Ci sono applicazioni che consultiamo quasi senza rendercene conto. Lo facciamo appena svegli, prima di uscire di casa, mentre organizziamo un viaggio o quando, semplicemente, vogliamo capire se il caldo concederà una tregua. Tra queste, il meteo occupa un posto speciale. È probabilmente una delle poche informazioni che controlliamo ogni giorno, spesso più volte nell’arco di ventiquattr’ore, come se conoscere la temperatura o la probabilità di pioggia potesse offrirci l’illusione di avere un maggiore controllo sul tempo che ci aspetta.
Eppure, osservando quel susseguirsi di numeri, icone e grafici, raramente ci soffermiamo su un aspetto tanto evidente quanto trascurato: il cielo non è soltanto un dato meteorologico. È un’esperienza visiva. Ha una luce diversa ogni mattina, cambia colore nel corso della giornata, modifica la percezione delle città, dei paesaggi e perfino del nostro umore. Un pomeriggio estivo a 30 gradi sulle coste del Mediterraneo non comunica la stessa sensazione di una giornata con la medesima temperatura nel centro di una grande metropoli soffocata dall’umidità. I numeri sono identici, ma ciò che proviamo è completamente diverso.
È proprio da questa riflessione che nasce Current Rothko, il progetto ideato dal designer e creative director finlandese Joonas Virtanen, che ha deciso di sostituire le tradizionali previsioni del tempo con qualcosa di apparentemente lontanissimo dalla meteorologia: un dipinto di Mark Rothko. Inserendo il nome di una città, il sito non restituisce soltanto temperatura, condizioni atmosferiche e ora locale, ma individua anche l’opera dell’artista americano che meglio rappresenta l’atmosfera di quel preciso momento, trasformando il meteo in un’esperienza estetica.
Dalla meteorologia all’emozione
L’idea può sembrare un gioco, ma dietro la sua apparente leggerezza si nasconde una riflessione sorprendentemente profonda sul rapporto tra dati e percezione.
«Le previsioni del tempo ti dicono la temperatura e se devi portare un ombrello, ma io sono interessato a tradurre tutto questo in ciò che quella giornata fa provare», ha spiegato Virtanen presentando il progetto. «Il meteo è fatto di dati, ma è anche un’esperienza condivisa, e queste due cose raramente coincidono».
È un cambio di prospettiva radicale. Per decenni la tecnologia ha cercato di rendere le previsioni sempre più accurate, aumentando la quantità di dati disponibili e la precisione dei modelli matematici. Current Rothko percorre invece la strada opposta: non aggiunge informazioni, ma prova a restituire una dimensione emotiva a qualcosa che siamo ormai abituati a leggere esclusivamente attraverso numeri e percentuali.
L’obiettivo, infatti, non è prevedere meglio il tempo, bensì raccontarne la qualità percettiva. Come si presenta quella giornata? Quale atmosfera trasmette? Quali colori sembrano dominarla? Sono domande alle quali un algoritmo tradizionale non prova nemmeno a rispondere.
Perché proprio Mark Rothko?
La scelta dell’artista non è affatto casuale. Se esiste un pittore che ha fatto del colore il principale linguaggio delle emozioni, quello è proprio Mark Rothko.
Tra i protagonisti dell’Espressionismo Astratto e della cosiddetta Color Field Painting, Rothko abbandonò progressivamente qualsiasi riferimento figurativo per concentrarsi su grandi campiture cromatiche sospese, capaci di evocare stati d’animo più che raccontare oggetti o paesaggi.
Lo stesso artista rifiutava l’idea che i suoi quadri fossero semplici composizioni astratte. Diceva di dipingere emozioni fondamentali come tragedia, estasi, gioia e destino, e chiedeva ai musei di esporre le sue opere in ambienti raccolti, con luci soffuse e a un’altezza inferiore rispetto al normale, affinché il visitatore potesse quasi entrarvi dentro. Le sue tele, sosteneva, non dovevano essere semplicemente osservate, ma vissute.
