cuore della nostra autonomia speciale.
*
Mauro Verones
Presidente del Partito Autonomista Trentino Tirolese
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
admin
Source link


