OGM, DEREGOLAMENTAZIONE – OrticaWeb


CANCELLATA LA TUTELA DEL MADE IN ITALY E LA TRASPARENZA ALIMENTARE NELL’UNIONE EUROPEA: IL TRADIMENTO DI BRUXELLES E L’IPOCRISIA DELLA POLITICA NAZIONALE.                                                                                                                                                                                

Mentre l’opinione pubblica è tenuta nella più totale disinformazione, a Bruxelles si è consumato l’atto finale che smantella la sicurezza della nostra filiera agroalimentare: il 17 giugno la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha respinto in blocco gli oltre 30 emendamenti presentati per introdurre clausole di salvaguardia, tracciabilità e tutele contro le contaminazioni.


Il testo è passato blindato con 56 voti favorevoli alla deregolamentazione e solo 32 contrari. E il nostro Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida esprime un plauso entusiasta, celebrando come “vittoria” l’alienazione degli asset strategici del nostro patrimonio agro-forestale e del potenziale nutrizionale biotipico nazionale ai colossi delle biotecnologie multinazionali. Altro che difesa della sovranità nazionale!

GLI EFFETTI DEVASTANTI SULL’AGRICOLTURA E SUL CONSUMO ALIMENTARE: AZZERATA LA LIBERTÀ DI SCELTA SULLE TAVOLE!

Le piante ottenute con Nuove Tecniche Genomiche (NGT1/TEA) non avranno più l’obbligo di etichettatura per il consumatore finale: questi prodotti Franken-food entreranno nei supermercati in modo totalmente anonimo e non sapremo più cosa stiamo acquistando e cosa stiamo mangiando!

CONTAMINAZIONE IRREVERSIBILE DELLE VARIETÀ AUTOCTONE: la semina incontrollata nei campi esporrà il nostro patrimonio di biodiversità locale alla contaminazione da polline modificato in laboratorio. I marchi storici DOP, IGP, STG e DOCG, che coltivano l’eccellenza come pomodori, patate, melanzane e insalata, uva e fanno grande l’Italia nel mondo, perderanno la loro specificità e purezza biologica.

LA CONDANNA A MORTE DEL BIOLOGICO E DEL BIODINAMICO: il settore BIO vieta per legge l’uso di biotecnologie marziane. Ma senza un obbligo di tracciabilità integrata lungo tutta la catena distributiva, la contaminazione occulta distruggerà le aziende, che non avranno più strumenti legali per difendere la propria filiera “GMO-free”. Mentre altri Paesi extra-UE come la Svizzera scelgono l’autonomia e decidono di tutelare i propri cittadini imponendo l’etichettatura totale e la tracciabilità delle sementi anche per i nuovi OGM, il governo italiano spalanca le porte del mercato nazionale senza alcuna forma di precauzione o protezione.


L’Associazione “Noi di European Consumers” denuncia da anni questo isolamento informativo a cui sono sottoposti i cittadini mentre l’Unione ha equiparato le recenti biotecnologie vegetali agli OGM transgenici, approvando una legge che consente di modificare geneticamente alcuni tipi di piante. Il nuovo quadro introduce un sistema a due binari. Le piante NGT di categoria 1, ovvero quelle con modifiche genetiche semplici come la sostituzione di una singola base del DNA, saranno trattate alla stregua delle varietà tradizionali.

Le piante NGT-2, con modifiche più complesse, continueranno invece a essere sottoposte alle norme più stringenti previste per gli OGM, inclusi valutazione del rischio, autorizzazione, etichettatura, tracciabilità e possibilità per gli Stati membri di limitarne la coltivazione. Sul punto più controverso, i brevetti, la maggioranza dei parlamentari ha respinto un emendamento che mirava a vietare i brevetti sulle nuove varietà ottenute con NGT, una richiesta sostenuta da molte associazioni agricole e ambientaliste per timore di una concentrazione del mercato nelle mani di poche multinazionali: in Italia non fabbrichiamo cibo, noi lo produciamo.

Il testo adottato invece non prevede alcun divieto di brevettazione. Dunque chi sviluppa una varietà NGT potrà brevettarne le caratteristiche, estendendo il brevetto a qualsiasi pianta che le esprima, indipendentemente dal metodo di ottenimento. Così, il monopolio delle multinazionali sulle sementi esce rafforzato.

Tra gli eurodeputati italiani, 25 hanno votato a favore degli emendamenti che avrebbero consentito di mantenere qualche garanzia maggiore (PD, M5S, AVS, Verdi, Indipendenti), 45 contro (FdI, Lega, Forza Italia, SVP). Sei parlamentari del PD, Bonaccini, Gori, Maran, Nardella, Picierno e Lupo, hanno votato insieme alle destre, contro la linea della propria delegazione.

In particolare, il fronte compatto delle destre (EPP, ECR, Patriots) ha respinto ogni garanzia, sostenendo di fare il bene dell’agricoltura italiana. Ma, ad esempio: BF SpA, holding che controlla, insieme a Coldiretti, anche SIS (Società Italiana Sementi) e Consorzi Agrari d’Italia, ha già siglato con ENI Natural Energies un accordo decennale per sviluppare sementi NGT per biocarburanti, con una clausola di protezione brevettuale sulla genetica delle sementi.


Ricordiamo a tutti i parlamentari che difendono le NGT come sostegno al «polo sementiero nazionale» che questo nasconde una struttura privata con azionisti finanziari e un partner energetico transnazionale, che ora potrà operare libero da qualsiasi vincolo di tracciabilità e responsabilità per eventuali danni alle colture e ai consumatori.

L’Associazione Rurale Italiana, insieme alle organizzazioni della società civile che si sono mobilitate, non mollerà la presa, afferma Alessandra Turco, membro di Ari e Membro italiano del direttivo del Coordinamento europeo Via Campesina, andremo avanti su tutti i fronti possibili per fermare questa scelta dall’impatto devastante per l’agricoltura, l’ambiente e la salute: la campagna per favorire le delibere comunali che rendano i territori liberi da OGM e per bloccare campi prova, tutelare mense scolastiche e ospedaliere, difendere biologico e produzioni tipiche; il contrasto all’estensione della brevettazione anche sulle sementi contadine e la tutela e valorizzazione delle filiere libere da OGM, che riuniscono contadine e contadini, associazioni, gruppi d’acquisto e realtà di economia solidale.

Si stanno anche valutando un possibile ricorso in sede europea e azioni di resistenza contro le prove in campo dei prodotti NGT “segretate “dal governo».

Il percorso di tutela verso territori, filiere e mercati liberi dai nuovi OGM e dai loro brevetti è aperto e continua con: AIAB, ARCI, Assobio, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica, Associazione Rurale Italiana, Centro Internazionale CroceviaDemeter Italia, Fairwatch, Federazione Nazionale Pro Natura, Federbio, FIRAB, Fondazione Seminare il Futuro, Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu, Movimento Consumatori, Navdanya International, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, Terra!, WWF Italia, 56 Biodistretti Italiani.

di Luca Marini Achenza



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 Redazione OrticaWeb

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