Da questo punto di vista, il cielo rappresenta quasi il naturale prolungamento della sua ricerca. Anche il cielo, infatti, comunica attraverso il colore. Anche il cielo cambia continuamente pur restando apparentemente identico. Anche il cielo, come un Rothko, può risultare rassicurante, inquietante, malinconico o luminoso senza raccontare nulla di concreto.
Come funziona l’algoritmo
Dietro la semplicità dell’interfaccia si nasconde un lavoro molto più sofisticato di quanto si potrebbe immaginare.
Current Rothko raccoglie i dati meteorologici relativi alla località scelta — temperatura, ora del giorno, alba, tramonto, copertura nuvolosa, pioggia, nebbia e temporali — e li traduce in quello che Virtanen definisce un vero e proprio “registro emotivo”. Ogni dipinto presente nell’archivio è stato catalogato manualmente secondo luminosità, temperatura cromatica, palette e atmosfera emotiva. L’algoritmo confronta quindi questi parametri con quelli della giornata e assegna un punteggio a ciascuna opera, selezionando quella che meglio rappresenta il momento vissuto dall’utente.
Attualmente il database comprende 89 dipinti di Rothko, scelti tra quelli disponibili attraverso WikiArt e altre fonti che consentono un utilizzo compatibile con le limitazioni imposte dal copyright ancora vigente sull’opera dell’artista. Virtanen ha spiegato che l’aspetto più complesso non è stato sviluppare il codice, ma trovare un equilibrio affinché gli abbinamenti risultassero “emotivamente corretti” e non semplicemente coerenti dal punto di vista matematico.
Quando l’intelligenza artificiale smette di imitare gli artisti
Forse l’aspetto più interessante del progetto riguarda proprio il modo in cui utilizza la tecnologia.
Negli ultimi anni ci siamo abituati a parlare di intelligenza artificiale quasi esclusivamente come di uno strumento capace di produrre immagini, imitare stili pittorici e generare opere nuove. Current Rothko sceglie invece una direzione opposta. Non crea un falso Rothko, non prova a sostituirsi all’artista e non utilizza modelli generativi per produrre nuove tele. Fa qualcosa di molto più discreto: usa un algoritmo per riportare l’attenzione sull’opera originale.
È una differenza sostanziale. Invece di moltiplicare immagini sintetiche, il progetto invita l’utente a riscoprire un patrimonio artistico già esistente, dimostrando che la tecnologia può anche diventare uno strumento di mediazione culturale, capace di creare connessioni inattese tra la nostra quotidianità e la storia dell’arte.
Dal cielo ai musei
Non è un caso che Current Rothko stia attirando l’attenzione proprio mentre cresce il dibattito su come musei e istituzioni culturali possano utilizzare algoritmi e strumenti digitali non per sostituire l’esperienza della visita, ma per renderla più accessibile e coinvolgente.
In questo senso il progetto di Virtanen racconta una tendenza più ampia. Gli algoritmi stanno progressivamente smettendo di limitarsi a suggerirci cosa acquistare, quale film guardare o quale ristorante scegliere. Sempre più spesso diventano mediatori culturali, capaci di costruire percorsi personalizzati tra opere, collezioni e artisti.
Current Rothko rappresenta forse uno degli esempi più poetici di questa trasformazione. Perché prende uno dei gesti più automatici della nostra giornata — controllare il meteo — e lo trasforma in un’occasione per incontrare uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento.
E in un’epoca in cui il cambiamento climatico ci costringe a osservare il cielo con crescente preoccupazione, c’è qualcosa di sorprendentemente rassicurante nell’idea che, almeno per qualche istante, quelle stesse nuvole possano essere raccontate non da un grafico, ma da un quadro di Mark Rothko.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Rita Galimberti
Source link



